18.7.2026 AUDIO
Dall’audizione in Commissione Parlamentare Antimafia del dottor Salvatore De Luca, riportiamo il testo unificato delle trascrizioni di quanto esposto a nome della Procura di Caltanisetta nelle sedute del 9.12.2025, 10.2.2026 e 14.4.2026
… Passiamo alle cause o, per meglio dire, alle concause e alle finalità delle stragi. Non so se si può parlare di tre concause o, per meglio dire, di due precondizioni, due conditio sine qua non, e una concausa. A parer nostro, le precondizioni sono:
- l’isolamento, prima di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino nell’ambito della procura di Palermo;
- la sovraesposizione prima di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino presso la procura di Palermo – e non solo presso la procura di Palermo.
- Terzo: riteniamo vi siano gravi indizi – anche riguardo alle precondizioni riteniamo vi siano concreti indizi, noi parliamo sempre così, lo ribadisco – molteplici e concreti indizi per affermare che la gestione del «filone mafia-appalti» presso la procura di Giammanco sia una delle concause della strage di via d’Amelio e che vi siano elementi per ritenere che sia anche una delle concause della strage di Capaci.
…Passiamo al filone mafia-appalti. Credo che alcuni manifestino particolare scetticismo circa mafia-appalti come concausa. Sinceramente, non capisco.
Faccio una premessa che mi sono dimenticato di fare prima. Scusatemi, verrò ricordato come il procuratore delle premesse. Come ho già detto, noi abbiamo una serie di filoni di indagine aperti, alcuni anche molto impegnativi, ma ho affermato – mettendoci la faccia – che noi, allo stato, non siamo in grado di escludere categoricamente nessuna concausa.
Detto questo, dobbiamo affermare che la concausa sulla quale abbiamo trovato maggiori elementi e maggiori riscontri è proprio mafia-appalti. Altre concause non ci sentiamo di escluderle,ma allo stato o sono in corso oppure, almeno per una certa parte, non hanno dato alcun esito.
In particolare, desidero – sempre come premessa – spendere due parole circa la pista nera. Noi abbiamo in corso delle indagini sulla pista nera. Ciò che sinceramente ci appare un po’ strano, un po’ singolare è che si insista su un certo filone legato alla pista nera. Mi riferisco alla pista Delle Chiaie a seguito delle dichiarazioni rese da Romeo Maria e anche dal luogotenente Giustini. Se qualcuno vorrà approfondire l’argomento lo approfondiremo, ma sinceramente mi pare un’autentica perdita di tempo, e già ne abbiamo perso abbastanza su questa pista, continuare a parlare di questa vicenda.
Dalle dichiarazioni del luogotenente Giustini, di Maria Romeo e dalle presunte dichiarazioni – che non ci sono mai state – del collaboratore Alberto Lo Cicero viene fuori una pista che giudiziariamente vale «zero tagliato». Ripeto, «zero tagliato». Non mi dilungo perché mi sembra di farvi perdere tempo sul punto. C’è un’archiviazione tranciante del GIP, un GIP – tra parentesi – che non è certamente appiattito sulle nostre posizioni: diverse volte ci ha dato torto, certe volte abbiamo appellato, certe volte ha avuto ragione lui e certe volte, però, abbiamo avuto ragione noi.
Per quanto riguarda il filone relativo a Delle Chiaie, attenzione, non stiamo dicendo che escludiamo che Delle Chiaie possa aver avuto un ruolo. Non abbiamo elementi allo stato, ma non ci sentiamo neanche di escluderlo, visto che uno stragismo di destra storicamente in Italia c’è stato, ma prove che sia collegato alle stragi del 1992 non ne abbiamo.
PROCURATORE DE LUCA: “continueremo a fare il nostro dovere qualunque sia il prezzo da pagare.”
SALVATORE DE LUCA

