Il verbale del 10 agosto 1992: cosa rivelava la documentazione sequestrata nell’ufficio di Paolo Borsellino
Il 10 agosto 1992, ventidue giorni dopo la strage di via D’Amelio, gli investigatori procedettero al sequestro della documentazione rimasta nell’ufficio di Paolo Borsellino.
Quel verbale, rimasto per anni poco conosciuto al grande pubblico, rappresenta oggi una delle testimonianze più importanti per comprendere l’attività del magistrato nei suoi ultimi mesi di vita e le piste investigative che stava seguendo con crescente urgenza.
Un archivio di lavoro febbrile
Secondo le ricostruzioni emerse successivamente, la maggior parte dei documenti sequestrati riguardava indagini sugli appalti pubblici, un settore che Borsellino stava analizzando con particolare attenzione. Il colonnello Giuseppe De Donno, ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, ha confermato che quei materiali mostravano un intenso lavoro di ricostruzione, sintesi e collegamento tra nomi, imprese, flussi di denaro e possibili condizionamenti mafiosi nel sistema degli appalti.
Si trattava di un mosaico complesso, che incrociava figure politiche, imprenditoriali e criminali. Molti dei nomi presenti nelle carte ritrovate nell’ufficio del magistrato coincidevano con quelli contenuti nell’annotazione “mafia e appalti” del febbraio 1991, un documento di oltre 800 pagine che rappresentava il compendio delle indagini condotte dai carabinieri del ROS.
Il sequestro del 10 agosto 1992 rappresenta dunque un momento cruciale: è il punto in cui l’attività investigativa di Borsellino, bruscamente interrotta dalla strage, viene raccolta e cristallizzata in un verbale. Quelle carte, rimaste per anni in parte inesplorate, hanno contribuito a riaprire piste, correggere narrazioni e mettere in luce la vastità del lavoro che il magistrato stava conducendo.
La loro importanza è tale che, ancora oggi, nuovi ritrovamenti documentali continuano a influenzare le indagini sulle stragi del 1992, dimostrando quanto il lavoro di Borsellino fosse avanti rispetto alle ricostruzioni ufficiali dell’epoca.Â
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