PAOLO BORSELLINO – 2018 cronologia

 

 

20 gennaio 2018 Strage di Via D’Amelio, i giudici d’appello di Caltanissetta: “Si volle accreditare una falsa verità”. SEGUE

7 febbraio 2018 RELAZIONE conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia

20 aprile 2018 Viene emessa la SENTENZA Primo grado “Processo Trattativa Stato mafia” ⇒ La signora AGNESE BORSELLINO e le confidenze di suo marito – dalla “Sentenza Trattativa” SEGUE

23 marzo 2018 Una deposizione storica LEONARDO MESSINA  dinanzi alla Commissione Antimafia del pentito che il 30 giugno 1992, iniziava la collaborazione con il giudice Paolo Borsellino, interrotta pochi giorni dopo a seguito della strage di via d’Amelio. AUDIO

6 marzo 2018  Al Processo “Ndrangheta stragista” (Filippone e Graviano) depone GASPARE SPATUZZA AUDIO
 
5 aprile 2018 ANTONINO GIUFFRÉ depone al Processo a Matteo Messina Denaro accusato di essere uno dei mandanti degli attentati di Capaci e Via D’Amelio AUDIO

1 luglio 2018 Depistaggio via d’Amelio. La Procura: chiede in rinvio a giudizio per tre poliziotti  SEGUE

2 luglio 2018 Fiammetta e Lucia Borsellino “Controllo anche sui magistrati” ANSA – Le figlie del giudice: “Finora il Csm è stato purtroppo silente, chiarezza su queste distrazioni”. “Questo è solo un punto di partenza”. Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso in via d’Amelio, aspettava le motivazioni della sentenza del processo quater come il momento decisivo per la ripresa di altri procedimenti. In primo luogo quello del Csm che ha aperto un fascicolo per valutare le posizioni dei magistrati della Procura di Caltanissetta che non fermarono i depistaggi. In varie occasioni Fiammetta Borsellino ha citato il procuratore del tempo Giovanni Tinebra, l’aggiunto Anna Maria Palma e i sostituti Carmelo Petralia e Nino Di Matteo. La sentenza dei giudici di Caltanissetta fa solo il nome di Tinebra, che tra l’altro è morto. “Ma è chiaro – dice Fiammetta Borsellino – che questi magistrati avevano compiti di controllo e di coordinamento delle indagini della polizia giudiziaria. E, come risulta dal processo, ci furono disattenzioni che non possono passare inosservate. Si tratta di distrazioni incomprensibili, visto che altri due magistrati, Ilda Boccassini e Roberto Saieva, avevano subito segnalato l’inattendibilità del falso pentito Vincenzo Scarantino”. Per Lucia Borsellino su queste “distrazioni” va fatta subito chiarezza. Da alcuni mesi il Csm ha aperto un fascicolo che però, chiarisce, “è solo un fascicolo vuoto perché si aspettavano le motivazioni della corte d’assise di Caltanissetta”. “Ora – aggiunge – le motivazioni ci sono. Mi aspetto quindi che il procedimento disciplinare vada avanti. Finora il Csm è stato purtroppo silente”. LIVE SICILIA 2.7.2018 

18 luglio 2018 Via D’Amelio: FIAMMETTA BORSELLINO in audizione alla Commissione antimafia. Alla vigilia del 26esimo anniversario della strage di Via D’Amelio, oggi Fiammetta Borsellino sarà in audizione alla Commissione Regionale antimafia a Palermo sul depistaggio. Nel frattempo, via alle commemorazioni in Sicilia VIDEO RAI NEWS

19 luglio 2018  Borsellino, SERGIO MATTARELLA: non smettere ricerca verità SEGUE

19 luglio 2018 Paolo Borsellino: il coraggio e l’esempio. VIDEO

23 luglio 2018 PAOLA  TAVERNA, vice presidente del Senato a Fiammetta Borsellino: “Avrai tutte le risposte” SEGUE

26 luglio 2018 CSM: FIAMMETTA BORSELLINO”Intervenga il Presidente MTTARELLASEGUE

12 settembre 2018 Strage Borsellino, gli ex pm al Csm: audizioni sul caso Scarantino – Annamaria Palma e Carmelo Petralia sentiti sul falso pentito. Rinvio per Nino Di Matteo che ha chiesto invece una seduta pubblica. SEGUE

