SCARPINATO contro il GIP di Caltanisetta: “Grave darmi del depistante”

​

ANSA 4.10.2026 Scarpinato (M5s), ‘è falso darmi del depistante, non mi arrenderò mai’

 

“L’affermazione secondo cui io conversando con Gioacchino Natoli avrei portato avanti un’attività depistante è non solo gravemente falsa ma essa stessa depistante”.
Lo afferma il senatore M5S Roberto Scarpinato dopo che il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha depositato il provvedimento di archiviazione del filone di indagine a carico di ignoti sulle stragi del ’92 relativo al cosiddetto dossier mafia-appalti, parlando di inquinamento e di attività depistante posta in essere da Scarpinato nei confronti dell’ex pm Gioacchino Natoli.
“Come ho già affermato tante volte e come avrei potuto dimostrare anche in sede giudiziaria se mi fosse stata data la possibilità, nelle mie conversazioni telefoniche con Gioacchino Natoli esortavo il mio interlocutore a riferire in commissione Antimafia una circostanza vera – non una falsità ma una verità – che lui stesso mi aveva in precedenza riferito.
Fu lui infatti a dirmi di essere stato presente alla riunione della procura di Palermo del 14 luglio 1992 e di aver chiaramente sentito che il magistrato Lo Forte riferì in dettaglio della parziale e temporanea archiviazione di un filone dell’indagine mafia-appalti. Lo stesso hanno affermato in varie sedi istituzionali altri magistrati presenti quel giorno. E’ noto e appurato che a quella riunione fosse presente anche Paolo Borsellino. Il gip di Caltanissetta Santi Bologna non solo non ha garantito il mio diritto di soggetto non indagato al contraddittorio, ma si è spinto addirittura ad affermare che io avrei tentato di depistare i lavori della Commissione antimafia.
E’ falso”, prosegue Scarpinato. “Quanto emerge dal provvedimento di archiviazione del gip di Caltanissetta sulla vicenda ‘Mafia e appalti’ è di una gravità che non può essere ignorata, soprattutto alla luce del ruolo che oggi Roberto Scarpinato ricopre all’interno della Commissione parlamentare Antimafia. Le valutazioni contenute nel provvedimento, e in particolare il riferimento a una sua attività definita ‘depistante’ nei confronti del dottor Natoli, impongono un immediato chiarimento da parte dello stesso Scarpinato”, aveva detto in precedenza dichiara Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione parlamentare Antimafia, invocando un “passo indietro” di Scarpinato.    


 

