VIA D’AMELIO – L’attentato e le indagini

Via d amelio

 

 Via d amelio

19 luglio 1992  La Strage di Via D’Amelio La bomba esplode alle 16.58. Il primo lancio dell’agenzia Ansa è delle 17.16.


RELAZIONI E RAPPORTI

 

Borsellino toga

“Un amico mi ha tradito”, il pianto di Borsellino e le nuove indagini sul depistaggio




VIDEO VIA D’AMELIO


Nel 2008, è spuntato sulla scena dei dichiaranti un ex killer di Brancaccio, Gaspare Spatuzza, che dalla cella del 41 bis dov’era sepolto dagli ergastoli ha proposto al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso la sua versione dei fatti sulla strage di via d’Amelio.  Ha detto di volere “il perdono di Dio” e ha chiesto un incontro a un vescovo, per confessarsi. Davanti ai magistrati della Procura di Caltanissetta, Spatuzza ha smentito il pentito Vincenzo Scarantino sulla dinamica del furto dell’autobomba e poi sulla sua preparazione; ha introdotto soprattutto altre presenze nel gruppo operativo rispetto a quelle già consacrate nelle sentenze definitive. Così, per i pm nisseni è iniziata una nuova fase di indagini, non solo sulla fase esecutiva della strage del 19 luglio 1992, ma anche su chi accreditò Vincenzo Scarantino come pentito credibile.  Sulla base della nuova inchiesta, la Procura generale di Caltanissetta ha chiesto e ottenuto dalla corte d’appello di Catania la sospensione della pena per otto condannati nel primo e nel secondo processo Borsellino. Salvo Palazzolo


20 luglio 1992 – CAMERA dei DEPUTATI – La strage di Via D’Amelio


La presenza del SISDE in via D’Amelio. Torniamo in via D’Amelio, nei minuti immediatamente successivi alla strage. segue


Martedì 2 giugno 1992 All’indomani della strage di Capaci, per Borsellino è scattato il piano di protezione.

In prefettura si studiano le abitudini del Magistrato e si scopre che durante la settimana ha tre appuntamenti fissi: il Palazzo di giustizia, la chiesa di Santa Luisa di Marillac e la visita all’anziana madre. Ma gli agenti di scorta sollecitano invano l’istituzione di una zona rimozione in via D’Amelio. E quella mattina di giugno, affacciata al balcone del quarto piano di via Mariano D’Amelio, Maria Lepanto, l’anziana madre del giudice Borsellino, si accorge di movimenti sospetti di “gente strana” nel giardino adiacente al palazzo. Con una telefonata avverte il figlio Paolo che invita la polizia a dare un’occhiata. All’alba del giorno dopo arriva sul posto una squadra di agenti guidati dal capo della mobile Arnaldo La Barbera. Scoprono alcuni cunicoli nascosti sotto il manto stradale con tracce di presenze recenti. Tratto dal libro Agende Rosse

La richiesta della Procura generale di Caltanissetta (13/10/2011)  La Procura di Caltanissetta, diretta da Sergio Lari, ha poi chiesto l’emissione di quattro ordinanze di custodia cautelare, riguardanti il capomafia pluriergastolano Salvino Madonia (è accusato di aver partecipato nel dicembre 1991 alla riunione della Cupola in cui si decise l’avvio della strategia stragista), i boss Vittorio Tutino e Salvatore Vitale (il primo rubò con Spatuzza la 126 per la strage; il secondo abitava nel palazzo della madre di Borsellino, in via d’Amelio, e avrebbe fatto da talpa agli stragisti). Un quarto provvedimento ha riguardato il pentito Calogero Pulci, era l’unico in libertà: è accusato di calunnia aggravata, perché con le sue dichiarazioni avrebbe finito per fare da riscontro al falso pentito Vincenzo Scarantino

