đŸŸ„ Le esternazioni di SALVATORE BORSELLINO


 

📌 “Non ho mai creduto alla giustizia degli uomini, sono laico e non posso quindi confidare neanche nella giustizia di Dio”


📌 
 dopo la morte di Paolo arrivai a dire che se Dio aveva voluto che Paolo morisse perchĂ© il nostro Paese potesse cambiare allora avrei ringraziato Dio di averlo fatto morire.

 

📌 21 ottobre 2009 Apcom –  “Ho grande fiducia nella magistratura, e sono convinto che nell’incontro del 25 giugno nel 1992, di cui i carabinieri hanno parlato quattro anni dopo, non si Ăš parlato di mafia e appalti”. Lo ha sostenuto a Radio Anch’io su Radio Uno, Salvatore Borsellino il fratello del magistrato assassinato in via d’Amelio. Quell’incontro, quasi carbonaro, nella caserma Carini di Palermo, Ăš stato ricordato ieri nel corso della sua deposizione dal generale Mario Mori. “Se Paolo era al corrente della trattativa portata avanti da pezzi dello Stato io penso che ne avrĂ  parlato con Mori e De Donno – ha detto – e cosĂŹ penso che il 1 luglio ne parlĂČ con Nicola Mancino”.Secondo il fratello, Paolo Borsellino “Ăš stato ucciso perchĂ© si Ăš messo di mezzo a questa trattativa. Ora vengono fuori grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e al lavoro di magistrati coraggiosi, certe cose e adesso tante persone che tacevano ora recuperano la memoria”.

 

 

Fabio Repici: ‘RiuscirĂČ a far confessare a Chiara Colosimo il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione Antimafia’
27 maggio 2026 – Nel Salone dei Cinquecento si ù tenuto il convegno “Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria” per il 33° anniversario della strage di via dei Georgofili, in cui familiari delle vittime, magistrati, avvocati e giornalisti hanno chiesto a gran voce di completare il “mosaico incompleto” delle verità giudiziarie sulle stragi italiane.
“Siamo arrivati al momento in cui si puĂČ fare il collegamento fra il primo e il secondo tempo dell’unica strategia della tensione” che va dal primo maggio ’47 fino al 1994. “Ci sono sfumature, pezzi, porzioni siciliane di tutte le stragi che non sono ancora emerse”. “Forse Firenze Ăš la sede di quella centralitĂ , di quel ruolo. Uno sforzo di tutti, e sperabilmente anche delle istituzioni, porterebbe a ulteriori conoscenze, a ulteriori elementi di fatto che ricompongono quello scenario” ha dichiarato l’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino e di Jamil El Sadi, “magari avrĂČ la possibilitĂ  di esaminare come querelante l’onorevole Chiara Colosimo, e confido che riuscirĂČ a farle confessare il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione Antimafia” ha aggiunto. “Lo dovrĂ  confessare, perchĂ© dovrĂ  spiegare che cosa sono state le riunioni preliminari e i lavori della Commissione Antimafia fatti da lei col generale Mori, con gli esponenti del Partito Radicale e con l’avvocato Trizzino”.

 


24 maggio 2026 Salvatore Borsellino: ”Paolo fu ucciso perchĂ© aveva scoperto la veritĂ  su Capaci”
34 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Salvatore Borsellino torna a parlare dei 57 giorni che separarono la morte di Giovanni Falcone da quella di suo fratello Paolo Borsellino. Un arco temporale che, secondo Salvatore, rappresenta ancora oggi uno dei punti decisivi per comprendere la verità sulle stragi mafiose del 1992-1993.
Nel corso dell’intervista, Borsellino sostiene con forza che Paolo stesse indagando direttamente sulla strage di Capaci e che proprio questa attività investigativa abbia accelerato la decisione di eliminarlo. Un convincimento maturato negli anni e rafforzato da nuovi elementi emersi recentemente, anche grazie al lavoro dell’avvocato Fabio Repici.
Salvatore Borsellino richiama in particolare il discorso pronunciato dal fratello il 25 giugno 1992 alla Biblioteca comunale di Palermo, quando annunciĂČ pubblicamente di voler essere ascoltato dalla Procura di Caltanissetta per riferire ciĂČ che aveva scoperto sulla strage di Capaci. Parole che, secondo il fratello del magistrato, segnarono definitivamente la sua condanna a morte.


