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Il depistaggio Scarantino: voluto, organizzato, protetto.
Il 15 settembre 1998, a Como, Vincenzo Scarantino crolla. Confessa di aver mentito. Ammette che la sua versione sulla strage di via DâAmelio è falsa, costruita, indotta. Lo dice ai magistrati, lo ripete, lo urla. Ma non viene creduto.
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Le sue dichiarazioni pilotate portarono alla ingiusta condanna all’ergastolo in regime 41bis per 7 persone innocenti nei processi Borsellino uno e Borsellino bis
Tre mesi dopo, 15 dicembre 1998, il pm Antonino Di Matteo â pubblico ministero al Borsellino bisâ giudica attendibili le dichiarazioni di Scarantino. Persino quando Scarantino le ritratterĂ denunciando pressioni, condizionamenti, âaddestramentoâ. Persino quando quelle stesse pressioni provenivano da poliziotti che Di Matteo aveva pubblicamente ringraziato in conferenza stampa.
Nella requisitoria, il pm antimafia arriva ad affermare che âla ritrattazione dello Scarantino ha finito per avvalorare ancor di piĂš le sue precedenti dichiarazioniâ, sostenendo che il passo indietro del falso pentito fosse pilotato dalla mafia.
Per lâaltro PM Annamaria Palma la ritrattazione di Scarantino ÂŤnon è un problema di particolare importanza per il processo, soprattutto dopo il controesame fatto dal pubblico ministeroÂť. Non è la prima, nĂŠ lâultima ritrattazione. Ă però ancora una dimostrazione di quanto Cosa nostra sia forte e in grado di incidere su tutta la realtĂ italiana. Prima la mafia cercava di aggiustare i processi in un modo che avete visto dalle vicende mafiose degli ultimi anni, anche per via giudiziaria. Ora Cosa nostra ha trovato unâaltra strada, dimostrando di sapersi adeguare ai cambiamentiÂť. Una linea avallata dalla Sentenza.
Ă un passaggio chiave. Ă il punto in cui la veritĂ viene rovesciata.
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Ci sono voluti 18 anni e le rivelazioni del boss Gaspare Spatuzza per rimediare, per riaprire, per liberare gli innocenti. Valga per tutti la drammatica storia di Gaetano Murana. Diciotto anni. Una generazione.
Il depistaggio di via DâAmelio non è un capitolo chiuso. Ă un avvertimento inciso nella storia repubblicana.
Ricorda che la giustizia può sbagliare. Ma soprattutto che può essere orientata. Ricorda che la veritĂ può essere soffocata. Ma anche che può tornare a galla â se qualcuno ha il coraggio di ascoltarla.
Scarantino, alla fine, disse la veritĂ . Ma scelsero di non ascoltarla.
E quella scelta pesa ancora oggi.
Câè un punto, nella storia del depistaggio Scarantino, in cui la cronaca smette di essere cronaca e diventa accusa. Non contro un uomo. Non contro un pentito fasullo. Ma contro un sistema malato che ha preferito costruire una menzogna piuttosto che affrontare la veritĂ .
PerchÊ il caso Scarantino non è un errore. Non è una svista. Non è un incidente investigativo. à una scelta. La menzogna come metodo.
Ci si inventa un colpevole. Non un boss, non un uomo dâonore, non un mafioso di rango. No: un ladruncolo della Guadagna, Vincenzo Scarantino, perfetto perchĂŠ non contava nulla. Perfetto perchĂŠ si poteva piegare. Perfetto perchĂŠ non avrebbe mai potuto difendersi.
Il gruppo investigativo guidato da Arnaldo La Barbera lo prende, lo plasma, lo istruisce. Gli mette in bocca parole che non sono sue. Gli costruisce addosso una biografia criminale che non ha mai avuto. E lo trasforma nel pentito che serviva, non in quello che era. E gli inquirenti ? Che come disse Ilda Boccassini in una deposizione sono il âdominusâ delle indagini dovâerano?
La veritĂ che nessuno voleva ascoltare Quando Scarantino crolla e ritrattata tutto, nel 1998, lo Stato non si chiede: âPerchĂŠ ha mentito?â Si chiede: âCome facciamo a farlo tacere?â
E infatti lo processa. Lo condanna. Lo trasforma nel capro espiatorio perfetto: lâuomo che ha mentito, lâuomo che ha calunniato, lâuomo che ha ingannato i giudici.
Ma la veritĂ â quella vera â era unâaltra: Scarantino non aveva ingannato nessuno. Era stato ingannato.
Il depistaggio piÚ grave della Repubblica Le sentenze del processo Borsellino quater lo dicono senza giri di parole: quello costruito attorno a Scarantino è il piÚ grave depistaggio della storia repubblicana. Non un errore. Non un eccesso di zelo. Non una pista sbagliata.
Un depistaggio che ha mandato innocenti allâergastolo, ha fatto perdere decenni di indagini, ha cancellato prove decisive, ha coperto responsabilitĂ indicibili.
PerchĂŠ inquirenti e giudicanti continuano a credere alla versione falsa anche quando lâautore della versione falsa la
Ă il paradosso giudiziario che segnerĂ per sempre il caso.
- contraddizioni evidenti
- assenza di riscontri
- fragilitĂ psicologica del dichiarante
- proteste della famiglia
- denunce di pressioni
- incongruenze tecniche
- totale incompatibilitĂ con i fatti
Il depistaggio non è piĂš un incidente. Ă una âveritĂ â diventata di Stato che deve essere protetta.
- undici innocenti finiscono allâergastolo al 41bis
- anni di indagini vengono bruciati
- piste decisive vengono cancellate
- responsabilitĂ indicibili vengono coperte
- la veritĂ su via DâAmelio viene allontanata, non avvicinata
- Paolo Borsellino viene tradito due volte: nellâesecuzione e nellâindagine
Le sentenze del Borsellino quater lo diranno senza esitazioni: è il piĂš grave depistaggio della storia repubblicana.  La revisione del 2026: giustizia tardiva. La Corte dâAppello di Perugia assolve Scarantino. Revoca la condanna del 2002. Riconosce che fu vittima, non carnefice.Ma non è giustizia. Ă un atto dovuto. Arriva trentâanni dopo. Arriva quando tutto è giĂ accaduto. Arriva quando la veritĂ non può piĂš cambiare il passato.
Le sentenze parlano di âaltri centri di potereâ, di convergenze di interessi, di veritĂ indicibili.
Il caso Scarantino non è un capitolo chiuso. Ă un manuale di istruzioni su come si costruisce una âveritĂ di Statoâ. E su come si distrugge quella reale.
Continua ogni volta che si parla di âerroriâ. Continua ogni volta che si minimizza. Continua ogni volta che si evita la parola proibita: responsabilitĂ . FinchĂŠ non si risponde a quelle domande, il depistaggio continua. E continuerĂ .
Il âdepistaggio Borsellinoâ probabilmente non avrĂ mai colpevoli. Ma ha avuto â eccome se ha avuto â responsabilitĂ : di chi costruĂŹ. di chi avallò, di chi non volle vedere, di chi, in totale buona fede e inesperienza, finĂŹ per favorire un meccanismo piĂš grande di lui
Il caso Scarantino non è un episodio isolato. Ă il simbolo di una stagione in cui settori dello Stato preferirono la scorciatoia alla giustizia, la soluzione âutileâ alla veritĂ scomoda.
Gli innocenti condannati come âstragistiâ pagarono con anni di carcere duro, stigma sociale, salute mentale. E mentre loro marcivano in cella, i veri responsabili della strage di via DâAmelio restavano nellâombra.
Il pentitismo è stato decisivo nella lotta alla mafia. Ma quando diventa merce, quando viene manipolato, quando si trasforma in un copione recitato sotto pressione, non è piĂš uno strumento di giustizia: è unâarma contro la giustizia.
Scarantino non era un boss. Non era un uomo dâonore. Non era credibile. Eppure fu trasformato in testimone chiave.
PerchĂŠ? PerchĂŠ serviva. PerchĂŠ funzionava. PerchĂŠ permetteva di chiudere il cerchio.
Appunti da Messina su Paolo Borsellino e Antonino Di Matteo
IL PIĂ GRANDE DEPISTAGGIO DELLA STORIA GIUDIZIARIA ITALIANA: una storia di falsi pentiti e âstragistiâ innocenti, di complici e di colpevoli. VINCENZO SCARANTINO dal 26 settembre 1992 ad oggi
1992
- 4 agosto 1992  Il SISDE trasmette alla magistratura una dettagliata segnalazione (protocollo 2214/z.3068) con la quale  ipotizza â su base di mere congetture â il coinvolgimento del clan Madonia nelle stragi Falcone e Borsellino, anche questa nota ĂŠ firmate da BRUNO CONTRADA, il coordinatore del gruppo dâindagine dei Servizi sulle stragi che pochi mesi dopo sarĂ arrestato per concorso in associazione mafiosa.
- 5 agosto 1992 Da parte della SQUADRA MOBILE Â viene richiesta lâintercettazione telefonica urgente a carico di VALENTI LUCIANO e PACE FRANCESCA.
- 13 agosto 1992 Appunto RISERVATO SERVIZIO SEGRETO SISDE di Palermo (protocollo 2298/z. 3068), con il quale annuncia alla direzione imminenti novitĂ âcirca gli autori del furto della macchina ed il luogo ove la stessa sarebbe stata custodita prima di essere utilizzata nellâattentatoâ. Ă la vicenda del falso pentito Enzo Scarantino, lâuomo che si è autoaccusato della strage di via DâAmelio trascinando con sĂŠ una mezza dozzina di innocenti.
âIn sede di contatti informali con inquirenti impegnati nelle indagini inerenti alle recenti note stragi perpetrate in questo territorio, si è appreso in via ufficiosa che la locale Polizia di Stato avrebbe acquisito significativi elementi informativi in merito allâautobomba parcheggiata in via DâAmelioâ. SEGUE - 19 agosto 1992 Le INDAGINI ad un mese dalla strage. SEGUE
- 5 settembre â1992 Viene arrestato SALVATORE CANDURA per violenza sessuale. Il CANDURA accusa VINCENZO SCARANTINO di avergli commissionato il furto della Fiat 126 da utilizzare  per compiere la Strage di via DâAmelio. Ă lâinizio della fase âformaleâ del depistaggio.Â
- 6 settembre 1992 QUEL PENTITO IN PASTO ALLA MAFIA. Arrestato in Germania il 14 aprile scorso, aveva cominciato a parlare giĂ con Paolo Borsellino SEGUE
- 26 settembre 1992 Sulla base delle dichiarazioni fornite dal CANDURA, positivamente riscontrate dagli esiti dellâattivitĂ investigativa svolta, viene emessa dal GIP una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di VincenzoScarantino in ordine ai delitti di strage, concorso in furto aggravato ed altro. Il P.M. delineava poi il profilo criminale dello Scarantino Vincenzo, sulla base dei precedenti penali e giudiziari del medesimo, nonchè delle dichiarazioni sul suo conto rese dai collaboratori della giustizia FIGLI SINIBALDO, CANDURA SALVATORE ed AUGELLO SALVATORE, sottolineando in particolare che lo Scarantino Vincenzo apparteneva  ad un nucleo familiare notoriamente inserito nel contesto criminale operante nella zona territoriale della âGuadagnaâ e che il prestigio, la supremazia territoriale acquisiti dallâimputato in quel contesto, cosĂŹ come tutta la sua attivitĂ criminale erano stati resi possibili e realizzati in virtĂš del rapporto di affinitĂ che lo legava a Profeta Salvatore (questâultimo era cognato dello Scarantino, avendo sposato la di lui sorella Ignazia), uomo dâonore di grande rilievo e diretto committente, oltre che supervisore, controllore e beneficiario delle azioni illecite. Fonte: Sentenza âBorsellino Unoâ
29 settembre 1992 Viene arrestato VINCENZO SCARANTINO, 27 anni, con lâaccusa, in concorso con altri, di strage e di furto aggravato. La prima accusa è collegata a quella di concorso nel furto aggravato della Fiat 126 utilizzata per compiere la strage. SEGUE
- 1 ottobre 1992 SCARANTINO: âNon sono il killer di BorsellinoÂť. Il suo avvocato: i giudici sono stati traditi dalla fretta. Si difende per ore il giovane accusato di strage. ÂŤSi sono inventati tuttoÂť. SEGUE
- 2 ottobre 1992 Si svolge a Palermo una manifestazione a favore della innocenza di SCARANTINO SEGUE
- 19 ottobre 1992 Con nota 2929/z. 3068 di protocollo il centro SISDEdi Palermo informa non solo Roma ma anche la Questura di Caltanissetta sulle parentele mafiose âimportantiâ di Scarantino.
