«ANTIMAFIA, M5S: DA DI MATTEO DENUNCIA SU FATTI GRAVISSIMI, SUBITO AUDIZIONE PER LUI E MELILLO»

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30 ottobre 2026. M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO:

 

I componenti del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia hanno inviato questa mattina una richiesta formale alla presidente Colosimo per sollecitare l’audizione immediata del sostituto procuratore presso la Procura Nazionale Antimafia Nino Di Matteo e del Procuratore Nazionale Giovanni 

La richiesta nasce dalle rivelazioni emerse sulle pagine del Fatto Quotidiano, che i parlamentari pentastellati definiscono di estrema gravità. La denuncia presentata dal magistrato Di Matteo assume una rilevanza istituzionale di primo piano, in quanto evidenzia una compromissione della piena operatività della Direzione Nazionale Antimafia sul fronte del coordinamento delle indagini relative alle Stragi del 1992 e del 1993, con conseguenze dirette anche sui lavori della commissione Antimafia.

Secondo quanto denunciato da Di Matteo, si registrerebbe uno svuotamento delle funzioni e una sostanziale paralisi del Gruppo Stragi, causata dalla mancata circolazione delle informazioni all’interno del gruppo di lavoro. Il magistrato ha espresso profondo disagio e preoccupazione per questa situazione.

Particolarmente allarmante risulta il fatto che, stando alle dichiarazioni di Di Matteo, egli abbia appreso dalla stampa e non dal proprio ufficio di appartenenza le novità relative alla pista nera, alla questione mafia-appalti e ad altri elementi delle indagini in corso presso diverse procure. Nell’esposto il magistrato afferma inoltre che il Pool della Dna non sarebbe stato informato delle indagini condotte dalla Procura di Caltanissetta sulle Stragi di via D’Amelio e di Capaci.

I parlamentari del M5S ricordano che durante le sue audizioni, il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca ha dichiarato di aver informato il Procuratore Nazionale Antimafia, ricevendo piena condivisione sulla strategia di indagine e sugli esiti finali. Da qui nasce l’esigenza di comprendere se questa informazione di straordinaria rilevanza sia stata condivisa da Melillo con il pool Stragi o se, come sembrerebbe, anche su questo aspetto non vi sia stata la doverosa e necessaria circolazione delle informazioni, che risponde a uno dei più importanti insegnamenti di Giovanni Falcone.

I componenti pentastellati della commissione denunciano una situazione complessivamente preoccupante riguardo alla ricerca della verità sulle Stragi del ’92 e ’93. In commissione Antimafia la maggioranza porterebbe avanti una verità di comodo ignorando i più basilari principi della logica e, soprattutto, svariate prove documentali che smonterebbero alla radice la pista mafia-appalti. Dalla procura e dall’ufficio di un gip di Caltanissetta uscirebbero atti che sembrerebbero commettere gli stessi errori giuridici. Alla Dna, secondo quanto denunciato da Di Matteo, il lavoro di coordinamento delle indagini sulle Stragi sarebbe fermo e mancherebbero addirittura le più elementari condizioni di lavoro costruttivo.

La conclusione dei parlamentari del M5S è netta: la commissione Antimafia ha il dovere di arrestare la sua corsa verso l’oblio e riflettere su ciò che sta avvenendo sotto traccia, iniziando dalle audizioni di Di Matteo e Melillo.

 

 

ANTONINO DI MATTEO