29.11.2025 SALVATORE  BORSELLINO:

  • 
 dai depistaggi di Stato avallati dalla Procura di Caltanisetta, ai depistaggi istituzionali portati avanti dalla Commissione Antimafia
  • 
le stragi e gli attentati sono legati dallo stesso FILO NERO, dagli stessi ISPIRATORI e dagli stessi ESECUTORI

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29.3.2026 TRATTATIVA STATO MAFIA  “Di quella Trattativa Stato-Mafia, che c’Ăš stata sicuramente, oggi si stanno pagando le cambiali e non se ne parla piĂč perchĂ© altrimenti l’opinione pubblica si puĂČ ricordare che quello che sta succedendo adesso, permessi premio agli ergastolani, attenuamento del 41bis e tutto il resto, sono proprio quelle cose che erano state richieste nel papello di TotĂČ Riina e che oggi vengono pagate visto che la Trattativa non solo c’Ăš stata, evidentemente, ma ha anche sortito i suoi effetti” WORD NEWS


Marzo 2026 – I MAFIOSI VOTERANNO “SI” AL REFERENDUM

“Chiamare in causa Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi affinchĂ© non parlassero, Ăš un’oscenitĂ . Definire oggi quei magistrati come un plotone di esecuzione come ha fatto il capo di gabinetto del ministro della Giustizia fa rivoltare le viscere. Falcone si riferiva alla separazione delle funzioni e non delle carriere. Sono i magistrati che sono finiti sotto il plotone di esecuzione. Questa riforma Ăš un golpe, un attentato alla nostra Costituzione, non un referendum, per questo mi sono schierato apertamente per il No”, ha proseguito Borsellino. “Il Parlamento italiano ormai Ăš privato delle sue funzioni, ha perso potere, dovrebbe rappresentare il potere legislativo, ma si va avanti a decreti legge e voti di fiducia. Le carriere sono giĂ  ampiamente separate dalla riforma Cartabia”

“Con la riforma non si separano le carriere, ma si smembra il CSM. Questa cosiddetta alta corte disciplinare Ăš un vero e proprio tribunale speciale che Ăš espressamente proibito dalla Costituzione”

I mafiosi voteranno sĂŹ, loro hanno ucciso i magistrati e non lo hanno fatto per i loro interessi, ma come mano armata dei pezzi deviati dello Stato. Nella mia lettera scritta nel 2007 intitolata “19 luglio 1992, Una strage di Stato”, scrissi di Stato perchĂ© mi ero reso conto che non era stata una strage di mafia, ma soprattutto una strage di Stato. Erano mani di un carabiniere appartenente al Ros quelle che hanno sottratto dalla macchina di Paolo ancora in fiamme quella borsa, l’hanno portata via e ancora a 34 anni di distanza non si sa dove sia finita l’agenda. Ma io so bene che Ăš finita nelle mani dei servizi“.


GUIDO LO PORTO

4.2.2026 – L’ex deputato nazionale ed ex Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Guido Lo Porto ha conferito mandato all’avvocato Stefano Giordano del Foro di Milano “affinchĂ© vengano poste in essere tutte le opportune azioni legali, in sede penale e civile, a tutela della reputazione del medesimo Onorevole Lo Porto”. Lo rende noto il legale. “Guido Lo Porto, infatti, risulta destinatario didichiarazioni dallo stesso ritenute calunniose e diffamatorie ad opera di Salvatore Borsellino e del suo legale, avvocato Fabio Repici in piĂč occasioni, nonchĂ© dei giornalisti Sigfrido Ranucci e Paolo Mondani nella puntata della trasmissione televisiva Report andata in onda il 4 gennaio 2026; dichiarazioni nelle quali Lo Porto viene collegato alla cosiddetta ”pista nera” relativa alle stragi del 1992 e accusato perciĂČ di essere l’amico che ”tradì” Paolo Borsellino, in quanto contiguo agli ambienti mafiosi che organizzarono la strage di Capaci”. La denuncia-querela Ăš giĂ  stata presentata avanti la Procura della Repubblica di Caltanissetta, da ritenersi territorialmente competente per specifiche ragioni procedurali. Nelle prossime settimane, si darĂ  impulso anche alle azioni in sede civile. ”Confidiamo che la Procura nissena – che ha giĂ  sconfessato pubblicamente la valenza giudiziaria della ‘pista nera’ – e il Tribunale intervengano nei rispettivi Ă mbiti per tutelare la reputazione dell’Onorevole Lo Porto e sgomberare definitivamente il campi da ogni illazione sul coinvolgimento di esponenti della destra nelle stragi del 1992”, dichiara l’avvocato Stefano Giordano. ”Mentre lasciamo al Giudice civile il compito di riconoscere a Lo Porto l’adeguato ristoro per le gravi lesioni perpetrate alla sua onorabilità”. (Adnkronos) 


