14 aprile 2026Â
Il procuratore De Luca: l’indagine su mafia e appalti è stata una concausa della strage di via D’Amelio Stragi nel 1992, oggi audizione in commissione Antimafia sulle indagini
ÂŤAbbiamo concreti, plurimi e univoci elementi per dire che la gestione del procedimento mafia-appalti sia stata una sicura concausa della strage di Via DâAmelio e forse in misura leggermente minore di quella di CapaciÂť. Lo ha detto alla commissione Antimafia il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca.
ÂŤNon escludiamo altre concause – ha sottolineato De Luca – la sentenza dâappello sul depistaggio dice chiaramente, ad esempio, che lâattivitĂ depistante condotta dallâallora capo della Squadra mobile della Questura di Palermo, Arnaldo la Barbera, sia in relazione alle indagini che allâagenda rossa scomparsa, sia stata fatta al servizio di istituzioni deviate. La motivazione è assolutamente conforme alle conclusioni a cui giunse la mia Procura. Individuare il dossier mafia e appalti come concausa delle stragi del ’92 non esclude, anzi postula, che ci possano essere stati interventi esterni. Mafia e appalti è un crocevia di interessi politici economici e mafiosi e che ci sia stato intervento esterno è abbastanza probabileÂť.
ÂŤPer quel che riguarda la pista nera – ha aggiunto – allo stato non ci sono elementi ostensibili di cui parlare, ma l’accertamento di una partecipazione di istituzione deviate o della destra eversiva non riguarderebbe la causale ma eventuali concorrenti esterni, poi si dovrebbe capire la causale di questi interventi esterniÂť.
ÂŤPossiamo sin dâora escludere, però, che la trattativa sia stata una delle concause della strageÂť, ha concluso De Luca.
Lâex pm Gioacchino Natoli sarebbe stato ÂŤpremiatoÂť della sua obbedienza con lâassegnazione della gestione del pentito Gaspare Mutolo. Lo afferma il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca nella sua audizione in commissione Antimafia sulle indagini sulle stragi nel 1992. Il capo dei pm Nisseni ha sostenuto che lâallora vertice della Procura di Palermo Pietro Giammanco avrebbe assegnato a Natoli un incarico che lo faceva ÂŤarrivare alla serie A nella magistraturaÂť, facendogli gestire Mutolo, in cambio della linea tenuta sull’inchiesta mafia-appalti che, a dire dei magistrati nisseni, sarebbe stata insabbiata in virtĂš di una sorta di patto per favorire imprenditori mafiosi. Natoli è indagato a Caltanissetta, insieme allâex magistrato Giuseppe Pignatone, per favoreggiamento alla mafia.
De Luca ha ricordato, a sostegno della sua ipotesi, le parole pronunciate al Csm da Natoli nei confronti di Giammanco (che specie in relazione al trattamento riservato a Falcone e Borsellino era molto criticato in ufficio). ÂŤLa sua difesa di Giammanco – ha detto – arrivò al mendacio ed era giustificabile o con una grandissima amicizia, che non c’era, o con un alto grado di compromissione nella gestione del potere di GiammancoÂť. De Luca ha anche definito inattendibili e concordate con lâex magistrato ora senatore del M5S Roberto Scarpinato le dichiarazioni rese da Natoli alla commissione Antimafia.
Eâ incentrata sulle ÂŤanomalieÂť dellâinchiesta mafia-appalti condotta nei primi anni ’90 in piĂš fasi dalla Procura di Palermo lâaudizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca che sta intervenendo in commissione Antimafia. Ieri il magistrato ha depositato la richiesta di archiviazione del procedimento aperto a carico di ignoti sulle stragi del ’92 che ha cercato di fare luce proprio sulle connessioni tra gli attentati a Falcone e Borsellino e il dossier sulle infiltrazioni mafiose negli appalti. Resta invece aperto il fascicolo a carico degli ex magistrati Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone e dellâufficiale della Finanza Stefano Screpanti accusati di favoreggiamento a Cosa nostra per avere, per i pm, insabbiato lâinchiesta mafia-appalti.