17 settembre 2018 ANTONINO DI MATTEO Sulla Strage di Via D’Amelio: «Siamo vicini alla verità» SEGUE

17 settembre 2018  AUDIZIONE al CSM del pm ANTONINO DI MATTEO  Altra documentazione  SEGUE

28 settembre 2018  Il Giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Caltanissetta dispone ci decreto  il giudizio nei confronti di BO’ MARIO, MATTEI FABRIZIO e RIBAUDO MICHELE per rispondere dei delitti meglio in epigrafe indicati. Gli imputati venivano accusati – in concorso con Scarantino Vincenzo (giudicato separatamente nell’ambito del proc. n. 1595/2008 R.G.N.R. mod. 21, processo c.d. Borsellino quater) e, il solo BO’ MARIO, anche con La Barbera Arnaldo (deceduto) – di calunnia pluriaggravata e continuata, SEGUE
 “Via D’Amelio, depistaggio di Stato per favorire i boss”.
Processo per i tre poliziotti che costruirono il falso pentito  SEGUE

8 ottobre 2018 Quei post-it per istruire Scarantino «Necessari perché imparasse bene versione da raccontare» Tra le carte del processo che si aprirà a novembre a Caltanissetta contro i poliziotti accusati di aver contribuito alla creazione del finto pentito della strage di via D’Amelio anche una perizia grafica del 2016, che dimostra come alcuni bigliettini a lui attribuiti furono usati per indottrinarlo. Le grafologhe: «Indiscutibili identità, alcune immagini parlano da sole. SEGUE

12 ottobre 2018 PARLA ANGELO MANGANO, il giornalista che per primo capì il depistaggio di Via D’Amelio… E’ stato sentito il 4 ottobre scorso dalla Commissione parlamentare antimafia regionale, il giornalista Angelo Mangano. SEGUE

15 ottobre 2018 PIETRO GRASSO racconta l’inchiesta in Commissione Antimafia Regione Sicilia SEGUE

7 novembre 2018 La Procura di Caltanissetta trasmette gli atti per valutare le eventuali responsabilità nella gestione di Scarantino. Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone ed il procuratore aggiunto Gabriele Paci hanno trasmesso alla Procura di Messina gli atti dell’inchiesta sul depistaggio e le motivazioni della sentenza Borsellino quater per valutare eventuali responsabilità dei magistrati che si occuparono delle indagini sulla strage di via d’Amelio che confluirono nei processi “Borsellino uno e bis”. Si tratta di un atto dovuto dopo che la Corte d’Assise presieduta ANTONIO BALSAMO, il giorno della sentenza, aveva disposto la trasmissione ai pm dei verbali d’udienza dibattimentale “per eventuali determinazioni di sua competenza”. SEGUE

15 novembre 2018 GENCHI: “La Barbera cercava solo l’appiglio per rendere credibile Scarantino” La deposizione a Palermo – Genchi: “Mi disse: basta un elemento minimale”. E il falso pentito diventò il teste-chiave. SEGUE 

26 novembre 2018 Depistaggio via d’Amelio, dal 3 dicembre vengono sentiti i primi testi. Acquisiti agli atti la conferenza stampa Tinebra-Boccassini ed il video su sparizione dell’Agenda Rossa. Da oggi il processo sul depistaggio di via d’Amelio ha ufficialmente preso il via. Il collegio del tribunale di Caltanissetta, presieduto da Francesco D’Arrigo, ha accolto tutte le richieste di costituzione di parte civile avanzate  la precedente udienza...SEGUE

3 dicembre 2018 SALVATORE TOMASELLI non era custode dell’autobomba: 777 mila euro agli eredi La Corte d’appello di Catania ha condannato lo Stato a pagare circa 777 mila euro agli undici fratelli eredi di Salvatore Tomaselli per “riparare l’errore giudiziario” consistite nella sua condanna a 8 anni e mesi nel …SEGUE

5 dicembre 2018  A Caltanisetta il c.d. “Processo depistaggio”  sull’inchiesta strage via D’Amelio SEGUE

