Gioco d’azzardo a Como e provincia, inchiesta shock

 

Entrare in un bar e vedere persone ipnotizzate da un monitor o incollate a una slot che lampeggia è una delle immagini più crude della nostra epoca: la normalizzazione dell’azzardo.
La scena racconta tre cose insieme: le dipendenza comportamentale non è “svago”, è un meccanismo che cattura l’attenzione e la ripetizione. Le slot e i gratta e vinci sono progettati per generare micro‑scariche di dopamina, anche quando si perde. Il risultato è un comportamento compulsivo che somiglia più a una prigione che a un passatempo.

Il bar dovrebbe essere un luogo di socialità, ma quando metà delle persone guarda uno schermo e l’altra metà schiaccia pulsanti, la socialità evapora. L’azzardo trasforma un luogo di incontro in un luogo di isolamento condiviso: si è vicini fisicamente, ma lontanissimi mentalmente.
La tristezza nasce anche dal vedere persone (molti anziani) che inseguono una promessa che non esiste. Il “quasi” è parte del design: serve a far credere che la vittoria sia vicina, quando in realtà è matematicamente remota. È un inganno psicologico che si ripete all’infinito.
Questa è una scena che colpisce perché mostra un bisogno umano — speranza, evasione, adrenalina — catturato e sfruttato da un sistema che non restituisce nulla. Non c’è crescita, non c’è relazione, non c’è gioco vero. Solo una macchina che prende soldi e una persona che perde tempo, attenzione, serenità. E sì, mette tristezza.
Ma quella tristezza è anche una forma di resistenza: significa che non ci siamo abituati, che non lo consideriamo “normale”, che vediamo la ferita sociale che rappresenta.
Le conseguenze dell’azzardopatia possono essere infatti molto gravi. Sul piano economico si registrano perdite di denaro, debiti e difficoltà finanziarie. Sul piano psicologico possono comparire ansia, depressione, stress e senso di colpa. Non mancano ripercussioni sulle relazioni familiari e sociali, con isolamento, conflitti e perdita di fiducia da parte delle persone vicine. In alcuni casi estremi, la dipendenza può portare ad abbandono scolastico o, financo, a comportamenti autolesionistici.
La prevenzione rappresenta l’arma più efficace contro l’azzardopatia giovanile. È fondamentale promuovere l’educazione finanziaria e la consapevolezza dei rischi legati al gioco d’azzardo. Famiglie, scuole e istituzioni devono collaborare per informare i giovani e individuare tempestivamente eventuali segnali di disagio.
L’azzardopatia tra i giovani è una sfida che coinvolge l’intera società. Comprendere i rischi, promuovere una cultura della prevenzione e offrire sostegno a chi ne è colpito sono passi fondamentali per contrastare un fenomeno che può compromettere seriamente il futuro delle nuove generazioni. Solo attraverso informazione, educazione e responsabilità condivisa è possibile ridurre l’impatto del gioco d’azzardo patologico e proteggere il benessere dei giovani.

CR

 



Gioco d’azzardo a Como e provincia, indagine choc di Federconsumatori: “Nel 2025 bruciati 1,66 miliardi di euro”. E il caso dei due paesi del Lago (DONGO e GRAVEDONA)  in ‘crisi acuta’

 

La dimensione assunta dal gioco d’azzardo nella provincia di Como ha raggiunto livelli di “autentica emergenza economico-sociale”, denuncia Federconsumatori Como con il suo presidente Doriano Battistin .
Secondo i dati ufficiali estratti dalla quarta edizione del report
«Il Libro Nero dell’Azzardo: Lo Stato perdente» (Maggio 2026) e dalla terza edizione dello studio «Non così piccoli» — curati dalla Fondazione ISSCON in collaborazione con Federconsumatori e Cgil su dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e del MEF — nel corso del 2025 i cittadini comaschi hanno impegnato nell’azzardo l’enorme cifra di 1.668.731.381,53 euro, divisi tra il canale fisico e la piattaforma online. Riportiamo nel dettaglio l’analisi del sindacato.

