📌Il refuso del punto 11 (“fragranza” al posto di “flagranza”) è presente nel “papello” originale e così è stato riportato nello schema
23 maggio 1992 – Strage di Capaci
- Muore Giovanni Falcone.
- Secondo Ciancimino, iniziano i primi contatti tra ufficiali del ROS e suo padre Vito Ciancimino per “capire cosa vuole Cosa Nostra”.
Giugno 1992 – I primi incontri Mori–De Donno / Vito Ciancimino
- Il capitano Giuseppe De Donno incontra più volte Vito Ciancimino.
- Obiettivo dichiarato: aprire un canale con Riina per fermare le stragi.
- Massimo Ciancimino assiste ad alcuni incontri.
Luglio 1992 – La c.d. trattativa entra nel vivo
- Secondo Ciancimino, il padre accetta di fare da mediatore.
- Il ROS chiede un “segnale” da Cosa Nostra.
- Riina, tramite il medico mafioso Antonino Cinà, prepara un elenco di richieste.
Fine luglio 1992 – Arriva il “papello”
Cinà avrebbe consegnato a Massimo Ciancimino un plico destinato al padre. Dentro c’è il papello: un elenco di 12 richieste di Riina allo Stato, tra cui:
- abolizione del 41-bis
- revisione dell’ergastolo
- chiusura delle supercarceri
- riforma della legge sui pentiti
- benefici per i detenuti mafiosi
Massimo lo consegna al padre Vito.
19 luglio 1992 – Strage di via D’Amelio
- Paolo Borsellino viene ucciso.
- Secondo Ciancimino, la trattativa non si interrompe, anzi: Riina irrigidisce le richieste.
Agosto–Settembre 1992 – Il “contro-papello”
- Vito Ciancimino giudica il papello inaccettabile per lo Stato.
- Redige un contro-papello con richieste più “politicamente presentabili”.
- Secondo Massimo, questo documento viene mostrato a esponenti istituzionali (Mancino, Rognoni).
Autunno 1992 – Arresto di Riina imminente
- Ciancimino padre chiede garanzie per sé e per la sua famiglia.
- I rapporti con il ROS si incrinano.
- La trattativa, secondo Massimo, si sposta verso Provenzano.
15 gennaio 1993 – Arresto di Totò Riina
- Riina viene catturato.
- Secondo Ciancimino, l’arresto non chiude la trattativa: cambia solo l’interlocutore mafioso.
1993–1998 – Il papello scompare
- Il documento non viene mai consegnato alla magistratura.
- Rimane nelle mani della famiglia Ciancimino.
2008–2009 – Le prime rivelazioni di Massimo Ciancimino
- Durante gli interrogatori, Massimo racconta per la prima volta l’esistenza del papello.
- I magistrati chiedono di consegnarlo.
15 ottobre 2009 – Consegna del papello alla Procura
- Massimo Ciancimino consegna una copia del papello ai PM di Palermo.
- Il documento diventa prova centrale nel procedimento sulla trattativa Stato–mafia.
2010–2018 – Processi e contestazioni
- Le dichiarazioni di Ciancimino vengono usate come base per l’accusa. La difesa contesta: autenticità del documento, manipolazioni e versioni contraddittorie
- Ciancimino viene imputato per calunnia e falso in atti.
2018–2023 – Il papello resta un mistero
- Nessuna prova definitiva della sua autenticità.
- Nessuna prova definitiva della sua falsità.
- Il papello rimane simbolo della trattativa e delle sue zone d’ombra.
QUADRO FINALE
Secondo Massimo Ciancimino il papello è il documento con cui Totò Riina dettò allo Stato le condizioni per fermare le stragi del 1992–1993.
Per la magistratura sarebbe un elemento utile, ma non decisivo, e non verificabile in modo assoluto. Per la storia: resta uno dei documenti più controversi della Repubblica

