Lโ€™uomo di FALCONE a processo per (presunto) depistaggio

ย 

ANGIOLO ย PELLEGRINI

Il generale dei Carabinieri Angiolo Pellegriniย lo chiamavano โ€œBilly the Kidโ€. E’ stato uno degli uomini diย Giovanni Falcone. Un mastino, classe 1942, sbarcato nella โ€œterra di mezzoโ€ nel 1981 mentre infuriava la guerra di mafia, mentre le lupare venivano sostituite dai fucili dโ€™assalto di fabbricazione sovietica, mentre i corleonesi spargevano terrore sotto il Monte Pellegrino e sulla tratta Palermo-Catania correvano appalti e subappalti, spregiudicate operazioni immobiliari, mazzette, false fatturazioni miliardarie, industriali collusi, colletti bianchi e rispettabilissimi cavalieri del lavoro.


ย 

Processo Pellegrini ed altri (presunti depistaggi della strage di Capaci)


ย 

ย 

3.10.2024 Depistaggio: a giudizio due ex generali dei ย Carabinieri

La procura di Caltanissetta ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex generali dei carabinieri Angiolo Pellegrini, 82 anni, e Alberto Tersigni, in pensione, con lโ€™accusa di depistaggio.

Secondo lโ€™ipotesi accusatoria i due ufficiali, in servizio alla direzione investigativa antimafia, avrebbero intralciato i pubblici ministeri che cercavano riscontri alle dichiarazioni del collaboratore nisseno Pietro Riggio, ex agente della polizia penitenziaria, poi finito in carcere per i suoi rapporti con i clan mafiosi, sulla strage di Capaci allโ€™inizio degli anni Duemila.
Riggio, da confidente, raccontรฒ agli ex ufficiali di aver appreso dallโ€™ex poliziotto Giovanni Peluso che nel 2001 cโ€™era un progetto di attentato nei confronti del giudice Leonardo Guarnotta.
I due carabinieri non avrebbero vagliato le dichiarazioni e sono accusati di aver affermato il falso ai pm nisseni che chiedevano chiarimenti e avrebbero ostacolato le indagini โ€œfinalizzate ad acquisire elementi per comprovare lโ€™autenticitร  delle dichiarazioni di Riggioโ€
Pellegrini fu collaboratore di Giovanni Falcone e dal 1981 al 1985 comandante della sezione anticrimine dei carabinieri a Palermo. Ha scritto anche un libro su quegli anni nel fronte antimafia. โ€œNoi, gli uomini di Falconeโ€.
Tersigni ha avuto vari ruoli nellโ€™Arma. Eโ€™ stato al nucleo operativo e radiomobile di Alessandria, poi a Potenza e poi al nucleo operativo di Caltanissetta nel 1992. Nel 2000 รจ stato trasferito al centro operativo della Dia a Palermo come capo settore delle investigazioni giudiziarie. Nel 2016 รจ stato nominato comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri a Genova. Poi la pensione. ย  ย ANSA 3.10.2024ย 


11.11.2025 – Depistaggio: ex compagna poliziotto Peluso, โ€˜Giorno della strage Capaci non tornรฒ a casaโ€™

 

