E’ un massacro.
Via D’Amelio 19/21 0re 16.58 del 19 luglio 1992, una Fiat 126 targata PA 878659 rubata alcuni giorni prima da Gaspare Spatuzza, imbottita con 90 chilogrammi diSemtex-Hdie e parcheggiata a pochi metri dall’ingresso dell’abitazione della mamma del dottor Paolo Borsellino esplode causando la morte del magistrato e dei suoi cinque agenti di scorta. Unico sopravvissuto alla strage l’agente Antonio Vullo. Da tempo Borsellino aveva maturato la piena consapevolezza di essere nel mirino di Cosa nostra. Ancor di più dopo l’uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone. Illuminanti, in tal senso, le testimonianze rese in proposito dai suoi famigliari. Nonostante la circostanza fosse certamente nota anche ai soggetti istituzionali preposti alla sua sicurezza, non furono poste in essere le necessarie misure preventive. La più banale: l’istituzione di una zona rimozione nell’area adiacente all’ingresso di quel civico 19/21
Il primo lancio dell’agenzia ANSA è delle 17.16 SEGUE
- Ore 17.30: il TG4 é il primo Tg nazionale a dare la notizia dell’attentato. Seguono il Tg3 alle ore 17.35, il Tg2 alle ore 17.36, il Tg1 alle ore 17.38.
- La moglie e due figli (Manfredi e Lucia) di Paolo Borsellino apprendono la notizia di un attentato a Palermo mentre sono alla casa al mare di Villagrazia di Carini in compagnia dell´amico Giuseppe Tricoli, il quale ricorda di aver udito la notizia mezz´ora dopo l´attentato dalla tv: “Quando ho sentito che c´era stata un´esplosione a Palermo – dice Tricoli – mi si é gelato il sangue. Fino all´ultimo ho sperato. Agnese ed i due figli erano in giardino con mia moglie, io non sapevo che fare. Poi é entrata un´amica: “C´é stato un attentato”. Agnese é trasalita, s´é alzata di scatto. Ha chiesto a mia moglie di accompagnarla dalla suocera. Aveva capito tutto.”
- Ore 17.33: l´agenzia Reuters, citando l´ANSA, informa dell´attentato ricordando l´uccisione del giudice Falcone.
- Ore 17.47 (Ansa): nell’attentato di Palermo è rimasto ferito, secondo le prime notizie fornite dalla polizia, il giudice Paolo Borsellino. Nella violenta esplosione di un’automobile imbottita di tritolo, sono rimaste coinvolte l’autovettura del magistrato e le due blindate della scorta.
- Ore 17.48: L’agenzia Afp rilancia la notizia dell’attentato affermando che “un magistrato sarebbe rimasto ferito”. L’agenzia Reuters indica in Paolo Borsellino l’obiettivo dell’esplosione.
- Ore 17.53: il Tg5 condotto da Enrico Mentana é il primo telegiornale nazionale a dare come certa la morte di Paolo Borsellino a causa dell´attentato.
- Ore 17.57: l´agenzia Afp conferma, citando “fonti di polizia, il ferimento di Borsellino.”
- Ore 17.58 (Ansa): l´attentato al giudice Paolo Borsellino ed alla sua scorta é avvenuto in via Mariano D´Amelio. L´esplosione é stata violenta ed oltre all´auto del giudice Borsellino, sono rimaste coinvolte le due auto della scorta ed un´altra decina autovetture posteggiate lungo la strada. Il manto stradale é stato sconvolto per una lunghezza di duecento metri. L’edificio vicino la quale é avvenuta la deflagrazione dell’auto bomba é rimasto danneggiato: muri lesionati, alcune parti crollate, infissi di balconi e finestre divelti fino al quinto piano. L´autobomba, una Fiat 600 imbottita presumibilmente di tritolo, era stata parcheggiata davanti al civico 21 di via D´Amelio, dove abitano la madre e la sorella del giudice Borsellino. Nella deflagrazione l´autobomba si é disintegrata ed alcuni rottami, dopo un volo di oltre cinquanta metri, sono andati a finire in un giardino dietro ad un muretto.
- Ore 18.00: l´agenzia Reuter rilancia la notizia del ferimento di Paolo Borsellino.
