FALCONE E BORSELLINO STORIA DI UN DIALOGO

 
 

 

Nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio la compagnia “Temenos-recinti teatrali” ripercorre la vicenda umana e professionale dei due giudici uccisi dalla mafia nel 1992, poiché divenuti personaggi “scomodi” e ricordati dopo la loro morte, come dei fulgidi esempi di coraggio e onestà per le generazioni a venire. Lo spettacolo è tratto dal testo teatrale di Maria Francesca Mariano, magistrato della Corte di Assise di Lecce, impegnata fin dalla sua esperienza in Sicilia, nella lotta alla criminalità organizzata, testo adottato del centro studi Paolo Borsellino di Palermo, cresciuto sotto l’ala protettrice di Rita Borsellino.
Lo spettacolo teatrale, interpretato dagli attori, Marco Antonio Romano nel ruolo di Borsellino, Mino Profico in quello di Falcone, Liliana Putino nei panni di Agnese Piraino Leto e Maria Falcone e Valentina Piccolo ad interpretare Francesca Morvillo, racconta il grande rapporto di amicizia tra i due, ma anche la loro solitudine di uomini e magistrati, come emerge dal dialogo intercorso durante il periodo trascorso sull’isola dell’Asinara, per preparare il maxi-processo di Palermo. Questo senso di isolamento, si ritrova in Paolo Borsellino nel monologo successivo all’uccisone del collega, in cui egli riflette un po’ amaramente sul concetto di giustizia. Molto toccanti le interpretazioni degli scritti della moglie di Borsellino e della moglie di Falcone, che ribadiscono la loro eterna vicinanza ai due uomini.