Il perché di un errore giudiziario  Un errore madornale, fatto per l’ansia di trovare un colpevole, o un depistaggio costruito ad arte? I magistrati di Caltanissetta hanno esplorato tutte le ipotesi. Un’ombra inquietante è nella nota inviata dall’Aisi alla procuratore Lari, che riferisce di una collaborazione con i servizi segreti intrattenuta in passato dal dirigente Arnaldo La Barbera, il coordinatore del gruppo d’indagine “Falcone-Borsellino”.
La scena del crimine I magistrati di Caltanissetta hanno chiesto alla polizia scientifica di ricostruire minuziosamente la scena di via d’Amelio, dove si consumò la strage Borsellino, per cercare di individuare la genesi del depistaggio istituzionale, ma anche per evidenziare ulteriori riscontri alla verità offerta dal pentito Spatuzza.


  • Ordinanza GIP 1 [29]
  • Ordinanza GIP 2 [30]
  • Ordinanza GIP 3 [31]

LA BORSA E L’AGENDA ROSSA  Ci sono troppi profili di quel tragico disegno stragista che restano ancora oscuri. Bisogna insistere perché gli eventi vengano ricostruiti in tutte le loro implicazioni e sfaccettature. Le dichiarazioni rilasciate dal pentito e gli elementi da lui forniti alle Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo hanno consentito di ristabilire finalmente alcune verità sulle stragi.  Occorre seguire un metodo preciso nella ricostruzione delle vicende, lo stesso metodo che ha ispirato la mia carriera di magistrato: credere solo a quello che è riscontrabile, provato, offrire elementi di conoscenza, anche piccoli, che aggiungano tasselli al quadro, senza cadere nella tentazione di dipingere scenari opinabili, anche se suggestivi, ipotetici e non dimostrabili. Se si vuole chiarezza, si deve partire da ciò che è accertato, senza smettere di sollevare interrogativi e sottolineare i punti oscuri che richiedono un’ulteriore riflessione. Pietro Grasso 


19 luglio 1994 Conferenza Stampa Procura di Caltanisetta – Il punto sulle indagini  – AUDIO e TRASCRIZIONE 

  • GIOVANNI TINEBRA
  • ILDA BOCCASSINI

Inquietante il ricordo che Agnese Borsellino, la vedova di Paolo, ha raccontato al settimanale “Left” alla fine del 2011: “Mi chiamò l’ex presidente Cossiga un mese prima di morire. In quella telefonata mi disse: ‘La storia di via D’Amelio è da colpo di stato’. Poi chiuse il telefono senza dirmi nient’altro”.

 


AUDIZIONE DOMENICO GOZZO AL CSM   29.7.1992


13.7.2021 – MATTEO MESSINA DENARO IN VIA D’AMELIO. LO DICE TOTO’ RIINA  Analizzando le intercettazioni abbiamo scoperto che Riina indica Messina Denaro tra gli esecutori della strage di Via D’Amelio. Parla anche di un altro uomo che proviene dall’Albania. Ma nelle trascrizioni delle intercettazioni del 2013 c’è un omissis…


TUTTI I PIANI DELLA CUPOLA PER ELIMINARE UN MAGISTRATO CHE FACEVA PAURA   Nel periodo in cui Paolo Borsellino svolgeva le funzioni di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, Cosa Nostra ideò alcuni progetti di omicidio nei suoi confronti

  • UN PIANO PER VIA CILEA Un ulteriore progetto omicidiario era destinato a trovare realizzazione nei pressi dell’abitazione del Dott. Borsellino, sita a Palermo in Via Cilea. 
  • I RICORDI DEL PENTITO ANZELMO   Il collaborante ha specificato che, secondo le regole di “Cosa Nostra”, sia il progetto omicidiario, sia la sua sospensione, sia l’inizio di una nuova fase esecutiva, dovevano essere decisi dalla “Commissione”.
  • COSA NOSTRA VOLEVA MORTO PAOLO BORSELLINO DA MOLTO TEMPO  La mafia voleva uccidere il giudice già tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, in connessione con le indagini da lui svolte insieme con il comandante della compagnia dei carabinieri di Monreale, capitano Emanuele Basile, 
  • IL RACCONTO DI BRUSCA Tali vicende sono state ricostruite, nel corso del presente procedimento, durante l’incidente probatorio, all’udienza del 6 giugno 2012, dallo stesso Giovanni Brusca, il quale