- Ore 18.14 (Ansa): Il giudice Paolo Borsellino é rimasto ucciso nell´attentato. Il suo corpo, completamente carbonizzato con il braccio destro troncato di netto, si trova nel cortile del palazzo dove abitano la madre e la sorella. Non é stato ancora riconosciuto ufficialmente, ma alcuni suoi colleghi, fra i primi ad accorrere sul luogo dell´attentato, hanno asserito che é “certamente” lui. Fra le vittime c´é anche una donna, un´agente di polizia che faceva parte della scorta del magistrato. Il suo corpo é stato trovato nel giardino di un appartamento al pianterreno dell´edificio. L´esplosione dell´autobomba ha provocato danni visibili all´edificio fino all´undicesimo piano. Due coniugi, Mauro e Donata Bartolotta, che abitano al pianterreno dell´edificio davanti al quale é avvenuta la strage, hanno reso questa testimonianza: “C´e´ stato un boato terrificante che ci ha sbattuti a terra; sembrava un fortissimo terremoto; non ci siamo resi conto di quello che era accaduto se non subito dopo quando siamo fuggiti da casa. Ci siamo salvati perché in quel momento eravamo in cucina, nella parte retrostante all´appartamento. Abbiamo visto persone che in preda al panico si lanciavano dalle finestre del primo e del secondo piano. Sulla strada c´erano molte automobili in fiamme, c´era un fumo denso, molta confusione, grida, feriti e morti.” Oltre al giudice Borsellino, nella strage sarebbero rimaste uccise altre cinque persone. La notizia é stata data sul luogo dellattentato da un capitano dei vigili urbani in servizio nella zona per regolare il traffico. Secondo le prime indiscrezioni, i feriti sarebbero quattordici civili, alcuni dei quali in gravi condizioni, e un agente.
- Ore 18.16: il Tg1 annuncia la notizia della morte di Paolo Borsellino.
- Ore 18.19 (Ansa): fra le vittime c’è anche una donna, un’agente di polizia che faceva parte della scorta del magistrato. Il suo corpo è stato trovato nel giardino di un appartamento al piano terreno dell’edificio.
- Ore 18.20: l’agenzia Afp dá la notizia dell’uccisione di Paolo Borsellino citando l´agenzia ANSA come fonte.
- Ore 18.22: l´agenzia Reuters dá la notizia dell´uccisione di Paolo Borsellino citando l´agenzia Ansa come fonte.
- Ore 19.00: il canale televisivo Cnn colloca la notizia dell´attentato senza immagini nei titoli di apertura.
- Il radiogiornale Deutschlandfunk ed il secondo canale televisivo Zdftedeschi danno la notizia dellattentato.
- Ore 19.08 (Ansa): Il ministro degli interni Nicola Mancino, ed il ministro di grazia e giustizia, Caludio Martelli, sono attesi in serata a Palermo. Lo ha visto Carmelo Conti, ex presidente della corte di appello, che lo ha stretto al petto senza peró profferire parola. Nessuno ancora gli ha detto la veritá. In via Mariano D´Amelio é anche giunto il suocero di Borsellino, Angelo Piraino Leto, magistrato in pensione che a Palermo é stato presidente della corte d´appello. Lo accompagna, sorreggendolo affettuosamente, il giudice Salvatore Scaduti. L´anziano magistrato cammina lentamente fra le carcasse carbonizzate delle automobili coinvolte nell´esplosione sussurrando: “Voglio andare da Paolo, voglio vedere Paolo, portatemi da Paolo.” La moglie di Borsellino, Agnese é nella sua casa di via Cilea, in preda a malore. Continua a chiedere a coloro che le stanno vicino notizie di Paolo, ma nessuno finora ha avuto la forza di dirle la veritá.
- Ore 19.21 (Ansa): nella strage, oltre al giudice Paolo Borsellino, sono rimasti uccisi cinque agenti della scorta. Sono: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. I feriti sono quindici, uno dei quali é l´agente di polizia Antonio Vullo.
- Ore 19.30: il telegiornale inglese del primo canale della Bbc dá la notizia dell´attentato come seconda fra i titoli della giornata, subito dopo quella della tregua in Bosnia. Viene proiettato un filmato da Palermo e lo speaker attribuisce l´attentato alla mafia.
- Ore 19.58: Con due telefonate alle redazioni Ansa di Torino e Roma, una persona che ha detto di parlare a nome della Falange armata, ha rivendicato la strage di Palermo. L´uomo ha parlato senza la minima inflessione ed ha lasciato un codice di riconoscimento numerico. Ha dichiarato che la Falange armata “rivendica la responsabilitá politica e la paternitá morale di quanto accaduto in via Autonomia siciliana a Palermo, dove é stato ucciso il giudice Paolo Borsellino.”