LIBERA

SALVATORE BORSELLINO: Libera discrimina le vittime delle stragi, la Commissione Antimafia Ă© infiltrata e depista. Se nell’agenda rossa si parlasse di “mafia e appalti” si sarebbe giĂ  ritrovata


L’AGENDA ROSSA, IL GENERALE MORI E LA QUERELA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA

 

 


LA PROCURA DI CALTANISETTA E LA COMMISSIONE ANTIMAFIA

 

23.11.2025 đ‘șđ‘šđ‘łđ‘œđ‘šđ‘»đ‘¶đ‘č𝑬 đ‘©đ‘¶đ‘čđ‘șđ‘Źđ‘łđ‘łđ‘°đ‘”đ‘¶:  
“𝐿𝑎 đ¶đ‘œđ‘šđ‘šđ‘–đ‘ đ‘ đ‘–đ‘œđ‘›đ‘’ đ¶đ‘œđ‘™đ‘œđ‘ đ‘–đ‘šđ‘œ 𝑐𝑎𝑛𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑒 𝑡𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑟𝑙𝑖” 
“Io continuo a pensare che questa commissione (parlamentare antimafia) stia portando avanti un depistaggio istituzionale, come l’ha definito Scarpinato.”  F.te FQ

 

 

La “VERITÀ” di Salvatore Borsellino – Dopo il “depistaggio Scarantino” oggi vi Ăš quello messo in campo dalla Commissione Parlamentare Antimafia che ha concentrato i suoi lavori unicamente sul fantomatico rapporto mafia-appalti.
Questa, in sostanza, la dura accusa lanciata dall’ing. Salvatore Borsellino. Una tesi, quella sostenuta dal fratello del compianto magistrato che, ancora una volta, lo pone in totale contrapposizione ai figli di Paolo Borsellino. Non solo: se fossero vere le sue accuse, i suoi nipoti si sarebbero resi conseguentemente complici di questo nuovo depistaggio.

PAOLO E GIOVANNI

 

 

  • VIDEO – La mia amicizia con GIOVANNI FALCONE risale al periodo di quando eravamo bambini 



 DI MATTEO E SCARPINATO 

 

 

 

  • 22.6.2018 “Ti chiedo scusa per le incaute affermazioni di un membro della mia famiglia”

 

 


L’ANNIVERSARIO DEL 19 LUGLIO

 

 

L’attacco di SALVATORE BORSELLINO a MARIA FALCONE e il comunicato del Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati

 


19.7.2024 Maria Falcone, Salvatore Borsellino? Meglio ignorarlo  
VIDEO

 

“Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. Maria Falcone cita Dante per rispondere a Salvatore Borsellino che ha contestato il suo modo di fare antimafia e di commemorare il fratello.
“Mi vien quasi da ridere”, commenta Maria Falcone in un’intervista video a Diecimedia. “Tutti in Italia mi conoscono, sanno quello che ho fatto. Ho portato a Palermo migliaia di giovani che il 23 maggio hanno avuto la possibilitĂ  di dialogare con le istituzioni. Se per il fratello di Paolo Borsellino il miglior modo di fare antimafia Ăš contestare Maria Falcone continui a farlo. Il miglior modo per rispondergli, invece, Ăš ignorarlo”.    ANSA


SILVIO BERLUSCONI

 

 


ALBERTO DI PISA

 


MASSIMO CIANCIMINO

Screenshot

GASPARE MUTOLO


COORDINAMENTO FAMILIARI VITTIME TERRORISMO E MAFIA

 