𝗠𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗹𝘁𝗶, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗮 𝗦𝗰𝗮𝗿𝗽𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼: “𝗙𝗮𝗹𝘀𝗲 𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲. 𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝘂𝗹𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗼”
Giuseppe Pipitone sul Fatto del 05/10/2026
“𝐼𝑙 𝑔𝑖𝑝 𝑚𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑝𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒? 𝐶ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒𝑣𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑖, 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑉𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑜 𝑧𝑖𝑡𝑡𝑖𝑟𝑚𝑖”
Le accuse del gip di Caltanissetta su “attività depistante” in Commissione Antimafia? “Un’affermazione non solo gravemente falsa, ma essa stessa depistante”, dice il senatore M5S Roberto Scarpinato, impegnato nella lettura delle 644 pagine con cui il giudice Santi Bologna ha archiviato l’inchiesta mafia-appalti, il filone che individua come “concausa delle stragi” l’interesse di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per l’indagine del Ros dei Carabinieri. “Ma un’altra gip dello stesso ufficio, Graziella Luparello, ha già bollato questa pista come affetta da ‘severa miopia’ e ‘approccio mistico e dogmatico’, ordinando nuove indagini in ben 43 punti per colmare le gravi lacune della Procura di Caltanissetta”, attacca l’ex procuratore generale di Palermo.
𝐒𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐥’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐩𝐢𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐞𝐱 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐠𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐨 𝐍𝐚𝐭𝐨𝐥𝐢: 𝐧𝐞𝐠𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐮𝐠𝐠𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐚 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐒𝐚𝐧 𝐌𝐚𝐜𝐮𝐭𝐨?
In quelle telefonate non esortavo affatto Natoli a riferire una falsità ma una circostanza vera, che lui stesso mi aveva in precedenza raccontato. Fu lui a dirmi di essere stato presente alla riunione della Procura di Palermo del 14 luglio 1992 e di aver sentito che il magistrato Lo Forte riferì della richiesta di archiviazione di un filone dell’indagine mafia-appalti davanti a Borsellino. Quando sono stato sentito come teste non mi è stata fatta alcuna domanda sul contenuto delle mie conversazioni, privandomi così del diritto di dare nell’immediatezza le mie spiegazioni. Invece di rilevare la violazione dei miei diritti, il gip ha così formulato un’accusa falsa in assenza di qualsiasi contraddittorio nei confronti di un terzo non indagato, quale io sono.
𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟒 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟏𝟗𝟗𝟐 𝐥𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞𝐫𝐚, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝’𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐯𝐚 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚.
No, non c’ero, però quella non fu affatto una richiesta di archiviazione dell’indagine che rimase sempre aperta, ma solo della posizione di alcuni indagati per i quali a quella data non c’erano prove sufficienti e che noi stessi arrestammo pochi mesi dopo, quando, continuando a indagare, acquisimmo nuove prove.
𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐩, 𝐩𝐞𝐫𝐨̀, 𝐞̀ 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐨: “𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐮 𝐯𝐨𝐥𝐮𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞́ 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚, 𝐧𝐞́ 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞”.
Mai nessuno dei presenti ha dichiarato che non si discusse di quella richiesta d’archiviazione. Al contrario, vari magistrati presenti hanno dichiarato come testimoni che invece se ne parlò: per esempio Guido Lo Forte o Luigi Patronaggio.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐩, 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚-𝐚𝐩𝐩𝐚𝐥𝐭𝐢 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐝𝐝𝐢𝐜𝐞: 𝐧𝐞𝐥 𝟏𝟗𝟗𝟗 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚, 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐝𝐮𝐞. 𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐚𝐢?
È sempre rimasta una volta. Nella seconda, al quale fa riferimento il gip, Borsellino mi parlò del “Corvo 2”, un anonimo in cui si raccontava di incontri tra l’ex ministro Mannino e Riina sullo sfondo dell’omicidio Lima. Una storia molto complessa, Borsellino disse che forse l’anonimo veniva dall’ambiente del Ros e mi chiese di non parlarne col procuratore Giammanco.
𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐩 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨: 𝐧𝐞𝐥 ‘𝟗𝟐 𝐥𝐞𝐢 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 “𝐜𝐨𝐧 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀”, 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐝𝐢 “𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐞”. 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐦𝐢𝐜𝐢?
Non ho mai detto di essere amico di Borsellino. Ho detto che c’era un rapporto particolare come può essere quello tra un procuratore aggiunto che chiede a un giovane sostituto di non riferire al capo elementi su un’indagine delicata. Questo perché Borsellino si fidava di me, da quando Falcone gli aveva consigliato di farlo, come aveva fatto Ingroia. E inoltre Borsellino coordinava il gruppo d’indagine in cui lavorava quella che era mia moglie.
𝐈𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐥𝐞𝐢 𝐡𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐀𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐞𝐩𝐢𝐬𝐭𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. 𝐀𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚, 𝐅𝐝𝐈 𝐡𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐌𝟓𝐒 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Il provvedimento del gip Bologna ha di fatto contribuito a rilanciare il bullismo politico di cui sono stato bersaglio per avere sempre contrastato le tesi che vorrebbero ridurre le causali delle stragi a questioni di appalti, coprendo mandanti eccellenti.
Dopo le stragi si è aperto uno scontro tra chi vuole liquidare le bombe come opera esclusiva della mafia, rimuovendo la realtà dei depistaggi e della partecipazione di soggetti esterni a Cosa Nostra, e chi invece non è disponibile a far sparire l’elefante dalla stanza e per questo motivo è continuamente sotto attacco. Persino la gip Luparello è stata accusata di avere fatto un uso abnorme dei suoi poteri per avere chiesto nuove indagini sui mandanti esterni, esponendola così al rischio di un procedimento disciplinare se la Cassazione non avesse confermato il suo provvedimento. Io sono stato intercettato 33 volte e le mie conversazioni usate senza autorizzazione del Senato, col plauso della maggioranza che nega le chat dei suoi amici, come Delmastro, ex socio di un prestanome dei Senese. Stanno usando qualsiasi mezzo per tapparmi la bocca, vogliono chiudere i conti in modo da depositare indisturbati la relazione sulle stragi in Commissione. Ma non si illudano: non mi arrenderò né ora, né mai.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐬𝐦 𝐅𝐞𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐆𝐢𝐮𝐟𝐟𝐫𝐞̀ 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨.
Giuffrè evidentemente non sa che io non sono imputato in alcun processo e in ogni caso non mi hanno mai dato la possibilità di esporre le mie ragioni.

