2026 PAOLO BORSELLINO – Cronologia

2026

 

4 gennaio 2026 𝑺𝑨𝑳𝑽𝑨𝑻𝑶𝑹𝑬 𝑩𝑶𝑹𝑺𝑬𝑳𝑳𝑰𝑵𝑶: non si può più parlare di depistaggio ma di vero e proprio occultamento delle prove. SEGUE

5 gennaio 2026  FABIO REPICI, legale di Salvatore Borsellino diffida i pm di Caltanisetta “Fate le indagini sui mandanti”  SEGUE

19 gennaio 2026 PAOLO BORSELLINO: “La mafia e il potere” –  A Palermo la presentazione  SEGUE

28 gennaio 2026 Strage via D’Amelio: chiesta l’archiviazione per MARCELLO DELL’UTRI. Non ci sono nuove prove contro Marcello Dell’Utri indagato per le stragi di mafia del’92. La Procura della Repubblica di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, ha chiesto l’archiviazione per l’ex fondatore e senatore di Forza Italia. Nell’inchiesta all’inizio era indagato anche Silvio Berlusconi, ma la sua posizione è stata archiviata dopo il decesso Il nuovo fascicolo fu Dell’Utri, condannato a sette anni per concorso esterno la situazione mafiosa, fu aperto tre anni fa. L’indagine ruotava attorno all’intervista rilasciata al 12 maggio al ’92, e mai andata in onda, da Paolo Borsellino ad alcuni giornalisti svizzeri in cui parlava dei rapporti tra il boss Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, e Dell’Utri.

4 febbraio 2026 L’ex deputato GUIDO LO PORTO querela… (Adnkronos) – L’ex deputato nazionale ed ex Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Guido Lo Porto ha conferito mandato all’avvocato Stefano Giordano del Foro di Milano “affinché vengano poste in essere tutte le opportune azioni legali, in sede penale e civile, a tutela della reputazione del medesimo Onorevole Lo Porto”.
Lo rende noto il legale. “Guido Lo Porto, infatti, risulta destinatario di dichiarazioni dallo stesso ritenute calunniose e diffamatorie ad opera di Salvatore Borsellino e del suo legale, avvocato Fabio Repici in più occasioni, nonché dei giornalisti Sigfrido Ranucci e Paolo Mondani nella puntata della trasmissione televisiva Report andata in onda il 4 gennaio 2026; dichiarazioni nelle quali Lo Porto viene collegato alla cosiddetta ”pista nera” relativa alle stragi del 1992 e accusato perciò di essere l’amico che ”tradì” Paolo Borsellino, in quanto contiguo agli ambienti mafiosi che organizzarono la strage di Capaci”.La denuncia-querela è già stata presentata avanti la Procura della Repubblica di Caltanissetta, da ritenersi territorialmente competente per specifiche ragioni procedurali. Nelle prossime settimane, si darà impulso anche alle azioni in sede civile. ”Confidiamo che la Procura nissena – che ha già sconfessato pubblicamente la valenza giudiziaria della ‘pista nera’ – e il Tribunale intervengano nei rispettivi àmbiti per tutelare la reputazione dell’Onorevole Lo Porto e sgomberare definitivamente il campi da ogni illazione sul coinvolgimento di esponenti della destra nelle stragi del 1992”, dichiara l’avvocato Stefano Giordano. ”Mentre lasciamo al Giudice civile il compito di riconoscere a Lo Porto l’adeguato ristoro per le gravi lesioni perpetrate alla sua onorabilità”.
 