Adnkronos dallโ€™inviata Elvira Terranova โ€“ โ€œGiovanni Peluso mi diceva che faceva un lavoro particolare, che era al Sismi. Dopo un mese che era a casa, una mattina la macchina non partiva, lui aprรฌ il cofano e mi disse che cโ€™erano due โ€˜ordigni bianchiโ€™. Mi disse che in quel momento stava facendo delle indagini particolari. Poi mi raccontรฒ anche di collaborare con Vincenzo Parisi e che lavorava per il Sisdeโ€. A dirlo, deponendo in aula al Tribunale di Caltanissetta, nel processo a carico di due ex ufficiali dei Carabinieri accusati di depistaggio, รจ Maria Anna Castro, ex compagna del poliziotto Giovanni Peluso, accusato dal collaboratore di giustizia Pietro Riggio di aver partecipato alla strage di Capaci. Alla sbarra ci sono due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni. Per la Procura, rappresentata in aula dal pm Pasquale Pacifico, i due ufficiali, oggi in pensione, avrebbero depistato le indagini per riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Riggio. I due, in particolare, avrebbero intralciato, secondo lโ€™accusa, il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno Pietro Riggio sulla strage di Capaci.
La testimone ha conosciuto Peluso in Procura a Roma nel 1990 e lui era un agente di polizia. โ€œAbbiamo avuto una relazione โ€“ ha detto โ€“ iniziata nel settembre del 1990 fino al 2001โ€. E ha spiegato che il giorno della strage di Capaci, il 23maggio del 1992, Peluso โ€œNon era tornato a casaโ€. Alla sbarra anche lo stesso Giovanni Peluso, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Tersigni, 64 anni, difeso dallโ€™avvocato Basilio Milio, e lโ€™83enne Pellegrini, difeso dallโ€™avvocata Oriana Limuti, hanno lavorato a lungo per la Dia. Pellegrini รจ stato anche uno storico collaboratore del giudice Giovanni Falcone.
Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni di Riggio, ex agente della Polizia penitenziaria, poi arrestato con lโ€™accusa di essere legato ai clan mafiosi. Secondo i pm i due ex investigatori, che respingono le accuse, non avrebbero dato il giusto peso alle rivelazioni di Riggio, allโ€™epoca loro confidente, rivelazioni che, sempre a dire degli inquirenti, avrebbero potuto portare alla cattura del latitante Bernardo Provenzano e a scoprire un progetto di attentato allโ€™ex giudice del pool antimafia Leonardo Guarnotta. Peluso, invece, avrebbe agevolato Cosa nostra, tra lโ€™altro favorendo la latitanza del boss corleonese. La testimone ha parlato nella sue deposizione diversi episodi della sua relazione con Peluso. Ad esempio, ha raccontato anche i giorni antecedenti e successivi alla strage di Capaci, periodo in cui la donna lavorava al Consiglio superiore della magistratura.
โ€œIl venerdรฌ prima del 23 maggio Peluso non tornรฒ a casa e lo fece il lunedรฌ dopo la strage e mi fece tantissime domandeโ€, ha ribadito Maria Anna Castro nella sua deposizione in Tribunale. E ha ricordato che il sabato in cui fu ucciso il giudice Falcone la donna avrebbe ricevuto una telefonata al Csm โ€œda un certo Gottiโ€ che la โ€œchiamava dallโ€™Americaโ€. E poi, una telefonata โ€œstranaโ€ che le sarebbe arrivata il lunedรฌ dopo la strage. โ€œErano telefonate che non passavano dal centralino del Csmโ€. Qualche giorno dopo lo stesso Peluso le disse โ€œche era uno della Pizza Connectionโ€.
Un altro episodio raccontato da Maria Anna Castro riguarda il periodo antecedente le stragi di Firenze e Milano, quando lโ€™ex compagno Peluso โ€œsi fece accompagnare al Raccordo anulare di Roma perchรฉ doveva andare con alcuni colleghi a svolgere delle indagini lontano dalla Capitaleโ€. Secondo il racconto di Castro โ€œin macchina cโ€™era lo zio Tony, il principeโ€, cioรจ Tony Mazzei che nel frattempo รจ morto.
La testimone ha poi raccontato anche dellโ€™incontro che cโ€™รจ stato a Resuttano tra Peluso, Riggio e Giovanni Aiello, lโ€™uomo che era stato definito โ€˜faccia da mostroโ€™ โ€œhanno parlato nei pressi della macchina in cui cโ€™ero ioโ€. Ha poi ricordato che Peluso le ha detto che in carcere โ€œera stata istituita una task force tra uomini detenuti che doveva essere impegnata nella cattura dellโ€™allora latitante Binnu Provenzanoโ€, cioรจ โ€œlo โ€œzioโ€ che Peluso vantava di conoscereโ€. โ€œMi doveva aiutare a ottenere lโ€™ereditร  di mia nonnaโ€, che era originaria di San Giuseppe Jato. La deposizione prosegue.


