Il fresco profumo di libertà e la memoria come argine civile
Ricordare significa restituire voce, dignità e continuità ideale a quanti hanno sacrificato la propria vita per la giustizia, tenendo fede a quel «fresco profumo di libertà» che il giudice Paolo Borsellino evocava instancabilmente come unico vero antidoto alla rassegnazione e al compromesso morale. La memoria antimafia si conferma una leva strategica irrinunciabile: non soltanto quale supporto indispensabile per le attività investigative e per il perseguimento della criminalità organizzata, ma soprattutto come pilastro pedagogico per educare le giovani generazioni al rispetto dello Stato di diritto e alla cittadinanza attiva.
La manifestazione, che gode di risonanza nazionale e internazionale, sarà condotta dal giornalista di Sky TG24 Alessio Viola affiancato dalla collega Alessia Di Giovacchino, mentre l’attore e maestro del doppiaggio Roberto Pedicini darà voce alla lettura delle solenni motivazioni dei riconoscimenti. L’evento vedrà la straordinaria e commossa partecipazione del dottor Manfredi Borsellino, commissario di Polizia e figlio del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, e della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, unitamente ai vertici delle magistrature, delle prefetture e delle istituzioni della Regione Abruzzo.
I diciotto testimoni del dovere: da Liliana Segre ai vertici militari e giudiziari
Saranno diciotto i testimoni d’eccezione insigniti in questa trentaquattresima edizione, figure di primissimo piano che incarnano quotidianamente l’impegno contro l’illegalità, la sopraffazione e l’indifferenza. Tra i premiati spiccano il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo; il Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro; il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo; la Senatrice a vita Liliana Segre, instancabile testimone della memoria contro ogni odio; e il Vice Capo della Polizia di Stato, Prefetto Giancarlo Di Vincenzo.
Il tributo della giuria riconosce inoltre il coraggio sul campo di magistrati e operatori della sicurezza: la Procuratrice del Tribunale per i Minorenni di Palermo Claudia Caramanna, in prima linea nella tutela dei ragazzi sottratti ai contesti di criminalità; il magistrato antimafia e componente del Consiglio Superiore della Magistratura Marco Bisogni; il Dirigente Generale della Polizia Penitenziaria Augusto Zaccariello; il Prefetto di Milano Claudio Sgaraglia; il Questore di Bologna Gaetano Bonaccorso; la Dirigente del IV Reparto Volo della Polizia di Stato Rossella Governa; e la Dirigente del V Reparto Mobile di Torino Iolanda Seri.
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Cultura, solidarietà e impegno civile
A conferma di come la lotta all’illegalità sia una sfida corale che abbraccia la cultura, l’arte e la solidarietà, tra i riconoscimenti del 34° Premio Borsellino figurano il celebre attore Leo Gullotta, maestro del cinema e del teatro italiano; il regista Riccardo Milani, da sempre attento al racconto civile delle periferie e delle contraddizioni sociali; il Presidente dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila Rinaldo Tordera; il Direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Abruzzo Maurizio Scelli; il Direttore della Caritas Abruzzo-Molise Don Alberto Conti; e Michele Dressadore, storico fondatore dell’Associazione “Memorial Day” per i caduti delle forze dell’ordine.
La cerimonia aquilana potrà essere seguita da cittadini, scolaresche e appassionati in tutta Italia grazie alla copertura mediatica televisiva e digitale: l’evento sarà trasmesso in diretta e in differita serale dall’emittente televisiva regionale “Super J” e in diretta streaming su “Radio Cerrano Web Tv”.
Un’eredità che interpella la coscienza collettiva
Il Premio Nazionale Paolo Borsellino si conferma così un presidio etico di straordinaria vitalità, capace di interrogare le coscienze individuali e di rinsaldare il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Promuovere la legalità, la trasparenza e la responsabilità civica non è un esercizio astratto, ma un dovere morale che genera benessere sociale e futuro per l’intero Paese.