1,67 Miliardi €

Raccolta Totale 2025
Fisico + Online in Provincia

3.263,59 €

Giocata Pro Capite 18+
Media prov. (65ª in Italia)

808,84 Mln €

Raccolta Online Prov.
+8,7% vs 2024 (+31% vs 2023)

47,55 Mln €

Perdite Nette Online
Sottratte ai cittadini comaschi

1.951,28 €

Pro Capite Online Capoluogo
Fascia 18-74 anni a Como Città

116,29 Mln €

Raccolta Online Capoluogo
Con 7,32 Mln € di perdite nette

Quadro Economico Provinciale: Volumi e Composizione della Spesa

La raccolta complessiva di oltre 1,66 miliardi di euro si traduce in una spesa media pro capite di 3.263,59 euro per ciascun residente maggiorenne della provincia di Como. Questo dato colloca il territorio comasco al 65° posto nella graduatoria nazionale, a ridosso della media italiana (3.284,00 euro pro capite), confermando come l’azzardo rappresenti un drenaggio sistematico di risorse che sottrae reddito reale all’economia locale e al risparmio delle famiglie.

Analizzando la composizione interna della raccolta provinciale nell’anno 2025, si evidenzia una netta trasformazione strutturale del mercato locale, dove il settore digitale ha ormai conquistato il primato ma il settore fisico mantiene una presenza pervasiva:


Tipologia

di Gioco

 

Raccolta 2025

(€)

 

Quota % su Totale


Giochi di Abilità a Distanza (Poker, Casinò online)


656.777.196,59 €


39,4%

Apparecchi Fisici (AWP, VLT e Comma 7)

450.425.588,31 €

27,0%

     
Lotterie (Istantanee e Tradizionali / Gratta e Vinci)

254.354.315,80 €

15,2%

Gioco a Base Sportiva (Fisico e Remoto)

152.925.653,05 €

9,2%

Lotto

89.926.682,00 €

5,4%

Scommesse Virtuali

28.496.730,15 €

1,7%

Giochi Numerici a Totalizzatore (SuperEnalotto, ecc.)

15.979.036,50 €

1,0%

Bingo

8.743.614,61 €

0,5%

Betting Exchange (Scommesse tra utenti)

7.961.313,02 €

0,5%

Gioco a Base Ippica

3.141.251,50 €

0,2%

 

L’Anomalia delle Lotterie: In provincia di Como si registra un’incidenza delle Lotterie e Gratta & Vinci pari al 15,2% del totale giocato (oltre 254 milioni di euro), una percentuale quasi doppia rispetto alla media nazionale (7,9%) e nettamente superiore alle province confinanti di Milano (8,5%) e Varese (10,7%). Gli apparecchi fisici (AWP/VLT) assorbono il 27,0%, superando a loro volta la media italiana (19,1%).

L’Espansione Inarrestabile dell’Online e la Mappa del Capoluogo

A guidare la crescita del mercato d’azzardo nel territorio comasco è in primis il canale da remoto (online).
Nel 2025 la raccolta online provinciale ha raggiunto gli 808.836.447,14 euro (pari allo 0,8% dell’intero mercato online nazionale). Il trend degli ultimi tre anni mostra una progressione ininterrotta e preoccupante:

  • 2023: 617.278.855,30 euro (giocata pro capite 18-74 anni: 1.426,78 euro)
  • 2024: 744.364.116,59 euro (giocata pro capite 18-74 anni: 1.722,78 euro)
  • 2025: 808.836.447,14 euro (giocata pro capite 18-74 anni: 1.870,19 euro — 65ª provincia italiana)

In soli due anni la raccolta online provinciale è aumentata del +31,0% (+191,55 milioni di euro), segnando un +8,7% tra il 2024 e il 2025.
A fronte di questa massa scommessa sul web, le vincite riordinate dai giocatori sono state pari a 761,28 milioni di euro, lasciando sulle spalle dei cittadini comaschi una perdita netta (spesa effettiva) di 47.552.154,42 euro in un solo anno.