14.10.2025ย  Generali a processo sul depistaggio

Il sistema dei servizi segreti al processo a carico di due generali dei carabinieri in pensione, accusati di depistaggio. Si tratta di Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni. Roberto Ruvolo


14.1.2025 (ADNKRONOS dall’inviata Elvira Terranova) – L’ex Procuratore nazionale antimafia ed ex Presidente del Senato Pietro Grasso, ma anche l’ex Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e l’ex Capo della Polizia, Prefetto Gianni De Gennaro. Sfilata di testi eccellenti nel processo per depistaggio che si รจ aperto questa mattina davanti al Tribunale di Caltanissetta.
Alla sbarra due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini, oggi 83 anni, e Alberto Tersigni, oggi 63 anni, entrambi accusati di depistaggio.
Per la Procura, rappresentata in aula dal pm Pasquale Pacifico, i due ufficiali, oggi in pensione, avrebbero depistato le indagini per riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pietro Riggio.
I due, in particolare, avrebbero intralciato, secondo l’accusa, il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno Pietro Riggio sulla strage di Capaci.

Alla sbarra anche l’ex poliziotto Giovanni Peluso, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Pellegrini รจ stato anche uno storico collaboratore del giudice Giovanni Falcone. ย 
L’udienza รจ iniziata con una breve sospensione perchรฉ la difesa degli imputati ha presentato delle eccezioni. I legali dei due generali hanno detto che quando Pellegrini e Tersigni sono stati sentiti per la prima volta dagli inquirenti, avrebbero dovuto essere sentiti “in veste di indagati”. Quindi, i verbali avrebbero dovuto essere interrotti. Ma il pm Pacifico non si รจ detto d’accordo. Alla fine, dopo una breve Camera di consiglio, il Presidente del Tribunale Francesco D’Arrigo, ha ripreso l’udienza respingendo le eccezioni dei legali. ย 
Al centro della vicenda ci sono le dichiarazioni di Riggio, ex agente della Polizia penitenziaria, poi arrestato con l’accusa di essere legato ai clan mafiosi. Secondo i pm i due ex investigatori, che respingono le accuse, non avrebbero dato il giusto peso alle rivelazioni di Riggio, all’epoca loro confidente, rivelazioni che, sempre a dire degli inquirenti, avrebbero potuto portare alla cattura del latitante Bernardo Provenzano e a scoprire un progetto di attentato all’ex giudice del pool antimafia Leonardo Guarnotta. Peluso, invece, avrebbe agevolato Cosa nostra, tra l’altro favorendo la latitanza del boss corleonese.
Dal capo d’accusa della procura di Caltanissetta sottoscritto dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico e dai magistrati Domenico Gozzo e Salvatore Dolce della procura nazionale antimafia, emerge che gli ex generali Pellegrini e Tersigni erano stati intercettati in vista della loro audizione come testimoni al processo d’appello sulla trattativa Stato-mafia. Secondo l’accusa, avrebbero concordato cosa riferire.
Secondo l’avvocato Basilio Milio, che con l’avvocato Giuseppe Piazza difende il generale Tersigni, hanno “semplicemente dialogato per ricordarsi a vicenda i fatti di venti anni fa”. Angiolo Pellegrini รจ difeso dagli avvocati Rocco Licastro e Oriana Limuti, mentre l’imputato Peluso dall’avvocato Boris Pastorello.
Lunga la lista testi. Emergono i nomi dell’ex Presidente del Senato ed ex Procuratore di Palermo, Pietro Grasso, ma anche di ex ufficiali della Dia di Caltanissetta, ex carabinieri del Ros di Caltanissetta. Oltre alla ex dirigente della Squadra mobile di Caltanissetta, Marzia Giustolisi, citata anche dall’accusa.
