23 novembre 2000 MAFIA E APPALTI – SIINO

Angelo Siino

 

deposizioni ai processi AUDIO

 


Lei pensa che Raul Gardini si sia suicidato perché temeva un avviso di garanzia da Di Pietro o l’arresto per Tangentopoli? Ma via, un uomo forte e spregiudicato come lui! No, io credo che abbia avuto paura per le pressioni sempre più insistenti del gruppo mafioso sul carro del quale era stato costretto a salire, quello dei fratelli Nino e Salvatore Buscemi, legatissimi a Totò Riina che infatti nell’ultimo periodo è stato latitante sul loro territorio. Secondo me Gardini ha capito che non era più in grado di sganciarsi dall’orbita mafiosa in cui era entrato. (…)

So di preciso che quando si trattò di assegnare l’appalto per la costruzione della strada San Mauro-Ganci, Nino Buscemi mi disse che il 60 per cento dei lavori doveva essere assegnato alle imprese del Gruppo Ferruzzi. E Lima mi ordinò di eseguire. Un altro imprenditore che aveva partecipato alla gara d’appalto fu spedito a Palermo con l’aereo personale di Gardini, e io feci in modo che andasse a ritirare la busta con la sua offerta. E so che Gardini si rivolse alla mafia per recuperare la salma trafugata di suo suocero. Bernardo Brusca mi disse che per quella vicenda a Napoli furono uccise tre persone”.
Se l’ipotesi che il suicidio di GARDINI si radicasse davvero, come sembra, in questi timori, sarebbe un ulteriore tassello dimostrativo dei profondi cambiamenti che il sistema delle connessioni fra politica, mafia e appalti aveva subito proprio fra il 1990 e il 1992, particolarmente in Sicilia e sarebbe rafforzata l’ipotesi di una strategia stragista messa in atto per impedire quel salto di qualità nelle indagini sugli appalti che avrebbe fatto affiorare i nuovi intrecci politico-mafiosi molto tempo prima o, comunque, contestualmente alle indagini su “Tangentopoli”. Qui si annida quella convergenza di interessi fra “cosa nostra”, intenzionata a vendicarsi di Giovanni FALCONE in quanto artefice del maxiprocesso che per la prima volta aveva fatto infliggere severe condanne al gotha della mafia e i gruppi imprenditoriali e finanziari che erano ormai avvitati agli interessi mafiosiCorriere della Sera del 23.11.2000,  Il pentito Siino: Gardini suicida per paura dei boss” di Giovanni Bianconi.