- Ore 20.05 (Ansa): i feriti ricoverati all´ospedale di Villa Sofia sono finora diciotto. Gran parte di loro sono inquilini dello stabile dal quale Borsellino stava entrando, compreso un agente della scorta del magistrato.
- Questo l´elenco: Maria Teresa Lo Balbo, 43 anni; Antonia Greco, 79; Francesca Nacci, 85; Giuseppe camarda, 34; Elvira Fenech, 27; Gianluca Puleo, 15; Claudio Bellanca, 44; Antonina Mercanti, 51; Filippo Mercanti, 79; Rosalia Mercanti, 83; Gioacchina Garbo, 59; Maria Moscuzza, 62; salvatore Augello, 38; Ivan Trevis, 18; Maria Rosa Cataldo, 65; e l´agente di polizia Antonio Vullo, 32 anni. In molti casi i referti individuali ipotizzano prognosi varianti fra i cinque giorni e gli otto giorni, mentre in altri non c´é alcun parere clinico sul decorso.
- Ore 22.53 (Ansa – riepilogo): La potenza strategica e militare della mafia ha dato oggi a Palermo l’ennesimo saggio di sangue massacrando, con tecnica ormai collaudata, l’esplosione di un’autobomba, il Procuratore aggiunto Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, fra cui una donna. L’attentato è stato compiuto alle 17.00 in punto in via Mariano D’Amelio, vicino alla Fiera del Mediterraneo, alle falde del Monte Pellegrino, davanti al civico 19. Quando l’artificiere di Cosa Nostra ha attivato il radiocomando che ha fatto scoppiare l’automobile imbottita di esplosivo, parcheggiata proprio davanti al portone d’ingresso, il magistrato stava andando a visitare l’anziana madre e la sorella. La deflagrazione, di una violenza inaudita, è stata avvertita in gran parte della città. Quando, sull’eco del boato, hanno cominciato a convergere mezzi delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e autoambulanze, quanti sono arrivati per primi sl posto non hanno creduto ai propri occhi. L’edificio in cui era diretto il magistrato è sventrato alla base e i segni di lesioni consistenti e infissi divelti fino al quinto piano. Una ventina di automobili che bruciavano, cadaveri e resti umani sull’asfalto.
19 luglio 1992 Edizioni straordinarie
19 luglio 1992 VIA D’AMELIO –Video dei Vigili del Fuoco
19 luglio 1992 VIDEO – Via D’Amelio dopo la Strage
- VIA D’AMELIO – Archivio storico de LA STAMPA dal 20 al 29 luglio 1992
- VIA D’AMELIO – Archivio storico de L’UNITÀ dal 20 al 31 luglio
- VIA D’AMELIO – Archivio storico de L’AVANTI
- VIA D’AMELIO – Edizione straordinaria de LA REPUBBLICA
- VIA D’AMELIO – Edizione straordinaria di EPOCA
19 luglio 1992 GALLERIA FOTOGRAFICA
19 luglio 1992 Prima Relazione di Servizio della QUESTURA di Palermo redatta da VINCENZO ALBERGHINA (audio della sua deposizione al “Borsellino Uno”)
19 luglio 1992 Quegli uomini in giacca e cravatta nell’inferno di Via D’Amelio. La testimonianza dei poliziotti MAGGI e GAROFALO SEGUE
19 luglio 1992 I poliziotti MAGGI e VALENTI: i servizi segreti in Via D’Amelio subito dopo l’esplosione SEGUE
19 luglio 1992 Il racconto di GIOVANNI LA PERNA, il poliziotto che quel giorno era lì in servizio SEGUE
19 luglio 1992 Elenco danni a persone e cose SEGUE
19 luglio 1992 Le conversazioni della Polizia, subito dopo la strage tra i poliziotti arrivati sul posto e la centrale operativa, nei momenti immediatamente successivi alla strage. Voci drammatiche e concitate. VIDEO
19 luglio 1992 VIDEO di un vigile del fuoco in Via D’Amelio
19 luglio 1992 In ordine agli effetti provocati dalla strage e sullo stato dei luoghi nell’immediatezza dell’esplosione, la Dott. MARGHERITA PLUCHINO, Dirigente del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo nell’udienza del 15.11.1994, ha riferito che, dopo avere isolato la zona da sottoporre agli accertamenti – pur con le difficoltà conseguenti all’esigenza di consentire comunque l’accesso a mezzi di soccorso e il transito degli inquilini dei palazzi interessati dall’esplosione – assieme a collaboratori giunti da altre città siciliane e anche da Roma, gli agenti della Polizia Scientifica avevano compiuto una prima ispezione dei luoghi, effettuando anche riprese fotografiche e televisive, sia da un elicottero che da terra.
