L’incontro segreto di Borsellino con i ROS alla Caserma Carini
Non esiste un verbale. Non esiste una comunicazione ufficiale alla Procura. Non esiste una spiegazione univoca.
Esiste solo un fatto: Paolo Borsellino, procuratore aggiunto, incontra i ROS in segreto. E questo, in uno Stato che pretende di funzionare per gerarchie e tracciabilità, è già una notizia.
L’incontro avviene mentre l’indagine Mafia e Appalti viene rallentata, ridimensionata, sterilizzata. Avviene mentre Borsellino cerca di capire chi stia muovendo i fili dopo Capaci. Avviene mentre il magistrato percepisce che qualcosa, nelle istituzioni, non torna più.
Il contesto: 57 giorni di solitudine istituzionale
I 57 giorni tra Capaci e via D’Amelio non sono solo un conto alla rovescia. Sono un laboratorio di pressioni, omissioni, segnali distorti.
In quei giorni Borsellino: ricostruisce i movimenti dei boss prima e dopo Capaci, comprende che la morte di Falcone non è solo mafia, si trova isolato, senza più canali informativi affidabili, teme che l’indagine Mafia e Appalti sia stata sabotata
In questo scenario, un incontro segreto con i ROS non è un’anomalia: è un sintomo.
Il fatto che si rivolgesse ai ROS fuori dai canali ufficiali indica una cosa sola: non si fidava più di tutti.
Il nodo politico-istituzionale L’incontro alla Caserma Carini è il punto in cui si incrociano la trattativa Stato–mafia, l’indagine Mafia e Appalti, il crescente isolamento di Borsellino, le tensioni interne allo Stato, la preparazione della strage di via D’Amelio
È il momento in cui il magistrato capisce troppo. E in cui lo Stato, o una parte di esso, capisce che lui ha capito.
25 giugno 1992 BORSELLINO incontra in in via riservata presso la caserma dei Carabinieri il capitano GIUSEPPE DE DONNO ed il colonnello MARIO MORI, autori di un voluminoso rapporto sul tema mafia-appalti in Sicilia. Questo rapporto essi lo avevano già consegnato al procuratore GIAMMANCO il 20 febbraio 1991, ma gli sviluppi investigativi erano stati scarsi. “La convocazione segreta – ricorda il PM LUCA TESCAROLI – era dovuta al fatto che il magistrato voleva mantenere il massimo riserbo, ad ulteriore dimostrazione della situazione di disagio e tensione che già caratterizzava i suoi rapporti con GIAMMANCO. Ai due ufficiali Borsellino propose la costituzione presso il ROS di un gruppo coordinato da De Donno, che avrebbe dovuto riferire unicamente a lui. L´incontro alla caserma Carini di Palermo verrá descritto dagli ufficiali Mori e De Donno il 27 marzo 1999 durante un´udienza del processo “Borsellino Ter”. SEGUE
25 giugno 1992 “Nella caserma Carini dei carabinieri di Palermo il colonello Mori e io incontriamo il dottor Paolo Borsellino, che ci aveva chiesto un colloquio riservato fuori dal tribunale di Palermo. L’argomento era Mafia e appalti, di cui il magistrato aveva già ottenuto da noi copia, su sua richiesta, mentre era procuratore di Marsala. Il dottor Borsellino, che ne aveva parlato diffusamente con Giovanni Falcone, individuava nel lavoro del ROS, oltre che una possibile causale alla morte del collega, anche un nuovo e più efficace strumento investigativo nei confronti di cosa nostra. Si decideva, quindi, di riprendere le indagini sotto la sua specifica ed esclusiva direzione. Il rilevante interesse del dottor Borsellino nell’indagine Mafia e appalti è dimostrato anche dal fatto che lo stesso 25 giugno 1992 nel tardo pomeriggio, quando lui si recò alla biblioteca comunale di Palermo di Casa Professa, riparlò di questo argomento. 16 aprile 2025 Dall’audizione colonnello carabinieriGIUSEPPE DE DONNO

In merito all’incontro presso la caserma Carini del 25 giugno 1992 del dr Borsellino con il Ros presso la caserma Carini, si riporta un estratto della audizione dell’Avvocato FABIO TRIZZINO in Commissione Parlamentare Antimafia dello scorso 2 ottobre.
In termini logici, considerato tutto quello che è l’altro materiale acquisito, cioè in primis la dichiarazione di Canale – che è colui a cui viene chiesto dal dottor Borsellino di organizzare l’incontro – quand’anche fosse il corvo-bis questo non cambia nulla, perché, essendo arrivato quell’anonimo il 23 o il 24 giugno, il dottor Borsellino dice al dottor Scarpinato: «Io domani andrò a incontrare i ROS». L’importante cioè è che tutto ciò che riguarda gli anonimi sia prima del 24 e soprattutto – e questa è una circostanza che non c’era stata mai detta – che anche il dottor Scarpinato era stato destinatario di una confidenza, ma lo dichiara lui, non lo dico io, attenzione lo dichiara lui al processo di Avezzano e di Caltanissetta, noi non lo sapevamo, noi avevamo la dichiarazione del dottor Scarpinato dell’aprile del 1999, punto.
È un altro elemento che si aggiunge.
Comunque sia, il dottor Borsellino dice al dottor Scarpinato che avrebbe, o aveva, o avrebbe fatto un incontro segreto con i ROS, questa è l’altra circostanza assolutamente nuova.
Se noi consideriamo che questa circostanza non c’è mai stata detta prima, quindi il numero delle persone che conoscono dell’incontro segreto con Borsellino aumenta.
Non mi risulta dalla lettura delle sentenze che anche il corvo-bis venisse attribuito al ROS.
Borsellino vuole sapere perché è in atto una campagna di delegittimazione nei confronti del ROS, questo è il punto chiave.
Quindi si lasciano con questo intento e poi sappiamo che è finita e Borsellino non ha potuto procedere”.
16 aprile 2025 Dall’audizione colonnello carabinieri GIUSEPPE DE DONNO
Il 25 giugno 1992 nella caserma Carini dei carabinieri di Palermo il colonello Mori e io incontriamo il dottor Paolo Borsellino, che ci aveva chiesto un colloquio riservato fuori dal tribunale di Palermo. L’argomento era Mafia e appalti, di cui il magistrato aveva già ottenuto da noi copia, su sua richiesta, mentre era procuratore di Marsala. Il dottor Borsellino, che ne aveva parlato diffusamente con Giovanni Falcone, individuava nel lavoro del ROS, oltre che una possibile causale alla morte del collega, anche un nuovo e più efficace strumento investigativo nei confronti di cosa nostra. Si decideva, quindi, di riprendere le indagini sotto la sua specifica ed esclusiva direzione. Il rilevante interesse del dottor Borsellino nell’indagine Mafia e appalti è dimostrato anche dal fatto che lo stesso 25 giugno 1992 nel tardo pomeriggio, quando lui si recò alla biblioteca comunale di Palermo di Casa Professa, riparlò di questo argomento.
AUDIZIONI COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA DI LUCIA BORSELLINO E FABIO TRIZZINO
IL RAPPORTO MAFIA-APPALTI E L’ELIMINAZIONE DEL DOTTOR BORSELLINO