6 dicembre 2018  SALVATORE CANDURA depone al “Processo depistaggio” AUDIO

12 dicembre 2018 Accusati di aver depistato le indagini su Borsellino, chiesta archiviazione per 4 poliziotti La Procura di Caltanissetta ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta, avviata a carico di quattro poliziotti del pool che indagò sugli attentati del ’92. La richiesta, che ora è al vaglio del gip, riguarda Giuseppe Antonio Di Ganci, Giampiero Valenti, Domenico Militello e Piero Guttadauro. I poliziotti erano accusati di concorso in calunnia: avrebbero costruito ad arte a tavolino una finita verità sulla fase esecutiva della strage imbeccando falsi pentiti come Vincenzo Scarantino e costringendoli ad accusare persone, poi rivelatesi innocenti. Della stessa accusa rispondono i funzionari di polizia Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, per cui però la Procura ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. I tre sono sotto processo davanti al tribunale nisseno.

13 dicembre 2018 GIOVANNI STAGLIANÒ, Polizia di Stato, depone al “Processo depistaggio” AUDIO

14 dicembre 2018 GIACCHINO GENCHI:”A dicembre 1992 LA BARBERA mi disse che i carabinieri avrebbero arrestato RIINA. ”L’ex funzionario di Polizia sentito al processo sul depistaggio di via d’Amelio.  “Nel dicembre 1992 Arnaldo La Barbera mi dice: ‘Senti io devo lasciare, tutto deve passare in mano ai Carabinieri perché a breve arresteranno Riina e noi siamo stati fatti fuori dalle indagini. A Palermo manderanno una testa di c…che deve venire a fare il pupo a dirigere la Squadra Mobile’”. SEGUE

14 dicembre 2018 Depistaggio via d’Amelio, quella relazione a firma LA BARBERA con il nome di CANDURA Ieri sentito al processo il funzionario di polizia Stagliano – Nel settembre 1992 l’ex Capo della Squadra mobile, ARNALDO LA BARBERA che dirigeva il gruppo Falcone-Borsellino nell’ambito delle indagini sulle stragi aveva firmato e trasmesso alla Procura di Palermo e a quella di Caltanissetta una relazione di servizio su un “colloquio informale” avuto con SALVATORE CANDURA  SEGUE

15 dicembre 2018 CARLO ZICCHITELLA: “Borsellino doveva essere ucciso a Marsala, ma i boss si rifiutarono  SEGUE

19 dicembre 2018 Commissione Antimafia Regione Sicilia Relazione conclusiva dell’inchiesta sul depistaggio di via D’Amelio  SEGUE

19 dicembre 2018 SCARANTINO e i colloqui investigativi SEGUE

20 dicembre 2018  Ministro BONAFEDE risponde ai familiari di Borsellino «Ministero monitorerà gli esiti dei processi» «I cittadini hanno diritto alla verità. SEGUE

21 dicembre 2018 MAURIZIO ZERILLI, polizia di Stato depone al “Processo depistaggio” AUDIO

21 dicembre 2018 GIUSEPPE ARLACCHI polizia di Stato depone al “Processo depistaggio” AUDIO

 

 

Maggio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO incontra in carcere i fratelli GRAVIANO SEGUE