- 17 novembre 1992 GIOVANNI TINEBRA, Procuratore della Repubblica di Caltanisetta viene audito dalla Commissione Parlamentare Antimafia VERBALE
- 13 dicembre 1992 Nuove accuse per SCARANTINO, unico indiziato della strage mafiosa di via DâAmelio è accusato anche di detenzione e traffico di cocaina.  Con il fratello maggiore Umberto, avrebbe organizzato una centrale per lo smistamento della droga nella borgata ÂŤGuadagnaÂť. Il gip di Palermo GIUSEPPE DI LELLO emette contro i due fratelli Scarantino un ordine di custodia cautelare.  Anche Umberto Scarantino è dietro le sbarre: arrestato quattro mesi prima per spaccio di droga. Â
Il questore MATTEO CINQUE, polemicamente, in un comunicato precisa âche la pericolositĂ sociale di Vincenzo Scarantino ÂŤfu messa in dubbio dopo il suo arresto da persone certamente pilotateÂť.  Le indagini di questi mesi, secondo la polizia, hanno dimostrato lâinfondatezza di quei dubbi.â Per Matteo Cinque, il questore di Palermo, SCARANTINO è uno che sta nella fascia mediana tra delinquenza comune e mafiaÂť, insomma uno delle migliaia di killer che con un pugno di soldi o la promessa di lavoro i boss arruolano in qualunque momento e per qualunque delitto. - 30 settembre 1992 Il ragazzo venuto dal Kalsa
1993
- 3 giugno 1993 La cella contigua a quella dello SCARANTINO ĂŠ occupata da FRANCESCO ANDRIOTTA, il quale rimane nel medesimo reparto del carcere di Busto Arsizio fino al 23 agosto successivo. Il 14 settembre 1993, ANDRIOTTA inizia la propria âcollaborazioneâ con lâAutoritĂ Giudiziaria. Nellâinterrogatorio reso al Pubblico Ministero, Ilda Boccassini, lâAndriotta inizia  a riferire rispetto ad serie di confidenze che lo Scarantino gli avrebbe fatto durante il periodo di comune detenzione. Secondo il racconto di ANDRIOTTA, lo SCARANTINO gli avrebbe confidato di avere effettivamente commissionato al Candura, su richiesta di un proprio parente (un cognato o fratello), il furto della Fiat 126 poi utilizzata nella strage di Via DâAmelio. Lâautovettura da sottrarre doveva essere di colore bordeaux, perchĂŠ anche sua sorella, Ignazia Scarantino, ne possedeva una dello stesso colore, e quindi, se qualcuno lo avesse visto durante gli spostamenti della vettura, non avrebbe nutrito alcun sospetto. Il Candura avrebbe sottratto la Fiat 126 di proprietĂ della sorella di Luciano Valenti, il quale la aveva portata nel posto stabilito, dove lo Scarantino la aveva presa in consegna, provvedendo a ricoverarla in un garage, diversoi da quello dove la stessa era stata, successivamente, imbottita dâesplosivo. Infine, lo Scarantino avrebbe portato il veicolo dal garage alla via DâAmelio. A dire dellâAndriotta, lo Scarantino gli avrebbe riferito inoltre  che lâauto non funzionava e che venne trainata fino al garageÂť, che ÂŤlâauto venne quindi riparata cosĂŹ da renderla funzionanteÂť, che ÂŤfurono cambiate le targhe con quelle di un altro 126Âť, e che ÂŤavevano tardato a denunciare il furto dellâauto o delle targhe al lunedĂŹ successivo allâesplosione giustificando tale ritardo con il fatto che il garage era rimasto chiusoÂť.
- Settembre 1993 SCARANTINO viene trasferito presso la Casa Circondariale di Pianosa dove avvennero una serie di colloqui investigativi: rispettivamente, il 20 dicembre 1993 con il Dott. Mario Boâ (funzionario di polizia inserito nel gruppo âFalcone-Borsellinoâ), il 22 dicembre 1993 con il Dott. Arnaldo La Barbera, il 2 febbraio 1994 con il Dott. Mario Boâ e il 24 giugno 1994 con il Dott. Arnaldo La Barbera. In questâultima data lo Scarantino (il quale fino allâinterrogatorio reso il 28 febbraio 1994 alla Dott.ssa Boccassini aveva protestato la propria innocenza) iniziò la propria âcollaborazioneâ con lâautoritĂ giudiziaria, con le modalitĂ giĂ indicate, confermando largamente il falso contenuto delle dichiarazioni precedentemente rese dal Candura e dallâAndriotta, ed aggiungendo ulteriori tasselli al mosaico. A sua volta, ANDRIOTTA, negli interrogatori resi il 16 settembre ed il 28 ottobre 1994 nel carcere di Paliano (dove risultano documentati, nelle medesime date, altrettanti accessi del Dott. Mario Boâ), adeguandosi in gran parte alle dichiarazioni rese dallo Scarantino dopo la scelta âcollaborativaâ, per la prima volta riferisce sulle confidenze fattegli da questâultimo sulla riunione di Villa Calascibetta, asseritamente taciute per timore sino ad allora.
- 14 settembre 1993 La âcollaborazioneâ di FRANCESCO ANDRIOTTA per la strage di via Mariano DâAmelio, apre la strada in maniera determinante a quella successiva di SCARANTINO SEGUE
- 4 ottobre 1993 Nellâinterrogatorio reso nel carcere di Milano Opera al Pubblico Ministero, Ilda Boccassini, ANDRIOTTA sostiene di avere appreso dallo Scarantino che colui che gli aveva commissionato il furto dellâautomobile da utilizzare per la strage era Salvatore Profeta, motivò lâiniziale reticenza, a tale riguardo, con la paura di menzionare un personaggio dâelevato spessore criminale, e specificò che il ritardo nella denuncia di furto al lunedĂŹ successivo la strage riguardava le targhe apposte alla Fiat 126.
- 9 ottobre 1993 Preso lâuomo della strage SEGUE  (?)
- 3 novembre 1993Â SCARANTINOÂ viene processato per detenzione e spaccio di droga assieme al fratello Umberto. Venti giorni dopo viene condannato a nove anni di detenzione.
- 25 novembre 1993 In occasione dellâinterrogatorio, FRANCESCO ANDRIOTTA rende ulteriori dichiarazioni. Afferma che nel momento in cui arrivava lâesplosivo o quando lo stesso veniva trasferito sulla Fiat 126 era presente anche Salvatore Profeta. In occasione dellâinterrogatorio del 17 gennaio 1994, lâAndriotta aggiunse che, dopo la strage di via DâAmelio, il Candura aveva cercato, piĂš volte, lo Scarantino, per sapere se lâautovettura utilizzata per lâattentato era proprio quella rubata da lui; ma lo Scarantino lo aveva trattato in malo modo, intimandogli di non fargli piĂš domande sul punto, e facendogli fare anche una telefonata minatoria, vista lâinsistenza del Candura. SEGUE Â
- 20-22 dicembre 1993 Colloquio investigativo LA BARBERA/SCARANTINO
1994
- 3 gennaio 1994 La procura di Caltanissetta chiede il rinvio a giudizio delle quattro persone ritenute responsabili di avere partecipato alla strage di via DâAmelio: SALVATORE PROFETA, suo cognato VINCENZO SCARANTINO, PIETRO SCOTTO e VINCENZO OROFINO. A condurre lâindagine è  ARNALDO LA BARBERA del Servizio Centrale Operativo della polizia, coordinata dal procuratore di Caltanissetta GIOVANNI TINEBRA e dai sostituti Paolo Giordano, Ilda Boccassini, Carmelo Petralia e Fausto Cardella. Dallâarresto di Scarantino gli investigatori sono risaliti al cognato Salvatore Profeta, (arrestato il 9 ottobre 1993, indicato come vice capo della famiglia di Santa Maria di GesĂš), a Pietro Scotto e a Vincenzo Orofino. Profeta, secondo lâaccusa, sarebbe stato il âcoordinatoreâ della strage; Scotto, impiegato in una azienda telefonica, avrebbe allestito una âsala dâascoltoâ in un appartamento vicino allâabitazione della madre del magistrato ucciso, intercettando una telefonata del giudice Borsellino che quel giorno preannunciava una sua visita; Giuseppe Orofino avrebbe invece tenuto in custodia la Fiat 126 nella sua officina dove venne imbottita di esplosivo. Siamo solo alle prime battute dellâinchiesta eppure, incredibilmente, il procuratore Tenebra si sbilancia fino a dire: âQuesta parte dellâinchiesta ci sembra definita ed a nostro giudizio è abbastanza solida da reggere al dibattimentoâ.