  • SALVATORE  BORSELLINO  “L’idea mi è nata proprio a causa del tentativo in atto da parte di questo governo di riscrivere la storia del nostro Paese, cancellando la responsabilità dei servizi e dell’eversione nera, parcellizzando lo studio delle stragi e banalizzandone le cause. Secondo quest’ottica, esse devono essere attribuite soltanto a quanti sono stati utilizzati come esecutori, escludendo anzi da questi gli esecutori neofascisti. Inoltre, le ultime sentenze della magistratura hanno ancora di più allontanato la speranza di potere avere, nel corso della vita che mi resta, quella verità e quella giustizia per cui combatto da anni. Ho pensato allora che fosse necessario avere una voce comune, e quindi più forte e più incisiva, da parte delle associazioni dei familiari di vittime per quella che dovrebbe essere una esigenza di tutto il Paese. E che invece, troppo spesso, viene lasciata in carico soltanto a noi. Sono riuscito così a mettere insieme un Coordinamento tra queste associazioni, che riuniscono i familiari delle vittime di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, della Stazione di Bologna, della strage di Via dei Georgofili, della strage del treno Italicus, della strage del Rapido 904, oltre che singoli familiari come io stesso, la famiglia Catalano, Brizio Montinaro, Stefano Mormile, Sergio Amato, la famiglia Agostino, Angela Manca, Paola Caccia, Luana Ilardo” (fonte Antimafia Duemila)

 



  •  25 giugno 2026 Salvatore Borsellino: ”Paolo fu ucciso perchĂ© aveva scoperto la veritĂ  su Capaci” 24 maggio 2026 – 34 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Salvatore Borsellino torna a parlare dei 57 giorni che separarono la morte di Giovanni Falcone da quella di suo fratello Paolo Borsellino. Un arco temporale che, secondo Salvatore, rappresenta ancora oggi uno dei punti decisivi per comprendere la veritĂ  sulle stragi mafiose del 1992-1993. Nel corso dell’intervista, Borsellino sostiene con forza che Paolo stesse indagando direttamente sulla strage di Capaci e che proprio questa attivitĂ  investigativa abbia accelerato la decisione di eliminarlo. Un convincimento maturato negli anni e rafforzato da nuovi elementi emersi recentemente, anche grazie al lavoro dell’avvocato Fabio Repici.  Salvatore Borsellino richiama in particolare il discorso pronunciato dal fratello il 25 giugno 1992 alla Biblioteca comunale di Palermo, quando annunciĂČ pubblicamente di voler essere ascoltato dalla Procura di Caltanissetta per riferire ciĂČ che aveva scoperto sulla strage di Capaci. Parole che, secondo il fratello del magistrato, segnarono definitivamente la sua condanna a morte.
  • 27.5.2012. “La mafia aveva alzato il tiro, reclamava il rispetto di quei patti presi da una classe politica -quella della Prima Repubblica- ormai giunta sull’orlo del collasso. Il sistema stava per mutare e Cosa Nostra pretendeva prepotentemente di avere un posto d’onore nel nuovo assetto che si andava a delineare.” FANPAGE 
  • 26.5.2017
”Paolo si era reso conto che un pezzo dello Stato stava tramando contro lui per eliminarlo, perchĂ© era di ostacolo a quella scellerata trattativa. Per questo Ăš stato ucciso”. A dirlo, stamane, nel corso del convegno “La storia dell’antimafia come materia a scuola” Ăš stato Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nel luglio del ’92 a Palermo.” ansa
  • LUGLIO 2018 “Se si vuole passare veramente a una terza Repubblica, bisognerebbe mettere al primo posto la ricerca della veritĂ . C’Ăš un peccato originale da lavare, e se non si lava questo peccato originale; se non si lava il sangue delle stragi, non ci potrĂ  mai essere niente di nuovo”. agenda rossa “su cui mio fratello scriveva appunti personali, supposizioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia”. Dell’’agenda, “dalla quale Paolo non si separava mai specie dopo la morte di Giovanni Falcone”, e che portava con sĂ© il giorno dell’attentato” nessuna traccia.  “Mio fratello, ne sono convinto, Ăš stato ucciso con un piano affrettato rispetto a quella che sarebbe stata la sua eliminazione, che sarebbe arrivata in ogni caso, per mano della mafia, ma che Ăš stata sollecitata da parte di quella politica, di quei pezzi dello Stato, che avevano scelto di condurre con la mafia una scellerata trattativa”
  • 24.8.2020 “Le “menti raffinatissime” hanno accelerato, hanno voluto la morte del giudice Paolo Borsellino. 57 giorni dopo la strage di Capaci. Una «strategia della tensione» per mettere sotto scacco un intero Paese.Per l’ennesima Trattativa tra Cosa nostra e pezzi deviati delle Istituzioni. Non gli Ăš bastata la morte violenta del giudice Giovanni Falcone, l’amico fraterno di Paolo Borsellino. Serviva un’altra dimostrazione di forza. Si doveva eliminare l’ostacolo piĂč grande, piĂč ingombrante. E nemmeno hanno trovato pace. Il piano prevedeva altri obiettivi: come l’Agenda Rossa (prelevata dalla borsa del magistrato in via D’Amelio subito dopo il botto, con i corpi martoriati e ancora caldi). Ma nemmeno davanti a questa vigliaccata si sono fermati.” WordNews
  • 25.9.2020“Mio fratello morto ucciso perchĂ© si Ăš opposto alla trattativa”AVANTI LIVE
    
