đŸŸ„ SALVATORE BORSELLINO
 e la rottura con i figli del fratello

 

 

LA ROTTURA CON I FIGLI DI PAOLO BORSELLINO

 


 da essi (Fiammetta , Lucia e Manfredi Borsellino) ù emersa una posizione processuale che si ù venuta a differenziare nel corso dei tanti processi, arrivando purtroppo, e con mio grande dolore, a influire anche sui rapporti personali. (Da audizione Commissione Parlamentare Antimafia) 

 

 

La frattura nella famiglia Borsellino: il nodo Ăš la fiducia nelle istituzioni che indagano sulla strage

 
 
 
 

 

15.7.2026 SALVATORE BORSELLINO: questo Governo ha favorito la mafia. La Commissione Antimafia depista. I figli di mio fratello favoriscono lo sfruttamento indegno della figura del loro padre

 

19.7.2026 FABIO TRIZZINO: veritĂ  e rispetto delle Istituzioni: un binomio inscindibile


SALVATORE BORSELLINO e le sue inqualificabili accuse a Fiammetta, Lucia e Manfredi Borsellino

 


18.8.2025 Le posizioni processuali mie e quelle dei figli di Paolo e del loro avvocato sono sicuramente nettamente distinte. Io porto avanti una certa posizione processuale. I figli di Paolo ne portano avanti un’altra che purtroppo Ăš troppo simile a quella che portano avanti Mori e De Donno, quelle due persone 
 che sono state assolte nel processo sulla trattativa
. In effetti non esiste un reato di trattativa, ma esistono le conseguenze delle trattative. Se una trattativa porta a salvare delle vite degli ostaggi Ăš una trattativa che viene portata avanti dai servizi di intelligence di tutto il mondo. PerĂČ una cosa diversa Ăš (ndr) se la trattativa porta, come ha portato questa trattativa di cui Ăš stata affermata l’esistenza anche nelle sentenze, ad altre stragi perchĂ© la strage di via dei Georgofili, la strage di via Palestro sono una diretta conseguenza di questa trattativa. Quindi quelli che oggi proclamano eroi Mori e De Donno dovrebbero tenere conto di questo. A mio avviso dovrebbero tenerne conto anche i figli di Paolo
   (Tratto dall’intervista a cura di ALTRO 16.8.2025 – 19luglio1992.com)



31.10.2024 VIDEO SALVATORE BORSELLINO

L’ing. SALVATORE BORSELLINO, ospite del Senato, rende pubblica ed ufficializza la rottura dei rapporti anche personali con i figli del fratello Paolo a causa della divergenza di vedute sulle cause che hanno determinato la Strage di Via D’Amelio.


24.10.2023  SALVATORE BORSELLINO contro i nipoti: “Ricostruzione inconcepibile”


18.10.2023 La famiglia Borsellino spaccata sulla ricostruzione della morte del giudice


22.6.2018 SALVATORE BORSELLINO in aperta polemica con i figli del fratello Paolo e del loro legale nonchĂ© genero del magistrato: a DI MATTEO e SCARPINATO mi sento di dover manifestare pubblicamente la mia stima e la mia gratitudine per avere in questi anni ricercato la veritĂ  e la giustizia”

 

 

22.6.2018 “Ti chiedo scusa per le incaute affermazioni di un membro della mia famiglia”


18.10.2023 SALVATORE BORSELLINO: sconcertato per le parole di Trizzino contro Scarpinato e Di Matteo a cui va la mia stima e gratitudine





 

FIAMMETTA, LUCIA, MANFREDI BORSELLINO E FABIO TRIZZINO

Il fratello del magistrato ucciso il 19 luglio 1992: “Via d’Amelio fu strage di Stato“