De Luca ha dichiarato ai commissari che dallâoriginaria informativa del Ros sulle infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici e in particolare sul coinvolgimento dellâimprenditore Antonino Buscemi e del Gruppo Ferruzzi, tra il 1991 e il 1997, non è stato fatto nulla nè in fase iniziale, nè nella tranche delegata a Natoli nè infine in quella coordinata da Pignatone. Solo nel 1997 la Procura ha deciso di andare a fondo alla vicenda arrivando a celebrare un processo. De Luca si è in particolare soffermato sulla inchiesta di Natoli sostenendo che sono ÂŤpiĂš le anomalie che le cose comprensibiliÂť.
ÂŤNon diciamo che anche il magistrato migliore non possa fare errori – ha detto – Il punto è che in tutta questa vicenda ci troviamo di fronte a pm di eccezionale livello professionale ma tutti gli errori vanno nella stessa direzione e cioè lâimpunitĂ di Buscemi e dei vertici di Ferruzzi che operavano in SiciliaÂť. Il magistrato ha definito ÂŤapparenteÂť lâinchiesta parlando di un fascicolo inspiegabilmente tenuto segreto anche ai vertici dellâufficio inquirente palermitano, di errori nelle deleghe assegnate alla Finanza e non al Ros, di intercettazioni ignorate che avrebbero potuto portare a importanti piste investigative, di bobine di intercettazioni smagnetizzate e di ÂŤpatto implicito per non fare indaginiÂť. GDS
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Pm De Luca: âInattendibili e concordate con lâex magistrato ora senatore del M5S Roberto Scarpinato le dichiarazioni rese da Natoli alla commissione Antimafia
Il capo dei pm Nisseni ha sostenuto che lâallora vertice della Procura di Palermo Pietro Giammanco avrebbe assegnato a Natoli un incarico che lo faceva âarrivare alla serie A nella magistraturaâ, facendogli gestire Mutolo, in cambio della linea tenuta sullâinchiesta mafia-appalti che, a dire dei magistrati nisseni, sarebbe stata insabbiata in virtĂš di una sorta di patto per favorire imprenditori mafiosi. Natoli è indagato a Caltanissetta, insieme allâex magistrato Giuseppe Pignatone, per favoreggiamento alla mafia.
De Luca ha ricordato, a sostegno della sua ipotesi, le parole pronunciate al Csm da Natoli nei confronti di Giammanco (che specie in relazione al trattamento riservato a Falcone e Borsellino era molto criticato in ufficio). âLa sua difesa di Giammanco â ha detto â arrivò al mendacio ed era giustificabile o con una grandissima amicizia, che non câera, o con un alto grado di compromissione nella gestione del potere di Giammancoâ.
De Luca ha anche definito inattendibili e concordate con lâex magistrato ora senatore del M5S Roberto Scarpinato le dichiarazioni rese da Natoli alla commissione Antimafia.
âNon escludiamo altre concause â ha sottolineato De Luca â la sentenza dâappello sul depistaggio dice chiaramente, ad esempio, che lâattivitĂ depistante condotta dallâallora capo della Squadra mobile della Questura di Palermo, Arnaldo la Barbera, sia in relazione alle indagini che allâagenda rossa scomparsa, sia stata fatta al servizio di istituzioni deviate. La motivazione è assolutamente conforme alle conclusioni a cui giunse la mia Procura. Individuare il dossier mafia e appalti come concausa delle stragi del â92 non esclude, anzi postula, che ci possano essere stati interventi esterni. Mafia e appalti è un crocevia di interessi politici economici e mafiosi e che ci sia stato intervento esterno è abbastanza probabileâ.