 E il suo comportamento, negli ultimi giorni della sua vita, ne Ăš un chiaro esempio. Paolo non solo sapeva che sarebbe stato ucciso ma sapeva chi aveva deciso di ucciderlo, chi non lo avrebbe protetto, ed erano proprio quei pezzi dello Stato che avrebbero dovuto assicurare la sua sicurezza. Pietro Giammanco non gli comunica neanche che Ăš arrivato a Palermo il tritolo che poteva servire per lui. Paolo, negli ultimi giorni della sua vita, si comporta proprio come un condannato a morte. Saluta i suoi amici come se, appunto, non dovesse vederli piĂč. Lo vedo come una persona che non solo sa che deve essere ucciso, ma Ăš rassegnato ad essere ucciso. La sua fiducia nello Stato Ăš venuta a crollare, perchĂ© sa che dall’interno, da pezzi deviati dello Stato, Ăš arrivata la sua condanna a morte. E si comporta in questa maniera.» Salvatore Borsellino, WordNews
  • 20.7.2022“Io sono convinto che mio fratello Ăš morto perchĂ© si Ăš opposto a una scellerata trattativa, che tra l’altro abbiamo appreso in un’altra sentenza recente non essere neanche un reato.” MENTI IN FUGA

đŸŸ„ 17.7.2023 SALVATORE BORSELLINO: non si Ăš trattato di trattativa ma di complicitĂ  tra la mafia e lo Stato inutile aggiungere l’aggettivo “deviato”.

  • 18.10.2023 Salvatore Borsellino in Commissione Antimafia ha sostenuto che occorre  partire «dal furto di quell’Agenda, compiuto, ne sono certo, proprio da quelle stesse mani che hanno voluto la morte di mio fratello, e non sto parlando della mafia, ma di pezzi deviati dello Stato [
]
    È proprio da questo che si dovrebbe ripartire e non da un dossier “mafia-appalti” che, se pure puĂČ essere considerato una concausa, non Ăš sicuramente la vera causa dell’improvvisa accelerazione di una strage che, a quel punto, non poteva piĂč essere rimandata.  Occorreva eliminare, e in fretta, chi rappresentava un ostacolo insormontabile per un disegno criminoso, teso, con l’ausilio anche dell’organizzazione mafiosa e dell’eversione nera, a cambiare gli equilibri di questo nostro disgraziato Paese che da queste stragi, che io ho chiamato e continuerĂČ sempre a chiamare “stragi di Stato”, Ăš stato sempre segnato».
  • 10.6.2025 SALVATORE BORSELLINO: perchĂ© Ă© stato ucciso mio fratello –  AUDIO

 


LA ROTTURA CON I FIGLI DI PAOLO BORSELLINO

 


 da essi (Fiammetta , Lucia e Manfredi Borsellino) ù emersa una posizione processuale che si ù venuta a differenziare nel corso dei tanti processi, arrivando purtroppo, e con mio grande dolore, a influire anche sui rapporti personali. (Da audizione Commissione Parlamentare Antimafia) 

 

 

Le posizioni processuali mie e quelle dei figli di Paolo e del loro avvocato sono sicuramente nettamente distinte. Io porto avanti una certa posizione processuale. I figli di Paolo ne portano avanti un’altra che purtroppo Ăš troppo simile a quella che portano avanti Mori e De Donno, quelle due persone 
 che sono state assolte nel processo sulla trattativa
. In effetti non esiste un reato di trattativa, ma esistono le conseguenze delle trattative. Se una trattativa porta a salvare delle vite degli ostaggi Ăš una trattativa che viene portata avanti dai servizi di intelligence di tutto il mondo. PerĂČ una cosa diversa Ăš (ndr) se la trattativa porta, come ha portato questa trattativa di cui Ăš stata affermata l’esistenza anche nelle sentenze, ad altre stragi perchĂ© la strage di via dei Georgofili, la strage di via Palestro sono una diretta conseguenza di questa trattativa. Quindi quelli che oggi proclamano eroi Mori e De Donno dovrebbero tenere conto di questo. A mio avviso dovrebbero tenerne conto anche i figli di Paolo
   (Tratto dall’intervista a cura di ALTRO 16.8.2025 – 19luglio1992.com)