L’audizione dell’ex Procuratore di Palermo ed ex Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso รจ stata chiesta dalla difesa “per riferire sull’impegno investigativo della Dia di Palermo a partire dal 2001 in direzione della ricerca e la cattura di Bernardo Provenzano in merito alla segnalazione, fatta dall’allora colonnello Pellegrini, nel gennaio 2001, di propositi criminosi concepiti da appartenenti a Cosa nostra e da compiersi nel territorio siciliano, alle attivitร  conseguenti, ai relativi esiti, alla nota a sua firma del 29 gennaio 2001, nonchรฉ su ogni altra circostanza pertinente all’oggetto della imputazione e utile all’accertamento della veritร ”. ย 
La difesa chiede anche l’audizione dei magistrati Michele Prestipino e Giuseppe Pignatone, ex Procuratore di Roma, “entrambi per riferire sull’impegno investigativo della Dia di Palermo a partire dal 2001 in direzione della ricerca e la cattura di Provenzano, sulla conoscenza del maggiore Tersigni e del colonnello Pellegrini e sulle interlocuzioni avute con i predetti, sulla conoscenza professionale di Pietro Riggio e Giovanni Peluso, su eventuali condotte contrarie ai doveri di ufficio e poste in essere dagli imputati e da altri soggetti nello svolgimento dell’attivitร  di Polizia giudiziaria nonchรฉ su ogni altra circostanza pertinente all’oggetto della imputazione e utile all’accertamento della veritร ”.
In lista testi altri generali e ufficiali, come il generale Carlo Alfiero, il generale Antonio Tomaselli, il colonnello Ignazio Lizio Bruno. Oltre al generale Paolo Azzarone “sugli accertamenti effettuati e sulle attivitร  svolte a seguito delle informazioni fornite da Pietro Riggio asseritamente apprese da Giovanni Peluso”. E di diversi magistrati, come il Pm Maurizio Bonaccorso, Stefano Luciani, il Procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, l’ex Procuratore di Palermo Giancarlo Caselli. Il prossimo 11 febbraio, quando si terrร  la seconda udienza del processo a carico di due generali dei Carabinieri, due ex investigatori antimafia, Angiolo Pellegrini e Alberto Tersigni, accusati di depistaggio, verrร  sentito il collaboratore di giustizia Pietro Riggio.
Nel novembre 2019, al processo Capaci bis, a Caltanissetta, il collaboratore nisseno, aveva riferito, tra le altre cose, quanto apprese da Giovanni Peluso nel 2000, altro imputato, sulla “volontร  di Cosa nostra di eliminare il giudice Leonardo Guarnotta”, ex membro del pool antimafia di Antonino Caponnetto e all’epoca presidente della corte che stava giudicando il fondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri per concorso esterno a Cosa nostra. ย “Giovanni Peluso – aveva detto Riggio in aula rispondendo alle domande dell’avvocato Salvatore Petronio – voleva essere coadiuvato in un attentato nei confronti di un giudice palermitano, il dottore Guarnotta.
Le ragioni non me le disse, se non l’esigenza di rifugiarsi dopo l’attentato. Aveva anche fatto uno schizzo sull’abitazione del giudice. Io quel giorno stesso riferii dell’attentato al colonnello della Dia”.
Sul punto perรฒ rispetto al verbale reso ai pubblici ministeri, Riggio aveva cambiato un po’ le sue dichiarazioni. Ai magistrati aveva detto: “Peluso mi disse che la ‘nostra organizzazione’ aveva bisogno di fare favori alla politica quando ve ne era la necessitร . Segnatamente mi disse che era stato incarico a uccidere il giudice Guarnotta e che a tal fine aveva giร  eseguito un sopralluogo nei pressi di un ‘palazzo’, ritengo fosse quello dove abitava il magistrato”. ย Sempre in quella udienza, del 2019, Riggio aveva anche riferito che un ex poliziotto avrebbe messo l’esplosivo sotto l’autostrada per preparare la strage di Capaci del 23 maggio 1992 in cui furono uccisi il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.
L’uomo collabora con la magistratura da piรน di 14 anni. Alla domanda de perchรฉ fino a quel momento non avesse mai parlato della strage di Capaci, Riggio replicรฒ, collegato in videoconferenza: “Non ho parlato prima della strage di Capaci perchรฉ, purtroppo, ho avuto modo di conoscere il sistema dall’interno e se io ne avessi parlato prima oggi sarei un uomo morto…”. Riggio sarร  risentito l’11 febbraio e nell’udienza successiva.