P.M. PALMA: Ma questi resti, sia umani che di macchine, li avete rinvenuti anche a notevole distanza dal luogo?
TESTE PLUCHINO: Sì, a molta distanza dal luogo…
P.M. PALMA: Anche sugli appartamenti? Anche sui tetti?
TESTE PLUCHINO: Sono stati rinvenuti al primo piano, al secondo piano e c’è stato un arto, mi pare che fosse stata una mano, che è stato rinvenuto… praticamente ha fatto un salto di dodici piani ed è stato rinvenuto dietro il palazzo dov’era avvenuto lo scoppio. Sono stati trovati, diciamo, nei giorni immediatamente successivi, in più di una occasione sono stati trovati parti di corpo umano, membra che non si capiva cosa fossero, però si capiva soltanto che erano resti umani.
Prima di passare a sintetizzare i primi atti d’indagine compiuti, a partire dall’ispezione dei luoghi e dall’inventario e catalogazione degli oggetti rinvenuti nella zona interessata dall’esplosione, appare opportuno riferire in questa sede i risultati degli accertamenti effettuati dai consulenti medico-legali sui cadaveri delle vittime. FONTE: Sentenza “Borsellino Ter”
19 luglio 1992 LUCIA BORSELLINO arriva in Via D’Amelio. I VIDEO e la sua TESTIMONIANZA
19 luglio 1992 LUCIA BORSELLINO si reca in via D’Amelio dal papà. Il racconto di BENEDETTO MARSALA, ex capo scorta di PAOLO BORSELLINO che l’accompagna VIDEO
Ho deciso di recarmi direttamente in via D’Amelio. Quel luogo è stato letteralmente vandalizzato, non c’erano transenne, non c’era niente che potesse impedire di avvicinarsi ai corpi. L’unica persona alla quale si stava impedendo di avvicinarsi a un corpo ero io, probabilmente perché si pensava che non fossi in grado di reggere l’emozione. Ma io avevo il dovere di dare l’ultimo saluto a mio padre e con le mie mani ho composto gli arti inferiori al busto, perché era spaccato in due. E sono stata felice di averlo fatto. Lucia Borsellino
19 luglio 1992 LUCIA (in foto), giunge sul luogo della strage. MANFREDI BORSELLINO: Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre“ .
19 luglio 1992 «Non vidi mio padre, o meglio i suoi “resti”, perché quando giunsi in via D’Amelio fui riconosciuto dall’allora presidente della Corte d’Appello, il dottor Carmelo Conti, che volle condurmi presso il centro di Medicina legale dove poco dopo fui raggiunto da mia madre e dalla mia nonna paterna. Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all’interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell’esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre; a differenza di quello che si può pensare mia sorella ha tratto una grande forza da quell’ultima immagine del padre, è come se si fossero voluti salutare un’ultima volta» Dalla Testimonianza di Manfredi BORSELLINO che chiude il libro “Era d’Estate”, curato dai giornalisti Roberto Puglisi e Alessandra Turrisi
19 luglio 1992 Dall’auto del dottor Borsellino viene prelevata la sua borsa contenente l’AGENDA ROSSA che non verrà mai più ritrovata. SEGUE
19 luglio 1992 Le molteplici versioni dell’on. GIUSEPPE AYALA sulla sparizione dell’agenda rossa SEGUE
19 luglio 1992 Nella notte i parà della Folgore penetrano nei bracci del carcere dell’Ucciardone e caricano sugli elicotteri i boss detenuti per trasportarli nelle carceri di Pianosa e dell’Asinara.