âPer quel che riguarda la pista nera â ha aggiunto â allo stato non ci sono elementi ostensibili di cui parlare, ma lâaccertamento di una partecipazione di istituzione deviate o della destra eversiva non riguarderebbe la causale ma eventuali concorrenti esterni, poi si dovrebbe capire la causale di questi interventi esterniâ.Â
âPossiamo sin dâora escludere, però, che la trattativa sia stata una delle concause della strageâ, ha concluso De Luca. LIVE SICILIA
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De Luca in commissione Antimafia: boss impuniti per errori di magistrati eccellenti
âAlcuni capimafia hanno avuto una impunitĂ totale grazie agli errori fatali di magistrati eccellenti. Accusati davanti alla commissione antimafia dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca
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Roberto Ruvolo – montaggio Alessio Costa RAI NEWS
Alcuni boss hanno avuto una impunitĂ totale grazie agli errori fatali di magistrati eccellenti. Accusati davanti alla commissione antimafia dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca.Â
Tra le concause delle stragi Falcone e Borsellino c’è anche quella legata alla travagliata storia del dossier mafia e appalti del Ros  Â
Da questa indagine è poi nato un filone riguardante gli ex sostituti procuratori Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone adesso indagati a Caltanissetta. Â
A Caltanissetta restano altre inchieste sulla sparizione dell’agenda rossa, sulla massoneria e sui servizi deviati.Â
Sulla pista nera, la procura generale della Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso del pool nisseno sulle stragi contro l’ordinanza del gip Luparello che per due volte ha rigettato l’archiviazione imponendo nuove indagini. “Non può essere qualificata quale atto abnorme, estranea al sistema processuale”, sostiene il pg. DeciderĂ la Suprema Corte; l’udienza sarĂ martedĂŹ prossimo (21 aprile). Â
De Luca: tema mafia-appalti sicura concausa della strage di via DâAmelio
âLo riteniamo â ha aggiunto â con un elevato grado di attendibilitĂ per via DâAmelio, in misura leggermente inferiore per quanto riguarda la strage di Capaci, ma secondo noi ha una sua rilevanzaâ anche in relazione alla strage che ha portato allâuccisione di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti della scorta.
âIndividuale mafia-appalti come concausa della strage di via DâAmelio, e probabilmente anche della strage di Capaci, non esclude, anzi postula, che ci possano essere stati degli interventi esterni perchĂŠ mafia-appalti è un crocevia di interessi economici, politici e mafiosi quindi che ci sia stato un intervento esterno in relazione a una causa del genere è anche abbastanza probabileâ ha concluso.
Mafia e appalti, De Luca: ÂŤIndagini apparentiÂť
Il Procuratore capo di Caltanissetta De Luca: “Falcone si era reso conto dell’enorme valore investigativo del dossier mafia e appalti”Â
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âNel procedimento âmafia appaltiâ vero e proprio lâinformativa del ROS cosĂŹ come è arrivata, è stata archiviata. Non è stato fatta alcuna indagineâ. CosĂŹ il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo lâaudizione in Commissione antimafia sul dossier mafia e appalti.
âIl punto non è che non sia stata richiesta alcuna misura cautelare, nei confronti di Antonino Buscemi e altri, perchĂŠ secondo noi non vi era assolutamente la possibilitĂ di richiedere una misura cautelare.
Ma quello che si doveva fare era approfondire anzi iniziare le indagini sulla posizione di Buscemi e delle cointeressenze col gruppo Ferruzziâ, prosegue.
âCome ho giĂ detto, Giovanni Falcone, che non è il primo che passa, si era reso conto dellâenorme valore investigativo- aggiunge- Nel procedimento 35 89 barra 91 assegnato a Sciacchitano e Natoli invece le indagini si fanno, ma sono apparenti.
Ecco perchĂŠ abbiamo parlato di unâindagine apparente, quindi dalla mancanza totale di indagini si passa delle indagini apparenti.
Il fil rouge continua anche in seguito, perchĂŠ nel procedimento assegnato al dottor Loforte e Pignatone in seguito Patronaggio, una parte delle indagini si fanno.
