La deposizione del Presidente del  gip del Tribunale di Palermo Alfredo Montalto è stata chiesta oggi, nel corso della prima udienza del processo d’appello per il depistaggio sulla strage di via D’Amelio, dal pm Maurizio Bonaccorso, applicato alla procura generale dalla Procura per seguire il processo.
Montalto dovrebbe essere ascoltato in quanto l’8 settembre del 1992 aveva interrogato Salvatore Candura, dopo l’arresto.
Salvatore Candura è l’ex pentito che si autoaccusò del furto della 126 utilizzata come autobomba per la strage di via d’Amelio.
Candura, dopo essere stato arrestato il 5 settembre del ’92 per violenza sessuale (accusa dalla quale venne poi assolto) assieme a Roberto e a Luciano Valenti, zio e nipote, mentre era in cella con quest’ultimo, si autoaccusò del furto dell’utilitaria.
Alla moglie però avrebbe detto di essere innocente, “di non aver commesso alcuna violenza sessuale che era solo una scusa e che non sapeva niente della macchina”.
In un secondo momento confidò alla donna anche di essere stato costretto ad autoaccusarsi di quel furto. Bonaccorso ha chiesto anche l’audizione dell’avvocato Giuseppe Gerbino, allora difensore di Candura e dell’ex questore Vincenzo Ricciardi. ADNKRONOS


31.10.2023  Il pm Maurizio Bonaccorso ha depositato una relazione di un sopralluogo effettuata nel mese di giugno del ’94 da Vincenzo Scarantino al quale avrebbe preso parte un agente di polizia, sempre della Squadra mobile, indagato dalla procura di Caltanissetta per false dichiarazioni al tribunale dopo il processo di primo grado.  La relazione è stata trovata durante il trasloco degli uffici della Mobile di Palermo per dei lavori di ristrutturazione. (ADNKRONOS)