19 luglio 1992 Alle ore 23.25 il Maggiore DIEGO MINNELLA della Sezione di P.G. della Procura di Palermo e il dottor ANDREA GRASSI aggregato alla Squadra Mobile di Palermo, alla presenza dei Sostituti procuratori CARMELO PETRALIA, PAOLO GIORDANO E FRANCESCO POLINO appongono i sigilli all’ufficio del dottor Borsellino presso il Tribunale di Palermo VERBALE
19 luglio 1992 Il racconto di FRANCO LANNINO, il primo fotoreporter arrivato sul posto L’esplosione io l’ho vista SEGUE
19 luglio 1992 Testimonianze riportate dalla sentenza “Borsellino Ter”. Per ricostruire lo svolgersi di quei terribili momenti, che precedettero e seguirono l’esplosione vengono acquisite le testimonianze degli abitanti della via D’Amelio. SEGUE
19 luglio 1992 La testimonianza dell’agente di scorta sopravvissuto ANTONIOVULLO SEGUE
19 luglio 1992 GIOVANNI LA PERNA: in via D’Amelio arrivarono anche gli sciacalli SEGUE
19 luglio 1992 Palermo come Beirut e quei corpi straziati: l’orrore di via D’Amelio vissuto in prima persona SEGUE
19 luglio 1992 SCATTAVO E SCATTAVO CON LA MIA NIKON, COME IN TRANCE. C’ERA PUZZA DI BRUCIATO, DI CHEROSENE, DI MORTE SEGUE
19 luglio 1992 L’avvocato di Fiammetta, Lucia e Mafredi, nochè genero del magistrato, FABIO TRIZZINO: Il Procuratore GIAMMANCO, il quale la sera del 19 luglio 1992 venne allontanato con il giusto rispetto ma comunque allontanato da via Cilea dalla famiglia ed in particolare dal grande Presidente Angelo Piraino Leto, la mattina del 20 luglio si incrocio’ in ascensore con Claudio Martelli, il quale a muso duro gli disse che avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni immediatamente. Ovvio che si trattava di una richiesta non ricevibile sotto il profilo dello stretto diritto, dal momento che la Costituzione e la legge sull’ordinamento giudiziario ha sempre garantito la autonomia e la indipendenza della magistratura. Era una richiesta, quella di Martelli dettata dall’emotivita’ del momento e, soprattutto, dalla conoscenza dell’ostracismo del Procuratore verso Falcone prima e Borsellino dopo. Ebbene cosa pensa di fare in Procura il 20 luglio il dott. Giammanco: un giro di telefonate per indire una riunione per vedere di stilare un documento di solidarietà dei sostituti per rispondere così a chi chiedeva le sue dimissioni. Quella riunione fu di fatto sabotata e ad essa, qualche giorno dopo, segui’ la lettera degli otto sostituti che, adducendo principalmente motivi di sicurezza, decisero loro di dimettersi. Seguirono le audizioni del Csm della fine di luglio 1992 all’esito delle quali Giammanco ottiene il Commodus discessus di continuare a lavorare in Cassazione. Di queste audizioni noi fino all’anno scorso non sapevamo nulla. Il dott. Giammanco non fu mai sentito, fino credo al 2017, sulle ragioni del suo contegno nei confronti di Falcone e Borsellino, di fatto ostacolati in ogni modo dentro a quella Procura retta proprio da Giammanco. Egli era ormai malato e non in grado di ricordare nulla.(Giugno 2023)
20 luglio 1992 La RELAZIONE tecnica autoptica Alle ore 00.25 del 20 luglio 1992il Pubblico Ministero di Caltanissetta in persona dei dott. Giovanni TINEBRA, Francesco Paolo GIORDANO e Francesco POLINO, ai sensi dell’art. 360 C.P.P., affidano l’incarico di consulenza tecnica autoptica sui cadaveri delle vittime della strage a un collegio di esperti medici legali, costituito dal dott. Paolo PROCACCIANTE (rectius Procaccianti: n.d.e.), Direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Palermo, e dai dott. Livio MILONE e Antonina ARGO, assistenti nel predetto Istituto. L’ispezione esterna dei cadaveri e l’esame autoptico dei medesimi, per la determinazione delle cause della morte, sono stati effettuati nell’immediatezza del conferimento dell’incarico, come appare dai relativi verbali e relazioni autoptiche.