Borsellino fu ucciso 24 ore prima di parlare dell’omicidio Falcone con la procura di Caltanissetta Che Borsellino avesse tante cose da dire sulla morte del suo amico Giovanni Falcone, lo aveva preannunciato il 19 giugno del 1992 quando nell’atrio della biblioteca comunale di Palermo segue


 

La RICHIESTA delle MISURE CAUTELARI


LE RISULTANZE DELLE INDAGINI TECNICHE  La Corte d’Assise ha ripercorso, quanto già accertato dal processo, cd “BORSELLINO uno”, laddove avevano reso testimonianza i tecnici ed esperti incaricati delle prime indagini e quelli investiti di CTP dall’organo requirente in una successiva fase segue

 

 

La testimonianza dell’agente di scorta sopravvissuto  Antonio Vullo  –


I “buchi” delle prime indagini   […] Se – da un lato – è assolutamente certo, alla luce degli approdi dei precedenti processi (sul punto, confermati dalle risultanze di questo), che la consumazione della strage del 19 luglio 1992 avveniva utilizzando, come autobomba, proprio la Fiat 126 rubata a Pietrina Valenti, è innegabile che vi sono delle oggettive incongruenze nello sviluppo delle primissime indagini per questi fatti e che rimangano diverse zone d’ombra… segue

  • E I KILLER SI RAMMARICANO PER NON AVERLI UCCISI INSIEME   
  • LA FAMIGLIA GANCI A DISPOSIZIONE   
  • IL FALSO ALLARME 
  • UCCIDERE IL GIUDICE UNA SETTIMANA PRIMA 

Ecco i misteri irrisolti   La prima svolta nelle indagini sulla Strage di via D’Amelio in cui perse la vita il giudicPaolo Borsellino è arrivata col “Borsellino quater” che ha certificato nel 2017 il colossale depistaggio  segue

  • L’UOMO MISTERIOSO NEL GARAGE 
  • IL TELEFONO INTERCETTATO 
  • CHI AZIONÒ IL TELECOMANDO? 
  • LE CICCHE E IL VETRO SCUDATO
  • IL CASTELLO UTVEGGIO 
  • L’AGENDA ROSSA 
  • IL DEPISTAGGIO 

NON SOLO LA BARBERA DIETRO I BUCHI NERI 

  • L’Avvocato ROSALBA DI GREGORIO nel suo libro scrive: «Facile oggi attribuire la colpa al solo La Barbera che è morto. Ma dietro, chi c’era? L’esplosivo lo porta Spatuzza, ma il Semtex chi lo porta?» 
  • Tra gli scarcerati dopo la ritrattazione di Scarantino c’è GAETANO SCOTTO, il boss dei misteri, 
  • La pista sul CASTELLO UTVEGGIO E I SERVIZI SEGRETI fu archiviata anni fa. Alla luce della conferma del depistaggio, e del ruolo di La Barbera, oggi è stata ripresa questa pista? 
  • La Procura di Messina sta indagando sui pm Palma e Petralia. Per loro l’accusa è pesantissima: concorso in calunnia, aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Di recente però ha presentato richiesta di archiviazione. 
  • Lei tempo fa ha accusato proprio ANNAMARIA PALMA.
  • Ci sono poi dei TABULATI SCOMPARSI
  • L’agenda rossa di Borsellino
  • Che cosa c’era nei tabulati in entrata di Borsellino?
  • Il mistero dei misteri resta l’AGENDA ROSSA. Fiammetta Borsellino ha considerato “contraddittorie” le numerose versioni del pm AYALA 
  • In termini di intercettazioni: cosa non è stato fatto, e cosa si sarebbe potuto fare per scoprire prima il depistaggio ed evitare questo macroscopico errore giudiziario?  
  • ILDA BOCCASSINI ha puntato il dito contro di lei, definendola
  • Il caso MONTANTE sembrerebbe intrecciarsi in qualche modo con la vicenda TRATTATIVA. I magistrati che indagano su di lui sospettano che possa avere una COPIA DELLE INTERCETTAZIONI MANCINO-NAPOLITANO