Focus sul Comune Capoluogo (Como Città): Nel solo Comune di Como, la raccolta online 2025 ha toccato i 116.292.385,73 euro, assorbendo il 14,4% della spesa online provinciale (quota perfettamente allineata al peso demografico del capoluogo, pari al 13,8% dei residenti 18-74 anni).
La giocata pro capite dei cittadini di Como città (18-74 anni) è salita a 1.951,28 euro (61° posto tra i 102 capoluoghi italiani), superando la media del resto della provincia (1.857,23 euro).
Nel solo capoluogo, le perdite nette reali per i residenti ammontano a 7.319.998,30 euro sottratti al bilancio familiare.

Confronto Territoriale: Provincia di Como, Milano, Varese e Media Nazionale (Dati 2025) 


Indicatore

(Anno 2025)

 

Provincia Como

 

Città Metr. Milano

 

Provincia Varese

 

Media Italia

Raccolta Complessiva (Fisico+Online)

 

1.668,73 Mln €

 

9.431,46 Mln €

 

2.173,96 Mln €

 

165,34 Mld €


Raccolta Pro Capite Totale (18+)

3.263,59 €

3.404,25 € (37ª)

2.883,27 €

3.284,00 €

Raccolta Online Provinciale

808,84 Mln €

5.425,35 Mln €

1.162,41 Mln €

100,88 Mld €

Pro Capite Online Prov. (18-74 anni)

1.870,19 € (65ª)

2.307,21 € (43ª)

1.835,47 € (68ª)

2.365,81 €


Pro Capite Online Capoluogo

1.951,28 € (61°)

2.279,60 € (43°)

1.701,94 € (78°)

 

Anomalie Territoriali nei Piccoli Comuni e Rischi di Legalità

Se la provincia nel suo complesso presenta volumi medi pro capite intermedi, lo studio «Non così piccoli» (focalizzato sui comuni tra 2.000 e 9.999 abitanti) mette in luce casi sconcertanti di vera e propria «crisi acuta da azzardo online» nei centri dell’alto Lago di Como:

  • Gravedona ed Uniti: Nel 2024 ha registrato una giocata pro capite online (fascia 18-74 anni) pari a 9.275,30 euro (pari a oltre 4 volte la media nazionale dei piccoli comuni), posizionandosi al 5° posto assoluto in Italia per intensità di gioco. In termini assoluti ha raccolto 26,93 milioni di euro online con perdite nette per 1,19 milioni. Nel 2025, pur con una contrazione della raccolta a 19,80 milioni di euro, la giocata pro capite resta elevatissima a 6.834,72 euro, accumulando 791.148,53 euro di perdite nette e confermando il comune tra le realtà nazionali a più elevata anomalia.
  • Dongo: Nel 2024 ha registrato una giocata pro capite online di 4.467,28 euro (più del doppio della media nazionale), con una raccolta online di 9,90 milioni di euro e perdite nette per oltre 653 mila euro.

Allarme Riciclaggio e Flussi Anomali: Come evidenziato dai ricercatori nel report nazionale, lo spostamento massiccio dei volumi verso il canale online e la presenza di picchi sproporzionati in comuni periferici o piccoli centri rappresentano un segnale d’allarme primario.

La presenza di conti di gioco con movimentazioni gigantesche può indicare la presenza di super-giocatori patologici o, peggio, l’uso delle piattaforme di gioco e dei Punti di Ricarica (PVR) da parte della criminalità organizzata per attività di riciclaggio di denaro sporco. Le fonti sottolineano come a livello nazionale molti dei primi 100 comuni per gioco online coincidano con enti sciolti per mafia o con presenza di beni confiscati.

L’Impatto sui Giovani: Dal ‘Gaming’ al ‘Gambling’ e il Marketing Selvaggio

I report sottolineano come la popolazione giovanile rappresenti il «target commerciale più ambito» da parte dei concessionari d’azzardo. Nonostante la legge vieti l’accesso ai minori, l’online abbatte le barriere fisiche e il controllo sociale, trasformando lo smartphone in una sala da gioco portatile h24.
I dati dello studio nazionale ESPAD 2022 (CNR-IFC) riferiti agli studenti tra i 15 e i 19 anni delineano un quadro di estrema vulnerabilità:

  • Il 51% degli studenti italiani (circa 1.300.000 ragazzi) ha giocato d’azzardo almeno una volta in un anno.
  • Circa 130.000 studenti presentano un profilo di gioco a rischio e oltre 67.000 sono già giocatori problematici (affetti da vera e propria dipendenza).