10 febbraio 2026 Prosecuzione dell’audizione del Procuratore di Caltanisetta SALVATORE DE LUCA  in  Commissione Parlamentare Antimafia SEGUE

2 marzo 2026 Vengono depositate le motivazioni della Sentenza di appello del “processo depistaggio”  SEGUE

2 marzo 2026 PROCESSO DEPISTAGGIO“ – l’appello di FIAMMETTA, LUCIA e MANFREDI BORSELLINO quali parti civili   SEGUE

13 marzo 2026 Depistaggio su via D’Amelio, i legali dei poliziotti imputati ricusano il giudice  SEGUE

20 marzo 2026 Strage via d’Amelio: Salvatore Borsellino si costituisce parte civile contro Maurizio Avola nel procedimento penale a carico di Maurizio Avola, ex collaboratore di giustizia accusato di calunnia e autocalunnia. Nell’atto, depositato presso il Tribunale di Caltanissetta dall’avvocato Fabio Repici, si legge che le dichiarazioni di Avola “in concorso con istigatori per i quali ancora la Procura della Repubblica non ha proceduto, ha ostacolato le indagini relative all’individuazione dei concorrenti esterni a Cosa Nostra nella strage di via d’Amelio, mediante la propalazione di false dichiarazioni” che “configurano i delitti di calunnia e di autocalunnia pluriaggravati”.
 
24 marzo 2026 Strage via D’Amelio: ricusato giudice, a Caltanissetta il processo sul depistaggio riparte con un nuovo collegio  SEGUE
 
13 aprile 2026 Stragi ’92, Procura Caltanissetta chiede archiviazione filone inchiesta su mafia e appalti. La Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, come confermato all’Adnkronos da ambienti giudiziari, ha chiesto al gip del Tribunale l’archiviazione di uno dei filoni d’inchiesta sulle stragi di Capaci e Via D’Amelio, in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte. L’inchiesta, che è contro ignoti, riguardarebbe la parte sul dossier mafia e appalti.
 
14 aprile 2026 Terza parte della audizione del Procuratore della Repubblica di Caltanisetta, SALVATORE DE LUCA in Commissione Parlamentare Antimafia SEGUE
 
14  aprile 2026 Strage via d’Amelio, il sostituto procuratore generale della Cassazione ritiene inammissibile il ricorso presentato dalla procura di Caltanissetta, che si era rivolta alla Suprema Corte contro l’ordinanza con cui il gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, respinse per due volte la richiesta di archiviazione sulla cosiddetta “pista nera” dietro la strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Il gip aveva chiesto alla procura nuove indagini su presunti mandanti esterni, nonostante le istanze di archiviazione dei pm. La procura nissena ha quindi chiesto alla Cassazione di annullare quell’atto perche’ lo considera “abnorme”. Per la procura generale, l’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari il 19 dicembre 2025 “non puo’ essere qualificata quale atto abnorme, estraneo al sistema processuale”. “Rientra nei poteri del Gip – spiega la Corte – l’indicazione di nuovi temi di prova”. “L’ordinanza impugnata – si legge – non appare connotata da profili di patologica anomalia, ne’ avulsa dai paradigmi normativi del sistema processuale, avendo fornito, nel rispetto dei legittimi poteri conferiti al Giudice per le indagini preliminari dalla legge, indicazioni di impulso (e non di delega) al Pm, che rimane comunque libero di scegliere lo strumento piu’ idoneo per approfondire i temi indicati dal giudice”.
La Procura generale della Cassazione ha depositato la requisitoria scritta nell’udienza dello scorso 21 aprile. Anche l’avvocato Fabio Repici, difensore di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, ha depositato memoria scritta e chiesto che il ricorso depositato dalla procura di Caltanissetta venga dichiarato inammissibile.
AGI
 
17 aprile 2026 MANFREDI  BORSELLINO, ‘DEPRECABILI PAROLE NATOLI, CHI CI CONOSCE QUELLE FRASI NON LE AVREBBE MAI PENSATE   SEGUE
 