19 maggio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO La LETTERA L’incontro in carcere con Giuseppe e Filippo Graviano è stato guidato unicamente da un lungo, complesso percorso personale e dettato da una forte e urgente esigenza emotiva. Ho sentito la necessità, in quanto figlia di un uomo che ha sacrificato la propria vita per i valori in cui ha creduto e per amore della sua terra, di dovere attraversare questo ulteriore passaggio importante per il mio percorso umano e per l’elaborazione di un faticoso lutto. Un incontro che ha assunto come unico motore la necessità di esprimere un dolore profondo inflitto non solo alla mia famiglia, ma alla società intera. La richiesta di incontro con Giuseppe e Filippo Graviano nasce dunque come fatto strettamente personale. E chiedo che tale debba rimanere. Sono andata da Giuseppe e Filippo Graviano con l’idea che può vivere e morire con dignità non soltanto il magistrato che sacrifica la propria vita, ma anche chi pur avendo fatto del male è capace di riconoscere il grave male che ha inflitto alle famiglie e alla società, è capace di chiedere perdono e di riparare il danno. Riparare il danno per me vuol dire non passare il resto della propria vita all’interno di un carcere, ma dare un contributo concreto per la ricerca della verità. Si tratta di un contributo di onestà che gli uomini della criminalità organizzata devono dare principalmente a loro stessi, perché chi uccide, uccide la parte migliore di sé. E poi soltanto contribuendo alla ricerca della verità, i figli potranno essere orgogliosi dei padri. Ora è importante che io possa continuare quel dialogo che è stato interrotto, con enorme dispiacere registro la mancanza di una risposta ufficiale da parte delle istituzioni preposte a fronte di una mia richiesta reiterata alcuni mesi fa.
E voglio fare un’altra considerazione. Pur nell’ambito del profondo rispetto che nutro per le istituzioni, e pur cosciente della complessità del percorso che deve portare i giudici della corte d’assise di Caltanissetta alla stesura delle motivazioni della sentenza del Borsellino quater, da figlia ritengo che il passaggio di più di oltre un anno per il deposito del provvedimento sia un tempo troppo lungo. Anche dal deposito di quelle motivazioni dipende un ulteriore prosieguo dell’attività giudiziaria, della procura di Caltanissetta e del silente Consiglio superiore della magistratura, per far luce su ruoli e responsabilità di coloro che hanno determinato il falso pentito Scarantino alla calunnia. A causa di questo depistaggio, sono passati infruttuosamente 25 anni. 

 

19 maggio 2018 L’incontro con i GRAVIANO. La lettera di FIAMMETTA BORSELLINO raccontate la verità, solo così sarete uomini liberi LEGGI

19 maggio 2018 Le Procure antimafia hanno detto «no» alla possibilità di un nuovo incontro tra FIAMMETTA  BORSELLINO e FILIPPO GRAVIANO, il maggiore dei fratelli condannati per le stragi del 1992. SEGUE

20 maggio 2018 Figlia Borsellino, ignorata richiesta incontro con i fratelli GRAVIANO (ANSA)  “Hanno ignorato la mia richiesta di un altro incontro e questa è la cosa peggiore che si possa fare”. Lo dice FIAMMETTA BORSELLINO , che ha appreso “in maniera ufficiosa” del no delle procure antimafia a rivedere i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss già incontrati dalla figlia di paolo Borsellino lo scorso 12 dicembre nelle carceri di Terni e L’Aquila. “Ho avanzato la nuova richiesta al Dap un paio di mesi fa – dice, per quanto il tempo in sia ormai una dimensione aleatoria, ritengo che il silenzio stia durando tanto”.
24 maggio 2018 Il ‘no’ agli incontri coi Graviano per tutelare FIAMMETTA BORSELLINO . Il rifiuto espresso da parte delle procure anche per salvaguardare gli sviluppi delle indagini – Il no delle procure antimafia alla richiesta di Fiammetta Borsellino di incontrare nuovamente Filippo e Giuseppe Graviano sarebbe stato deciso al fine di garantire la regolarità di eventuali futuri sviluppi processuali, e nel contempo tutelare la stessa figlia del magistrato dal rischio di sovraesposizione. Queste, secondo quanto appreso nel capoluogo toscano, le motivazioni del rifiuto espresso in modo unanime dalle procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta. Fiammetta Borsellino era riuscita a incontrare i due boss il 12 dicembre scorso, nelle carceri di Terni e L’Aquila, per avere delle risposte sulla strage di via D’Amelio del ’92, dove il padre Paolo Borsellino perse la vita insieme agli agenti della scorta. Successivamente, un paio di mesi fa, la decisione di avanzare una nuova richiesta al Dap, che ha avuto parere negativo dei pm. ANSA 

8 giugno 2018 GRAVIANO racconta l’incontro con FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE

2 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO: Intervenga MattarellaSEGUE

2 luglio 2018 – “MATTARELLA CI AIUTI A CHIARIRE IL RUOLO DEI MAGISTRATI – LA REPUBBLICA  INTERVISTA A TGR SICILIA  AL TG1 RAI    INTERVISTA DI NO MAFIA MEMORIAL