SULLA STRAGE L’OSCURA PRESENZA DI «UOMINI APPARTENENTI AI SERVIZI»  Tutt’altro che rassicuranti le emergenze istruttorie relative alla presenza, in via D’Amelio, nell’immediatezza della strage 

  • Il ricordo di quell’uomo che cercava la borsa del magistrato  
  • I RICORDI DI GAROFALO
  • UNA STRANA DOMANDA
  • AMBIGUE PRESENZE SUL LUOGO DELLA STRAGE

e ancora:

  • Nel garage dove si prepara l’autobomba, una “presenza anomala e misteriosa”
  • IL FURTO DELL’AUTO  
  • LE DIRETTIVE DI GIUSEPPE GRAVIANO  
  • I PREPARATIVI DELLA STRAGE  
  • I RISCONTRI POSITIVI  
  • Menzogne e falsi pentiti, ecco Salvatore Candura e Vincenzo Scarantino
  • ANCHE CANDURA AMMETTE DI AVER MENTITO 
  • I SOPRALLUOGHI IN VIA D’AMELIO  
  • Le menzogne di Andriotta per mettere Scarantino “con le spalle al muro”  
  • I NUOVI INTERROGATORI  
  • NEL “BORSELLINO UNO” ANDRIOTTA È RITENUTO CREDIBILE  
  • IL GIUDIZIO DEL “BORSELLINO BIS”  
  • La Corte d’Assise del secondo processo per questi fatti, così si esprimeva, sul punto:
  • La squadra di Arnaldo La Barbera e il falso collaboratore  
  • LA DECISIONE DI “COLLABORARE” CON GLI INQUIRENTI  
  • «SE VOGLIO IO, GLI FACCIO CADERE TUTTO IL PROCESSO» 
  • LE CONCLUSIONI DEI GIUDICI DEL BORSELLINO QUATER  
  • La riunione, l’incontro con Riina e l’auto da rubare, tutte menzogne  
  • L’INCARICO DATO DA SALVATORE PROFETA  
  • QUALCHE INQUIETANTE ELEMENTO DI VERITÀ  
  • La condanna di Gaetano Murana, che non c’entrava nulla con il massacro 
  • LE FALSE DICHIARAZIONI DI PULCI   
  • I servizi segreti e quell’irrituale richiesta del procuratore Tinebra  
  • LE NOTE DEL SISDE  
  • CONTRADA E TINEBRA  
  • Dichiarazioni preparate a tavolino e misteriosi suggeritori  
  • QUEGLI STRANI COLLOQUI INVESTIGATIVI  
  • I PENTITI E LE VERITÀ DA RACCONTARE  
  • I POLIZIOTTI DI LA BARBERA  
  • L’omertà degli uomini delle istituzioni e una verità ancora lontana 
  • ANOMALIE D’INDAGINE  
  • IL DEPISTAGGIO E LA SPARIZIONE DELL’AGENDA ROSSA 

⇒ CRONOLOGIA degli EVENTI
dal 19 LUGLIO 1992 ad oggi ⇐


l’ALBERO BORSELLINO in via D’Amelio – come raggiungerlo


ARCHIVIO DIGITALE “PAOLO BORSELLINO”


A cura di Claudio Ramaccini Direttore Centro Studi Sociali contro la mafia – Progetto san Francesco