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ANGIOLO ย PELLEGRINI
Il generale dei Carabinieri Angiolo Pellegriniย lo chiamavano โBilly the Kidโ. E’ stato uno degli uomini diย Giovanni Falcone. Un mastino, classe 1942, sbarcato nella โterra di mezzoโ nel 1981 mentre infuriava la guerra di mafia, mentre le lupare venivano sostituite dai fucili dโassalto di fabbricazione sovietica, mentre i corleonesi spargevano terrore sotto il Monte Pellegrino e sulla tratta Palermo-Catania correvano appalti e subappalti, spregiudicate operazioni immobiliari, mazzette, false fatturazioni miliardarie, industriali collusi, colletti bianchi e rispettabilissimi cavalieri del lavoro.
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Processo Pellegrini ed altri (presunti depistaggi della strage di Capaci)
- AUDIO UDIENZE
- AUDIO DEPOSIZIONE AL โPROCESSO TRATTATIVAโ di ANGIOLO PELLEGRINI
- AUDIO DEPOSIZIONE AL โPROCESSO TRATTATIVAโ di ALBERTO TERSIGNI
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3.10.2024 Depistaggio: a giudizio due ex generali dei ย Carabinieri
La procura di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex generali dei carabinieri Angiolo Pellegrini, 82 anni, e Alberto Tersigni, in pensione, con lโaccusa di depistaggio.
Secondo lโipotesi accusatoria i due ufficiali, in servizio alla direzione investigativa antimafia, avrebbero intralciato i pubblici ministeri che cercavano riscontri alle dichiarazioni del collaboratore nisseno Pietro Riggio, ex agente della polizia penitenziaria, poi finito in carcere per i suoi rapporti con i clan mafiosi, sulla strage di Capaci allโinizio degli anni Duemila.
Riggio, da confidente, raccontรฒ agli ex ufficiali di aver appreso dallโex poliziotto Giovanni Peluso che nel 2001 cโera un progetto di attentato nei confronti del giudice Leonardo Guarnotta.
I due carabinieri non avrebbero vagliato le dichiarazioni e sono accusati di aver affermato il falso ai pm nisseni che chiedevano chiarimenti e avrebbero ostacolato le indagini โfinalizzate ad acquisire elementi per comprovare lโautenticitร delle dichiarazioni di Riggioโ
Pellegrini fu collaboratore di Giovanni Falcone e dal 1981 al 1985 comandante della sezione anticrimine dei carabinieri a Palermo. Ha scritto anche un libro su quegli anni nel fronte antimafia. โNoi, gli uomini di Falconeโ.
Tersigni ha avuto vari ruoli nellโArma. Eโ stato al nucleo operativo e radiomobile di Alessandria, poi a Potenza e poi al nucleo operativo di Caltanissetta nel 1992. Nel 2000 รจ stato trasferito al centro operativo della Dia a Palermo come capo settore delle investigazioni giudiziarie. Nel 2016 รจ stato nominato comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri a Genova. Poi la pensione. ย ย ANSA 3.10.2024ย
11.11.2025 – Depistaggio: ex compagna poliziotto Peluso, โGiorno della strage Capaci non tornรฒ a casaโ
Adnkronos dallโinviata Elvira Terranova โ โGiovanni Peluso mi diceva che faceva un lavoro particolare, che era al Sismi. Dopo un mese che era a casa, una mattina la macchina non partiva, lui aprรฌ il cofano e mi disse che cโerano due โordigni bianchiโ. Mi disse che in quel momento stava facendo delle indagini particolari. Poi mi raccontรฒ anche di collaborare con Vincenzo Parisi e che lavorava per il Sisdeโ. A dirlo, deponendo in aula al Tribunale di Caltanissetta, nel processo a carico di due ex ufficiali dei Carabinieri accusati di depistaggio, รจ Maria Anna Castro, ex compagna del poliziotto Giovanni Peluso, accusato dal collaboratore di giustizia Pietro Riggio di aver partecipato alla strage di Capaci. Alla sbarra ci sono due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni. Per la Procura, rappresentata in aula dal pm Pasquale Pacifico, i due ufficiali, oggi in pensione, avrebbero depistato le indagini per riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Riggio. I due, in particolare, avrebbero intralciato, secondo lโaccusa, il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno Pietro Riggio sulla strage di Capaci.