3 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO: Depistaggi, errori, silenzi. «Ora verità su Borsellino» SEGUE

3 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO: «Ora indagate sui pmSEGUE

10 luglio 2018 – SENTENZA BORSELLINO QUATER – IL SICILIA VIDEO

18 luglio 2018 “Troppi depistaggi sulla morte di mio padre”. E’ la denuncia che FIAMMETTA BORSELLINO,   attraverso una lettera SEGUE

18 luglio 2018 AUDIZIONE di FIAMMETTA BORSELLINO in Commissione Antimafia Regione Sicilia

18 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO: Le 13 domande in Commissione Antimafia Regione Sicilia SEGUE

18 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO all’Antimafia: “i pm rendano conto del loro operato SEGUE

18 luglio 2018 – TANTI PERCHE’ ANCORA SENZA RISPOSTA Intervista a FIAMMETTA BORSELLINO TG1 RAI

19 luglio 2018 “Caro nonno, se tu fossi vivo avresti capito quanto ti coccolerei”. La lettera della nipotina Fiammetta”. Queste le parole affettuose che Fiammetta (Figlia di Manfredi) ha dedicato al nonno che non ha mai conosciuto, accompagnate dal disegno di un grande cuore. SEGUE

18 luglio 2018  FIAMMETTA BORSELLINO accusa: “troppi depistaggi, voglio la verità” A 26 anni dalla morte di Paolo Borsellino la figlia denuncia i punti oscuri sulla strage di via D’Amelio: “ci sono domande che io e miei fratelli Manfredi e Lucia non smetteremo di ripetere” “Sono passati 26 anni dalla morte di mio padre, Paolo Borsellino, ucciso a Palermo insieme ai poliziotti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. E, ancora, aspettiamo delle risposte da uomini delle istituzioni e non solo”.  Si apre così l’intervento di Fiammetta Borsellino, su Repubblica, nel quale chiede verità e giustizia alla vigilia dell’anniversario della strage di via D’Amelio del 19 luglio del 1992 in cui persero la vita suo padre e cinque dei suoi agenti di scorta.  Ventisei anni dopo la figlia del magistrato denuncia “un depistaggio iniziato allora, ordito da vertici investigativi e accettato da schiere di giudici”. Fiammetta Borsellino, nella sua lettera aperta, rivolge tredici domande sui depistaggi, sul falso pentito Scarantino, sui provvedimenti che non furono presi per la sicurezza del padre, sulle ombre dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio, sull’agenda scomparsa.  “Ci sono domande – ha scritto Fiammetta Borsellino su Repubblica – che io e miei fratelli Manfredi e Lucia non smetteremo di ripetere, che non possono essere rimosse dall’indifferenza o da colpevoli disattenzioni”. Il primo quesito è sulla mancata messa in atto di “tutte le misure necessarie per proteggere mio padre, che dopo la morte di Falcone era diventato l’obiettivo numero uno di Cosa nostra”, ha scritto Borsellino chiedendo conto anche della mancata protezione della scena del crimine, con la conseguente sottrazione dell’agenda rossa.
“Perché i pm di Caltanissetta – ha aggiunto la figlia di Paolo Borsellino – non ritennero mai di interrogare il procuratore capo di Palermo Pietro Giammanco, che non aveva informato mio padre della nota del Ros sul ‘tritolo arrivato in città’ e gli aveva pure negato il coordinamento delle indagini su Palermo, cosa che concesse solo il giorno della strage, con una telefonata alle 7 del mattino?”. E ancora: “Perché nei 57 giorni fra Capaci e via D’Amelio, i pm di Caltanissetta non convocarono mai mio padre, che aveva detto pubblicamente di avere cose importanti da riferire?”.
Si fa poi riferimento alla mancata protezione della scena della strage, che permise la sottrazione dell’agenda rossa e si chiede perché Giuseppe Ayala, allora parlamentare, “fra i primi a vedere la borsa, ha fornito versioni contraddittorie su quei momenti”.
I dubbi di Fiammetta Borsellino continuano con notazioni sul falso pentito Scarantino “(indicato dall’intelligence come vicino a esponenti mafiosi) e sul suo suggeritore, l’ex capo della squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera?”.
“Perchè – si domanda ancora Fiammetta Borsellino – i pm di Caltanissetta non depositarono nel primo processo il confronto fatto tre mesi prima tra Scarantino e i veri collaboratori di giustizia (Cancemi, Di Matteo e La Barbera) che lo smentivano?”.
La figlia di Poalo Borsellino sarà ascoltata oggi dalla Commissione regionale antimafia siciliana, un’audizione voluta dal presidente Claudio Fava. “Ci sono le motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater – ha sottolineato Fava – che ci dicono come intorno a questa vicenda c’è stato un furto di verità perpetrato per 25 anni e che tutto questo è avvenuto in Sicilia, teatro di collusioni finalizzate a far sì che la verità si allontanasse”. Nei prossimi giorni potrebbero essere sentiti anche gli altri due figli di Borsellino, Manfredi e Lucia. Inoltre, verranno sentiti anche i magistrati che negli anni si sono occupati del processo. GLOBALIST