Le Strategie di Aggancio verso i Minori:

  • Siti Civetta e Comparazione Quote: Le società di scommesse eludono i divieti del Decreto Dignità creando portali di apparente ‘informazione sportiva’ (siti civetta) che sfruttano le linee guida AGCOM sulla comparazione quote per mostrare marchi e convogliare i giovani verso le piattaforme di gioco.
  • Dal Gaming al Gambling: Molti videogiochi popolari tra gli adolescenti integrano dinamiche tipiche dell’azzardo (come far girare una slot machine virtuale per avanzare di livello), ‘allevando’ ed educando i minori alla normale pratica del gioco d’azzardo.
  • Influencer e Product Placement: Utilizzo di testimonial social e contenuti promozionali mascherati per normalizzare il rischio e far passare l’illusione del guadagno facile.

Che fare ?

“I dati confermano che l’azzardo si configura come una vera e propria ‘tassa sulla povertà’, destinata a gravare sulle fasce sociali e familiari più vulnerabili e con redditi meno elevati», dichiara la sede provinciale di Federconsumatori A.P.S. di Como (Via Italia Libera 21) per bocca del presidente Doriano Battistin. Aggiunge: “In una fase storica segnata da un’importante contrazione del potere d’acquisto, vedere bruciati oltre 1,66 miliardi di euro sul territorio provinciale rappresenta un allarme sociale ed economico che le istituzioni non possono ignorare“. Di fronte a questa emergenza, Federconsumatori Como si attiverà per costruire una rete tra Associazioni di Consumatori e di Volontariato, oltre ai Soggetti Istituzionali che vorranno aderire, finalizzata a promuovere una Campagna di Informazione e Prevenzione, oltre a fornire assistenza alle persone in difficoltà (sovraindebitamento). Una campagna di sensibilizzazione che dovrebbe, innanzitutto, partire dagli studenti delle scuole secondarie della provincia di Como per contrastare il marketing selvaggio rivolto ai minori.  COMO ZERO 22.9.2026

 


Gioco d’azzardo: anche nei piccoli Comuni si annidano anomalie e numeri da capogiro. 34,7 miliardi giocati, 4,6 miliardi persi. Il Governo continua a girarsi dall’altra parte.

 