- 2 febbraio 1994Â Colloquio investigativo LA BARBERA/SCARANTINO
- 11 febbraio 1994 I familiari di SCARANTINO rinnovano la loro protesta, questa volta davanti al palazzo di Giustizia di Palermo. Secondo loro, le dure condizioni carcerarie cui è sottoposto a Pianosa il loro congiunto (che ha giĂ tentato il suicidio) servirebbero ad indurlo a âpentirsiâ. SEGUE
- 24 giugno 1994 VINCENZO SCARANTINO decide di âcollaborareâ quasi due anni dopo essere stato arrestato e formalmente accusato dâaver partecipato allâorganizzazione della strage di via DâAmelio. Â VERBALE (non depositato) interrogatorio di SCARANTINO colloquioinvestigativo nel carcere di Pianosa conARNALDO LA BARBERA, I magistrati presenti a quel suo primo verbale da âcollaboratoreâ sono CARMELO PETRALIA e ILDA BOCCASSINI. Â A partire da quella notte lâindagine colleziona unâimbarazzante serie di forzature investigative procedurali, tutte collegate alla gestione del collaboratore Scarantino. Che si possono riassumere SEGUE Â
- 19 luglio 1994 âAbbiamo una piena confessione e 15 chiamate di correitĂ e siamo solo agli iniziâ. Conferenza Stampa della Procura di Caltanisetta per fare il punto sulle indagini e comunicare, il grande passo avanti nelle indagini sulla strage di Via DâAmelio: la collaborazione di Vincenzo Scarantino. A condurre la conferenza stampa il Procuratore capo GIOVANNI TINEBRA e la sostituta procuratrice ILDA BOCCASSINI. âNoi oggi qui celebriamo il secondo anniversario dellâeccidio di via dâAmelio ed abbiamo la profonda, commossa, consapevole soddisfazione di celebrarlo nel modo giusto, cioè in maniera fattiva. Ieri infatti abbiamo chiesto ed ottenuto sedici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcuni dei mandanti e degli esecutori materiali della strage.(âŚ) Scarantino. Io credo di poter dire finalmente che questa Direzione Distrettuale Antimafia ha onorato i suoi impegni. (âŚ) Abbiamo una piena confessione con quindici chiamate in correitĂ e siamo solo agli inizi. Abbiamo modo di affermare sul campo e con i fatti che anche questa strage fu ordinata da Totò Riina, il quale ebbe una riunione, con taluni pezzi della cupola, esattamente i capi dei mandamenti interessati sotto un profilo esecuzionale, vale a dire i mandamenti della Guadagna, Pietro Aglieri e Carlo Greco, e del Brancaccio, uno dei fratelli Graviano in rappresentanza degli altriâ Scarantino è uno degli uomini dâonore riservati. (Giovanni Tinebra). AUDIO e TRASCRIZIONE Â
- 4 ottobre 1994Â Inizia il processo di primo grado presso la Corte dâAssise di Caltanissetta. Le prove derivanti dagli accertamenti sui reperti prelevati in via DâAmelio, dai rilievi balistici, dai dati dei tecnici dellâFBI, dalle testimonianze degli abitanti e dalle dichiarazione del collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantinoportarono ad individuare come imputati, oltre allo stesso Scarantino, Pietro Scotto, Giuseppe Orofino e Salvatore Profeta. SEGUE
- 5 ottobre 1994 Interrogato, lo SCARANTINO, nel confermare le accuse nei confronti di Ganci Raffaele, asserisce di potersi essere sbagliato nellâindicare i collaboratori Cancemi, Di Matteo e La Barbera, persino per avere sentito parlare soltanto dal La Mattina soltanto di tali âSantineddu â e â Iachino â e per avere visto soltanto di profilo le persone partecipanti alla riunione e da lui non immediatamente indicate, riportando lâimpressione che si trattasse proprio dei nominati collaboratori di giustizia allorchè gli vennero mostrate le fotografie, precisando di averne parlato con Andriotta solo come esponenti di cosa nostra e non come partecipi alla riunione. Nei successivi interrogatori, in occasione dei confronti sostenuti con i suddetti collaboratori di giustizia e persino nellâesame dibattimentale reso innanzi a questa Corte dâAssise è tornato ad accusare i suddetti collaboratori di giustizia, senza tuttavia superare le manifeste incongruenze sopra evidenziate con riferimento alle suddette chiamate in correitĂ . (Da Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 12 ottobre 1994 I pm BOCCASSINI e SAIEVA comunicano di ritenere SCARANTINO un teste inaffidabile âIl fatto che SCARANTINO mentisse in maniera grossolanaâ  ha detto BOCCASSINI alla Procura di Messina â era percepibile il primo o secondo interrogatorioâ. SEGUE
- 12 ottobre 1994 ILDA BOCCASSINI e ROBERTO SAIEVA scrivono un âpromemoriaâ âAppunti di lavoro per la riunione della D.D.A. del 13.10.94â. Nellâintroduzione si legge: ââŚsi sottopone allâattenzione dei colleghi il seguente promemoria corredato di specifiche proposte operativeâ; al suo interno, vennero esposte le perplessitĂ sulla affidabilitĂ del pentito Scarantino. Del suddetto promemoria, mancante delle firme dei due magistrati, non verrĂ trovata traccia negli archivi della Procura di Caltanissetta. Della sua esistenza si avrĂ contezza soltanto grazie al Procuratore di Palermo di allora, Francesco Messineo, che, dopo averlo ritrovato negli archivi della Procura di Palermo, lo inviò alla Procura nissena. Nulla si sa se e chi, della Procura di Caltanissetta, ricevette lâappunto nel 1994. BOCCASSINI e SAIEVA comunicano di ritenere SCARANTINO  teste inaffidabile âIl fatto che SCARANTINO mentisse in maniera grossolanaâ  ha detto BOCCASSINI alla Procura di Messina â era percepibile il primo o secondo interrogatorioâ. SEGUE
- 28 luglio 1994 SCARANTINO è interrogato da Ilda Boccassini eRoberto Saieva, alla presenza di Vincenzo Ricciardi (Polizia di Stato). In particolare giĂ nellâinterrogatorio del reso in locali della Polizia di Stato, ed alla presenza di agenti del servizio centrale operativo e del gruppo investigativo Falcone e Borsellino, continua a non riconoscere in fotografia Ganci Raffaele ed esclude la partecipazione di Graviano Giuseppe alla preparazione dellâautobomba, precisando di essersi sicuramente confuso al riguardo in occasione del secondo interrogatorio. (Da Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 9 agosto  1994 Nuovo intervento pubblico della procura di Caltanissetta, questa volta affidata al sostituto CARMELO PETRALIA : ha avuto un contatto con un ufficiale di polizia giudiziaria, âEâ una decisione che è andata maturando⌠di tanto in tanto tramite canali assolutamente legittimi ed istituzionali Scarantino chiedeva, per esempio, di essere interrogato dai magistrati della procura di Caltanissetta. Grazie allâuso dellâistituto del colloquio investigativo (âŚ) Scarantino ha avuto un contatto con un ufficiale di polizia giudiziaria, Arnaldo La Barbera, ed ha potuto probabilmente maturare in modo piĂš sereno il suo proposito di collaborare con la giustiziaâ. SEGUE
- 11 agosto 1994  SCARANTINO è interrogato da Giovanni Tinebra, Anna Maria Palma e Carmelo Petralia.
- 12 agosto 1994 SCARANTINO è interrogato da Anna Maria Palma e Carmelo Petralia. Interrogatorio che segue di appena un giorno un interrogatorio in cui Scarantino ribadisce precedenti dichiarazioni confermando sostanzialmente le dichiarazioni nel frattempo rese da Andriotta Francesco, che inizia una progressiva ed inarrestabile opera di âaggiustamentoâ, correzione e profonda modifica delle originarie dichiarazioni. Invero in detto interrogatorio Scarantino Vincenzo, certamente edotto del contenuto delle dichiarazioni di Andriotta, come si evince dal verbale precedente, conferma che la Fiat 126 gli era stata consegnata in realtĂ non alla Guadagna bensĂŹ in una traversa di via Roma nei pressi di un locale dove opera una prostituta. (Da Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 21 agosto 1994 Pentito di mafia sfrattato dai vicini Accolto il ricorso: la donna aveva sparato esasperata da quindici anni di violenze. Coinvolto nella strage di via DâAmelio, era in vacanza con la famiglia⌠SEGUE
- 6 settembre 1994 SCARANTINO, interrogato da Ilda Boccassini, Carmelo Petralia e Anna Maria Palma dichiara che nella  riunione presso la villa di tale Giuseppe Calascibetta, SEGUE
- 12 settembre 1994 Lâinterrogatorio rappresenta un trionfo di illogicitĂ , infatti lo Scarantino, dopo aver precisato che aveva sentito chiamare il La Barbera anche con il nome di âIachinoâ, ne da una descrizione assolutamente generica che non contiene lâunico significativo ed insolito carattere somatico del La Barbera costituito dagli occhi azzurri, spiegando che non aveva mai avuto occasione di notarli perchĂŠ essendo molto timido non era uso guardare in faccia le persone, incorrendo cosĂŹ nellâevidente contraddizione di avere descritto come di colore chiaro gli occhi del Di Matteo Mario Santo. Ma il massimo dellâassurdo è raggiunto dallo Scarantino nei fogli 6 e 7 dello stesso interrogatorio quando cerca di spiegare i precedenti contrasti circa la consegna da parte del Candura della 126 poi utilizzata come autobomba. Le suddette dichiarazioni costituiscono un rompicapo inestricabile, poichĂŠ in pochissime righe Scarantino riesce a contraddirsi ripetutamente perdendosi in un discorso totalmente illogico ed irrazionale, che rende del tutto inattendibili le sue dichiarazioni sul punto. Il carattere estremamente inquietante delle ultime dichiarazioni rese dallo Scarantino risulta testimoniato anche dal susseguirsi a partire da questo momento, di un elevatissimo numero di interrogatori cui lo Scarantino viene via via sottoposto da parte dei rappresentanti della Procura della Repubblica di Caltanissetta verosimilmente e comprensibilmente allarmati dalla forza dirompente delle ultime dichiarazioni dello Scarantino, in grado di minare la coerenza, la logicitĂ e la credibilitĂ astratta delle dettagliate dichiarazioni inizialmente rese. Tali ripetute compulsazioni ulteriori della suddetta fonte non riescono tuttavia a fugare i motivi di allarme suscitati dalle ultime dichiarazioni. (Da Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 22 settembre 1994 VERBALE interrogatorio (non depositato) SCARANTINO
- 23 settembre 1994 VERBALE interrogatorio  (non depositato) SCARANTINOÂ
- 28 settembre 1994 A firma del Procuratore  TINEBRA e dei Sostituto PALMA e PETRALIA viene proposta lâadozione programma protezione per SCARANTINO
- 30 settembre 1994 Â Lâavvocato LUIGI LI GOTTIÂ , rinuncia alla difesa di SCARANTINO per âragioni di ordine processualeâ
- Ottobre 1994 Una evidente anomalia è riscontrabile pure nelle condotte poste in essere da alcuni degli appartenenti al âGruppo Falcone-Borsellinoâ della Polizia di Stato, i quali, mentre erano addetti alla protezione dello Scarantino nel periodo in cui egli dimorava a San Bartolomeo a Mare con la sua famiglia, dallâottobre 1994 al maggio 1995, si prestarono ad aiutarlo nello studio dei verbali di interrogatorio, redigendo una serie di appunti che erano chiaramente finalizzati a rimuovere le contraddizioni presenti nelle dichiarazioni del collaborante, il quale sarebbe stato sottoposto ad esame dibattimentale nei giorni 24 e 25 maggio 1995 nel processo c.d. âBorsellino unoâ. Tali appunti sono stati riconosciuti come propri dallâIspettore Fabrizio Mattei, escusso allâudienza del 27 settembre 2013, il quale ha sostenuto di essersi basato sulle indicazioni dello Scarantino. Risulta però del tutto inverosimile che lo Scarantino, da un lato, avesse un tasso di scolarizzazione cosĂŹ basso da necessitare di un aiuto per la scrittura, e, dallâaltro, potesse rendersi conto da solo delle contraddizioni suscettibili di inficiare la credibilitĂ delle sue dichiarazioni in sede processuale.(Dal âBorsellino Quaterâ)
1995
- 12 gennaio 1995 Confronto tra SCARANTINO e MANNOIA Â
- 13 Gennaio 1995 SCARANTINO viene messo a confronto con tre boss (Salvatore Cancemi, Gioacchino La Barbera e Santino Di Matteo) chiamati in causa dallo stesso pentito, secondo cui avrebbero partecipato a un summit per lâeliminazione di Paolo Borsellino. I tre lo smentiscono e sostengono che lo SCARANTINO sia personaggio ÂŤtotalmente estraneo a Cosa NostraÂť. SEGUE (Da Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 24 gennaio 1995 emerge la notizia che SCARANTINO ha provato ad accreditarsi come un âpentitoâ in grado di parlare anche dei politici, sostenendo che Cosa nostra forniva cocaina a Silvio Berlusconi.
- 24 febbraio 1995 Viene interrogato SCARANTINO
- 10 maggio 1995 VERBALE (non depositato) interrogatorio di SCARANTINO â Procura di Palermo
- 10 maggio 1995 VERBALE (non depositato) interrogatorio di SCARANTINOÂ
- 11 maggio 1995 Viene interrogato SCARANTINOÂ
- 22 maggio 1995 Viene interrogato SCARANTINO
- 24 maggio 1995 SCARANTINO compare per la prima volta in Corte dâAssise al âBorsellino Unoâ NEWS e AUDIO
- 25 maggio 1995 ÂŤCosĂŹ condannammo BorsellinoÂť Pentito rivela: ÂŤI boss dissero: quel cornuto è piĂš pericoloso di Falcone Âť Luce sul vertice in cui fu deciso lâattentato LaÂŤveritĂ Âť del pentito Vincenzo Scarantino ha assunto risvolti impressionanti  SEGUE
- 26 luglio 1995 Si diffondono âvociâ secondo le quali Scarantino avrebbe deciso di ritrattare le sue accuse. Tramite il sostituto Carmelo Petralia la procura smentisce, ma Concetta Scarantino, sorella di Vincenzo, e la cognata Maddalena Mastrolembo (moglie di Domenico â fratello del âpentitoâ â in carcere per ricettazione di auto) riferiscono ai cronisti di avere ricevuto due telefonate e poi una terza (che hanno registrato) nelle quali Scarantino affermerebbe di âvoler tornare in cella, di volere parlare con i magistrati per ritrattare le accuseâ. Lo stesso giorno SCARANTINO viene rintracciato da un giornalista di âStudio Apertoâ a cui dichiara di aver âdeciso di dire tutta la veritĂ e di non collaborare piĂš, perchĂŠ ho detto tutte bugie. Non è vero niente, sono tutti articoli che ho letto nei giornali e ho montato tutta questa cosaâ. Alla domanda del giornalista che lo aveva rintracciato se âquindi sono tutti innocenti quelli che lei ha nominato?â, Scarantino risponde: âTutti innocenti, me ne vado in carcere e lo so che mi faranno orinare sangue e mi faranno morire in carcere. Però morirò con la coscienza a postoâ. SEGUE
- 26 luglio 1995  Ad un giornalista di âStudio Apertoâ SCARANTINO dichiara di aver âdeciso di dire tutta la veritĂ e di non collaborare piĂš, perchĂŠ ho detto tutte bugie.
