NATOLI contro DE LUCA, lo scontro si riapre, ma le offese ai Borsellino restano

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Nuovo scontro tra l’ex magistrato Gioacchino Natoli e il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca.
Dopo l’audizione di quest’ultimo davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, Natoli ha accusato il magistrato nisseno di aver alimentato per l’ennesima volta attacchi nei suoi confronti, rivendicando l’archiviazione dell’indagine che lo aveva coinvolto e contestando le ricostruzioni sul dossier mafia-appalti.
L’intervento dell’ex presidente della Corte d’Appello di Palermo arriva però dopo una vicenda che aveva provocato forte indignazione nell’opinione pubblica.
Nel settembre 2025, infatti, Natoli fu costretto a rivolgere pubbliche scuse ai familiari del giudice Paolo Borsellino in seguito alla diffusione di alcune intercettazioni private trasmesse dalla Rai nella trasmissione “Lo Stato delle Cose”.  
In una lettera diffusa dal suo legale, Natoli ammise di aver pronunciato parole delle quali si diceva “profondamente dispiaciuto” nei confronti della vedova e dei figli del magistrato assassinato dalla mafia.
Lo stesso ex pm riconobbe che quelle frasi avevano provocato “immenso dolore” a persone che avevano già sofferto abbastanza e chiese pubblicamente perdono alla famiglia Borsellino. 
Particolarmente significativo fu il passaggio dedicato alla moglie del magistrato, Agnese Borsellino, per la quale Natoli espresse scuse specifiche, definendola una donna che aveva sempre custodito con “garbo, decoro e sobrietà” la memoria del marito e dei suoi valori. 
Nella medesima lettera, l’ex magistrato attribuì quelle esternazioni a uno stato di forte turbamento emotivo maturato dopo aver appreso di essere indagato per favoreggiamento aggravato alla mafia, sostenendo che si trattò di parole pronunciate in un momento di rabbia e disperazione e che non rispecchiavano il suo reale pensiero. 
Per questo motivo, le accuse oggi mosse da Natoli contro Salvatore De Luca si inseriscono in un contesto già segnato da polemiche e tensioni, nel quale il rapporto con la memoria di Paolo Borsellino e con i suoi familiari continua a rappresentare uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda

 


NATOLI: Mafia-appalti, Natoli attacca De Luca: “Indagine fallita, doveva scusarsi”

 
L’ex magistrato replica al procuratore dopo l’audizione in Antimafia: “Pesanti attacchi contro di me”
È scontro tra Gioacchino Natoli e il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca sul caso mafia-appalti. L’ex magistrato di Palermo replica duramente alle dichiarazioni rese dal procuratore davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, contestando la ricostruzione della vicenda e rivendicando l’archiviazione dell’inchiesta che lo ha coinvolto.
“Per la terza volta sono stato oggetto di pesanti attacchi mediatici da parte del dr. De Luca in commissione antimafia”, esordisce Natoli, ricordando di essere stato indagato e intercettato per due anni con l’ipotesi di aver favorito Cosa nostra e gli ambienti imprenditoriali e politici a essa collegati. Un’accusa che l’ex pm definisce “surreale” e che, sottolinea, è stata archiviata dal gip per insussistenza del fatto. Da qui l’affondo contro De Luca, che a suo giudizio avrebbe dovuto scusarsi per il “totale insuccesso” dell’indagine. Natoli richiama inoltre le valutazioni del gip, secondo cui avrebbe sempre mantenuto nei confronti di Paolo Borsellinoun comportamento “affettivamente ed effettivamente” leale.
Al centro della polemica resta il dossier mafia-appalti. De Luca ha “chiuso la sua audizione (per la prima volta su un’indagine archiviata, per la quale finalmente non vigeva il divieto di rivelazione di segreti di ufficio), ribadendo il suo giudizio circa la mia sottovalutazione di un procedimento che, dopo 35 anni, ritiene ricollegato al famigerato rapporto mafia-appalti derivante dal dossier dei Ros, del quale non ho mai chiesto l’archiviazione perché mai me ne sono occupato”, la sottolineatura di Natoli, che contesta anche l’attenzione riservata alle intercettazioni delle sue conversazioni con il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato. In particolare, il riferimento all’invito a “seppellire” la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo “sotto una montagna di documenti”. Secondo l’ex pm, si trattava semplicemente di atti già esistenti da mettere a disposizione della Commissione: “Ho sempre creduto, infatti, che chi fa indagini debba avere piena conoscenza di tutte le carte e non procedere per tesi precostituite”.
Infine, Natoli torna sulle dichiarazioni rese da De Luca nell’audizione del 9 dicembre 2025, quando il procuratore aveva indicato nella sua assenza da un incontro del 18 luglio 1992 – nel quale riferì quanto appreso dal pentito Mutolo il giorno prima – uno degli elementi della presunta sfiducia di Borsellino nei suoi confronti. Una ricostruzione che l’ex magistrato respinge: “Leggendo le carte, avrebbe scoperto che quel 18 luglio 1992 ero a Roma alla Dia, insieme al collega Lo Forte, a interrogare Mutolo!”.
La replica si chiude con un avvertimento sulle possibili conseguenze della vicenda: “Di tante altre anomalie dell’indagine condotta ai miei danni il dr. De Luca eventualmente risponderà nelle competenti sedi”. IL GIORNALE 21.10.2026

 


 

 


Le SCUSE…
“Non prendo qui posizione sulla barbara divulgazione di frasi pronunciate nel contesto più privato che esista: siccome, però, quelle parole sono ormai pubbliche e hanno provocato comprensibile immenso dolore in chi di dolore ne ha già provato troppo, voglio chiedere pubblicamente scusa ai familiari di Paolo Borsellino, che non meritavano certo quest’ulteriore supplizio.
Vorrei solo evidenziare che quelle parole sono state pronunciate a distanza di qualche giorno da quando ho saputo di essere indagato per l’infamante ipotesi di favoreggiamento aggravato alla mafia: notizia letteralmente sconvolgente che mi ha prodotto tale e tanta disperazione e rabbia da farmi perdere, nell’immediatezza e nei tumultuosi mesi successivi, lucidità e senno.
Disperazione perché, a quasi ottant’anni, tutto avrei pensato, dopo una vita trascorsa a combattere la mafia, fuorché di poter essere indagato per averla addirittura favorita. – spiega – Rabbia perché l’inchiesta è stata preceduta da un violentissimo attacco nei miei confronti da parte dell’avvocato Fabio Trizzino, che nessuno dei figli del dottore Borsellino (che ho visto crescere e ai quali, in particolare a Manfredi, sono sempre stato vicino) ha invitato, quanto meno, a maggiori cautele verbali”.
“In questo alterato stato emotivo, sconvolto da disperazione e rabbia, mi sono scappate, tra le mura di casa mia, parole che, in un momento di lucidità, non avrei mai detto, semplicemente perché non le penso né le ho mai pensate”, prosegue.
“E mi scuso soprattutto per aver tirato in ballo, d’impeto, anche la signora Agnese, che con garbo, decoro e sobrietà ha sempre custodito la memoria del marito, tramandandone i valori”  
GIOACCHINO NATOLI 24 settembre 2025

 

 

Audizione GIOACCHINO NATOLI Commissione Parlamentare Antimfia