Nuovo atto di intimidazione contro la pm antimafia Alessandra Cerreti: tre colpi sull’auto blindata nel cuore del Palazzo di Giustizia di Milano

ALESSANDRA CERRETI MAGISTRATO DDA MILANO

 

 

Un nuovo episodio inquietante colpisce la dottoressa Alessandra Cerreti, sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano e titolare dell’inchiesta Hydra, una delle più vaste operazioni contro le infiltrazioni mafiose nel Nord Italia.
Martedì mattina, durante i controlli di routine della scorta, sono stati individuati tre segni ben visibili sul finestrino anteriore destro dell’auto blindata della magistrata, parcheggiata nel cortile interno del Palazzo di Giustizia di Milano. I colpi, compatibili con l’uso di un oggetto contundente, forse un martello, non hanno infranto il vetro ma ne hanno chiaramente scheggiato la superficie.
Un gesto mirato, non un vandalismo casualeNessun’altra vettura presente nell’area risulta danneggiata: un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un’azione deliberata e mirata contro la pm, già da anni sotto scorta per le minacce legate alle sue indagini sul sistema mafioso lombardo.
Le telecamere di sorveglianza del tribunale non avrebbero ripreso il momento esatto del danneggiamento, lasciando aperta la possibilità che l’atto sia avvenuto qualche giorno prima della scoperta. Gli accertamenti tecnici dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano sono in corso per stabilire natura, tempistica e dinamica dell’episodio.
Un nuovo tassello in una catena di minacce Questo gesto si aggiunge a una lunga serie di intimidazioni documentate:
– un inseguimento in autostrada da parte di un SUV nero, che si era frapposto tra le auto della scorta in – una manovra ritenuta altamente pericolosa;
– almeno dieci episodi di minacce raccolti dalla Procura di Milano e trasmessi alla Commissione parlamentare antimafia;
– dichiarazioni convergenti di due pentiti che parlano di un possibile progetto di attentato ai danni della magistrata.
La pm Cerreti è considerata una delle figure più esposte nella lotta alle mafie del Nord, avendo ottenuto 62 condanne per circa 500 anni di carcere nel rito abbreviato del maxi-processo Hydra.
Questo nuovo atto intimidatorio non è un fatto isolato, ma si inserisce in una strategia di pressione e minaccia contro una magistrata che ha colpito duramente gli interessi delle organizzazioni criminali.
La vicenda conferma che la lotta alla mafia in Lombardia è tutt’altro che conclusa e che chi la conduce continua a essere esposto a rischi concreti.
Un gesto mirato, non un vandalismo casuale Nessun’altra vettura presente nell’area risulta danneggiata: un dettaglio che rafforza l’ipotesi di un’azione deliberata e mirata contro la pm, già da anni sotto scorta per le minacce legate alle sue indagini sul sistema mafioso lombardo. Le telecamere di sorveglianza del tribunale non avrebbero ripreso il momento esatto del danneggiamento, lasciando aperta la possibilità che l’atto sia avvenuto qualche giorno prima della scoperta. Gli accertamenti tecnici dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano sono in corso per stabilire natura, tempistica e dinamica dell’episodio.
Una ferita aperta nella sicurezza del Palazzo di GiustiziaIl fatto che il danneggiamento sia avvenuto all’interno del Palazzo di Giustizia rende l’episodio ancora più preoccupante: indica una possibile vulnerabilità nei sistemi di controllo; solleva interrogativi sulla capacità di proteggere magistrati impegnati in indagini ad alto rischio; alimenta il sospetto di una mano interna o comunque di un gesto compiuto con audacia e conoscenza degli spazi.


 

Tre segni sul finestrino dell’auto della pm Cerreti: si indaga sulla possibile minaccia

 

Il veicolo era parcheggiato nel Palazzo di Giustizia. I carabinieri verificano se si sia trattato di un incidente o di un’intimidazione

19 Settembre 2026 IL DUBBIO

Tre segni ben visibili e il finestrino anteriore destro scheggiato. È il danneggiamento riscontrato sull’automobile utilizzata dalla pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano Alessandra Cerreti, magistrata da tempo sottoposta a scorta per le inchieste condotte sulla criminalità organizzata e per le minacce ricevute.

Ad accorgersi dell’accaduto sono stati martedì mattina i carabinieri addetti alla protezione della magistrata. Prima dell’inizio del servizio e dell’arrivo di Cerreti, gli uomini della scorta hanno controllato il veicolo e individuato i segni sul vetro dal lato del passeggero.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano stanno verificando se si sia trattato di un danneggiamento accidentale oppure di un gesto intenzionale diretto contro la pm. Al momento nessuna delle due ipotesi risulta esclusa.

L’auto era nel Palazzo di Giustizia

Il veicolo era stato parcheggiato durante la notte all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano, come avviene abitualmente. Il danneggiamento potrebbe quindi essersi verificato nel cortile o in un’altra area interna alla struttura giudiziaria.

Gli investigatori stanno acquisendo e visionando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del Tribunale. L’obiettivo è ricostruire eventuali movimenti intorno all’automobile e stabilire quando e in che modo sia stato scheggiato il finestrino.

La presenza di tre segni sul vetro dovrà essere valutata anche attraverso gli accertamenti tecnici. Solo l’esito delle verifiche consentirà di stabilire se il danno sia compatibile con un evento casuale oppure con un’azione deliberata.

La solidarietà del Consiglio comunale

La presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, ha espresso alla magistrata «solidarietà e vicinanza, umana e istituzionale», dichiarando di interpretare il sentimento dell’intera assemblea di Palazzo Marino.

Buscemi ha definito l’accaduto un episodio che «lascia pensare a un tentativo di intimidazione mafiosa». Si tratta di una valutazione politica e istituzionale, mentre gli accertamenti investigativi sulla natura del danneggiamento sono ancora in corso.

Secondo la presidente dell’aula, la possibilità che il gesto sia avvenuto all’interno del Palazzo di Giustizia renderebbe il fatto «ancora più preoccupante». Cerreti è stata più volte ascoltata in audizione dal Consiglio comunale sui temi legati alla criminalità organizzata.

Colosimo: «La questione deve essere attenzionata»

Anche la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, ha espresso solidarietà alla pm. Colosimo ha riferito di avere parlato con Cerreti e di avere ricevuto direttamente dalla magistrata le fotografie del finestrino.

«La questione deve essere attenzionata perché segue altre minacce che hanno riguardato la pm Cerreti», ha dichiarato a margine della manifestazione Fenix.

La presidente ha ricordato che la Commissione Antimafia si prepara a deliberare una relazione dettagliata sulla criminalità organizzata nel Nord Italia, con una parte specificamente dedicata alla situazione di Milano.

La vicinanza dell’Anm

Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ha rinnovato la vicinanza dell’organismo alla collega, parlando di «inquietanti minacce».

«Purtroppo non è il primo caso e non è un episodio isolato», ha affermato Tango. L’Anm, ha aggiunto, è al fianco dei magistrati impegnati in prima linea nelle indagini sulla criminalità organizzata.

 

 

ALESSANDRA CERRETI 🟥 La criminalità organizzata del Nord e il consorzio tra mafie in Lombardia