Câè anche molto movimento e verranno ridelegate tutte le indagini allo sco, tutte le indagini giĂ fatte dalla Guarriera di Finanza di Massa Carraraâ. (Adnkronos)
Mafia e appalti, De Luca: “Anomalie nei brogliacci, Natoli firmò la distruzione di documenti e bobine”
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A parlare davanti alla Commissione nazionale antimafia è il procuratore di Caltanissetta: “Forse c’è stata anche da parte nostra una colpa nel fidarmi di quello che ci veniva comunicato da Palermo, ci siamo fidati di un funzionario di cancelleria il quale ci rispose che non c’era nulla”
Una delle “anomalie” riscontrate dal procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca nell’ambito dell’inchiesta âmafia e appaltiâ riguarda i brogliacci della indagine che fu coordinata all’inizio del 1991 dall’allora pm Gioacchino Natoli, oggi indagato dalla Procura nissena. Lo spiega, proseguendo l’audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia, lo stesso procuratore Salvatore De Luca. “Si tratta di uno degli elementi di anomalia del procedimento e forse neanche il piĂš importante, sicuramente rilevante, ma forse neanche il piĂš importante. Cosa accade? Pochi giorni dopo – spiega – il decreto di archiviazione da parte del gip del ‘procedimento doppione’ cosĂŹ come lo chiamiamo noi, il dottor Natoli firma un prestampato di smagnetizzazione delle bobine e distruzione del brogliacci. Per la veritĂ la distruzione dei brogliacci è una locuzione apposta a penna ad integrazione del prestampato dattilografato”.
“Su questo abbiamo perso un mare di tempo, anche perchĂŠ – prosegue De Luca – forse c’è stata anche da parte nostra, in primis mia, una colpa nel fidarmi ingenuamente di quello che ci veniva comunicato dalla procura di Palermo. Abbiamo avuto un ritardo di quasi un anno perchĂŠ, a nostra specifica richiesta se ci fossero altri provvedimenti annotazioni originali, il responsabile dell’ufficio Cit della procura, un amministrativo, un funzionario di cancelleria, ci ha risposto, ovviamente tramite nota di trasmissione del suo procuratore, che non c’era nulla. Poi, e qui sono stati bravi, non so se di loro iniziativa o hanno avuto un’imbeccata, ma comunque bravi, la difesa del dottor Natoli ha verificato che nel modello 37 che riguarda le intercettazioni erano annotati dal 1991 al 1997 diversi provvedimenti di distruzione di smagnetizzazione delle bobine e distruzione dei brogliacci”.
“Sono stati bravissimi nel non aver fatto come noi fidandosi dell’attestazione del funzionario dell’ufficio Cit ma, e a scanso di equivoci, voglio sottolineare che il procuratore di Palermo non ha nessuna responsabilitĂ al riguardo. Anche io, se il responsabile del mio ufficio Cit mi dicesse qua non c’è niente lo prenderei per buono mi impacchetterei e lo manderei al collega che mi chiede sta notizia. Quindi lo voglio sottolineare piĂš volte, non c’entra nulla il procuratore di Palermo. Tuttavia, la difesa del dottor Natoli è incorsa in un errore, abbastanza evidente, secondo noi. Non solo secondo noi, perchĂŠ anche il dottore Pignatone, nel corso dell’interrogatorio, ha poi ammesso che la nostra valutazione era corretta sul punto. E cioè, sono stati messi assieme dei provvedimenti di smagnetizzazione che riguardano la presunta irrilevanza delle intercettazioni nell’ambito di un procedimento archiviato”.
