La CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
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Centro Studi Sociali contro le mafie
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FOTO A.I. “La forza del magistrato è l’indipendenza da qualsiasi ideologia politica, è la lontananza da simpatie e amicizie che lo indurrebbero a compromessi. Il magistrato è chiamato a raccogliere prove che consentano di giudicare senza esitazioni e perplessità. È necessario che il percorso dei processi sia più veloce, che scompaiano le figure…
“A cosa serve il passare del tempo se non a farne memoria?”. PRIMO LEVI L’Archivio Digitale Paolo Borsellino offre online una vasta gamma di materiali, tra cui interviste, sentenze, verbali, immagini, file video e audio, atti processuali e di indagine, permettendo agli utenti di approfondire la vita e il lavoro di Borsellino, figura…
“Dopo la morte di Paolo Borsellino, precisamente a settembre del 1992, il Ros dei carabinieri depositò la cosiddetta informativa Sirap in cui si sosteneva che dietro le illecite aggiudicazioni degli appalti in Sicilia c’erano politici come Nicolosi, Mannino e Lima. Scoprimmo allora che i carabinieri erano in possesso di intercettazioni a carico di questi e…
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DAL 19 LUGLIO AD OGGI L’ATTENTATO – LE INDAGINI – I PROCESSI LE STORIE DI PAOLO E GIOVANNI. DALLA KALSA ALLA TOGA GLI ANGELI CUSTODI PAOLO BORSELLINO L’UOMO E IL MAGISTRATO VISTO DA VICINO INTERVISTE – INTERVENTI – SCRITTI LA SUA FAMIGLIA LA BORSA DEI MISTERI E L’AGENDA ROSSA DOCUMENTAZIONE – VIDEO –…
Quel 19 luglio 1992 poche ore prima della strage… Domenica 19 luglio 1992. È l’ultimo giorno di vita di Paolo Borsellino. Comincia presto, prestissimo: con una telefonata della figlia, Fiammetta, che si trova in vacanza in Thailandia. Sono le 5 del mattino. Dopo aver risposta alla figlia il magistrato si chiude nel…
L’UOMO E IL MAGISTRATO L’ATTENTATO – LE INDAGINI – I PROCESSI I SUOI GLI ANGELI CUSTODI GIOVANNI E PAOLO DALLA KALSA ALLA TOGA DOCUMENTAZIONE – VIDEO – RICERCHE COSA NOSTRA COMO ricorda CAPACI 2021 2020 2019 2018 2017
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Vent’anni dopo, quel casolare a Montagna dei Cavalli a Corleone, non è solo un luogo. È la fine della latitanza di Bernardo Provenzano, il capo di Cosa nostra rimasto invisibile per 43 anni. Quando gli uomini della polizia di Stato entrano, quella invisibilità si rompe dentro una stanza che è l’ufficio del boss…