 

SCARPINATO ha depistato e LO FORTE ha mentito

 

 

 

 

“Scarpinato, Natoli e gli accordi prima dell’audizione in Antimafia”

​

 

RASSEGNA STAMPA 2025



L’intercettazione


 

L’ex pm Natoli intercettato mentre insulta i Borsellino. L’indignazione di Manfredi: “Vergogna”

 

Le scuse di NATOLI e le colpe di quella mer.. dell’avvocato TRIZZINO che i figli di Borsellino non hanno tenuto a freno

MANFREDI BORSELLINO, una lettera aperta ai suoi figli

 

La SQUALLIDA CONVERSAZIONE Parte degli insulti di GIOACCHINO NATOLI, la seconda moglie e la figlia acquisita diretti ai famigliari del dottor Borsellino  VIDEO

 

 

«Ti farò questa domanda»: le intercettazioni tra Scarpinato (M5s) e Natoli sull’inchiesta Mafia & appalti e Borsellino


L’intercettazione

Secondo l’indagine la richiesta di archiviazione dell’inchiesta Mafia e Appalti arrivata dalla procura di Palermo il 13 luglio 1992 venne taciuta proprio a Borsellino. A raccontare l’annedoto è stato l’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino, figlia del magistrato.
Il 29 agosto 2023, Scarpinato spiega il suo progetto: «Sai che intenzioni ho? Di seppellire la Colosimo (presidente della Commissione antimafia, ndr) sotto una montagna di documenti». «Perdonami fratello mio – gli fa notare Natoli – se dai troppe cose, le dai l’opportunità di dire: “Ho bisogno di tempo per leggerle”». Poi parlano di un documento a disposizione di Maurizio De Lucia, attuale procuratore capo di Palermo.

Fatti trovare preparato

«E allora fatti vedere in modo che siamo preparati, prima che ce la buttino adosso… fammi avere questa cosa», dice Scarpinato. «Mi stai dando il destro», risponde Natoli. «Gioacchì, devi fare sto lavoro, lo devi fare», replica ancora il senatore M5s. «Lo so, lo so.
Ma se non mi danno il materiale», risponde Natoli. E a quel punto l’altro gli suggerisce: «Parla con De Lucia, spiegaglielo. Perché stiamo partendo.
Tra pochi giorni iniziamo con queste cose e saremo con la stampa… dobbiamo rispondere subito».
Poi il 28 ottobre 2023, il senatore 5 Stelle aggiunge: «De Lucia è disposto ad andare lì (probabilmente in Commissione, ndr) e fare una relazione (…) Si deve preparare e deve andare lì a fare una relazione orale, come lui può fare. Perché se lui dice “non mi ricordo” diventa un boomerang!».

La difesa

Il Messaggero ricorda che, intervistato da Giletti, il 21 ottobre scorso, Scarpinato aveva precisato: «Io e Natoli non ci siamo mai messi d’accordo.
Gli ho parlato prima che iniziassero le audizioni alla Commissione antimafia.
Lo avevo indicato come una persona che dovevamo sentire, sulle dichiarazioni che aveva reso in un processo, sulle confidenze che gli fece Borsellino. Poi, mesi dopo l’audizione, è stato accusato di avere gestito in modo irregolare un procedimento di cui non mi sono mi sono mai occupato. E su questa storia non gli ho fatto nessuna domanda. Quindi cosa dovevamo aggiustare?».  OPEN 22.5.2025


 

23.9.2025 Gli insulti dell’ex pm Natoli alla moglie e ai figli del giudice Borsellino: “Sono senza neuroni”


22.9.2025  LA REPLICA di SCARPINATO: “Con Natoli ricostruivo fatti per smentire le bugie su via D’Amelio”. 


  “Vengono a fare le pulci a un campione dell’Antimafia (Scarpinato) perché in una discussione con un collega del pool antimafia Natoli stava cercando di far emergere i fatti per far avanzare la giustizia e la verità nei fatti di mafia.  Il centrodestra crea polemiche ridicole”.GIUSEPPE CONTE Presidente M5S.  ANSA 23.9.2025



 

9.11.2024 VIDEO


RASSEGNA STAMPA 2024


Ex PM  Natoli indagato per favoreggiamento

 

Audizione in Commissione Parlamentare Antimafia


 

PIGNATONE: La sua famiglia ha comprato case dai mafiosi


AUDIO – Presentazione servizio a “LO STATO DELLE COSE”

SCAMPOLI INTERCETTAZIONI NATOLI/SCARPINATO

 

 

 

 

STRAGI ‘92 🟥 GIP accoglie la richiesta della Procura di Caltanisetta