La distruzione dei brogliacci e la smagnetizzazione delle bobine della indagine su âmafia e appaltiâ è stata un “meccanismo nefasto”, “perchĂŠ dannoso per le indagini”. “Ă dannoso per le indagini Dda, ma in piĂš, nelle mani di un pubblico ministero non onesto, costituisce un perfetto ‘buco nero’ – ha aggiunto De Luca – dove fare precipitare le intercettazioni, con tanto di brogliacci, quindi non lasciare nessuna traccia di quello che si è fatto. Quindi si presta a delle patologie tremende, il potenziale danno è sostanziale. Non è un problema formale. Formalmente è irricevibile questo tipo di procedura, lo doveva disporre il gip fissando un’udienza camerale notificando dalle parti discuterne tutti insieme, insomma era una procedura lunga. Ma fatto cosĂŹ, che il pubblico ministero acchiappa e distrugge tutto si presta a degli abusi degli illeciti e delle malefatte che non potranno piĂš essere rilevate”. “Vi è piĂš di un provvedimento, non è l’unico a quello del dottor Natoli. Per la veritĂ , quando la procura di Palermo ci disse ‘non c’è altro’ un pizzico perplessi siamo rimasti. In realtĂ , ve ne sono pochi pochissimi e concentrati. Abbiamo ritenuto di prendere per buono quello che ci disse la procura di Palermo. Colpa nostra, comunque”. (Fonte: Adnkronos)
 Stragi 92, De Luca: âNessuno indagò su mafia appalti. ImpunitĂ per boss e Gruppo Ferruzziâ
âNel procedimento mafia e appalti le indagini non vennero fatte, e parlo in particolare del mafioso Antonino Buscemi e delle cointeressenze con il Gruppo Ferruzziâ. CosĂŹ esordisce il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca nel corso dellâaudizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia. Proprio ieri la procura nissena ha chiesto di archiviare uno dei filoni dâinchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, quello sullâinchiesta mafia e appalti, ritenuta uno dei moventi delle stragi Falcone e Borsellino.
âDal 1991, quando venne depositata lâinformativa del Ros su mafia appalti, al 1995, Antonino Buscemi e il gruppo Ferruzzi hanno goduto di impunitĂ totaleâ. Eâ pesante lâaccusa del procuratore di Caltanissetta, che è in commissione antimafia con due dei sostituti del pool, Claudia Pasciuti e Davide Spina. âLâimpunitĂ non riguarda la mafiositĂ del soggetto, ma il coinvolgimento di Buscemi nel gruppo Ferruzzi e negli appalti. La situazione verrĂ recuperata solo nel 1997, da un gruppo di nuovi sostituti procuratori di Palermo, che finalmente farĂ una richiesta di misura cautelare, quella cosiddetta del Tavolinoâ.
Dal 1991 al 1995, ci furono tre occasioni per indagare sulle cointeressenze fra Buscemi e il Gruppo Ferruzzi: âNel 1991, il Ros depositò il rapporto mafia e appalti. Ma non si indagò â dice De Luca â successivamente ci fu il fascicolo gestito dai pm Natoli e Sciacchitano, che nasceva da un input della procura di Massa Cassara: quella fu unâindagine apparente â accusa il procuratore di Caltanissetta â . Successivamente, nel fascicolo gestito dai dottori Lo Forte e Pignatone, si commise un gravissimo errore procedurale, che pregiudicò lâintera indagineâ.
Accaddero cose strane in quegli anni. Mentre Falcone riteneva quelle indagini sulle infiltrazioni di mafia nel Gruppo Ferruzzi di âgrande rilievoâ, come dice De Luca, le indagini su mafia e appalti furono smembrate. Quando arrivarono le intercettazioni da Massa Carrara, lâallora procuratore di Palermo Pietro Giammanco dispose un procedimento separato rispetto a quello che era nato dal rapporto del Ros. Se ne occuparono appunto Natoli e Sciacchitano, il primo è oggi indagato per favoreggiamento insieme allâallora collega dâufficio Giuseppe Sciacchitano.
