L’indagine insabbiata e via D’Amelio. Magistrati? No, specialisti dell’inerzia. Le offese choc alla famiglia Borsellino: “Tutti senza neuroni”

 

Il ruolo di Natoli, Lo Forte e Scarpinato

La Procura di Caltanissetta fa luce sull’archiviazione prematura del caso sui legami tra Cosa Nostra, il Gruppo Ferruzzi e la politica, ritenuto concausa della strage. La memoria di Borsellino macchiata dai suoi stessi colleghi

La Procura di Caltanissetta, il 10 aprile 2026, ha depositato la richiesta di archiviazione del proc. pen. 2098/2022 RGNR mod. 44 — 389 pagine sul filone “mafia e appalti” come concausa delle stragi del 1992. Secondo la DDA, l’indagine che stava portando alla luce il nesso tra Cosa Nostra, il Gruppo Ferruzzi e il sistema politico siciliano «fu archiviata senza indagini» e «le indagini sono state solo apparenti». Non lo dice Il Riformista. Non lo dicono i giornali garantisti. Lo scrive la Procura della Repubblica.

Primo personaggio: Pietro Giammanco. Secondo la DDA, avrebbe gestito la Procura in modo «fortemente gerarchico e verticistico». Stando a quanto dichiarato da Ingroia al CSM, Borsellino gli avrebbe detto: «Giammanco è un uomo di Lima.» I collaboratori avrebbero riferito di 700 milioni transitati per Lima e destinati al Procuratore. Il 13 luglio 1992, secondo la Procura, Giammanco firmò l’archiviazione del procedimento mafia-appalti nascondendola a Borsellino. Sei giorni dopo, via D’Amelio.
Secondo personaggio: Giuseppe Pignatone. Il padre — ricostruisce la Procura — presiedeva l’ESPI, che controllava la SIRAP, snodo del sistema appalti. La famiglia avrebbe acquistato immobili dal gruppo Piazza-Bonura-Buscemi, le imprese dei clan oggetto dell’indagine. De Luca in Antimafia: «Tutti gli errori vanno nella medesima direzione: l’impunità totale di Buscemi e del Gruppo Ferruzzi.» La DDA documenta: indagati che sarebbero stati interrogati senza iscrizione a registro — termini decorsi, atti inutilizzabili —, cautelare su soggetto non iscritto, perquisizioni negate allo SCO. Vi sarebbe poi l’aggiunta manoscritta «e la distruzione dei brogliacci» sul provvedimento di smagnetizzazione, attribuita grafologicamente a Pignatone. Una sua missiva del 1995, scrive la Procura, sarebbe stata «con ogni probabilità precostituita per un futuro utilizzo». L’uomo che sarebbe diventato Procuratore di Roma e Presidente del Tribunale Vaticano.

Terzo personaggio: Gioacchino Natoli. Avrebbe archiviato il proc. 3589/1991 e disposto la smagnetizzazione delle bobine con le intercettazioni Buscemi-Ferruzzi. Dalle intercettazioni emergerebbe che la moglie, nel 2023, avrebbe dichiarato: «C’era qualcuno più in alto di lui che gli ha detto: fai questo, archivia quello. Punto.» Scoperte le intercettazioni, il marito non l’avrebbe rimproverata per aver detto cose false, ma per aver detto cose vere: «Devi stare zitta! Zi-tta!» La figlia: «Caltanissetta potrebbe non avere torto. Su di te sì, ma non su quelli là.»Natoli: «Certo. Certo.» La Procura scrive che Natoli, Lo Forte e Scarpinato «sembrerebbero avere agito attenendosi alle direttive, più o meno esplicite, del capo dell’Ufficio».

Quarto personaggio: Roberto Scarpinato. Dalle intercettazioni emergerebbe che il Senatore avrebbe comunicato a Natoli i temi della Commissione Antimafia, «incaricandolo» di «sondare ciò che certi soggetti avrebbero potuto dire sui fatti della Procura di Palermo del 1992». Si sarebbe deciso a «seppellire» la Presidente Colosimo «sotto una montagna di documenti».

Poi ci sono le parole sulla famiglia Borsellino. Secondo la Procura, Natoli e i familiari avrebbero definito Lucia «una cretina», Manfredi «più cretino della sorella», «tutti senza neuroni». Natoli avrebbe detto: «Se io muoio, i miei figli potranno fare le conferenze alla pari di Manfredi, con capacità ben superiori» Poi, in siciliano: «Picchì iddu ppì ora che ave? U vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?» Vale a dire: perché lui che ha? Il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo. Sulla vedova Agnese, la figlia di Natoli: «Tu hai mai sentito qualcuno che abbia dato retta a quello che diceva Agnese?».