La strage di via d’Amelio “la mafia da sola non l’avrebbe compiuta dopo appena 57 giorni dalla strage di Capaci.
La mafia sa aspettare.
Inoltre, fu controproducente per i mafiosi dato che fu approvato il cosiddetto pacchetto Falcone
” che prevedeva anche la conversione in legge del decreto che istituì il cosiddetto ‘carcere duro’, cioù il 41 bis.
Così Salvatore Borsellino, come riportato dal ‘Fatto Quotidiano’, ha parlato della strage in cui fu ucciso Paolo Borsellino e i membri della sua scorta quel 19 luglio 1992. 
Ad accelerare l’esecuzione della strage fu il “rifiuto di Paolo rispetto a quella trattativa Stato-mafia di cui sicuramente era venuto a conoscenza, anche se purtroppo una sentenza definitiva dello Stato non l’ha considerata reato.
Paolo aveva anche capito delle cose sulla strage di Capaci e premeva per essere sentito dalla procura di Caltanissetta. Era l’unico che aveva letto in vita i diari di Falcone”
ha detto.
Il fratello del giudice ucciso in via d’Amelio, ricordiamo, aveva preso le distanze dalle dichiarazioni dell’avvocato Fabio Trizzino sentito in commissione antimafia nei giorni scorsi.
Secondo Trizzino dietro a quella strage vi sarebbe il dossier ‘Mafia e Appalti’ del Ros dei carabinieri.
Salvatore ha ribadito al ‘Fatto‘ che questa tesi ù “deviante“: “Non me la spiego – ha detto – se non come frutto di un suggerimento, forse del Ros stesso. D’Altronde, Trizzino insieme a una delegazione di esponenti radicali, nel giugno scorso, ha incontrato la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Colosimo, e con loro c’era anche l’ex generale del Ros dei carabinieri Mario Mori.
L’inchiesta su mafia e appalti puĂČ essere semmai una concausa dell’attentato, Paolo aveva in mano quel dossier, ma da solo non giustifica affatto l’accelerazione della strage di via D’Amelio, una strage anomala”.
Il fondatore delle Agende Rosse si Ăš detto infine molto addolorato dall’allontanamento dalla famiglia: “Non avrei voluto, probabilmente non condividono nĂ© la mia posizione processuale nĂ© il mio sostegno a Nino Di Matteo e a Roberto Scarpinato, che stimo moltissimo per la loro dedizione nella lotta alla mafia e per la veritĂ  sulle stragi, ma che invece Trizzino ha attaccato in Commissione parlamentare antimafia.
È una vicenda dolorosa, perchĂ© riguarda i figli di mio fratello e che mi colpisce profondamente per l’affetto che nutro nei loro confronti. Ma non potevo tacere di fronte alle accuse di Trizzino di andare dietro fantasmi.
Come scrissi nel 2007 in una lettera pubblica, dopo un lunghissimo silenzio, la strage di via D’Amelio ù una strage di Stato, come purtroppo tante altre, a partire da Portella della Ginestra”.
AMDuemila 28

Dichiarazioni varie di SALVATORE BORSELLINO in proposito



”da essi (i figli di Paolo Borsellino) mi divide una posizione processuale che si ù venuta a differenziare nel corso di tanti processi arrivando purtroppo, e con mio grande dolore, adinfluire anche sui rapporti personali.”


”ho ascoltato con sconcerto le dichiarazioni fatte in questa sede nei confronti di due magistrati, o meglio di un magistrato e di un ex magistrato, oggi senatore della Repubblica, mi riferisco a Nino Di Matteo (???) Roberto Scarpinato, ai quali mi sento invece di dovere manifestare pubblicamente, e in questa stessa sede, la mia stima e la mia gratitudine per avere in questi lunghi anni, ricercato con tutte le loro forze quella Verità e quella Giustizia per le quali continuo a combattere,  in nome di quella Agenda Rossa che ho scelto a simbolo della mia lotta.”


”Perplesso mi ha lasciato anche, nella ricostruzione dell’avvocato dei figli di Paolo, il diverso peso dato ad alcune parole di Paolo e ad altre parole e circostanze riferite da sua moglie, Agnese Piraino. Sono state messe quasi sullo stesso piano parole per me evidentemente ironiche come “Quei due non me la raccontano giusta” con parole pesanti, terribili, come quelle riferite ad avere appreso che il Generale Subranni era “punciuto” o sulla raccomandazione di chiudere le finestre perchĂ© qualcuno, da una postazione situata nel Castello Utveggio poteva spiarlo.”

“Io immagino che ci sia anche qualcuno che consiglia i miei nipoti e l’avvocato Trizzino, probabilmente tra i Ros, che invece io ho sempre condannato, perchĂ© hanno grosse responsabilitĂ  morali nonostante le assoluzioni.”

“
sinceramente non comprendo come mai dopo trent’anni loro (i figli di Borsellino) abbiano deciso di consegnare una scansione (della agenda marrone di Paolo Borsellino) alla Commissione antimafia, e cosa pensano che si possa trovare.”


”Dicono che la mafia non puĂČ essere diretta da nessuno? (Avvocato Trizzino legale dei figli di Paolo Borsellino)Io invece dico che Ăš stata utilizzata anche da pezzi deviati dello Stato, il cosiddetto “deep-State”, responsabile del “golpe” avvenuto tra il 1992 e il 1993 con il cambio degli equilibri politici.”


PROCURA E COMMISSIONE ANTIMAFIA

AGENDA ROSSA E MORI

CAUSA DELLA STRAGE DI VIA D’AMELIO

CAPACI

BERLUSCONI

GIORGIO NAPOLITANO

LIBERA

MARIA FALCONE

ROBERTO SCARPINATO

ANTONINO DI MATTEO

ALBERTO DI PISA

GIUSEPPE AYALA

PIETRO GRASSO

MASSIMO CIANCIMINO

MATTEO MESSINA DENARO

NICOLA MANCINO

ANNIVERSARIO 19 LUGLIO

DECRETO SICUREZZA

 

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