19 luglio 2018  FIAMMETTA  BORSELLINO e le 13 domande allo Stato – Rassegna stampa SEGUE

19 luglio 2018 Lei che i depistaggi non li perdona: FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE

19 luglio 2018 FIAMMETTA BORSELLINO incontra il ministro della Giustizia BONAFEDE il quale promette l’apertura degli archivi dei Servizi segreti SEGUE

19 luglio 2018 Intervista a FIAMMETTA BORSELLINO VIDEO 

Luglio 2018  BORSELLINO QUATER Interventi di FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE  

Luglio 2018 La telefonata di MATTARELLA a FIAMMETTA BORSELLINO – Fiammetta Borsellino: “A seguito del mio appello, ho ricevuto una telefonata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Da lui ho avuto parole di conforto ma anche di rassicurazione, rivolte non soltanto a noi familiari, ma a tutti gli Italiani circa la volontà di fare piena luce su tutto. Temo tuttavia che dopo tutti questi anni la possibilità di arrivare a una verità concreta sia compromessa per sempre, ma questo non vuol dire abbandonare il dovere morale di chiederla”.

11 settembre 2018 SALVATORE BORSELLINO chiede scusa ad ANTONINO DI MATTEO  per gli attacchi  di FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE

13 settembre 2018 Strage Borsellino, gli ex pm al Csm: audizioni sul caso Scarantino SEGUE

20 settembre 2018 Al “Processo depistaggio” FIAMMETTA BORSELLINO  avvicina due imputati SEGUE

20 settembre 2018  “PROCESSO DEPISTAGGIO”: i figli di Borsellino parte civile contro i tre poliziotti SEGUE

28 settembre 2018 “Via D’Amelio, depistaggio di Stato per favorire i boss”. Processo per i tre poliziotti che costruirono il SEGUE

 


20 settembre 2018
FIAMMETTA BORSELLINO avvicina due imputati. In una pausa dell’udienza preliminare a Caltanissetta per il depistaggio nelle indagini sulla strage di via D’Amelio, si è avvicinata a due dei tre imputati accusati dalla Procura di concorso in calunnia Fabrizio Mattei, ex ispettore di polizia ora in pensione, e Mario Bo, ex funzionario o oggi dirigente della polizia a Gorizia. Tra Fiammetta e i due c’è stato un dialogo. La figlia del magistrato, assieme ai fratelli Manfredi e Lucia, è parte civile, Ai due poliziotti ho chiesto di dare un contributo di onestà considerata l’evidenza delle loro posizioni e che sono stati sicuramente dei protagonisti fondamentali di questa amara vicenda” Si spieghi cosa cosa è successo, quale era il clima, da chi probabilmente hanno ricevuto gli ordini” SEGUE