La testimone ha conosciuto Peluso in Procura a Roma nel 1990 e lui era un agente di polizia. โAbbiamo avuto una relazione โ ha detto โ iniziata nel settembre del 1990 fino al 2001โ. E ha spiegato che il giorno della strage di Capaci, il 23maggio del 1992, Peluso โNon era tornato a casaโ. Alla sbarra anche lo stesso Giovanni Peluso, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Tersigni, 64 anni, difeso dallโavvocato Basilio Milio, e lโ83enne Pellegrini, difeso dallโavvocata Oriana Limuti, hanno lavorato a lungo per la Dia. Pellegrini รจ stato anche uno storico collaboratore del giudice Giovanni Falcone.
Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni di Riggio, ex agente della Polizia penitenziaria, poi arrestato con lโaccusa di essere legato ai clan mafiosi. Secondo i pm i due ex investigatori, che respingono le accuse, non avrebbero dato il giusto peso alle rivelazioni di Riggio, allโepoca loro confidente, rivelazioni che, sempre a dire degli inquirenti, avrebbero potuto portare alla cattura del latitante Bernardo Provenzano e a scoprire un progetto di attentato allโex giudice del pool antimafia Leonardo Guarnotta. Peluso, invece, avrebbe agevolato Cosa nostra, tra lโaltro favorendo la latitanza del boss corleonese. La testimone ha parlato nella sue deposizione diversi episodi della sua relazione con Peluso. Ad esempio, ha raccontato anche i giorni antecedenti e successivi alla strage di Capaci, periodo in cui la donna lavorava al Consiglio superiore della magistratura.
โIl venerdรฌ prima del 23 maggio Peluso non tornรฒ a casa e lo fece il lunedรฌ dopo la strage e mi fece tantissime domandeโ, ha ribadito Maria Anna Castro nella sua deposizione in Tribunale. E ha ricordato che il sabato in cui fu ucciso il giudice Falcone la donna avrebbe ricevuto una telefonata al Csm โda un certo Gottiโ che la โchiamava dallโAmericaโ. E poi, una telefonata โstranaโ che le sarebbe arrivata il lunedรฌ dopo la strage. โErano telefonate che non passavano dal centralino del Csmโ. Qualche giorno dopo lo stesso Peluso le disse โche era uno della Pizza Connectionโ.
Un altro episodio raccontato da Maria Anna Castro riguarda il periodo antecedente le stragi di Firenze e Milano, quando lโex compagno Peluso โsi fece accompagnare al Raccordo anulare di Roma perchรฉ doveva andare con alcuni colleghi a svolgere delle indagini lontano dalla Capitaleโ. Secondo il racconto di Castro โin macchina cโera lo zio Tony, il principeโ, cioรจ Tony Mazzei che nel frattempo รจ morto.
La testimone ha poi raccontato anche dellโincontro che cโรจ stato a Resuttano tra Peluso, Riggio e Giovanni Aiello, lโuomo che era stato definito โfaccia da mostroโ โhanno parlato nei pressi della macchina in cui cโero ioโ. Ha poi ricordato che Peluso le ha detto che in carcere โera stata istituita una task force tra uomini detenuti che doveva essere impegnata nella cattura dellโallora latitante Binnu Provenzanoโ, cioรจ โlo โzioโ che Peluso vantava di conoscereโ. โMi doveva aiutare a ottenere lโereditร di mia nonnaโ, che era originaria di San Giuseppe Jato. La deposizione prosegue.
14.10.2025ย Generali a processo sul depistaggio
Il sistema dei servizi segreti al processo a carico di due generali dei carabinieri in pensione, accusati di depistaggio. Si tratta di Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni. Roberto Ruvolo
14.1.2025 (ADNKRONOS dall’inviata Elvira Terranova) – L’ex Procuratore nazionale antimafia ed ex Presidente del Senato Pietro Grasso, ma anche l’ex Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e l’ex Capo della Polizia, Prefetto Gianni De Gennaro. Sfilata di testi eccellenti nel processo per depistaggio che si รจ aperto questa mattina davanti al Tribunale di Caltanissetta.
Alla sbarra due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini, oggi 83 anni, e Alberto Tersigni, oggi 63 anni, entrambi accusati di depistaggio.
Per la Procura, rappresentata in aula dal pm Pasquale Pacifico, i due ufficiali, oggi in pensione, avrebbero depistato le indagini per riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Riggio.
I due, in particolare, avrebbero intralciato, secondo l’accusa, il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno Pietro Riggio sulla strage di Capaci.