20 luglio 2020 Il RAPPORTO della SQUADRA MOBILE Questura di Palermo
20 luglio 1992 Il VERBALE dell’audizione dell’agente di scorta superstite ANTONINO VULLO NEWS
20 luglio 1992 La Polizia Scientifica, alle direttive del colonnello VASSALE, inzia il setacciamento dell’area interessata coinvolta nell’attentato e procede al recupero del materiale ritenuto interessante. Dall’’ispettore PAOLO EGIDI viene rinvenuta la carcassa di un motore, da subito ritenuta utile perché non ricollegabile ad alcuna auto presente sul luogo. Successivamente all’intervento di un tecnico Fiat viene individuata come un motore bicilindrico montato sulla Fiat 126 presente sul luogo della strage.
20 luglio 1992 Vengono rinvenute due schede elettroniche non riconducibili ad altri dispositivi presenti sul luogo. Su entrambe le schede era presente il logo “ST” SEGUE
20 luglio 1992 Sul luogo dell’esplosione viene rinvenuta anche la targa di un’altra Fiat 126 intestata ad ANNAMARIA SFERRAZZA, il cui furto era stato denunciato la mattina del 20 luglio da GIUSEPPE OROFINO, titolare della carrozzeria dove l’auto della signora era stata lasciata in riparazione. L’auto non era stata rubata, ma lo erano stati i documenti e la targa. Gli investigatori decidono quindi di intercettare l’utenza telefonica di SIMONA FUNARI, marito di PIETRINA VALENTI, la signora che aveva denunciato il furto della Fiat 126 che invece si sospettava contenesse l’esplosivo. Dall’ascolto delle telefonate gli investigatori scoprono un episodio di violenza carnale commesso su Cinzia Angiuli da parte di LUCIANO VALENTI, fratello di Pietrina, nonché da ROBERTO VALENTI e da SALVATORE CANDURA: quest’ultimo, interrogato dagli inquirenti, confessa di essere l’autore del furto della Fiat 126, su commissione di VINCENZO SCARANTINO, che insieme ai fratelli gestiva diversi traffici illeciti nella zona della Guadagna ed era cognato di SALVATORE PROFETA, membro della cosca di PIETRO AGLIERI, già implicato nel Maxiprocesso di Palermo.
Telaio : ZFA126A008781619.
Il BLOCCO MOTORE della Fiat 126
20 luglio 1992 Perchè nessuno indaga sulla casa di Via D’Amelio 46? SEGUE …“Si allega infine relazione di servizio relativa ad ulteriore controllo effettuato al civico 46 di via nr Amelio.(All.70)” dal Rapporto Squadra Mobile di Palermo
20 luglio 1992 RITA BORSELLINO, sorella del magistrato, lascia l’abitazione di via D’Amelio VIDEO
20 luglio 1992 Segnalazioni e telefonate anonime dal Rapporto della Squadra Mobile di Palermo. SEGUE
20 luglio 1992 VIA D’AMELIO – Immagine di Franco Lannino. L’impronta che Paolo Borsellino lasciò al terzo piano di via Mariano D’Amelio. SEGUE
20 luglio 1992 Il maresciallo dei Carabinieri CARMELO CANALE, stretto collaboratore di BORSELLINO, viene trasferito. SEGUE
20 luglio 1992 ARNALDO LA BARBERA dispone un sopralluogo alla carrozzeria di GIUSEPPE OROFINO che solo due ore prima aveva denunciato il furto di una targa. (?) SEGUE
20 luglio 1992 Secondo un appunto a firma di ARNALDO LA BARBERA e ritrovato 31 anni dopo, la borsa e l’agenda del del magistrato sarebbero state prese in consegna dal Procuratore di Caltanisetta TINEBRA SEGUE
20 luglio 1992 All’ordine del giorno dei lavori della CAMERA dei DEPUTATI la strage di Via D’Amelio SEGUE
20 luglio 1992 Alle 10.30 il Procuratore di Palermo GIOVANNI TINEBRA e i sostituti PIETRO MARIA VACCARA, FRANCESCO PAOLO GIORDANO, il maggiore dei Carabinieri DIEGO MINALIA, il maresciallo capo della Polizia Giudiziaria CARMELO CRISAFULLI, alla presenza dei figli del dottor Borsellino, Lucia e Manfredi e del collaboratore del magistrato il maresciallo dei Carabinieri CARMELO CANALE, eseguono la ricognizione di quanto trovasi presso l’Ufficio del dottor Borsellino in Procura. Rispetto al personal computer Olivetti mod.M.250 E. con matricola n.6368438, il maresciallo CANALE dichiara che il dottor Borsellino non lo utilizzava e che quindi si deve ritenere privo di memoria. Viene disposto che detto computer venga sigillato. VERBALE
20 luglio 1992 AGNESE BORSELLINO: “La polizia investigativa entra dentro l’ufficio di Paolo, ci vanno anche i miei figli Lucia e Manfredi: entrano e si accorgono che tutti i suoi cassetti erano stati svuotati, non c’erano né carte e né tantomeno i suoi appunti!”. SEGUE
20 luglio 1992 “Come disposto dal Sost. Proc. Dr. Polino, la moglie del Magistrato ucciso è stata informata che nulla nell’abitazione doveva essere toccato, poichè a disposizione dell’A.G. procedente.” Fonte Rapporto Squadra Mobile Palermo SEGUE
20 luglio 1992 La camera ardente per Paolo Borsellino fu allestita al pianterreno del tribunale di Palermo. Questo luogo divenne un punto di raccolta per molte persone che volevano rendere omaggio al giudice e alla sua lotta contro la criminalità organizzata. In foto a destra il dottor Antonino Caponnetto, già a Capo dell’ufficio Istruzione di Palermo.
