Infiltrazioni mafiose nell’azienda canturina Euroscatola. Disposta l’amministrazione giudiziaria

 

Infiltrazioni mafiose nell’azienda canturina Euroscatola. Disposta l’amministrazione giudiziaria

La sede canturina di Euroscatola Spa

La guardia di finanza questa mattina, martedì 21 luglio, ha eseguito l’applicazione di un decreto di amministrazione giudiziaria (un provvedimento del tribunale basato sul Codice Antimafia che prevede di affidare temporaneamente la gestione di un’azienda a un’amministratore nominato dallo Stato) nei confronti dell’azienda Euroscatola Spa di Cantù. L’azienda, che opera nella lavorazione della carta e del cartone, secondo l’accusa sarebbe soggetta a un «condizionamento nel libero esercizio dell’attività d’impresa da parte di soggetti appartenenti ad associazioni di tipo mafioso».

Cavalli di razza

In particolare, le indagini legate all’operazione “Cavalli di razza” – l’inchiesta coordinata dalla Dda di Milano e condotta dalla Squadra Mobile di Milano e dalla Guardia di finanza che nel 2021 ha portato all’arresto di 54 persone e a luglio di quest’anno a quattro ulteriori ordini di esecuzione per la carcerazione – hanno portato ad accertare che fin dal 2019 esistevano rapporti economici continui tra la società canturina e un’altra società con sede a Lomazzo che può essere riferita a un esponente di primo piano della locale di ’Ndrangheta di Fino Mornasco, condannato in via definitiva nel 2024.

Dalle indagini risulta che Euroscatola abbia continuato ad affidare commesse di lavorazione all’azienda con sede a Lomazzo «nonostante le condanne inflitte al socio occulto della società di Lomazzo» e sia arrivata a intessere «rapporti economici con fornitori appartenenti alla criminalità organizzata, operanti nell’ambito del trasporto merci per conto terzi e condannati in via definitiva per il reato di associazione mafiosa».

«Inerti di fronte alle infiltrazioni»

In sostanza, si ritiene che la direzione di Euroscatola sia rimasta «inerte a fronte della progressiva infiltrazione mafiosa» e che l’assenza di controlli sul personali in alcuni casi abbia portato all’impiego di dipendenti con precedenti penali e misure cautelari per reati connessi al traffico di stupefacenti.
Il provvedimento di amministrazione giudiziaria permetterà di effettuare con gli organi amministrativi della società un’analisi dei contratti in corso e di rimuovere quelli che riguardano persone direttamente o indirettamente legate alla criminalità organizzata. Nel documento della Dda si tiene conto anche del fatto che la società canturina Euroscatola si trova in un «contesto territoriale caratterizzato da un’alta densità mafiosa e in larga parte ricadente sotto l’area di influenza delle locali di ‘Ndrangheta di Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate e Mariano Comense».

 

 

 

‘Infiltrazioni ‘ndrangheta’, amministrazione giudiziaria per spa nel Comasco

L’azienda Euroscatola, con sede a Cantù, in provincia di Como, attiva nel settore della lavorazione della carta e del cartone, è stata messa in amministrazione giudiziaria, con decreto del Tribunale di Milano eseguito dalla Gdf di Como, per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’esercizio “dell’attività di impresa”, come emerso dagli sviluppi investigativi dopo l’operazione di contrato ai clan cosiddetta “cavalli di razza” del 2021, coordinata dal pm della Dda milanese Pasquale Addesso.  Lo comunica con una nota il procuratore di Milano Marcello Viola.
Le indagini, si legge, “hanno permesso di accertare” sin dal 2019 “la continuità dei rapporti economici intercorsi” tra la spa “e un’altra società con sede a Lomazzo (Como), riferibile a un esponente di primo piano della locale di ‘ndrangheta di Fino Mornasco”, sempre nel Comasco, già “condannato in via definitiva” per trasferimento fraudolento di valori “aggravato dall’agevolazione mafiosa” e proprio “in riferimento alle quote” della spa.
    Gli approfondimenti eseguiti, spiega la Procura, “hanno permesso di rilevare come il management societario sia rimasto inerte a fronte della progressiva infiltrazione mafiosa”.  ANSA 



21.7.2026 Infiltrata dalla ndrangheta, clamoroso blitz della Guardia di Finanza in un’azienda comasca

Blitz della Guardia di Finanza di Como nei confronti di Euroscatola, azienda con sede a Cantù specializzata nella lavorazione di carta e cartone. Nella mattinata di martedì 21 luglio 2026, i militari hanno dato esecuzione a un provvedimento di amministrazione giudiziaria emesso ai sensi del Codice Antimafia su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Milano.
L’ipotesi degli inquirenti è che l’attività d’impresa della società canturina subisse un condizionamento indiretto da parte della ‘Ndrangheta.

Le indagini: dai “Cavalli di Razza” ai contratti a Lomazzo

Il provvedimento nasce dagli sviluppi investigativi successivi alla maxi-inchiesta “Cavalli di Razza”. Secondo gli accertamenti, a partire dal 2019 l’impresa avrebbe mantenuto e proseguito continui rapporti d’affari con una società di Lomazzo.
Tale impresa è risultata riconducibile a un elemento di spicco della locale di ‘Ndrangheta di Fino Mornasco, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. Nonostante la condanna del socio occulto dell’azienda fornitrice, i contratti di lavorazione non sono mai stati interrotti.
Inoltre, gli inquirenti hanno riscontrato legami commerciali anche con fornitori del settore del trasporto merci per conto terzi, anch’essi condannati per reati di mafia.

Mancanza di controlli interni e assunzioni sospette

Dagli approfondimenti investigativi diretti dal Procuratore Distrettuale Marcello Viola, è emersa un’inerzia da parte del management aziendale di fronte al progressivo inserimento della criminalità organizzata nei processi produttivi.
L’assenza di un idoneo sistema di verifica sulle risorse umane ha consentito anche l’impiego di personale gravato da precedenti penali e da recenti misure cautelari legate al traffico di sostanze stupefacenti.

Il piano per bonificare l’azienda e tutelare il lavoro

L’obiettivo dell’amministrazione giudiziaria non è la chiusura dell’azienda, bensì la sua risanamento e tutela legale.
In collaborazione con la magistratura del Tribunale di Milano, l’amministratore giudiziario nominato provvederà a:

  • Analizzare i contratti attualmente in essere;
  • Rescindere i rapporti con soggetti vicini o riconducibili alla ‘Ndrangheta;
  • Introdurre presidi e controlli di prevenzione per impedire nuove ingerenze esterne.

L’intervento si è reso quanto mai necessario poiché gli stabilimenti della società operano in un’area ritenuti ad alta densità di presenza mafiosa, storicamente sotto l’influenza delle “locali” calabresi di Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cermenate e Mariano Comense. COMO ZERO

 

COMO: “Imprenditori in affari con la ‘ndrangheta”

 

 

 

MAFIA e ANTIMAFIA nel comasco