In quella âindagine apparenteâ, come la chiama De Luca, fu intercettata âsolo unâutenza sulle tre in uso a Bonuraâ. Poi, quando nel 2025 la Guardia di finanza ha ritrovato i brogliacci di quelle intercettazioni, sono saltati fuori dettagli davvero particolari: il mafioso boss Bonura parlava con lâallora esponente della Dc Ernesto Di Fresco, âil nome del politico fu pure sottolineato dagli operatori di poliziaâ, dice il procuratore De Luca. Venne sottolineata una strana frase: âSembra che tutto proceda bene. Sta pellicola sembra che me la dĂ â, diceva Di Fresco al boss. Ma nel rapporto dellâallora capitano Stefano Screpanti non câè alcun riferimento a Di Fresco. La procura di Caltanissetta sospetta che il politico e il boss discutessero dellâaggiustamento del processo dâappello in cui Bonura era imputato di omicidio. LA REPUBBLICA -SALVO PALAZZOLO
 Il Procuratore capo di Caltanissetta #salvatoredeluca : “Nel procedimento ‘mafia e appalti’ le indagini non ci sono state”Â
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âNel procedimento âmafia e appaltiâ le indagini non si sono fatte, e parlo in particolare del Gruppo Ferruzziâ. Lo dice il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca nel corso dellâaudizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. Proprio ieri la Procura nissena ha chiesto di archiviare uno dei filoni dâinchiesta, a carico di ignoti, sulle stragi di Capaci e Via DâAmelio, quella sullâinchiesta mafia e appalti, ritenuta uno dei moventi che sarebbe alla base delle stragi costate la vita ai giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e agli agenti delle scorte dei due magistrati.
Nellâambito dellâinchiesta su âmafia e appaltiâ, in particolare nel procedimento seguito dagli allora pm Natoli-Sciacchitano âsi è fatto un poâ di movimentoâ, âma si tratta di indagini apparentiâ. Nel âprocedimento assegnato ai dottori Guido Lo Forte e Giuseppe Pignatone, ma gestito soprattutto dal dottore Pignatone, a parer nostro, commette un gravissimo errore procedurale. In buona parte, per lâ80%, ammesso dallo stesso dottore Pignatone, che vanifica tutto il risultatoâ. Lo ha detto il Procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca proseguendo lâaudizione davanti alla Commissione nazionale antimafia. âDal 1991 â prosegue â quando viene depositata lâinformativa del ROS, in particolare dal 16 febbraio del 91 al 1995 Antonino Buscemi e il gruppo Ferruzzi godrĂ di impunitĂ totaleâ. E ancora: âNon riguarda la mafiositĂ del soggetto, ma al coinvolgimento del soggetto con il gruppo Ferruzzi e negli appalti. La situazione verrĂ recuperata solo nel 1997 da un gruppo di nuovi sostituti che finalmente farĂ una richiesta di misura cautelare, quella cosiddetta del tavolino riguardante effettivamente la gestione degli appalti in Sicilia che comprenderĂ i vertici, quelli ancora vivi del del gruppo Ferruzziâ, conclude De Luca. (Adnkronos)
Stragi del â92, De Luca: âSu pista nera al momento non ci sono elementiâ
Salvatore De Luca, procuratore capo di Caltanissetta, ne parla in commissione antimafia. E aggiunge: âDossier mafia e appalti sicura causa dellâattentato Borsellinoâ Il procuratore capo di Caltanissetta Salvatore De Luca parla davanti alla commissione antimafia, dellâinchiesta sulle stragi del 1992 in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le rispettive scorte. âPer quel che riguarda istituzioni deviate o anche âpista neraâ â sottolinea â lâho giĂ detto piĂš volte, può darsi, stiamo lavorando e allo stato non ci sono concreti elementi ostensibili di cui parlareâ. De Luca prosegue: âIn ogni caso lâaccertamento di una partecipazione di istituzioni deviate o di destra eversiva non riguarderebbe la causale. Si troverebbero dei concorrenti esterni, poi bisognerebbe capire qual è la causale di queste istituzioni deviate e di queste presunti estremisti eversivi della destra estrema. Bisognerebbe, poi accertare perchĂŠ câè questo intervento ea che cosa tendonoâ. E ancora: âPossiamo sin dâora escludere totalmente che trattativa abbia avuto una qualche rilevanza in relazione alle concause della strage in ciò la motivazione della sentenza di appello trattativa è