- 26 luglio 1995 SCARANTINO telefona a Studio Aperto e dice di essersi inventato tutto. La cassetta viene sequestrataSEGUE
- 26 luglio 1995AUDIO della telefonata di SCARANTINO a Studio Aperto di Italia Uno. Â Stria del nastro PA001202: lo scoop insabbiato e ufficialmente cancellato che svelava il depistaggio con 13 anni dĂ anticipo.
- 26 luglio 1995  Tre  anni dopo la morte di Paolo Borsellino, Vincenzo Scarantino telefona alla redazione di Studio Aperto e denuncia di essere un falso pentito, di essersi inventato tutto sulla strage Borsellino dopo le torture subite.
Ma poche ore dopo la messa in onda di quello scoop, durante il telegiornale di Italia Uno, la polizia sequestrò tutte le cassette in cui era contenuta lâintervista. E lo scoop scomparve.  Nel gennaio del 2014  il documento è stato ritrovato casualmente negli archivi di Studio Aperto.  VIDEO e NEWS - 27 luglio 1995 SCARANTINO fa marcia indietro. âEâ stato solo un momento di sconforto, confermo la mia volontĂ di collaborare con la giustiziaâ. Lo dice al pubblico ministero di Caltanissetta CARMELO PETRALIA. in relazione al âcaso Scarantinoâ la procura di Caltanissetta diffonde una nota nella quale definisce âgrave il comportamento di quanti hanno strumentalizzato un comprensibile desiderio di affetto per fini processuali che nulla hanno che vedere con una vicenda che presenta tratti esclusivamente umaniâ. Aggiunge lâaltro pm del processo, ANNAMARIA PALMA: âLa mobilitazione, non nuova, della sua famiglia e di un intero quartiere conferma, se mai ve ne fosse bisogno, la caratura del personaggio e lâimportanza delle dichiarazioni ve ne fosse bisogno, la caratura del personaggio e lâimportanza delle dichiarazioni che ha resoâ. SEGUE
- 10 ottobre 1995 In un esposto consegnato alla procura di Palermo, ROSALIA Â BASILE, moglie di SCARANTINO, accusa i magistrati della procura di Caltanissetta di avere estorto al marito le sue confessioni. SEGUE
- 16 ottobre 1995 Viene interrogato SCARANTINO
- 2 novembre 1995 SCARANTINO riafferma di essere âpentitoâ e leale collaboratore della giustizia SEGUE
- 6 dicembre 1995 Viene interrogato SCARANTINO
- 12 dicembre 1995 SCARANTINO depone al âBorsellino Unoâ AUDIO
1998
- 24 luglio 1998 Al âBorsellino bisâ depone ROSARIO SCARANTINO, fratello di Vincenzo. Rosario riferisce che il fratello si è inventato tutto perchĂŠ, dopo essere stato arrestato e sottoposto al carcere duro, per ingraziarsi i magistrati ha accusato gli altri imputati del processo. Lo scopo, secondo il fratello del âpentitoâ, era quello di ottenere â come poi è avvenuto â delle agevolazioni e quindi la libertĂ .SEGUE
- 2 settembre 1998âŚera in corso lâinterrogatorio del collaboratore di giustizia SCARANTINO, che io assistevo, quando a un certo punto il mio assistito ritrattò tutte le dichiarazioni fatte precedentementeâ sulla strage di via DâAmelio, âdicendo di essere stato costretto a fare quelle dichiarazioniâ. âLe sue parole sconcertarono un poâ tutti. Soprattutto i magistrati. Dopo un poâ, nel corso dello stesso interrogatorio ritrattò la sua stessa ritrattazione e confermò quanto detto in precedenza ai magistratiâ.  A raccontarlo, in aula, deponendo al processo sul depistaggio sulla strage di via DâAmelio è lâavvocato Santino Foresta, ex legale del falso pentito Vincenzo Scarantino, lâex collaboratore che con le sue dichiarazioni depistò le prime indagini sulla strage di via dâAmelio facendo condannare degli innocenti. (Adnkronos)
- 15 settembre 1998 Scarantino si âpenteâ nuovamente di essersi âpentitoâ e annuncia una nuova ritrattazione. La ritrattazione avviene davanti ai giudici della corte dâAssise di Caltanissetta nel corso dellâudienza del processo bis in trasferta a Como. SEGUE 15 settembre 1998 SCARANTINO si âpenteâ nuovamente di essersi âpentitoâSEGUE
- 15 settembre 1998 presso lâaula bunker di Como il confronto fra VINCENZO SCARANTINO e il  fratello ROSARIO AUDIO
- 16 settembre 1998 COMO â Il pentito-chiave ritratta salta il processo Borsellino?
- 16 settembre 1998, presso lâaula bunker di COMO avviene il confronto  tra GIOVANNI BRUSCA e VINCENZO SCARANTINO
- 13 e 14 ottobre 1998 SCARANTINO depone al âBorsellino Bisâ AUDIO Nel corso dellâesame svoltosi nelle udienze del 13 e del 14 ottobre 1998 Scarantino Vincenzo ha palesemente tradito questâultima dichiarazione di intenti, poichĂŠ si è limitato a riproporre le dichiarazioni precedentemente rese e ad accusare di piccoli traffici di stupefacenti persone decedute, preoccupandosi semplicemente di ridimensionare il suo ruolo allâinterno della criminalitĂ operante nel quartiere della Guadagna attraverso una sorta di patetica autoironia su alcuni episodi precedentemente riferiti, quali quello della sua iniziazione presso la sala Boomerang e quello del confronto con i collaboratori di giustizia che aveva accusato di avere partecipato alla riunione preparatoria presso la villa di Calascibetta, nellâintento evidente di dare di sè una immagine di piccolo delinquente di borgata, ben lontana dalla figura di personaggio emergente nellâambito della famiglia mafiosa della Guadagna derivante dai suoi legami di parentela con un esponente di primo piano come Salvatore Profeta, marito della sorella, da rapporti di particolare confidenza avuti con i vertici della suddetta organizzazione mafiosa come Pietro Aglieri, Carlo Greco, Peppuccio Calascibetta ed, infine, dallâampiezza dei traffici illeciti gestiti e dalla abilitĂ dimostrata nel portare a termine le piĂš efferate azioni delittuose come lo strangolamento di persone sciolte nellâacido proprio nella villa di Calascibetta o la orrenda sgozzatura dei fratelli Lucera allâinterno di un casolare dopo una riunione conviviale. (Dalla Sentenza âBorsellino Bisâ)
- 19 ottobre 1998, al processo dâappello per la strage di via DâAmelio, SCARANTINO torna a ribadire la sua ritrattazione. âNegli ultimi anni telefonavo spesso alla dottoressa Palmaâ. SEGUE
- 23 ottobre 1998 SCARANTINO depone al âBorsellino Bisâ AUDIO
- 23 ottobre 1998 SCARANTINO Torna ad accusare i PM di averlo manovratoSEGUE
- 29 ottobre 1998 Nel  corso di unâudienza del processo dâappello sulla strage, lâavv. SCOZZOLA, difensore di PIETRO SCOTTO, chiede la trascrizione del primo interrogatorio da âpentitoâ di Scarantino e la trascrizione delle bobine del confronto tra lo stesso ex âpentitoâ e il collaborante SALVATORE CANCEMI. Il legale ha ipotizzato una manomissione dei verbali redatti dal gruppo investigativo che indaga sulle stragi. La presunta manipolazione riguarderebbe alcune dichiarazioni rese da Scarantino il 24 giugno del 1994 e la âcancellazione misteriosaâ di 40 secondi di registrazione del confronto con Cancemi. Nellâinterrogatorio Scarantino, parlando di Gaetano Scotto, lo indica come un âpicciottoâ. Lâex âpentitoâ chiarisce poi che intendeva indicare un âpicciotto di 40 anni che era anche atletico, ma in effetti volevo dire un cristianoâ. La difesa, invece, sostiene che nel verbale è stata lasciata appositamente la definizione âpicciottoâ che in dialetto indicherebbe una persona di non piĂš di 25 anni. MISTERI ITALIANI
- 24 novembre 1998 SCARANTINO parla di âbigliettiniâ posti come segnalibro tra le pagine di atti processuali che lo riguardavano. Il processo si conclude il 23 gennaio 1999: due tre imputati del primo processo per la strage, Scotto e Orofino, vengono assolti in Appello. Eâ evidente che la corte ha creduto Scarantino âcredibileâ ma solo per un terzo, visto che lâergastolo è stato confermato solo a Profeta. Ciononostante la procura di Caltanissetta non molla e per bocca del sostituto procuratore Luca Tescaroli afferma: âPer il nostro ufficio le dichiarazioni di Vincenzo Scarantino, se riscontrate, continueranno ad essere utilizzateâ. âNonostante questa sentenza noi crediamo ancora al pentitoâ. Lâostinazione giudiziaria della procura anche di fronte alla piĂš palese delle evidenze viene confermata dal procuratore di Caltanissetta, Giovanni Tinebra: âLa sentenza della Corte dâ Assise dâAppello non rappresenta una sconfitta per la procura il cui impianto accusatorio ha rettoâ. Lo stesso giorno, in una nota, lâavv. Giuseppe Scozzola definisce âincomprensibile lâassenza dello Stato nella gestione di questo processoâ. PerchĂŠ, si chiede il legale, ânon è stata mai disposta alcuna ispezione alla procura di Caltanissetta per appurare come Scarantino abbia potuto avere la copia degli interrogatori, quasi tutti annotati, mentre la difesa ancor oggi ha copie parziali degli stessiâ. Scozzola afferma ancora che âla sentenza di oggi dimostra come, laddove le regole del processo vengono rispettate nella loro interezza, è possibile che lo stato di diritto abbia una sua piena esplicazioneâ. SEGUE
- 15 dicembre 1998 Quando il dottor ANTONINO DI MATTEO non credette alla ritrattazione di SCARANTINOÂ SEGUE
1999
- 13 febbraio 1999 La Corte di Assise del âBorsellino Bisâ non crede alla ritrattazione  di SCARANTINO SEGUE
(âŚ) ciĂł che conferma, comunque, lâassoluta mendacitĂ della ritrattazione di Scarantino Vincenzo è lâacquisizione nel presente dibattimento di prove certe della concreta attuazione di una concertata e laboriosa preparazione di detta ritrattazione, con lâintervento di diversi soggetti che hanno realizzato una deplorevole opera di inquinamento probatorio che, fortunatamente, è stata scoperta prima della definizione del presente giudizioâŚ
(âŚ) emerge chiaramente che la decisione di Scarantino Vincenzo di ritrattare certamente non è frutto, come lo stesso ha cercato di far credere, di una spontanea e travagliata scelta morale, dettata dal rimorso di avere accusato persone innocenti, ma, al contrario, discende da una decisione lucida, fredda e calcolata dellâex collaboratore di giustizia
(âŚ)  La stessa, invece, ha certamente avuto un ignobile contenuto patrimoniale che la rende assolutamente scellerata, poichĂŠ risulta dalla deposizione di Don Neri che Scarantino Vincenzo come prezzo della sua ritrattazione ha preteso di rientrare in possesso di valori e beni precedentemente acquisiti attraverso la sua pregressa attivitĂ criminale. Alla luce delle considerazioni sin qui svolte la ritrattazione operata da Scarantino Vincenzo, come si è anticipato allâinizio della presente esposizione, deve essere ritenuta del tutto inattendibile in quanto illogica, incoerente con altre autonome acquisizioni
- 13 febbraio 1999Â Il profilo di SCARANTINO tratto dalla Sentenza del âBorsellino Bisâ
- 13 febbraio 1999 Le DICHIARAZIONI di SCARANTINO tratte dalla Sentenza âBorsellino Bisâ
- 13 novembre 1999 Â Nel corso di unâudienza del processo dâAppello per la strage lâavv. Fabio Passalacqua, nuovo difensore di SCARANTINO, deposita alcuni documenti che erano in possesso del suo cliente. I legali Giuseppe Scozzola e Paolo Petronio, difensori degli imputati Pietro Scotto e Salvatore Profeta, diramano una nota nella quale sostengono che il processo avrebbe assunto âconnotazioni a dir poco sconvolgentiâ. Tra i documenti prodotti dal legale, secondo Scozzola e Petronio, ci sarebbero ânumerose annotazioni su verbali da correggere, vari appunti su discrasie da sanare, foto di imputati e verbali diversi o nuovi rispetto a quelli depositati ed in possesso delle difese nei due tronconi del processo. Le annotazioni sono scritte in stampatello e non pare proprio possano attribuirsi allo Scarantino, in quanto pressochĂŠ analfabetaâ.