Alla sbarra anche l’ex poliziotto Giovanni Peluso, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Pellegrini รจ stato anche uno storico collaboratore del giudice Giovanni Falcone. ย
L’udienza รจ iniziata con una breve sospensione perchรฉ la difesa degli imputati ha presentato delle eccezioni. I legali dei due generali hanno detto che quando Pellegrini e Tersigni sono stati sentiti per la prima volta dagli inquirenti, avrebbero dovuto essere sentiti “in veste di indagati”. Quindi, i verbali avrebbero dovuto essere interrotti. Ma il pm Pacifico non si รจ detto d’accordo. Alla fine, dopo una breve Camera di consiglio, il Presidente del Tribunale Francesco D’Arrigo, ha ripreso l’udienza respingendo le eccezioni dei legali. ย
Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni di Riggio, ex agente della Polizia penitenziaria, poi arrestato con l’accusa di essere legato ai clan mafiosi. Secondo i pm i due ex investigatori, che respingono le accuse, non avrebbero dato il giusto peso alle rivelazioni di Riggio, all’epoca loro confidente, rivelazioni che, sempre a dire degli inquirenti, avrebbero potuto portare alla cattura del latitante Bernardo Provenzano e a scoprire un progetto di attentato all’ex giudice del pool antimafia Leonardo Guarnotta. Peluso, invece, avrebbe agevolato Cosa nostra, tra l’altro favorendo la latitanza del boss corleonese.
Dal capo d’accusa della procura di Caltanissetta sottoscritto dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico e dai magistrati Domenico Gozzo e Salvatore Dolce della procura nazionale antimafia, emerge che gli ex generali Pellegrini e Tersigni erano stati intercettati in vista della loro audizione come testimoni al processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia. Secondo l’accusa, avrebbero concordato cosa riferire.
Secondo l’avvocato Basilio Milio, che con l’avvocato Giuseppe Piazza difende il generale Tersigni, hanno “semplicemente dialogato per ricordarsi a vicenda i fatti di venti anni fa”. Angiolo Pellegrini รจ difeso dagli avvocati Rocco Licastro e Oriana Limuti, mentre l’imputato Peluso dall’avvocato Boris Pastorello.
Lunga la lista testi. Emergono i nomi dell’ex Presidente del Senato ed ex Procuratore di Palermo, Pietro Grasso, ma anche di ex ufficiali della Dia di Caltanissetta, ex carabinieri del Ros di Caltanissetta. Oltre alla ex dirigente della Squadra mobile di Caltanissetta, Marzia Giustolisi, citata anche dall’accusa.
L’audizione dell’ex Procuratore di Palermo ed ex Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso รจ stata chiesta dalla difesa “per riferire sull’impegno investigativo della Dia di Palermo a partire dal 2001 in direzione della ricerca e la cattura di Bernardo Provenzano in merito alla segnalazione, fatta dall’allora colonnello Pellegrini, nel gennaio 2001, di propositi criminosi concepiti da appartenenti a Cosa nostra e da compiersi nel territorio siciliano, alle attivitร conseguenti, ai relativi esiti, alla nota a sua firma del 29 gennaio 2001, nonchรฉ su ogni altra circostanza pertinente all’oggetto della imputazione e utile all’accertamento della veritร ”. ย
La difesa chiede anche l’audizione dei magistrati Michele Prestipino e Giuseppe Pignatone, ex Procuratore di Roma, “entrambi per riferire sull’impegno investigativo della Dia di Palermo a partire dal 2001 in direzione della ricerca e la cattura di Provenzano, sulla conoscenza del maggiore Tersigni e del colonnello Pellegrini e sulle interlocuzioni avute con i predetti, sulla conoscenza professionale di Pietro Riggio e Giovanni Peluso, su eventuali condotte contrarie ai doveri di ufficio e poste in essere dagli imputati e da altri soggetti nello svolgimento dell’attivitร di Polizia giudiziaria nonchรฉ su ogni altra circostanza pertinente all’oggetto della imputazione e utile all’accertamento della veritร ”.
In lista testi altri generali e ufficiali, come il generale Carlo Alfiero, il generale Antonio Tomaselli, il colonnello Ignazio Lizio Bruno. Oltre al generale Paolo Azzarone “sugli accertamenti effettuati e sulle attivitร svolte a seguito delle informazioni fornite da Pietro Riggio asseritamente apprese da Giovanni Peluso”. E di diversi magistrati, come il Pm Maurizio Bonaccorso, Stefano Luciani, il Procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, l’ex Procuratore di Palermo Giancarlo Caselli. Il prossimo 11 febbraio, quando si terrร la seconda udienza del processo a carico di due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni, accusati di depistaggio, verrร sentito il collaboratore di giustizia Pietro Riggio.