da noi perfettamente recepita e condivisa. Vero è che nella stessa sentenza si dice che il comportamento della procura di Palermo è stata perfettamente lineare. Se andate a guardare il materiale a probatorio preso in visione dalla corte dâappello troverete un decimo di quello che noi abbiamo messo a disposizione, e non vi è traccia ad esempio ai procedimenti assegnati al dottore relatore Sciacchitana alla riapertura di del dottor Pignatoneâ. De Luca: âDossier mafia e appalti sicura causa strage Borsellinoâ âA nome del Gruppo stragi della Procura di Caltanissetta riteniamo che vi siano dei concreti, univoci, plurimi, elementi per affermare che la gestione del procedimento âmafia appaltiâ e, in realtĂ , il tema âmafia appaltiâ sia stata una sicura causa della strage di via DâAmelioâ racconta Salvatore De Luca, durante lâaudizione. Aggiunge inoltre: âLo riteniamo, con elevato grado di attendibilitĂ in via dâAmelio e in misura leggermente inferiore, per quel che riguarda la strage di Capaci, ma, secondo noi, lâinteresse di Giovanni Falcone ha una sua rilevanza, anche in relazione alla strage che ha portato alla sua tragica fine, della sua compagna e della scortaâ. GDS
Pm De Luca in Antimafia, su indagine mafia-appalti mai fatto nulla per anni
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E’ incentrata sulle “anomalie” dell’ inchiesta mafia-appalti condotta nei primi anni ’90 in piĂš fasi dalla Procura di Palermo l’audizione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca che sta intervenendo in commissione Antimafia. Â
Ieri il magistrato ha depositato la richiesta di archiviazione del procedimento aperto a carico di ignoti sulle stragi del ’92 che ha cercato di fare luce proprio sulle connessioni tra gli attentati a Falcone e Borsellino e il dossier sulle infiltrazioni mafiose negli appalti.
Resta invece aperto il fascicolo a carico degli ex magistrati Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone e dell’ufficiale della Finanza Stefano Screpanti accusati di favoreggiamento a Cosa nostra per avere, per i pm, insabbiato l’inchiesta mafia-appalti.
De Luca ha dichiarato ai commissari che dall’originaria informativa del Ros sulle infiltrazioni mafiose nei lavori pubblici e in particolare sul coinvolgimento dell’imprenditore Antonino Buscemi e del Gruppo Ferruzzi, tra il 1991 e il 1997, non è stato fatto nulla nè in fase iniziale, nè nella tranche delegata a Natoli nè infine in quella coordinata da Pignatone.
Solo nel 1997 la Procura ha deciso di andare a fondo alla vicenda arrivando a celebrare un processo. De Luca si è in particolare soffermato sulla inchiesta di Natoli sostenendo che sono “piĂš le anomalie che le cose comprensibili.” “Non diciamo che anche il magistrato migliore non possa fare errori – ha detto – Il punto è che in tutta questa vicenda ci troviamo di fronte a pm di eccezionale livello professionale ma tutti gli errori vanno nella stessa direzione e cioè l’impunitĂ di Buscemi e dei vertici di Ferruzzi che operavano in Sicilia”.
Il magistrato ha definito “apparente” l’inchiesta parlando di un fascicolo inspiegabilmente tenuto segreto anche ai vertici dell’ufficio inquirente palermitano, di errori nelle deleghe assegnate alla Finanza e non al Ros, di intercettazioni ignorate che avrebbero potuto portare a importanti piste investigative, di bobine di intercettazioni smagnetizzate e di “patto implicito per non fare indagini”. Â Â ANSA
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SCARPINATO, ‘IN COMMISSIONE FANTASTORIE E PROCESSI PARALLELI SENZA CONTRADDITORIO’
14.4.2026 (Adnkronos) – “La maggioranza di centrodestra e il procuratore di Caltanissetta De Luca hanno stravolto il ruolo della commissione Antimafia, trasformandola in un luogo in cui svolgere processi paralleli al di fuori delle aule di giustizia, senza il vaglio preventivo di alcun giudice e senza le garanzie minime di contraddittorio per indagati che, in totale spregio della presunzione di innocenza, vengono additati alla pubblica opinione come colpevoli di fatti gravissimi, cogliendo l’occasione per tentare di screditare altri magistrati mai indagati che affermano fatti non condivisi da De Luca”.
