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Solo lâavv. Fabio Repici vuole sentire il boss: I pm non vogliono ascoltare Graviano nellâindagine su DellâUtri e le stragi del 1992
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Saul Caia  FQ 15/09/2026
ServirĂ attendere che il gip Santi Bologna sciolga la riserva per sapere se Giuseppe Graviano, boss di Brancaccio, dovrĂ essere ascoltato a Caltanissetta nellâinchiesta sul co-fondatore di Forza Italia, Marcello DellâUtri, indagato per essere il mandante esterno delle stragi del 1992.
Ma la decisione potrebbe non essere imminente, visto che il gip a ottobre prenderĂ servizio a Catania, quindi il fascicolo potrebbe passare a un altro giudice.
Sul tavolo del gip câera giĂ la richiesta di archiviazione presentata dai pm nisseni, quando il boss, con una lettera scritta dal suo legale Antonio Sanvito, ha chiesto di essere ascoltato per fornire ulteriori elementi.
Durante lâudienza di ieri, la Procura ha però chiesto di archiviare lâindagine senza ascoltare Graviano, ricevendo il sostegno dellâavvocato Fabio Trizzino, legale dei figli del giudice Borsellino, e degli avvocati di DellâUtri.
Nellâinchiesta era indagato, fino alla sua morte, anche Silvio Berlusconi. Lâavvocato Fabio Repici, legale fratello del giudice ucciso Salvatore Borsellino, è stato lâunico a opporsi alla richiesta, chiedendo al gip, in caso di riapertura dellâindagine, la possibilitĂ di un incidente probatorio per ascoltare Graviano.
Per la Procura nissena, in aula lâaggiunto Pasquale Pacifico, Graviano non è attendibile perchĂŠ non si è mai dissociato da Cosa Nostra e ha negato di aver compiuto le stragi, nonostante le condanne. I pm hanno depositato anche la conclusione dellâindagine di Reggio Calabria in cui Graviano è accusato di calunnia per aver detto, durante il processo âNdrangheta stragista, che Gaetano Grado ha partecipato allâomicidio del poliziotto Nino Agostino. Circostanza smentita da Grado che ha dimostrato come allâepoca fosse detenuto.
âNon câè spazio per i depistatori. Graviano non può venirci a dire nulla, nega di aver fatto parte di Cosa Nostra e di aver partecipato alle stragi. Questo non è un palcoscenicoâ, ha detto Trizzino. Secondo lâavvocato dei Borsellino, le recenti ricostruzione farebbero pensare che Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Borsellino non avrebbero capito nulla, perchĂŠ âil loro nemico non era Totò Riina, ma Paolo Bellini e Berlusconiâ.
Lo scontro si è animato quando è intervenuto Repici. âĂ plausibile che Graviano possa continuare a mentire, ma non si può sbarrare la strada sulla possibilitĂ che possa parlare e dire la veritĂ . Mi si deve dire che non può parlare a Caltanissetta?â.
Nel frattempo, infatti, la Procura di Firenze è pronta a sentire il boss come testimone assistito al processo a Salvatore Baiardo, su argomenti in parte sovrapponibili e che riguardano i rapporti (mai dimostrati) che Graviano sostiene di aver avuto con Berlusconi. âUna cosa è quello che Graviano ha riferito allâautoritĂ giudiziaria, unâaltra sono le cose dette nelle intercettazioniâ, aggiunge Repici.
Il riferimento è alle conversazioni captate nel carcere di Ascoli Piceno, tra il 2016 e il 2017, tra Graviano e il detenuto Umberto Adinolfi durante lâora dâaria.
Per i legali di DellâUtri, il boss sapeva di essere intercettato e per questo avrebbe depistato con le sue frasi, inoltre anche se dicesse che âBerlusconi e DellâUtri sono i mandanti esterniâ delle stragi non avrebbe âvalore probatorioâ, visto che âper sei anni ha detto il contrarioâ. FQÂ
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Stragi ’92: Graviano chiede di parlare di Berlusconi e Dell’Utri, Gip si riserva
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Il Gip di Caltanissetta Santi Bologna si è riservato di decidere sulla richiesta del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano di rendere dichiarazioni sui rapporti che sostiene di avere avuto con Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.
L’istanza è stata presentata dal suo difensore, l’avvocato Antonio Sanvito, nell’ambito del procedimento sulle stragi mafiose del 1992.
La richiesta arriva dopo che la Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione della posizione di Dell’Utri, indagato per concorso nelle stragi del ’92.
Nello stesso procedimento era stato indagato anche Berlusconi, la cui posizione è stata archiviata dopo la morte.
All’audizione di Graviano si sono opposti la Procura e l’avvocato FABIO TRIZZINO, legale della famiglia Borsellino, ritenendo il boss inattendibile e paventando il rischio di un depistaggio delle indagini. Favorevole, invece, l’avvocato Fabio Repici, che assiste Salvatore Borsellino.
In una lettera il difensore di Graviano precisa che la richiesta “non deve essere letta, nĂŠ interpretata, come un messaggio occulto, criptato o subliminale che Giuseppe Graviano intende veicolare verso l’esterno attraverso i canali giudiziari”.
Il legale fa riferimento a dichiarazioni giĂ rese e verbalizzate davanti alla Corte d’Assise di Reggio Calabria durante l’esame di Graviano nelle udienze del 23 gennaio e del 7 e 14 febbraio 2020 del processo “‘Ndrangheta stragista”.
Graviano, che ha sempre sostenuto la propria estraneitĂ agli attentati del 1992, risulta inoltre indagato per calunnia a Reggio Calabria.
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Il 27 gennaio 1994 lâarresto di GIUSEPPE GRAVIANO, il picciotto di Brancaccio
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