28 luglio 1992 Il Procuratore di Palermo PIETRO GIAMMANCO viene audito dal CSM SEGUE
28 luglio 1992 Al termine di un’audizione a Roma di fronte al Csm sullo stato della giustizia palermitana il procuratore PIETRO GIAMMANCO legge una lettera con cui chiede ufficialmente di essere trasferito ad altro incarico. Durante l´audizione Giammanco sottolinea il pieno accordo che e’ sempre esistito sia con Giovanni Falcone (con lui qualche piccolo screzio dovuto alla differenza di temperamento, e giudicando semplici sfoghi le accuse contenute nel suo diario), da lui difeso proprio davanti al Csm, sia con Paolo Borsellino, al quale concedeva una delega ben piu’ ampia del dovuto e sul conto del quale proprio il giorno prima della strage si era espresso in termini lusinghieri, proponendolo per incarichi direttivi superiori. Giammanco rivendica la sua assoluta indipendenza dai partiti politici, esibendo le sue “medaglie antimafia” (“ho fatto perquisire immediatamente studi e abitazioni dell’europarlamentare Salvo Lima dopo la sua uccisione”) e giudica “un prodotto dell’ emotivita’ ” il documento degli otto sostituti palermitani dimissionari che definisce opportunisti e strumentalizzati politicamente.
28 luglio 1992 Audizione al CSM del Procuratore generale BRUNO SICLARI: “Consigliai GIAMMANCO di utilizzare BORSELLINO  perchè persona con una esperienza tale che è veramente un delitto non utilizzarlo per Palermo”  SEGUE
28 luglio 1992 Il Procuratore PIETRO GIAMMANCO e il “pentito” MUTOLO che voleva parlare solo con BORSELLINO SEGUE
28 luglio 1992 CSM l’audizione dei Sostituti Procuratori Alfredo Morvillo (vds. pagg. 163-277) Ambrogio Cartosi (vds pag. 279-290) e Claudio Corselli (vds. pagg 292-301).