Nel novembre 2019, al processo Capaci bis, a Caltanissetta, il collaboratore nisseno, aveva riferito, tra le altre cose, quanto apprese da Giovanni Peluso nel 2000, altro imputato, sulla “volontร di Cosa nostra di eliminare il giudice Leonardo Guarnotta”, ex membro del pool antimafia di Antonino Caponnetto e all’epoca presidente della corte che stava giudicando il fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri per concorso esterno a Cosa nostra. ย “Giovanni Peluso – aveva detto Riggio in aula rispondendo alle domande dell’avvocato Salvatore Petronio – voleva essere coadiuvato in un attentato nei confronti di un giudice palermitano, il dottore Guarnotta.
Le ragioni non me le disse, se non l’esigenza di rifugiarsi dopo l’attentato. Aveva anche fatto uno schizzo sull’abitazione del giudice. Io quel giorno stesso riferii dell’attentato al colonnello della Dia”.
Sul punto perรฒ rispetto al verbale reso ai pubblici ministeri, Riggio aveva cambiato un po’ le sue dichiarazioni. Ai magistrati aveva detto: “Peluso mi disse che la ‘nostra organizzazione’ aveva bisogno di fare favori alla politica quando ve ne era la necessitร . Segnatamente mi disse che era stato incarico a uccidere il giudice Guarnotta e che a tal fine aveva giร eseguito un sopralluogo nei pressi di un ‘palazzo’, ritengo fosse quello dove abitava il magistrato”. ย Sempre in quella udienza, del 2019, Riggio aveva anche riferito che un ex poliziotto avrebbe messo l’esplosivo sotto l’autostrada per preparare la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui furono uccisi il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.
L’uomo collabora con la magistratura da piรน di 14 anni. Alla domanda de perchรฉ fino a quel momento non avesse mai parlato della strage di Capaci, Riggio replicรฒ, collegato in videoconferenza: “Non ho parlato prima della strage di Capaci perchรฉ, purtroppo, ho avuto modo di conoscere il sistema dall’interno e se io ne avessi parlato prima oggi sarei un uomo morto…”. Riggio sarร risentito l’11 febbraio e nell’udienza successiva.

Altri due esponenti delle forze dell’ordine, con una lunga carriera alle spalle, finiscono sotto accusa. La procura chiede un processo per gli ex generali dei carabinieri ๐๐ง๐ ๐ข๐จ๐ฅ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐๐ ๐ซ๐ข๐ง๐ข e ๐๐ฅ๐๐๐ซ๐ญ๐จ ๐๐๐ซ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข, oggi in pensione: pesante la contestazione, depistaggio. Secondo la ricostruzione del pool di magistrati coordinato dal procuratore ๐๐๐ฅ๐ฏ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐ ๐๐ฎ๐๐ e dall’aggiunto ๐๐๐ฌ๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐ ๐๐๐๐ข๐๐ข๐๐จ, i due ufficiali dell’Arma a lungo in servizio alla Direzione investigativa antimafia avrebbero intralciato il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno ๐๐ข๐๐ญ๐ซ๐จ ๐๐ข๐ ๐ ๐ข๐จ sulla strage di Capaci.
All’inizio degli anni Duemila, Pellegrini e Tersigni avevano gestito l’allora confidente Riggio, ex agente della polizia penitenziaria e vicino ai clan: secondo l’accusa, una gestione poco chiara. Al punto di non valorizzare alcune dichiarazioni su un progetto di attentato nei confronti dell’ex giudice istruttore ๐๐๐จ๐ง๐๐ซ๐๐จ ๐๐ฎ๐๐ซ๐ง๐จ๐ญ๐ญ๐.