23 aprile 2026 Cassazione, inammissibile ricorso pm Caltanissetta su strage Via D’Amelio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Caltanissetta contro l’ordinanza con cui la Gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, aveva disposto nuove indagini nell’inchiesta sui possibili mandanti esterni della strage di via D’Amelio. La decisione è stata adottata dalla quinta sezione penale della Suprema Corte che ha condiviso le conclusioni del procuratore generale. Il provvedimento impugnato riguarda il procedimento aperto a carico di ignoti sulla strage del 19 luglio 1992, nel quale il gip aveva rigettato la richiesta di archiviazione ordinando al pubblico ministero ulteriori approfondimenti investigativi su diversi filoni, tra cui quello relativo ai possibili collegamenti esterni a Cosa Nostra. Tra i temi indicati dal giudice per le indagini preliminari anche la cosiddetta “pista nera”, ossia l’ipotesi di un coinvolgimento di ambienti dell’eversione di destra che “non può essere esclusa a priori e merita ulteriori verifiche” .  Secondo la Procura, l’ordinanza del gip sarebbe stata “abnorme” e tale da determinare una paralisi del procedimento, in particolare per le attività d’indagine disposte su alcuni aspetti ritenuti già oggetto di altri fascicoli . Nella richiesta di archiviazione, inoltre, la stessa pista nera viene ritenuta già esplorata senza esiti utili ai fini investigativi. Di diverso avviso il procuratore generale della Cassazione, che nella sua requisitoria ha ritenuto il ricorso inammissibile, ricostruendo l’intero iter del procedimento e sottolineando come il gip abbia esercitato i propri poteri nell’ambito delle prerogative previste dal codice . L’inchiesta, aperta nel 2017, mira a verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni all’organizzazione mafiosa nella fase ideativa ed esecutiva della strage. Con la pronuncia della Cassazione diventa quindi definitiva la decisione del Gip di Caltanissetta: la Procura dovrà proseguire le indagini anche su questo filone.    
29.5.2026 Dalla pagina FB Salvatore Borsellino
Fabio Repici: ‘Riuscirò a far confessare a Chiara Colosimo il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione Antimafia’
 
27 maggio 2026 – Nel Salone dei Cinquecento si è tenuto il convegno “Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria” per il 33° anniversario della strage di via dei Georgofili, in cui familiari delle vittime, magistrati, avvocati e giornalisti hanno chiesto a gran voce di completare il “mosaico incompleto” delle verità giudiziarie sulle stragi italiane.
“Siamo arrivati al momento in cui si può fare il collegamento fra il primo e il secondo tempo dell’unica strategia della tensione” che va dal primo maggio ’47 fino al 1994. “Ci sono sfumature, pezzi, porzioni siciliane di tutte le stragi che non sono ancora emerse”. “Forse Firenze è la sede di quella centralità, di quel ruolo. Uno sforzo di tutti, e sperabilmente anche delle istituzioni, porterebbe a ulteriori conoscenze, a ulteriori elementi di fatto che ricompongono quello scenario” ha dichiarato l’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino e di Jamil El Sadi, “magari avrò la possibilità di esaminare come querelante l’onorevole Chiara Colosimo, e confido che riuscirò a farle confessare il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione Antimafia” ha aggiunto. “Lo dovrà confessare, perché dovrà spiegare che cosa sono state le riunioni preliminari e i lavori della Commissione Antimafia fatti da lei col generale Mori, con gli esponenti del Partito Radicale e con l’avvocato Trizzino”.
 
24 maggio 2026 Salvatore Borsellino: ”Paolo fu ucciso perché aveva scoperto la verità su Capaci”
34 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Salvatore Borsellino torna a parlare dei 57 giorni che separarono la morte di Giovanni Falcone da quella di suo fratello Paolo Borsellino. Un arco temporale che, secondo Salvatore, rappresenta ancora oggi uno dei punti decisivi per comprendere la verità sulle stragi mafiose del 1992-1993.
Nel corso dell’intervista, Borsellino sostiene con forza che Paolo stesse indagando direttamente sulla strage di Capaci e che proprio questa attività investigativa abbia accelerato la decisione di eliminarlo. Un convincimento maturato negli anni e rafforzato da nuovi elementi emersi recentemente, anche grazie al lavoro dell’avvocato Fabio Repici.
Salvatore Borsellino richiama in particolare il discorso pronunciato dal fratello il 25 giugno 1992 alla Biblioteca comunale di Palermo, quando annunciò pubblicamente di voler essere ascoltato dalla Procura di Caltanissetta per riferire ciò che aveva scoperto sulla strage di Capaci. Parole che, secondo il fratello del magistrato, segnarono definitivamente la sua condanna a morte.

 

CRONOLOGIA DEPISTAGGIO dal 1992 ad oggi