Un fenomeno dilagante che non conosce crisi e a cui non si intende porre argine: l’azzardo in Italia è cresciuto del 72% in dieci anni e la traiettoria attuale ci porta a superare, tra il 2028 e il 2029, la soglia dei 200 miliardi di euro giocati. Nello stesso tempo le entrate da tassazione si riducono, mentre esplodono gli utili delle grandi multinazionali che governano il settore.
Di fronte a un fenomeno che ha assunto proporzioni enormi, il Governo fa finta di non vedere. Occultando i dati, è ancora più semplice.
È questo il quadro nazionale dentro cui si colloca la terza edizione di “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, lo studio promosso da Fondazione Isscon, Federconsumatori e CGIL, che per la prima volta mette sotto osservazione in modo sistematico il fenomeno dell’azzardo nei Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti.
L’indagine analizza 3.146 Comuni, circa il 40% dei Comuni italiani, nei quali vive quasi un quarto della popolazione. Nel 2025, in questi territori, sono stati giocati 34,7 miliardi di euro tra gioco fisico e online, con 4,6 miliardi di euro di perdite.
Ma è soprattutto quando si entra dentro i singoli territori che emergono i dati più preoccupanti.
La media, infatti, rischia di nascondere situazioni di vera e propria anomalia. Sono 113 i piccoli Comuni nei quali il gioco online pro capite supera almeno il doppio della media nazionale. In alcuni casi i numeri raggiungono livelli difficilmente spiegabili con la dimensione demografica del territorio.
Il caso più eclatante è quello di Baia e Latina, in provincia di Caserta: nel 2025 ha registrato quasi 150 milioni di euro di gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ogni residente tra i 18 e i 74 anni. Il 96% di questo volume riguarda il Betting Exchange, la forma di azzardo più opaca, quella in cui sono gli stessi giocatori a tenere il banco, quella che produce scarse entrate fiscali e che da più parti viene indicata come strumento perfetto per accordi illegali e riciclaggio all’ombra dell’azzardo “legale”.
Numeri di questa portata non possono essere liquidati come semplici curiosità statistiche. Impongono domande sull’origine e sulla provenienza di questi flussi finanziari, sui soggetti che li generano e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrino in territori così piccoli. Questi dati vanno verificati, si segua il denaro e si intervenga.
Baia e Latina non è un caso isolato. Tra i valori più elevati troviamo Polaveno, in provincia di Brescia, con 22.955 euro pro capite, Francavilla in Sinni, con 21.928 euro, Nociglia, con 11.854 euro, e Mairano, con 11.430 euro.
Ancora più significativo è osservare come alcuni di questi fenomeni cambino rapidamente nel tempo. Rispetto al 2019, Polaveno registra una crescita di circa 53 volte, Francavilla in Sinni di circa 28 volte. In altri piccoli Comuni si osservano invece variazioni di decine di milioni di euro da un anno all’altro, con volumi che compaiono o scompaiono in modo repentino.
È una geografia dell’azzardo mutevole e difficile da spiegare, che richiede controlli e trasparenza.
E attenzione: non è un fenomeno confinato al Mezzogiorno.
Tra i 113 piccoli Comuni con valori almeno doppi rispetto alla media nazionale troviamo 8 Comuni lombardi, 4 veneti, 4 piemontesi, 3 emiliano-romagnoli, 2 friulani e 1 altoatesino. Nel Mezzogiorno, invece, la Campania presenta 23 Comuni nella fascia più critica, con una media di oltre 3.300 euro pro capite di gioco online; seguono Basilicata e Calabria con valori superiori ai 3.100 euro, mentre Sicilia, Puglia e Molise superano i 3.000 euro.
La mappa dell’azzardo, dunque, attraversa tutto il Paese. E dimostra che non siamo di fronte a un problema solo delle grandi città, né a un fenomeno confinato alle aree economicamente più fragili o più ricche: l’azzardo è entrato anche nei piccoli Comuni e in territori del Nord, del Centro e del Mezzogiorno.
A preoccupare è soprattutto la crescita dell’azzardo online. Nel 2025 la raccolta complessiva nazionale ha raggiunto 165,34 miliardi di euro, con il gioco a distanza arrivato a oltre 100 miliardi, in crescita del 9,5% in un solo anno.
Una crescita che avanza indisturbato mentre le persone e le famiglie sono sempre più esposte (soprattutto i più giovani), mentre le conseguenze sociali e sanitarie dell’azzardo aumentano e mentre il sistema pubblico continua a rendere difficile leggere fino in fondo ciò che accade nei territori.
Per questo la prima richiesta è la trasparenza.
Da anni denunciamo l’opacità dei dati sul gioco d’azzardo. Ancora oggi non disponiamo di un quadro completo e facilmente accessibile dei volumi fisici e online disaggregati Comune per Comune. E proprio quando emergono numeri anomali, diventa ancora più urgente poter conoscere, verificare e incrociare i dati.
Per questo chiediamo:

  • la fine immediata dell’oscuramento informativo, con la pubblicazione integrale e disaggregata dei dati di azzardo fisico e online per ogni Comune italiano;
  • indagini sistematiche sulla provenienza dei capitali immessi nel gioco online, a partire dal Betting Exchange e dal Poker;
  • limitazioni significative all’offerta di azzardo e il rispetto rigoroso dei divieti già esistenti, a partire da quello sulla pubblicità;
  • il riconoscimento agli enti locali di reali poteri di regolazione sul proprio territorio.

Riportare i numeri italiani a livelli tollerabili e alle medie europee non è un’opzione: è una misura di tutela della salute pubblica e dei redditi delle famiglie oltre che, probabilmente, di legalità.

E soprattutto è una scelta politica: decidere se continuare a proteggere gli interessi dell’industria dell’azzardo o proteggere le persone e le comunità. FEDERCONSUMATORI 16.9.2026

 

il RAPPORTO

 

 

 

 

TRA LEGALE E ILLEGALE. LE MAFIE NEL GIOCO D’AZZARDO