2001
- 7 marzo 2001 Il falso pentito CALOGERO PULCI, ex mafioso della provincia di Caltanissetta, durante il suo esame dibattimentale al processo âBorsellino Bisâ accusa  GAETANO MURANA di avergli confidato di aver preso parte alla strage, fornendo cosĂŹ un riscontro alle dichiarazioni di SCARANTINO
- 19 luglio 2001 allâudienza dâAppello del âBorsellino bisâ, la Corte accoglie le richieste dellâavv. ROSALBA DI GREGORIO, acquisendo al fascicolo del dibattimento anche la âproposta sanitariaâ dellâospedale militare di Chieti che esonerò dal servizio di leva VINCENZO SCARANTINO. Nel referto, SCARANTINO viene definito âneurolabileâ, un soggetto che âminaccia reazioni al minimo stimolo esogeno non graditoâ.
2002
- 1 febbraio 2002 SCARANTINO al processo dâAppello âBorsellino Bisâ afferma: âHo ritrattato perchĂŠ mi hanno minacciato, la verità è quella che ho detto nel processo di primo gradoâ. SEGUE.
- 8 marzo 2002 confronto SCARANTINO/CANCEMI Â al processo dâappello del âBorsellino Unoâ AUDIO
- 8 marzo 2002 confronto SCARANTINO/DI MATTEO depone al processo dâappello del âBorsellino Unoâ AUDIO
- 18 marzo 2002 SENTENZA appello âBORSELLINO BISâ La sentenza viene emessa 2002 dalla Corte di Assise dâAppello di Caltanissetta. Non tenendo conto delle ritrattazioni di VINCENZO SCARANTINO, vengono inflitti tredici ergastoli. Oltre ai sette ergastoli del primo grado vengono condannati al carcere a vita anche Cosimo Vernengo, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Lorenzo Tinnirello, Giuseppe Urso e Gaetano Murana. Le altre condanne vengono confermate.
- 22 novembre 2002Â SCARANTINO viene condannato a otto anni di reclusione dal Gip di Roma RENATO CROCEÂ per calunnia nei confronti dei pm palermitani ANNAMARIA PALMA e CARMELO PETRALIA oltre che del defunto ARNALDO LA BARBERA.
2003
- 21 aprile 2003 Eâ ufficiale: le dichiarazioni di SPATUZZA sono state riscontrate in tutti i punti che riguardano la strage di via DâAmelio ne consegue quindi che SCARANTINO SEGUE
- 23 maggio 2003 Viene arrestato accusato di aver partecipato alla strage di Borsellino. Nel giorno dedicato alla memoria del giudice Giovanni Falcone e delle altre vittime di Capaci, finisce la latitanza di uno di coloro ritenuti responsabili della strage di via DâAmelio Eâ GIUSEPPE URSO 44 anni, condannato allâergastolo dalla Corte di Assise di appello di Caltanissetta accusato di  aver imbottito di esplosivo lâautomobile che venne fatta esplodere nel pomeriggio del 19 luglio 1992. Indicato come un esponente della famiglia mafiosa palermitana di Santa Maria di GesĂš, Urso era ricercato dal 18 marzo del 2002, da quando i giudici della corte che lo hanno condannato al carcere a vita ha emesso lâordine di carcerazione. SarĂ poi assolto dalla Corte dâassise dâappello di Catania, al processo di revisione scaturito dalle false dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino.In carcere ci restò fino al 2011. Otto anni per una strage che non aveva commesso.
Scagionato dalla strage Borsellino verrĂ successivamente arrestao il 26 novembre 2017. Urso è il quarto che torna in cella fra i condannati e poi assolti per lâeccidio in via DâAmelio.  La stessa sorte era giĂ toccata ad altri tre boss che, come lui, erano stati ingiustamente condannati allâergastolo. Scagionati dallâaccusa di avere assassinato il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta, scarcerati e di nuovo arrestati per mafia. Giuseppe Urso, 58 anni, ha seguito le orme di Salvatore Profeta, Natale Gambino e Cosimo Vernengo assolti dalla Corte dâassise dâappello di Catania, al processo di revisione scaturito dalle false dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino. In casa di Urso i carabinieri del Ros hanno trovato ventisette mila euro in contanti. Impacchettati e nascosti. Lo arrestarono la prima volta il 23 maggio 2003, nel giorno in cui si ricorda lâeccidio di Capaci. Ricercato da un anno, Urso fu scovato in un appartamento in via Argento in compagnia della moglie. Fu giudicato colpevole assieme a Cosimo Vernengo di avere trasportato lâesplosivo per imbottire la Fiat 126 utilizzata per lâattentato di via DâAmelio. In carcere ci restò fino al 2011. Otto anni per una strage che non aveva commesso. Ora è accusato di avere parte del clan di Santa Maria di GesĂš. - 31 maggio 2003 viene ucciso a Palermo ROSARIO SCARANTINO, un operaio di 30 anni, cugino del nuovamente âpentitoâ Vincenzo. La dinamica dellâomicidio è chiaramente mafiosa. Trascorrono cinque anni e il 15 ottobre 2008 diventa ufficiale il âpentimentoâ di Gaspare Spatuzza, killer del gruppo di fuoco dei fratelli Graviano, boss di Brancaccio. Spatuzza fa una rivelazione che spiazza e sbugiarda definitivamente Scarantino. Dice Spatuzza. âFui io a rubare la 126 usata come autobomba per la strage di Via DâAmelio. A commissionarmi il furto furono i fratelli Gravianoâ. Il sicario, che ha sulle spalle una quarantina di delitti tra cui quello di don Pino Puglisi, parla da 4 mesi, ma non è stato ancora ammesso al programma di protezione. I magistrati ne stanno valutando lâattendibilitĂ soprattutto alla luce delle contraddizioni tra la sua ricostruzione della strage e quella del âpentitoâ Vincenzo Scarantino. Sui racconti di questâultimo poggia infatti la veritĂ giudiziaria sancita dal primo dei tre processi celebrati su via DâAmelio.
- 21 novembre 2003 LâattendibilitĂ di GASPARE SPATUZZA si rafforza. VITTORIO TUTINO uomo della cosca palermitana di Brancaccio, nel corso di un interrogatorio a Caltanissetta davanti ai magistrati del pool che indaga sulle stragi del â92, fornisce infatti una versione coincidente con quella di  SPATUZZA. La versione di SCARANTINO è cosĂŹ definitivamente smontata. Conferma agli inquirenti di aver preso parte ai preparativi della strage Borsellino, fornendo lâauto, poi imbottita di esplosivo e posteggiata sotto casa della mamma del giudice, in via DâAmelio. Lâuomo, condannato a 28 anni per le autobombe del â93, conferma di aver agito assieme a SPATUZZA. SEGUE
- 1 dicembre 2003 Si apprende che indagini difensive dirette alla revisione del processo per la strage di via dâAmelio sono state avviate nei mesi scorsi dai difensori di GAETANO SCOTTO, uno degli imputati condannato definitivamente allâergastolo. Secondo Scarantino, insieme ad altri avrebbe ricevuto la notizia che Borsellino era stato intercettato dal boss Gaetano Scotto, fratello di Pietro, tecnico di telefonia, che avrebbe compiuto lâintercettazione, questâultimo è però assolto definitivamente. La difesa di alcuni imputati condannati per la strage sta puntando alla revisione del processo in cui sono stati inflitti decine di ergastoli.
2004
- 29 luglio 2004 la procura distrettuale antimafia di Caltanissetta avvia indagini per accertare se davvero â come SCARANTINO aveva ammesso in passato â sia stato aggiustato il primo verbale di interrogatorio reso, nel 1994, dallo stesso. Lâipotesi si inserisce nellâambito di un presunto depistaggio che potrebbe esserci stato nellâinchiesta sulla morte di Paolo Borsellino e della sua scorta. SEGUE
2009
- 2009 Dopo quasi otto anni gli ergastoli inflitti per la strage sono 25. Â SEGUE
2010
- 29 ottobre 2010Â SCARANTINO scrive ad AGNESE BORSELLINOÂ âMentii sullâattentato, mi hanno costrettoSEGUE
2011
- 2 novembre 2011 Via DâAmelio, ex pentito Scarantino prima fugge dal convento poi ricompare.SEGUE
2014
- 30 gennaio 2014 SCARANTINO viene arrestato: il VIDEO
- 1 febbraio 2014 SCARANTINO depone al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 1 aprile 2014  SCARANTINO: âChiedo scusa ai familiari delle vittime e alle persone offese. Tante volte ho cercato di dire la veritĂ . Ho detto che quelli che mi hanno condotto a mentire sono stati La Barbera, Bo, Giampiero Valenti e Mimmo Militello e mi spiace perchĂŠ ogni volta devo essere giudicato come il carnefice.â âHo sempre detto che della strage non so niente e che mi hanno indotto a fare le dichiarazioni. FinchĂŠ avrò ultimo respiro cercherò di difendermi per togliere ogni dubbio della mostruositĂ che mi hanno addossato.â âMi hanno distrutto la vita sono 22 anni che non vivo piĂš, sono chiuso in isolamento e spero in Dio che esca la veritĂ . Sono stato picchiato davanti ai miei figli e mia moglie mi hanno anche puntato la pistola addosso.â (Dal Borsellino Quater)
- 1 aprile 2014 SCARANTINO depone al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 16 ottobre 2014  FRANCESCO ONORATO  depone alâBorsellino Quaterâ (AUDIO) ex reggente del mandamento di Partanna-Mondello, davanti alla Corte dâAssise di Caltanissetta che celebra il processo Borsellino quater. âLa Barbera câha i corna dure, riesce a portare in una strada diversa questa indagineâ dicevano i boss di Cosa nostra in carcere. âQuando Scarantinocollabora  sia con Pino Galatolo che con qualche altro uomo dâonore si parlava di questo episodio, che La Barbera usava lo Scarantino per parare altre persone, portando una strada diversa da quella che poi realmente era. Eravamo nella stessa sezione nel â95-â96 io e Pino Galatolo, fratello di Enzo e rappresentante della famiglia dellâAcquasantaâ.