Lo afferma il senatore M5s Roberto Scarpinato. “Una carta bianca da parte di una politica che a convenienza sventola un garantismo di facciata che serve solo a coprire la propria corsa all’impunitĂ , concessa per avallare narrazioni gradite alla maggioranza sulle causali delle stragi – aggiunge -.
Cosi il procuratore De Luca disapplicando il metodo Falcone-Borsellino, estrapolando la strage di via D’Amelio da quella di Capaci e da quelle successive ed elevando al rango di prove mere ipotesi e supposizioni, ha potuto sostenere che la strage di via D’Amelio fu causata dalle indagini su mafia-appalti, in totale dissonanza dalle condanne definitive come regista della strage di via D’Amelio di Giuseppe Graviano, che mai si è occupato di appalti pubblici mentre molto si è occupato degli affari di Silvio Berlusconi.
Tesi questa che invece, come De Luca sa, è stata ritenuta assolutamente inadeguata dal Gip di Caltanissetta che dopo avere rilevato tutti i deficit investigativi della procura di Caltanissetta su altre piste, ha imposto indagini suppletive su tali ben piu serie piste”. “Infine, De Luca sa o dovrebbe sapere benissimo che non ho concordato proprio nulla con Natoli che, come risulta inequivocabilmente dalle intercettazioni, ha sempre protestato con me la propria radicale innocenza in ordine ai fatti contestatigli e che ho esortato a riferire alla commissione Antimafia gli stessi fatti che aveva riferito a me documentandoli rigorosamente, dopo che di sua iniziativa aveva chiesto di essere audito.
In tale contesto, l’ho esortato a ripetere anche un fatto vero di cui era stato testimone e che mi aveva riferito in precedenza, cioè di essere stato presente alla riunione in procura del 14 luglio 1992 e che anche lui ricordava, cosi come aveva giĂ riferito in commissione il magistrato Patronaggio, che in quella riunione si era parlato di un’archiviazione che riguardava alcuni indagati.
Fa riflettere che De Luca quando mi ha sentito come persona informata non mi abbia per nulla contestato quanto affermato oggi in commissione nè mi abbia chiesto spiegazioni”, conclude Scarpinato.
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18 gennaio 2024 GIOACCHINO NATOLI a ROBERTO SCARPINATOÂ âTu mi devi alzare la palla VIDEOÂ (fonte: RAI âLo stato delle coseâ 22.9.2025)
VIDEO INTEGRALEÂ (fonte: RAI âLo stato delle coseâ 22.9.2025)
23 gennaio e 1Âş febbraio 2024 Lâex magistrato GIOACCHINO NATOLI audito dalla Commissione Parlamentare Antimafia  SEGUEÂ
1 febbraio 2024 NATOLI/SCARPINATO â Audizione Commissione Parlamentare Antimafia SEGUE
Febbraio 2024 âCi sono voluti 32 anni per leggere cose, a mio giudizio, importantissime e di cui non vi è traccia nei processi sulla strage di Via DâAmelio. Ho fatto bene a lasciare, tempo fa, il rassicurante riparo del campo base. Non so se riuscirò a raggiungere lâEverest. Ma guai a rinunciare al faticoso cammino verso la veritĂ .â FABIO TRIZZINO. La Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dallâonorevole CHIARA COLOSIMO declassifica 36 documenti relativi alle indagini su Via DâAmelio SEGUE Â
STRAGE VIA DâAMELIO đĽ Le audizioni del procuratore De Luca in Commissione Antimafia
STRAGE VIA DâAMELIO đĽ Le audizioni del procuratore De Luca in Commissione Antimafia





