Vincenzina, la moglie del boss che si suicida perché non può avere figli
«Buongiorno, signor Bagarella. Come sta?» «Come devo stare, dottore? Tra queste quattro mura.» È il luglio del 1998. Leoluca Bagarella è di fronte a me, nel carcere di Parma. Un po’ meno arrogante di come l’avevo visto tre anni prima, il giorno del suo arresto. Fisico tarchiato ma possente, difficilmente riesce a stare fermo,…