 


 

24.11.2025 – Salvatore Borsellino ha condiviso un aggiornamento sulla petizione su Change.org “Creiamo un Giardino della Memoria in Via D’Amelio” (a Palermo ndr). “Siamo arrivati, e da tempo, a 115.000 firme, ma ancora chi dovrebbe dare il permesso di mettere almeno due panchine accanto al nostro albero – assediato dalle auto – non si Ăš degnato di dare una risposta, impegnato a spartirsi le tangenti dei fondi che dovrebbero essere destinati ai cittadini – dice – Noi perĂČ non ci arrendiamo, continueremo a fare di tutto per realizzare il nostro sogno”. La petizione per un riassetto dell’area, giĂ  devastata dall’attentato del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il magistrato e la sua scorta, Ăš partita nel 2023 su iniziativa dello stesso Borsellino, fratello del giudice Paolo e fondatore del Movimento delle Agende Rosse. Fonte: Adnkronos


 

 

Dichiarazioni varie di SALVATORE BORSELLINO in proposito



”da essi (i figli di Paolo Borsellino) mi divide una posizione processuale che si ù venuta a differenziare nel corso di tanti processi arrivando purtroppo, e con mio grande dolore, adinfluire anche sui rapporti personali.”


”ho ascoltato con sconcerto le dichiarazioni fatte in questa sede nei confronti di due magistrati, o meglio di un magistrato e di un ex magistrato, oggi senatore della Repubblica, mi riferisco a Nino Di Matteo (???) Roberto Scarpinato, ai quali mi sento invece di dovere manifestare pubblicamente, e in questa stessa sede, la mia stima e la mia gratitudine per avere in questi lunghi anni, ricercato con tutte le loro forze quella Verità e quella Giustizia per le quali continuo a combattere,  in nome di quella Agenda Rossa che ho scelto a simbolo della mia lotta.”


”Perplesso mi ha lasciato anche, nella ricostruzione dell’avvocato dei figli di Paolo, il diverso peso dato ad alcune parole di Paolo e ad altre parole e circostanze riferite da sua moglie, Agnese Piraino. Sono state messe quasi sullo stesso piano parole per me evidentemente ironiche come “Quei due non me la raccontano giusta” con parole pesanti, terribili, come quelle riferite ad avere appreso che il Generale Subranni era “punciuto” o sulla raccomandazione di chiudere le finestre perchĂ© qualcuno, da una postazione situata nel Castello Utveggio poteva spiarlo.”

“Io immagino che ci sia anche qualcuno che consiglia i miei nipoti e l’avvocato Trizzino, probabilmente tra i Ros, che invece io ho sempre condannato, perchĂ© hanno grosse responsabilitĂ  morali nonostante le assoluzioni.”

“
sinceramente non comprendo come mai dopo trent’anni loro (i figli di Borsellino) abbiano deciso di consegnare una scansione (della agenda marrone di Paolo Borsellino) alla Commissione antimafia, e cosa pensano che si possa trovare.”


”Dicono che la mafia non puĂČ essere diretta da nessuno? (Avvocato Trizzino legale dei figli di Paolo Borsellino)Io invece dico che Ăš stata utilizzata anche da pezzi deviati dello Stato, il cosiddetto “deep-State”, responsabile del “golpe” avvenuto tra il 1992 e il 1993 con il cambio degli equilibri politici.”


SALVATORE BORSELLINO E …

 


FIAMMETTA, LUCIA, MANFREDI BORSELLINO E FABIO TRIZZINO

PROCURA E COMMISSIONE ANTIMAFIA

AGENDA ROSSA E MORI

CAUSA DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

CAPACI

BERLUSCONI

GIORGIO NAPOLITANO

LIBERA

MARIA FALCONE

ROBERTO SCARPINATO

ANTONINO DI MATTEO

ALBERTO DI PISA

GIUSEPPE AYALA

PIETRO GRASSO

MASSIMO CIANCIMINO

MATTEO MESSINA DENARO

NICOLA MANCINO

ANNIVERSARIO 19 LUGLIO

DECRETO SICUREZZA

 

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