Altri due esponenti delle forze dell’ordine, con una lunga carriera alle spalle, finiscono sotto accusa. La procura chiede un processo per gli ex generali dei carabinieri ๐€๐ง๐ ๐ข๐จ๐ฅ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž๐ ๐ซ๐ข๐ง๐ข e ๐€๐ฅ๐›๐ž๐ซ๐ญ๐จ ๐“๐ž๐ซ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข, oggi in pensione: pesante la contestazione, depistaggio. Secondo la ricostruzione del pool di magistrati coordinato dal procuratore ๐’๐š๐ฅ๐ฏ๐š๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐ƒ๐ž ๐‹๐ฎ๐œ๐š e dall’aggiunto ๐๐š๐ฌ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐๐š๐œ๐ข๐Ÿ๐ข๐œ๐จ, i due ufficiali dell’Arma a lungo in servizio alla Direzione investigativa antimafia avrebbero intralciato il lavoro dei pubblici ministeri, che stavano cercando riscontri alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia nisseno ๐๐ข๐ž๐ญ๐ซ๐จ ๐‘๐ข๐ ๐ ๐ข๐จ sulla strage di Capaci.
All’inizio degli anni Duemila, Pellegrini e Tersigni avevano gestito l’allora confidente Riggio, ex agente della polizia penitenziaria e vicino ai clan: secondo l’accusa, una gestione poco chiara. Al punto di non valorizzare alcune dichiarazioni su un progetto di attentato nei confronti dell’ex giudice istruttore ๐‹๐ž๐จ๐ง๐š๐ซ๐๐จ ๐†๐ฎ๐š๐ซ๐ง๐จ๐ญ๐ญ๐š.
La procura di Caltanissetta ha giร  firmato la richiesta di rinvio a giudizio, l’udienza preliminare si terrร  a fine mese. E salgono a sette gli uomini in divisa accusati di depistaggio in tre filoni di indagine: quattro sono i poliziotti del caso via D’Amelio, un altro poliziotto รจ chiamato in causa per l’inchiesta sulla misteriosa donna delle stragi. ยซ๐‘†๐‘’ โ„Ž๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘š๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™’โ„Ž๐‘œ ๐‘“๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘–๐‘› ๐‘๐‘ข๐‘œ๐‘›๐‘Ž ๐‘“๐‘’๐‘‘๐‘’ยป, dice oggi a “Repubblica” il generale Pellegrini, classe 1942, nei primi anni Ottanta da capitano era uno degli stretti collaboratori del giudice Falcone durante la stesura dell’istruttoria del maxiprocesso. ยซ๐‘‡๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘’๐‘Ÿ๐‘œฬ€ ๐‘–๐‘› ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™ ๐‘๐‘Ž๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘ง๐‘œ ๐‘‘๐‘– ๐‘”๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ง๐‘–๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘™๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘ ๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘’ ๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘Ž๐‘– ๐‘‘๐‘œ๐‘๐‘œ ๐‘™’๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘–๐‘›๐‘–๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ ๐‘–๐‘”๐‘™๐‘–๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘…๐‘œ๐‘๐‘๐‘œ ๐ถโ„Ž๐‘–๐‘›๐‘›๐‘–๐‘๐‘– โ€“ racconta ancora lโ€™ex ufficiale – ๐‘Ž๐‘™ ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘”๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘ฃ๐‘–๐‘Ž ๐‘ƒ๐‘–๐‘๐‘–๐‘ก๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐น๐‘’๐‘‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘œ, ๐‘–๐‘œ ๐‘’ ๐‘๐‘–๐‘›๐‘›๐‘– ๐ถ๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Žฬ€ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘“๐‘’๐‘Ÿ๐‘–๐‘š๐‘š๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐ถโ„Ž๐‘–๐‘›๐‘›๐‘–๐‘๐‘– ๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘’๐‘ฃ๐‘Ž ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘– ๐‘๐‘ข๐‘”๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘๐‘–๐‘›๐‘œ ๐‘’ ๐ผ๐‘”๐‘›๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ ๐‘†๐‘Ž๐‘™๐‘ฃ๐‘œ, ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘”๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™๐‘’ ๐‘’๐‘ ๐‘Ž๐‘ก๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘’. ๐ด๐‘™๐‘™’๐‘’๐‘๐‘œ๐‘๐‘Ž, ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘Ž๐‘š๐‘š๐‘œ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘๐‘œ๐‘๐‘œ. ๐ธ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘Ž๐‘๐‘’๐‘ฃ๐‘Ž๐‘š๐‘œ ๐‘Ž๐‘›๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘™๐‘ฃ๐‘œ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘ก๐‘– ๐‘– ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘– ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™’๐‘œ๐‘š๐‘–๐‘๐‘–๐‘‘๐‘–๐‘œ ๐ถโ„Ž๐‘–๐‘›๐‘›๐‘–๐‘๐‘–ยป.
L’allora capitano Pellegrini, comandante della sezione Anticrimine, fu anche l’autore del rapporto che nel 1981 svelava gli affari del boss ๐๐ž๐ซ๐ง๐š๐ซ๐๐จ ๐๐ซ๐จ๐ฏ๐ž๐ง๐ณ๐š๐ง๐จ nella sanitร  siciliana, attraverso le forniture ad Usl ed ospedali. Un pezzo di storia dell’antimafia che il generale Pellegrini continua a raccontare nelle scuole presentando il suo libro “Noi, gli uomini di Falcone”. A fine mese, invece, arriverร  a Caltanissetta da imputato. ยซA 82 anni sono sereno e fiducioso di poter chiarire ogni aspettoยป, dice.
Prima della procura di Caltanissetta, anche la procura generale di Palermo aveva espresso dei dubbi sulla gestione del collaboratore Riggio: ยซLa mancanza di relazioni di servizio, o di appunti riservati, nei primi 16-17 mesi della pluriennale interlocuzione tra la Dia di Palermo ed il pregiudicato e confidente Pietro Riggio รจ significativaยป, aveva accusato il sostituto procuratore generale ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž ๐…๐ข๐œ๐ข nel processo per la “Trattativa Stato-mafia”. Riggio รจ stato sentito anche nel processo bis per la strage di Capaci, in quell’udienza disse di avere parlato anni prima, nel 2000, di un progetto di attentato nei confronti di Guarnotta. Ma non si รจ trovata traccia di questa rivelazione nei dialoghi con gli investigatori oggi finiti sotto accusa.
Al centro degli approfondimenti dei magistrati e degli investigatori della squadra mobile di Caltanissetta ci sono state le confidenze fatte a Riggio da un ex poliziotto, ๐†๐ข๐จ๐ฏ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐จ, che diceva di aver fatto parte dei servizi segreti e di essersi trovato sul luogo della strage di Capaci qualche ora dopo lo scoppio della bomba. Confidenze di cui ha parlato Riggio da collaboratore di giustizia. E prima ne aveva mai parlato?
Pellegrini sostiene che Riggio confidente non avrebbe mai fatto cenno a un progetto di attentato nei confronti di Guarnotta. ยซParlava genericamente di un gesto eclatante che sarebbe avvenuto a Palermo – ha detto l’ex generale – informai subito l’allora procuratore ๐๐ข๐ž๐ซ๐จ ๐†๐ซ๐š๐ฌ๐ฌ๐จ, che dispose pure delle intercettazioniยป.Ma ben poco sarebbe emerso sul conto di Peluso, che peraltro risultava denunciato per sfruttamento della prostituzione e truffa.
Come dire, un personaggio poco attendibile. Di diverso avviso la procura di Caltanissetta, che oggi ritiene Peluso al centro di relazioni rimaste misteriose. ย  Salvo Palazzolo su Repubblica-Palermo del 04/10/2024

 

BILLY THE KID: IL GENERALE ANGIOLO PELLEGRINI