2015
- 4 giugno 2015 SCARANTINO: La riunione, lâincontro con RIINA e lâauto da rubare, tutte menzogne NEWS e AUDIO deposizione al Borsellino Quater. SCARANTINO racconta in aula il depistaggio di Stato: âCostretto a dire il falso da pm e poliziottiâ SEGUE
- 14 dicembre 2015 Borsellino Quater Deposizione Ilda Boccassini su attendibilitĂ SCARANTINOâ AUDIO
2016
- 11 maggio 2016 Confronto MARIO BO/VINCENZO SCARANTINO al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 11 maggio 2016 Confronto MARIO BO/ROSALIA BASILE al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 12 maggio 2016 Borsellino quater Confronto RICCIARDI-SCARANTINO: ancora âfaccia a facciaâ poliziotti e falsi pentiti â AUDIO â Â AUDIO RADIO RADICALE
- 15 maggio 2016 Parla il pentito taroccato VINCENZO SCARANTINO e accusa SEGUE
- 29 maggio 2016 SCARANTINO depone al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 4 giugno 2016Â SCARANTINO depone al âBorsellino QuaterâAUDIO
2017
- 10 dicembre 2017 âOrrori e menzogne con un pupo travestito da pentitoâ. Il processo per lâomicidio di Paolo Borsellino è stato un grande bluff SEGUE
2018
- 15 novembre 2018 GENCHI: âLa Barbera cercava solo lâappiglio per rendere credibile Scarantinoâ La deposizione a Palermo â Genchi: âMi disse: basta un elemento minimaleâ. E il falso pentito diventò il teste-chiave. SEGUEÂ
2019
- 4 febbraio 2019 SANTINO DI MATTEO âHo detto subito che SCARANTINO aveva raccontato un sacco di bugie e fesserie sulla strage di Via DâAmelio, da siciliano non capivo cosa dicesse. La ragione me lâhanno data dopo 25 anniâ. âIeri sera â ha spiegato Di Matteo, il cui figlio Giuseppe venne rapito, ucciso e sciolto nellâacido nel 1996 quando aveva 15 anni. â Ho sentito in tv lâintervista a Fiammetta, la figlia di Paolo Borsellino. Venticinque anni fa io ho avuto un confronto con Scarantino. Quando ha finito di parlare ho detto: âGuardate che questo non fa parte di nessuna organizzazione. Questo piĂš che rubare ruote di scorta, radio delle macchine o vendere qualche pacchetto di sigarette di contrabbando, non ha fatto. Questo non sa, ve lo dico ioâ VIDEO TG 2000
- 21 febbraio 2020 ILDA BOCCASSINI / IL JâACCUSE SUL TAROCCAMENTO DI SCARANTINO PER VIA DâAMELIOÂ SEGUE
- 11-12 maggio 2019 SCARANTINO depone al âBorsellino Quaterâ AUDIO
- 16 maggio 2019 VINCENZO SCARANTINO depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 16 maggio 2019 SCARANTINO al âprocesso depistaggio: âLA BARBERA mi diceva: âSei Buscetta juniorâ SEGUE
- 16 maggio 2019 SCARANTINO depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 16 maggio 2019 Â Via DâAmelio, parla il falso pentito Scarantino. âLa Barbera mi: sei Buscetta juniorâ Â SEGUE
- 16 maggio 2019 âprocesso depistaggioâ, SCARANTINO âIo colpevole di essere innocenteâ . Scandisce piĂš volte la frase, la ripete due, tre, quattro volte. Con lo sguardo perso nel vuoto. Riappare in unâaula di giustizia Vincenzo Scarantino, lâex picciotto della Guadagna di Palermo, pentito e poi pentito, per due volte di seguito, di essersi pentito. Molto dimagrito rispetto alle ultime apparizioni, con i capelli brizzolati, polo grigia e giubbotto nero, Scarantino, nascosto dietro un paravento bianco, è stato chiamato a deporre al processo sul presunto depistaggio sulle indagini della strage di via DâAmelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta. Sul banco degli imputati tre poliziotti, Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di concorso in calunnia aggravato. Ad ascoltarlo, seduta in secondo fila nellâaula bunker del carcere di Caltanissetta câè anche FIAMMETTA BORSELLINO. Non si distrae un attimo. Ascolta con attenzione la deposizione fiume dellâex collaboratore, condannato per calunnia, e muove piĂš volte la testa. Fino a sbottare, durante una breve pausa: âEâ offensivo avere addebitato a uno come Vincenzo Scarantino la strage in cui è morto mio padre, semplicemente offensivo. Sono esterrefattaâ. Scarantino, in un italiano incerto, sollecitato dal Procuratore aggiunto Gabriele Paci e dal pm Stefano Luciani, ripete anche stavolta quanto giĂ spiegato in passato ai magistrati. Di avere deciso di collaborare solo perchĂŠ âstanco delle botte e delle torture, fisiche e psicologiche, che subivo in carcereâ. Fino a parlare dei âvermi messi nella minestraâ e i âcolpi di paletta nelle parti intimeâ. Anche se ci sono molti ânon ricordoâ durante la lunga deposizione di Scarantino, interrotta solo da una breve pausa pranzo. Lâex pentito racconta la sua âcarrieraâcriminale fino allâarresto, subito dopo la strage Borsellino. ADNKRONOS
- 17 maggio 2019 SCARANTINO depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 17 maggio 2019 Processo depistaggio, SCARANTINOâcosĂŹ venivo indottrinato dai poliziottiâ, mi hanno rovinato lâesistenza. SEGUE
- 18 maggio 2019 SCARANTINO:ÂŤSu via DâAmelio solo ILDA BOCCASSINI Â capĂŹ le mie menzogneÂť Â SEGUE
- 29 maggio 2019 VINCENZO  SCARANTINO depone âProcesso depistaggioâ â  Nuovo dietrofront del pentito di mafia SEGUE
- 29 maggio 2019 SCARANTINO depone al âProcesso depistaggioâ AUDIOÂ
- 15 giugno 2019 SCARANTINO Cosa contengono le 19 bobine scomparse ? SEGUE
- 19 giugno 2019 SCARANTINO depone al âProcesso Depistaggioâ âNel 1992 vendevo sigarette di contrabbandoâ AUDIO e NEWS
- 19 giugno 2019 Il giallo delle bobine scomparse. Cosa contengono le 19 bobine su cui verranno effettuati, al RACIS dei Carabinieri di Roma, degli accertamenti tecnici non ripetibili nellâambito dellâinchiesta di Messina sul depistaggio sulla strage di Via DâAmelio? Eâ lâinterrogativo che serpeggia negli ambienti giudiziari di Caltanissetta e Messina, in vista degli accertamenti dei 19 supporti magnetici. E come mai le bobine sono finite da Caltanissetta alla Procura di Messina, pur non essendo noto il loro contenuto? Altre domande. Lâunica certezza è che le microcassette riguardano lâex pentito di mafia Vincenzo Scarantino, che ha piĂš volte ritrattato le sue dichiarazioni nellâambito dei processi sulla strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta.
- 19 giugno 2019Â Al âprocesso Depistaggioâ il controesame Scarantino: âA domande sui magistrati non rispondoâ. âPer ogni domanda che riguarda i magistrati mi avvalgo della facoltĂ di non rispondereâ. SEGUENEWS
- 20 giugno 2019 SCARANTINOÂ nella sua abitazione aveva un telefono fissoSEGUE
- 12 luglio 2019 SCARANTINO depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 12 luglio 2019 Borsellino, parla un poliziotto:âScarantino? Era confusionarioâ Â SEGUE
- 12 luglio 2019 AUDIO Processo depistaggio via dâAmelio, La Testimonianza dellâispettore GIOVANNI GUERRERA, allâepoca aggregato nel gruppo Falcone-Borsellino racconta il trasporto di Scarantino a Pianosa: âLo andammo a prendere a Boccadifalco, dove si trovava SEGUE
- 9 settembre 2019 Agente  della scorta rivela: âScarantino temeva di non essere credutoâ SEGUE
- 30 ottobre 2019 Â I brogliacci delle telefonate. Mistero sul pentito SCARANTINO VIDEO
- 30 ottobre 2019 Ecco le telefonate di SCARANTINO : âDovevo parlare subitoâ SEGUE
- 30 ottobre 2019 Lâultimo mistero del falso pentito SCARANTINO Alla vigilia del processo voleva svelare il depistaggio. Ecco i brogliacci delle conversazioni con pm e poliziotti, il giallo si infittisce: chi lo convinse a non tirarsi indietro? SEGUE
- 8 novembre 2019 âSCARANTINO a Pianosa non denunciò maltrattamentiâ Lâispettore di polizia Giampiero Guttadauro, che faceva parte del gruppo investigativo âFalcone e Borsellinoâ, è stato sentito al processo sul presunto depistaggio dopo la strage: âParlava di donne e sigarette, non mi ha parlato di nessun tipo di attivitĂ di reato commessoâ AUDIO e NEWS deposizione.
- 15 novembre 2019 La prescrizione salva SCARANTINO condannati gli altri falsi pentiti SEGUE
- 15 novembre 2019 A Messina spuntano i verbali inediti di SCARANTINO SEGUE
- 15 novembre 2019 âBORSELLINO QUATERâ, CONDANNE CONFERMATE IN APPELLO. ERGASTOLO PER I BOSS. DIECI ANNI PER I FALSI PENTITI. PRESCRITTA LA CALUNNIA DI SCARANTINO. SEGUE
- 29 novembre 2019 FAUSTO CARDELLA, magistrato, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO e NEWS âQuando arrivammo qua insieme a ILDA BOCCASSINI trovammo una situazione di stasi investigativa. Vincenzo Scarantino era giĂ stato arrestato sulla base di intercettazioni ambientali fatte nel carcere in cui erano rinchiusi CANDURA e un altro detenuto. âŚâIl dottore aveva lâabitudine di venire a Caltanissetta per portare carte, normalmente verso le 21 di sera. Andava dalla dottoressa Boccassini, depositava le carte e allora mi chiamavano.
