VIA D’AMELIO e il DEPISTAGGIO BIS – La borsa del dottor Borsellino passa di mano in mano

LA BORSA  – Secondo la Procura di Caltanisetta  è avvenuto un passaggio di mano tra Arcangioli e poliziotti. Un’ipotesi sostenuta dopo aver recuperato i verbali di Armando Infantino, Giuseppe Lo Presti e Nicolò Manzella.
Sono tre agenti arrivati in via D’Amelio subito dopo la strage, interrogati nel 2019 e poi di nuovo di recente. Il primo a parlare è Infantino, che il 12 marzo di quattro anni fa mette a verbale: “Mentre mi trovavo in via D’Amelio un mio superiore, di cui non saprei dare indicazioni, mi consegnò una borsa di pelle che presentava delle bruciature, dicendomi di andare a posarla all’interno dell’auto, parcheggiata all’inizio di via D’Amelio. Ricordo che fuori dall’auto vi era il collega Maggi”.
Sei giorni dopo torna dai pm e specifica di non aver saputo se quella fosse la borsa di Borsellino ma che “era originariamente nelle mani di un soggetto al quale un mio superiore – che al 90 % identifico nell’ispettore Lo Presti – ordinò di consegnarla al collega, cioè a me”.
Chi era quel soggetto? I pm hanno mostrato a Infantino la foto di Arcangioli, ma il poliziotto non lo ha riconosciuto, spiegando solo di “averlo visto in tv”. Passano quattro anni e i ricordi di Infantino sono più nitidi: “Per quanto concerne la circostanza da me già riferita inerente il carabiniere con la placca che si avvicinava al capannello di noi personale dì polizia portando la borsa di Borsellino in mano e che vidi e sentii interloquire con Lo Presti, confermo che quest’ultimo mi fece consegnare dal militare la borsa per poggiarla dentro la macchina di Maggi”.
Ancora più dettagliato il racconto di Manzella, che nel maggio 2019 racconta: “Vidi l’ispettore Lo Presti discutere con un ufficiale dei carabinieri in borghese, che aveva in mano una borsa di pelle marrone”. Anche a Manzella mostrano l’album e lui riconosce in Arcangioli l’uomo della borsa.
Il capitano, secondo il testimone, fu affrontato da Lo Presti: “Gli disse che stavamo procedendo noi della Polizia, non vi era ragione che trattenesse quella borsa. Intuii che si trattasse della borsa di Borsellino”.
Arcangioli consegnò quindi la borsa a Lo Presti. Il quale, però, di tutta questa storia ricorda pochissimo. Sentito nel 2019 dice di non aver alcuna memoria di quel passaggio di mano, nonostante Infantino gliel’avesse ricordato già due anni prima: “Ebbi una sorta di flash, cercai di appuntare la mia attenzione su quella giornata per cercare di riaccendere i miei ricordi”. Tentativo fallito: “Non sono sicuro se le mie impressioni sono frutto di ricordi genuini o indotti da racconti di Infantino o addirittura dalle immagini in tv”.
Anche a Lo Presti i pm fanno vedere una foto di Arcangioli ma lui dice di non averlo mai conosciuto. Il poliziotto, però, non smentisce il collega: “Quello di Infantino è un racconto verosimile di cui tuttavia non ho alcuna memoria”.
Recentemente è tornato dai pm di Caltanissetta, raccontando una dinamica un po’ diversa: Lo Presti sostiene che fu lui il primo a trovare il corpo di Borsellino e “vicino vi era la sua borsa. Ricordo che dissi ad Infantino di custodirla”.
La procura gli fa notare che, però, secondo il suo collega la valigetta era in mano a un carabiniere, non vicino al corpo di Borsellino: “Non escludo che le cose siano andate effettivamente come dice Infantino”.
Infantino di dichiara “certissimo” di avere fatto una relazione di servizio. Che, però, non è stata mai trovata.


DEPOSIZIONI AI PROCESSI

 


19 luglio 1992 – Pochi minuti dopo l’esplosione

  •  Il capitano dei carabinieri Giovanni Arcangioli viene filmato  mentre si allontana con la borsa del magistrato in mano.

Anni 2000 — Prime indagini su Arcangioli

  • Il capitano viene indagato per la scomparsa dell’agenda rossa e ARCANGIOLI rinuncia alla prescrizione .Il procedimento a suo carico viene archiviato: non emergono prove che abbia sottratto documenti.

2017–2018 — Emergenza del depistaggio

  • Le dichiarazioni false del pentito Scarantino vengono riconosciute come costruite. Si apre il filone del Depistaggio bis.

2019 — Le prime testimonianze dei tre poliziotti

Infantino parla di una borsa consegnata da un superiore. Sei giorni dopo aggiunge che la borsa proveniva da un carabiniere.
Manzella riconosce Arcangioli come l’uomo che teneva la borsa.
Lo Presti dice di non ricordare.

2023–2024 — Le nuove audizioni

Infantino precisa ulteriormente la dinamica: “La borsa era in mano a un carabiniere con la placca”.
Manzella conferma il riconoscimento di Arcangioli.
Lo Presti cambia versione: sostiene di aver trovato lui la borsa accanto al corpo del giudice. La procura gli contesta le incongruenze.  La relazione di servizio che Lo Presti dice di aver scritto non viene trovata.

21 aprile 2026
Al processo “Depistaggio Bis” depongono gli ex poliziotti  Armando Infantino e Nicolò Manzella

19 maggio 2026
Al processo “Depistaggio Bis” depone l’ex poliziotto Giuseppe Lo Presti 

Oggi — Il processo Depistaggio bis

• La procura tenta di ricostruire i minuti successivi alla strage.
• Il nodo della borsa resta uno dei punti più oscuri e decisivi.


IL CAPITANO ARCANGIOLI E L’AGENDA ROSSA

 

L’AGENDA ROSSA ERA IN PROCURA POI SPARÍ

 

LA DEPOSIZIONE DI ARMANDO INFANTINO 

 

COSA C’ERA NELLA BORSA DEL DOTTOR BORSELLINO

 

LA BORSA DEI MISTERI E LA SPARIZIONE DELL’AGENDA ROSSA

 

I PASSAGGI DI MANO DELLA BORSA DEL MAGISTRATO

 

LE AUDIZIONI DI NATOLI E ALIQUÒ AL CSM SU FASCICOLO MUTOLO 

 


 Processi conclusi

Processi in corso


CRONOLOGIA

 

Per il furto dell’AGENDA ROSSA Salvatore Borsellino torna a puntare il dito su Giovanni Arcangioli