La procura di Caltanissetta ha giร firmato la richiesta di rinvio a giudizio, l’udienza preliminare si terrร a fine mese. E salgono a sette gli uomini in divisa accusati di depistaggio in tre filoni di indagine: quattro sono i poliziotti del caso via D’Amelio, un altro poliziotto รจ chiamato in causa per l’inchiesta sulla misteriosa donna delle stragi. ยซ๐๐ โ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐โ๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐’โ๐ ๐๐๐ก๐ก๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐๐ยป, dice oggi a “Repubblica” il generale Pellegrini, classe 1942, nei primi anni Ottanta da capitano era uno degli stretti collaboratori del giudice Falcone durante la stesura dell’istruttoria del maxiprocesso. ยซ๐๐๐๐๐๐๐ฬ ๐๐ ๐๐ข๐๐ ๐๐๐๐๐ง๐ง๐ ๐๐ ๐๐๐ข๐ ๐ก๐๐ง๐๐ ๐๐ ๐ถ๐๐๐ก๐๐๐๐ ๐ ๐๐ก๐ก๐ ๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐’๐๐ ๐ ๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐ก๐๐ข๐ก๐ก๐๐๐ ๐
๐๐๐๐ ๐ถโ๐๐๐๐๐๐ โ racconta ancora lโex ufficiale – ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐๐ ๐ฃ๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐น๐๐๐๐๐๐๐, ๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐ถ๐๐ ๐ ๐๐๐ฬ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐ถโ๐๐๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐๐ ๐ก๐๐๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ผ๐๐๐๐ง๐๐ ๐๐๐๐ฃ๐, ๐ ๐๐๐ก๐๐๐ก๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐ก๐ก๐๐๐๐. ๐ด๐๐’๐๐๐๐๐, ๐๐๐ ๐โ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐. ๐ธ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ฃ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐ ๐๐๐๐ฃ๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐ก๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐’๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ถโ๐๐๐๐๐๐ยป.
L’allora capitano Pellegrini, comandante della sezione Anticrimine, fu anche l’autore del rapporto che nel 1981 svelava gli affari del boss ๐๐๐ซ๐ง๐๐ซ๐๐จ ๐๐ซ๐จ๐ฏ๐๐ง๐ณ๐๐ง๐จ nella sanitร siciliana, attraverso le forniture ad Usl ed ospedali. Un pezzo di storia dell’antimafia che il generale Pellegrini continua a raccontare nelle scuole presentando il suo libro “Noi, gli uomini di Falcone”. A fine mese, invece, arriverร a Caltanissetta da imputato. ยซA 82 anni sono sereno e fiducioso di poter chiarire ogni aspettoยป, dice.
Prima della procura di Caltanissetta, anche la procura generale di Palermo aveva espresso dei dubbi sulla gestione del collaboratore Riggio: ยซLa mancanza di relazioni di servizio, o di appunti riservati, nei primi 16-17 mesi della pluriennale interlocuzione tra la Dia di Palermo ed il pregiudicato e confidente Pietro Riggio รจ significativaยป, aveva accusato il sostituto procuratore generale ๐๐ข๐ฎ๐ฌ๐๐ฉ๐ฉ๐ ๐
๐ข๐๐ข nel processo per la “Trattativa Stato-mafia”. Riggio รจ stato sentito anche nel processo bis per la strage di Capaci, in quell’udienza disse di avere parlato anni prima, nel 2000, di un progetto di attentato nei confronti di Guarnotta. Ma non si รจ trovata traccia di questa rivelazione nei dialoghi con gli investigatori oggi finiti sotto accusa.
Al centro degli approfondimenti dei magistrati e degli investigatori della squadra mobile di Caltanissetta ci sono state le confidenze fatte a Riggio da un ex poliziotto, ๐๐ข๐จ๐ฏ๐๐ง๐ง๐ข ๐๐๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐จ, che diceva di aver fatto parte dei servizi segreti e di essersi trovato sul luogo della strage di Capaci qualche ora dopo lo scoppio della bomba. Confidenze di cui ha parlato Riggio da collaboratore di giustizia. E prima ne aveva mai parlato?
Pellegrini sostiene che Riggio confidente non avrebbe mai fatto cenno a un progetto di attentato nei confronti di Guarnotta. ยซParlava genericamente di un gesto eclatante che sarebbe avvenuto a Palermo – ha detto l’ex generale – informai subito l’allora procuratore ๐๐ข๐๐ซ๐จ ๐๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐จ, che dispose pure delle intercettazioniยป.Ma ben poco sarebbe emerso sul conto di Peluso, che peraltro risultava denunciato per sfruttamento della prostituzione e truffa.
Come dire, un personaggio poco attendibile. Di diverso avviso la procura di Caltanissetta, che oggi ritiene Peluso al centro di relazioni rimaste misteriose. ย Salvo Palazzolo su Repubblica-Palermo del 04/10/2024


