LILIANA FERRARO: “Borsellino era particolarmente interessato al pensiero di Falcone sulla gestione di quel rapporto del Ros”

 

… la dottoressa Liliana Ferraro da anni molto vicina al dottor Falcone ed anche al dottor Borsellino. ha riferito che, in occasione dell’incontro in aeroporto il giorno 28 giugno 1992, il dottor Borsellino era particolarmente interessato al pensiero di Falcone sulla gestione di quel rapporto del Ros e le aveva detto che era stato quest’ultimo a chiedergli di occuparsene: « Su questo il Dottor Paolo Borsellino mi ha fatto tante domande.
Mi ha chiesto, appunto, come era arrivato il plico, mi ha chiesto… si ricordava che il Dottor Falcone lo aveva chiamato e gli aveva detto… la prima volta che gliene aveva parlato gli aveva detto nel corso di questa telefonata… proprio nel corso della telefonata… dice: “Guarda che sta entrando Liliana, con lei abbiamo preparato la lettera per rispedirlo a Palermo”.
Ricordava che il Dottor Falcone gli aveva detto: “Adesso sei tu che devi curarne l’ulteriore seguito”. E quindi voleva una conferma di ques
to percorso ministeriale che c’era stato ».

In proposito, la dottoressa Ferraro ha anche evidenziato come l’incontro in aeroporto fosse stato sollecitato proprio dal dottor Borsellino, il quale era interessato a capire quanto fosse accaduto in occasione dell’invio al Ministero del dossier.

FONTE

 

 

 

Liliana Ferraro, nell’audizione del 16 febbraio 2011 alla Commissione Parlamentare Antimafia con presidente Giuseppe Pisanu, dichiarò che «Nel tempo che passammo insieme all’aeroporto Paolo mi spiegò prima di tutto la ragione per la quale mi aveva chiesto d’incontrarlo e di andare con lui a Palermo: voleva parlarmi del caso Mutolo, che so essere già a conoscenza di questa Commissione perché ne ha riferito il dottor Pierluigi Vigna. Gaspare Mutolo, detenuto per fatti di mafia, mesi prima aveva chiesto di parlare con il dottor Giovanni Falcone il quale aveva ritenuto di sentirlo ma si era fatto accompagnare dal dottor Sinisi, svolgendo egli funzioni amministrative. Il Mutolo dichiarò di essere disponibile a collaborare con la giustizia ma chiedeva di farlo solo con il dottor Falcone, come era accaduto per Buscetta. Il dottor Falcone gli rispose che questo non era possibile ma aggiunse che avrebbe avvertito il Ministro della giustizia, il Ministro dell’interno e il capo della Polizia sollecitando questi ad affidare l’incarico a Gianni De Gennaro, mentre per la parte giudiziaria gli disse che lo avrebbe affidato completamente al dottor Borsellino. Questa è la ragione per la quale Mutolo, come già detto dal dottor Vigna, si rifiutava di parlare con altri o in presenza di altri. Il procuratore Giammanco, come ha già riferito il dottor Vigna alla Commissione, continuava tuttavia a respingere le richieste di Borsellino. Paolo mi spiegò che probabilmente se la stessa richiesta l’avessi formulata io al procuratore, considerato il mio ruolo al Ministero e la possibilità che avevo di informare non solo il ministro Martelli ma anche il Ministro dell’interno, forse Giammanco si sarebbe convinto. Decisi di chiamare immediatamente Palermo da una cabina telefonica nell’atrio dell’aeroporto, in quanto i cellulari non funzionavano, per avvertire il procuratore Giammanco che il giorno dopo avevo assolutamente bisogno di parlare con lui; cosa che feci l’indomani mattina trovando nel procuratore molta resistenza. Al termine di una lunga e vivace conversazione il procuratore passò a una risposta più possibilista, ma da adottare qualche giorno dopo perché aveva in corso, mi disse, una sorta di redistribuzione del lavoro tra i magistrati della procura. Fu in occasione della telefonata dalla cabina dell’aeroporto che incontrammo, Paolo e io, alcune persone e l’allora Ministro della difesa Ando`. Ritornati nella saletta, il dottor Borsellino mi fece altre domande sulle attività di Giovanni nell’ultimo periodo e volle che gli raccontassi ciò che sapevo sulla cosiddetta indagine sugli appalti. Era un rapporto contenente spunti di attività investigativa in relazione a una rete di appalti in Sicilia che aveva diramazioni con grandi aziende anche sul continente e che, a giudizio del Ros che l’aveva redatto, se adeguatamente sviluppata avrebbe potuto portare all’accertamento delle attività economiche svolte da cosa nostra in Sicilia e nel resto del Paese. Questo rapporto era arrivato al ministro Martelli in plico sigillato inviato dal procuratore della Repubblica di Palermo. Il Ministro, come era sua abitudine per le questioni che riguardavano le attività degli uffici giudiziari in materia penale, lo aveva inviato immediatamente al dottor Falcone il quale era appena partito per Palermo per il fine settimana. Io lo avvertii dell’arrivo del plico ed egli mi pregò di cominciare a leggerlo per capire quale provvedimento la procura della Repubblica di Palermo stesse chiedendo al Ministero. Poco tempo dopo – non più di due ore – il dottor Falcone mi richiamò e mi disse di risigillare immediatamente i faldoni pervenuti da Palermo e di predisporre una bozza di lettera a firma del Ministro per accompagnare la restituzione degli atti alla procura. Così facemmo».

 

 

https://progettosanfrancesco.it/2023/02/14/ferraro/

 

 

 

14 ottobre 2009 verbale di sommarie informazioni testimoniali di FERRARO LILIANA

 

 

Le manipolazioni delle dichiarazioni della dottoressa Ferraro

 

 

 

«Borsellino indagava su Capaci su delega del ministero della Giustizia»