- 3.10.2019 Lâultimo mistero del falso pentito SCARANTINO. Alla vigilia del processo voleva svelare il depistaggio Ecco i brogliacci delle conversazioni con pm e poliziotti, il giallo si infittisce: chi lo convinse a non tirarsi indietro? SEGUE
- 18 ottobre 2019 DEPOSIZIONE di GIAMPIERO VALENTI della Polizia di Stato: âMi ordinarono di interrompere la registrazione di VINCENZO SCARANTINOperchĂŠ il collaboratore doveva parlare con i magistratiâ. SEGUE
- 30 ottobre 2019 âDepistaggio Borsellinoâ, i brogliacci delle telefonate. Mistero sul pentito SCARANTINOÂ SEGUE
- 30 ottobre 2019 Depistaggio Borsellino, ecco le telefonate di Scarantino: âDovevo parlare subitoSEGUE
- 31 ottobre 2019 Falsi pentiti, telefonate e bugie. Borsellino, una palude giudiziaria Definirle anomalie diventa, giorno dopo giorno, riduttivo. Â SEGUE
- 8 novembre 2019 âA Firenze ebbi un alterco con Vincenzo Scarantino perchĂŠ aveva picchiato brutalmente la moglieâ. Â SEGUE
- 15 novembre 2019 La prescrizione salva SCARANTINO condannati gli altri falsi pentiti SEGUE
- 15 novembre 2019 Depistaggio sulla strage Borsellino, a Messina spuntano i verbali inediti di SCARANTINO SEGUE
Speciale sentenze âBorsellino Quaterâ - 5 dicembre 2019 Ritrovate 19 bobine con le trascrizioni delle intercettazioni di SCARANTINO: âCollaboro o mâimpiccoâ  Lâ8 maggio 1995 Il pm CARMELO PETRALIA, che allâepoca coordinava lâinchiesta sulla strage di via DâAmelio, parla al telefono con SCARANTINO. In una telefonata Petralia dice: âScarantino, iniziamo un lavoro importantissimo che è quello della sua preparazione alla deposizione al dibattimento⌠mi sono spiegato, Vincenzo⌠si sente pronto lei?âŚâ Â
- 5 dicembre 2019 Ritrovate le registrazioni delle telefonate tra Magistrati e Scarantino. Vengono depositate a Caltanissetta le intercettazioni SEGUE â Palermo Today â   Il Riformista â  Il Fatto Quotidiano â La RepubblicaÂ
- 6 dicembre 2019 Depistaggio via dâAmelio, depositate le trascrizioni delle telefonate Scarantino-pmSEGUE
- 9 dicembre 2019 pm ROBERTO SAIEVAÂ racconta le divergenze tra pm su SCARANTINO SEGUE
2020
- 13 gennaio 2020 ANTONINO DI MATTEO: âNo alla protezione a SPATUZZA, rimette in discussione le stragiâ SEGUE
- 20 Â gennaio 2020 Giornata di fuoco a Caltanissetta, al processo sulla âdepistaggio della strage di via dâAmelioâ in cui, con una âDeposizione fitta di nomi e misteriâ, viene ascoltato il Procuratore aggiunto di Catania CARMELO PETRALIA. (AUDIO) Tra gli uditori FIAMMETTA BORSELLINO che SEGUE
- 24 gennaio 2020Â CARMELO PETRALIA depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 31 gennaio 2020 CARMELO PETRALIA depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 31 gennaio 2020 VINCENZO MANISCALDI, Polizia di Stato, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 3 febbraio 2020 ANTONINO DI MATTEO: âCâerano dubbi molto seri sulla credibilitĂ di SCARANTINOâ . Depistaggio Scarantino, lâex Pm ANTONINO DI MATTEO ricorda poco: non sapremo mai chi ha ucciso BorsellinoâNEWS e AUDIO. Al processo depone il consigliere del Csm Antonino Di Matteo: âMai convinti in pieno da Scarantinoâ ha detto lâex pm, e poi considero il âfurto dellâagenda rossa lâinizio di un possibile depistaggioâ
- 3 febbraio 2020 ANTONINO DI MATTEO / Tutte le bufale sul depistaggio BORSELLINO e il  JâACCUSE di FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE
- 3 febbraio 2020 ANTININO DI MATTEO : âIl capo del Sisde di Caltanissetta tra il 1995 e il 1996 frequentava tribunale di Caltanisettaâ SEGUE
- 3 febbraio 2020 ANTONINO DI MATTEO:â Câerano dubbi molto seri sulla credibilitĂ di Vincenzo Scarantinoâ SEGUE
- 5 febbraio 2020 ANTONINO DI MATTEO e LE BUFALE SUL DEPISTAGGIO BORSELLINO SEGUE
- 7 febbraio 2020 SANTI GALLINA, Polizia di Stato, depone al â Processo depistaggioâ AUDIO
- 7 febbraio 2020 ERMENELINDA UBBRIACO, Polizia di Stato, depone al â Processo depistaggioâ AUDIO
- 7 febbraio 2020 CLAUDIO CASTAGNA, Polizia di Stato, depone al â Processo depistaggioâ AUDIO
- 20 febbraio 2020 ILDA BOCCASSINIÂ al âProcesso depistaggioâ: VINCENZOSCARANTINO? âNon era credibileâ; âi dubbi câerano fin dallâinizioâ; âera un mentitoreâ, âsi doveva capire subito che era inattendibileâ, âera un poveraccioâ SEGUE
- 20 febbraio 2020 ILDA BOCCASSINI depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO e STRALCI
- 20 febbraio 2020 Â SCARANTINO e le indagini fatte male, i mille dubbi della BOCCASSINI SEGUE
- 21 febbraio 2020 ILDA BOCCASSINI/IL JâACCUSE SUL TAROCCAMENTO DI SCARANTINO PER VIA DâAMELIOÂ SEGUE
- 14 maggio 2020 Richiesta di archiviazione procedimento contro pm PALMA e PETRALIA SEGUE
- 11 giugno 2020 FIAMMETTA BORSELLINO SENTITA SUI COLLOQUI CON I FRATELLI GRAVIANO IN INCHIESTA IN CORSO A MESSINA SU DEPISTAGGIO INDAGINI STRAGE VIA DâAMELIO SEGUE
- 19 giugno 2020 Processo a Matteo Messina Denaro â Procuratore PACI a VINCENZO CALCARA: âForse sarebbe il momento di dire la veritĂ â SEGUE
- 20 giugno 2020 LUIGI CATOUNNO, Polizia di Stato, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 20 giugno 2020 GIOVANNI ARCANGIOLI, Ufficiale Carabinieri, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 3 luglio 2020 Processo depistaggio via dâAmelio: teste della DIA, FRANCESCO PAPA anomalie su telefonate Scarantino NEWS e AUDIO
- 17 luglio 2020Â FABIO TRIZZINO:Â âCause morte nei 57 giorni dopo Falcone e gestione del rapporto Mafia e Appalti AUDIO e NEWS
- 17 luglio 2020 pm PACI: âBorsellino era da tempo nel mirino di MATTEO MESSINA DENAROâ SEGUE
- 18 luglio 2020 Borsellino, i familiari: âSilenzi e parole tardive da pezzi dello Statoâ ÂŤNoi dobbiamo fare lâanalisi delle parole di Borsellino, che ha lasciato detto qualcosa che può guidare gli investigatori verso la possibilitĂ di scoprire le ragioni e i motivi della sua morte, noi dovremmo fare unâesegesi delle parole di Borsellino evitando di contaminare quelle che erano le sue conoscenze prima di Capaci e ciò che acquisĂŹ in quei 57 giorni, in cui trovo una plausibile spiegazione nellâaccelerazioneÂť. Ne è convinto lâavvocato FABIO TRIZZINO, legale dei familiari del magistrato Paolo Borsellino, che sottolinea le ÂŤcollaborazioni tardive di Claudio Martelli, Liliana Ferraro, Alessandra Camassa e Massimo Russo, da cui abbiamo saputo delle cose che creano un rinnovato doloreÂť. Il legale rappresenta la famiglia Borsellino costituitasi parte civile, nel processo a Matteo Messina Denaro, per il quale ieri lâaccusa ha chiesto lâergastolo in quanto ritenuto uno dei mandanti delle stragi del â92. Dopo lâuccisione di Giovanni Falcone, la mafia siciliana aveva stabilito lâeliminazione di Calogero Mannino, ma poi lâobbiettivo immediato diventò Paolo Borsellino. ÂŤDa quanto ci raccontano i collaboratori di giustizia, la virata avviene tra il 3 e il 20 giugnoÂť, ha spiegato Trizzino. Cosa succede? ÂŤLâautoritĂ giudiziaria di Catania, con il sostituto procuratore Felice Lima, stava interrogando Giuseppe Lipera del 13-14-15 giugno 1992. Noi dobbiamo capire se alcune di quelle informazioni possano essere finite a Borsellino e questo è importante perchè potremmo iniziare a vedere la finalitĂ preventiva di bloccare Borsellino sul fronte del dossier âMafia e appaltiâÂť. Di certo, ÂŤle cause della morte di Borsellino sono nei 57 giorni che lo separano dalla strage di CapaciÂť e ÂŤnella gestione del rapporto Mafia e AppaltiÂť.
- 19 luglio 2020 GIOACCHINO GENCHI: âNon solo LA BARBERA dietro il depistaggio.SEGUEÂ
- 19 luglio 2020 Non solo LA BARBERAdietro i buchi neri dellâinchiesta SEGUE
- 22 luglio 2020 âProcesso depistaggioâ. LUIGI LAZZARA Anomalie nelle registrazioni delle telefonate di Scarantino SEGUE
- 22 luglio 2020 LORENZO NARRACCI, giĂ Vice Capo Ufficio SISDE di Palermo depone al âprocesso depistaggioâ AUDIO
- 24 luglio 2020 Processo ândrangheta stragista: due condanne allâergastolo perGRAVIANO e FILIPPONE SEGUE
- 20 agosto 2020 Borsellino, 5 giorni prima della strage, ai colleghi: ÂŤApprofondite mafia-appalti!Âť SEGUE
- 12 ottobre 2020 LUIGI SAVINA, Polizia di Stato, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 12 ottobre 2020 FRANCESCO PAOLO MAGGI, Polizia di Stato, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO e NEWS
- 12 ottobre 2020 FELICE CAVALLARO , giornalista, depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 12Â ottobre 2020 Â FELICE Â CAVALLARO, testimone: âUfficiale carabinieri prese la borsa del giudiceâ SEGUE
- 13 ottobre 2020Â PAOLO BORSELLINO e le testimoni di giustizia PIERA AIELLO e RITA ATRIA SEGUE
- 20 ottobre 2020Â Viene emessa la Sentenza al Processo a Matteo Messina Denaro accusato di essere uno dei mandanti degli attentati di Capaci e Via DâAmelio SEGUE
- 21 ottobre 2020 âLâultima sentenza sulle stragi? Un punto di partenza per nuove indaginiâ. Parla il pm GABRIELE PACI SEGUE
- 8 novembre 2020 La presenza del SISDE in via DâAmelio SEGUE
- 11 dicembre 2020 EMILIO BORGHINI, ufficiale dei Carabinieri depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO
- 11 dicembre 2020 NICOLA MANCINO, giĂ Ministro dellâInterno depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO  MANCINO: âMai avuto rapporti con Borsellinoâ  âNon conoscevo personalmente Paolo Borsellino e non avevo mai avuto rapporti con lui, ci fu solo una stretta di mano il giorno in cui mi insediai come ministroâ.Lo ha dichiarato lâex ministro dellâInterno Nicola Mancino sentito come teste, in videoconferenza, questa mattina nel corso dellâudienza del processo sul depistaggio della Strage di Via dâAmelio che si celebra a Caltanissetta. Lâincontro a cui fa riferimento Mancino risale al primo luglio del 1992, giorno in cui si insediò al Viminale. âCâerano molte persone quel giorno â ha aggiunto il teste â che volevano congratularsi con me per la mia nomina. Borsellino era accompagnato da Vittorio Aliquò ma questo lâho saputo dopoâ. Mancino ha poi aggiunto di non aver mai conosciuto lâallora capo della squadra Mobile di Palermo Arnaldo La Barbera e di aver incontrato lâex funzionario del Sisde Bruno Contrada poco prima del suo arresto. Ha poi riferito che non fu coinvolto dallâallora ministro della Giustizia Giovanni Battista Conso sullâemanazione dei decreti applicativi del 41bis. A citare lâex capo del Viminale, è stato lâavvocato di parte civile, Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino. Imputati del processo sono tre poliziotti: Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati di calunnia aggravata in concorso. ANSA
- 19 dicembre 2020 âTante anomalie sui pm PALMA, PETRALIA e DI MATTEOâ  LâAVV. DI GREGORIO attacca i magistrati che seguironoSCARANTINO SEGUE
- 3 febbraio 2020 FIAMMETTA BORSELLINO âNessuno vuole fare emergere la veritĂ â SEGUE
- 3 febbraio 2020 FIAMMETTA BORSELLINO: âDelusa dalla deposizione del pm DI MATTEO. Penso ci sia una enorme difficoltĂ a fare emergere la veritĂ . SEGUE