20 luglio 1992 – Mille braccia sorreggono AGNESE BORSELLINO SEGUE
20 luglio 1992 In Cattedrale a Palermo, si svolgono i funerali dei cinque agenti di scorta uccisi, caratterizzati da feroci proteste. Sono stati mobilitati 4000 agenti per mantenere l’ordine. La folla li contesta poiché impediscono l’accesso alla Cattedrale e, al grido “Fuori la mafia dallo Stato”, non sono risparmiati nemmeno i rappresentanti dello Stato presenti, compreso il neopresidente della Repubblica Italiana OSCAR LUIGI SCALFARO, costretto a uscire da una porta secondaria al termine della messa tra spintoni, calci e pugni, mentre il Capo della polizia VINCENZO PARISI viene colpito da uno schiaffo. SEGUE
20 luglio 1992 – La rabbia delle scorte travolge il Capo della Polizia PARISI SEGUE
20 luglio 1992 CAMERA DEI DEPUTATI – L’assassinio del dottor Borsellino e degli agenti di scorta SEGUE
20 luglio 1992 Secondo il procuratore di Milano FRANCESCO SAVERIO BORRELLI c’e’ un collegamento, sia pure indiretto, fra la strage di Palermo e l’inchiesta milanese Mani Pulite sulle tangenti. “Se potessimo concederci il lusso di uno spunto di ottimismo si potrebbe dire che queste stragi sono gli estremi guizzi che la Piovra esibisce, forse proprio perche’ si sente tallonata. “
21 luglio 1992 Ammazzato a un passo dalla veritá. Indagava su collusioni tra mafia e magistrati, la bomba gli ha tranciato gambe e braccia Ammazzato a un passo dalla verità Borsellino doveva andare in Germania da un pentito. «Devo faro in fretta. La mia è una lotta contro il tempo». Paolo Borsellino si era buttato a capofìtto nel lavoro. SEGUE
21 luglio 1992 Le risultanze della consulenza espletata dai tecnici dell’F.B.I. SEGUE
21 luglio 1992 Alle ore 18.15, presso lo studio nell’abitazione di via Cilea 97 del dottor Borsellino, viene eseguita la verbalizzazione della documentazione ivi presente. Alla presenza del figlio MANFREDI e del maresciallo dei ROS CARMELO CANALE esegue tale adempimento il sostituto procuratore della Repubblica PIETRO MARIA VACCARA assistito dal brigadiere CC PASQUALE SITO. VERBALE
21 luglio 1992 Forti tensioni ai funerali degli agenti di scorta di Paolo Borsellino SEGUE
21 luglio 1992 GIOACCHINO NATOLI interroga MUTOLO e GIAMMANCO replica alle critiche SEGUE
21 luglio 1992 In via D´Amelio movimenti “strani” nel palazzo di fronte a quello della famiglia Borsellino SEGUE
21 luglio 1992 LUCIA BORSELLINO al TG5: “C’é una frase che papà ci ripeteva sempre…” SEGUE
21 luglio 1992 L’ITALIA in TRINCEA – Speciale de La Repubblica SEGUE
21 luglio 1992 – Como in piazza contro la mafia” SEGUE
21 luglio 1992 Milano ricorda Borsellino e il Senato accademico Università di Palermo minaccia dimissioni di massa se governo non cambia registro SEGUE


