28 settembre 2018 FIAMMETTA BORSELLINO:  “Il silenzio degli uomini delle istituzioni peggio dell’omertà dei mafiosi.  Perché tanta omertà? E dov’erano i magistrati quando i poliziotti istruivano Scarantino?” “La verità si saprà soltanto se chi sa parlerà e uscirà dall’omertà”. Così Fiammetta Borsellino ha commentato la decisione del gip di Caltanissetta di rinviare a giudizio per calunnia aggravata i tre poliziotti implicati nel depistaggio delle indagini sull’attentato al padre. Fiammetta Borsellino e i suoi due fratelli si sono costituiti parte civile. FIAMMETTA BORSELLINO:“La verità verrà fuori se parlano loro”  SEGUE

5 ottobre 2018 FIAMMETTA  BORSELLINO: «La mafia uccise mio padre. Lo Stato ha depistato e insabbiato i dossier» SEGUE

5 novembre 2018 “Processo depistaggio”, a seguito la sollecitazione di FIAMMETTA BORSELLINO il Ministero dell’Interno  si costituisce parte civile al processo. SEGUE

4 dicembre 2018 FIAMMETTA BORSELLINO – A Lei il Premio Antimafia “Francesca Serio” 2018 SEGUE

19 dicembre 2018 La rabbia di FIAMMETTA BORSELLINO: “Vergognoso il silenzio di DI MATTEO” SEGUE

20 dicembre 2018 FIAMMETTA BORSELLINODI MATTEO, BOCCASSINI E PALMA DEVONO UNA SPIEGAZIONE”  VIDEO

20 dicembre 2018  FIAMMETTA BORSELLINO: “MIO PADRE LASCIATO SOLO DA VIVO E DA MORTO” LIVE SICILIA VIDEO

21 dicembre 2018 La polemica fra FIAMMETTA BORSELLINO  e il pm ANTONINO DI MATTEO su via D’Amelio SEGUE

Dicembre 2018 Rassegna stampa de LA DENUNCIA DI FIAMMETTA BORSELLINO

 

 

3 dicembre 2018 A Caltanissetta la lunga deposizione di LUCIA BORSELLINO (AUDIO e NEWS) al “processo depistaggio” delle indagini. La figlia del magistrato ucciso nel ‘92 ha parlato anche del mistero legato alla sparizione dell’agenda rossa del padre. Ha raccontato inoltre PARTICOLARI INEDITI: “Lo studio usato da mio padre messo a soqquadro da ignoti” – Ignoti sarebbero entrati nel villino della famiglia Borsellino a Villagrazia di Carini e avrebbero messo a soqquadro lo studio utilizzato dal giudice Paolo Borsellino. “Entrammo nello studio di mio nonno che era quello dove mio padre si appoggiava per lavorare e lo trovammo tutto divelto, c’erano tutte le carte per terra. Era l’unica stanza che era stata messa a soqquadro”. Non è, però, l’unico mistero raccontato da Lucia Borsellino, che, rispondendo alle domande del capo della procura nissena Amedeo Bertone e dell’aggiunto Gabriele Paci, ha svelato anche alcuni particolari sull’agenda rossa appartenuta al padre e misteriosamente scomparsa: “Mi recai direttamente in via D’Amelio. Quel luogo è stato letteralmente vandalizzato. In quel momento tutto potevo immaginare tranne che ci potesse essere qualcuno che si infilasse nella macchina ancora fumante e prendesse quello che lui aveva lasciato. Chiesi ad Arnaldo La Barbera, quando mi riconsegnò la borsa di mio padre, come mai non fosse presente l’agenda rossa e mi fu risposto in maniera quasi trasecolata, come se io stessi parlando di un oggetto che non era presente perchè non c’era, non perchè qualcuno lo avesse sottratto”.  Lo stesso La Barbera, secondo chi indaga, sarebbe uno degli autori del depistaggio, e avrebbe gestito il finto pentito Scarantino, che sarebbe servito a spostare l’attenzione sulla strage, indicando false piste. IL SICILIA.IT

8 dicembre 2018 LUCIA BORSELLINO: “Mio padre attese invano una chiamata dai giudici”– Ha rotto il silenzio ed è tornata a parlare in un’aula di Tribunale Lucia Borsellino, ha deposto nei giorni scorsi a Caltanissetta al processo per il depistaggio della strage di via d’Amelio che vede come imputati i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa nostra…SEGUE

CRONOLOGIA DEPISTAGGIO