- 3 febbraio 2020  Processo depistaggio, lâaccusa di FIAMMETTA BORSELLINO: âDelusa dalla deposizione del pm Di Matteoâ Il consigliere del Csm ha deposto al processo sulle indagini della strage di via DâAmelio che vede alla sbarra tre poliziotti: Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei âPenso ci sia una enorme difficoltĂ a fare emergere la veritĂ â è il nuovo atto dâaccusa di Fiammetta Borsellino, al termine dellâudienza del processo per il depistaggio. âHo ascoltato molto attentamente la deposizione del consigliere Di Matteo e rimango sempre stupita da questa difesa oltre che personale a oltranza di questi magistrati e poliziotti che si sono occupati dellâindagine sulla strage. Ma sembrano tutti passati lĂŹ per casoâ. Lo ha detto Fiammetta Borsellino fuori dallâaula di giustizia di Caltanissetta dove ha deposto il consigliere del Csm Antonino Di Matteo al processo sul depistaggio sulle indagini. âDelusa e amareggiata perchĂŠ vedo che câè una enorme difficoltĂ a fare emergere la veritĂ â SEGUE
- 3 febbraio 2020 FIAMMETTA BORSELLINO: âDai pm veritĂ taciutaâ ÂŤNon ho notato alcuna volontĂ , al di lĂ del tentativo di discolparsi, di dare un contributo per capire cosa è accaduto. E questo mi fa molto maleÂť. FIAMMETTA BORSELLINO sbotta dopo aver ascoltato in silenzio la lunga deposizione dellâex PM ANTONINO DI MATTEO SEGUE
- 4 febbraio 2020 DI MTTEO/FIAMMETTA BORSELLINO Â Video TGR Sicilia
- 5 febbraio 2020 ANTONINO DI MATTEO e TUTTE LE BUFALE SUL DEPISTAGGIO BORSELLINO SEGUE
- 6 febbraio 2020 DEPISTAGGIO: ANTONINO DI MATTEO non convince FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE
- 6 marzo 2020 FIAMMETTA BORSELLINO: âPerchĂŠ sto aiutando un assassino di papĂ â FABIO TRANCHINA e la sua compagna hanno gravi difficoltĂ economiche Lui è lâex autista del boss GRAVIANO e oggi collabora con la giustizia. SEGUE
- 6 marzo 2020  Il rancore è un sentimento distruttivo e non serve a risolvere le cose: questo è il pensiero che FIAMMETTA BORSELLINO ha nei confronti di chi ha contributo nel 1992 allâomicidio di suo padre, il magistrato Paolo Borsellino. âSolo per avere provato ad aiutarmi lo ringrazierò per tutta la vitaâ, dice la figlia del magistrato quasi trenta anni dopo la strage. FABIO TRANCHINA, lâautista della strage di via dâAmelio, oggi collabora con la giustizia e ha incontrato la donna. âTranchina mi ha parlato del suo dolore mi ha raccontato la sua gioventĂš difficile, la sua voglia di cambiare vita e le difficoltĂ enormi che sta incontrandoâ. In quel momento, un anno fa, Fiammetta Borsellino decise che lo avrebbe aiutato. Lâattuale compagna di Tranchina è la ex-moglie di un boss e ha lasciato la famiglia mafiosa per cambiare vita. âNon hanno praticamente di cosa vivereâ, dice Fiammetta. La donna non può tornare nella sua cittĂ per paura di essere ammazzata. La figlia di Paolo Borsellino sta cercando in tutti i modi di trovarle un lavoro. In questi mesi ha scritto lettere, fatto telefonate e incontrato dirigenti e amministratori pubblici per risolvere questa situazione. âHo parlato con il sindaco Orlando e con i suoi funzionari, spiegando la situazioneâ. âHo ribadito che questo è un caso importante, ho parlato anche con il servizio centrale di protezione, lo Stato dovrebbe farsi carico di chi ha accettato di sostenere la ricerca della veritĂ â. Una battaglia per cui la donna non si dĂ per vinta. LA REPUBBLICA
- 11 giugno 2020 FIAMMETTA BORSELLINO sentita a Messina per lâinchiesta depistaggi e stragi. SEGUE
- 20 giugno 2020 Depistaggio Borsellino: i dubbi di FIAMMETTA sui pm PALMA e DI MATTEO SEGUE
- 3 luglio 2020Â ANTONINO DI MATTEO depone al âProcesso depistaggioâ â La delusione di FIAMMETTA BORSELLINO SEGUE
- 17 luglio 2020Â FAMIGLIARI BORSELLINO: cause morte nei 57 giorni dopo FALCONE e gestione del rapporto Mafia e Appaltiâ SEGUE
- 17 settembre 2020 La FAMIGLIA  BORSELLINO esprime piena fiducia al pm PACIe diffida VINCENZO CALCARA ⌠SEGUE
- 11 ottobre 2020 Speciale PAOLO BORSELLINO ERA MIO PADRE SEGUE
- 19 novembre 2020 FIAMMETTA BORSELLINO: âIl futuro passa da quiâ intervista a Vanity Fair SEGUE
- 10 dicembre 2020 FIAMMETTA BORSELLINO allâattacco:âIndagini fatte male, archiviazione sui pm prematuraâ Â SEGUE
- 11 dicembre  2020 Lâamarezza di FIAMMETTA  BORSELLINO: âUn Paese senza veritĂ non può avere futuroâ SEGUE
- Dicembre 2020 Rassegna stampa de LA DENUNCIA DI FIAMMETTA BORSELLINO
2021
- 9 giugno 2021 BRUNO CONTRADA, Scarantino un cialtrone si capiva subito âHo studiato la mafia, gli uomini di mafia e la loro mentalitĂ , ho cercato di documentarmi. Se io avessi trattato Vincenzo Scarantino dopo 24 ore mi sarei accorto che era un cialtrone e che raccontava cose false. E questo non perchè io sia piĂš bravo di altri, ma per la mia conoscenza di quegli argomenti. Io però non ho mai indagato su di lui, sono solo venuto a sapere che, quando non era pentito, era parente di un mafiosoâ. Lo ha dettoBruno Contrada, ex numero due del Sisde intervenendo davanti allâAntimafia Regione Sicilia che indaga sui depistaggi delle indagini sulla strage di Via dâAmelio. Alla domanda del presidente della commissione Claudio Fava sul perchè lâallora capo della Mobile di Palermo La Barbera non abbia capito che Scarantino, poi rivelatosi un falso collaboratore di giustizia, stesse mentendo, Contrada ha risposto: âCi sono organismi di polizia giudiziaria che non possono essere affidati, specie in luoghi come Palermo, a funzionari pur dotati di acume ma privi di esperienza di anni di lavoro e âfrequentazioneâ con la criminalitĂ organizzataâ. âQuando lessi anni dopo i nomi dei componenti del gruppo investigativo che indagava sulle stragi del â92, mi chiesi: âma questi che esperienza hanno?ââ âCome si fa ad affidare una inchiesta come quella su Via dâAmelio a persone cosĂŹ?  La Barbera sarĂ stato un ottimo poliziotto, ma ha fatto servizio al nord. Quando è arrivato a Palermo nemmeno sapeva cosa fosse la mafiaâ. (ANSA)
- 9 giugno 2021 â TRASCRIZIONE DI NR. 1 CD CONTENENTE  LA VIDEOREGISTRAZIONE DEL VERBALE DI ASSUNZIONE DI DICHIARAZIONI RESE EX ART.391 BIS CPP DA SCARANTINO Vincenzo SEGUE
- 21 giugno 2021 DIRETTORE DEL CARCERE DI PIANOSA A SCARANTINO NESSUN SOPRUSO â Al âprocesso depistaggioâ Cerri âNon ho mai ricevuto alcuna denuncia per maltrattamentiâ âVincenzo Scarantino â sottolinea Vittorio Cerri â mangiava regolarmente e non ho mai ricevuto alcuna denuncia per maltrattamenti o per la qualitĂ del ciboâ. Ha poi sottolineato rispondendo allâavvocato Giuseppe Panepinto, legale del funzionario di polizia Mario Bo accusato di calunnia aggravata: âEscludo assolutamente che possano essere stati messi dei vermi nel cibo di Scarantino. Il cibo a lui destinato veniva prelevato dalla cucina e gli veniva portato da persone di mia fiducia. Questo succedeva per tutti i detenuti segnalati dal ministeroâ. Il riferimento è alle affermazioni di Vincenzo Scarantino che, nelle scorse udienze, aveva affermato di essere stato vittima di soprusi allâinterno del carcere di Pianosa e che gli avrebbero urinato nella minestra dove a volte venivano messi anche dei vermi. Affermazioni assolutamente smentite da Cerri. Lâex direttore del super-carcere ha anche affermato di aver visto lâallora capo della Mobile di Palermo, Arnaldo La Barbera due-tre volte a Pianosa. In una di queste occasioni câera anche lâex pm Ilda Boccassini e che tutto veniva annotato in un registro. âCâera unâapposita sala dove si svolgevano i colloquiâ. A deporre anche la poliziotta Rita Loche. âVincenzo Scarantino era sempre nervoso, impaziente e infastidito. Anche i suoi figli, ancora bambini, avevano difficoltĂ ad avvicinarsi a lui. A un certo punto voleva fuggire dal residence di Jesolo dove era stato portato nellâagosto del 1994â. Nel 1992 la teste era in servizio alla squadra Mobile di Palermo e faceva parte del gruppo Falcone-Borsellino, costituito proprio per far luce sulle due stragi. Dal 12 al 25 agosto del â94 si occupò del falso pentito Vincenzo Scarantino, portato in localitĂ protetta a Jesolo insieme alla sua famiglia. âScarantino si esprimeva poco e male in italiano, parlava in dialetto siciliano. Ad un mio collega riferĂŹ che era stato a Pianosa, gli disse che si era trovato male e ne parlava come un periodo di sofferenza. A Jesolo non ho mai visto un magistrato nĂŠ un funzionario del gruppo Falcone Borsellino. Mi occupavo prevalentemente delle esigenze della moglie e dei bambiniâ.
- 17 settembre 2021 Depistaggio Borsellino, il giallo dei colloqui di SCARANTINO con TINEBRA, Ex commissario DIA, DOMENICO MILITELLO(AUDIO) conferma le dichiarazioni di ILDA BOCCASSINI
- 17 settembre 2021 âSCARANTINO nella  stanza con TINEBRAâ, nuovi dettagli al processo Depistaggio Borsellino  La TESTIMONIANZA di DOMENICO MILITELLO SEGUE
- 7 novembre 2021 COMMISSIONE ANTIMAFIA REGIONE SICILIA â Quando il picciotto della Guadagna decide di diventare il ânuovo Buscettaâ Â SEGUE
- 13.11.2021 â IL DIVIETO PREVISTO DALLA LEGGE rapporti MAGISTRATURA e SERVIZI SEGRETIÂ SEGUE
- 19 novembre 2021 Lâavvocato LUIGI LI GOTTI depone al âProcesso depistaggioâ AUDIO  A SCARANTINO promessi soldi âHo un ricordo molto vivo dellâinterrogatorio a Pianosa: Vincenzo Scarantino parlava come un fiume in piena, non câerano pause, era molto agitato. La seconda cosa che ricordo è che a un certo punto ci fu unâinterruzione. Potei parlare con lui da solo e mi disse quello che gli era stato promesso, ossia 400 milioni di lire fuori dal carcere e in localitĂ protetta. Il mio dovere fu quello di dire a Scarantino che erano tutte frottole. PerchĂŠ ciò che poteva avere dallo Stato era quello previsto dalla leggeâ. âScarantino, in un successivo momento, quando fece la ritrattazione, lo disse: lâunica persona che mi aveva detto la veritĂ era lâavvocato Li Gottiâ.Â
2022Â
- 26-27 aprile 10-11 maggio 2022 Requisitoria PM STEFANO LUCIANIal âProcesso depistaggioâ AUDIO e NEWS  PM STEFANO LUCIANI il piĂš grande depistaggio dâItalia nato a Pianosa. Come si arriva allâinterrogatorio del 24 giugno 1994? Quindici giorni dopo lâarresto di Vincenzo Scarantino, avvenuto il 29 settembre 1992, atterra sul tavolo del procuratore di Caltanissetta Tinebra una nota del Sisde con a capo Contrada, veicolata attraverso la Squadra Mobile di Caltanissetta nella quale incredibilmente, il Sisde anzichĂŠ dire che Scarantino è un piccolo delinquente di borgata, lo definisce un boss mafiosoâ. Lo ha detto nel corso della requisitoria del processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via DâAmelio il pm Stefano Luciani. Secondo lâaccusa gli imputati del processo, i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo avrebbero indotto il falso pentito Vincenzo Scarantino a dichiarare il falso, mediante minacce, pressioni psicologiche e maltrattamenti. âI suoi precedenti erano assolutamente distonici rispetto al quadro che si vuole rappresentare. Da quel momento Vincenzo Scarantino subisce un pressing asfissiante. A Venezia, a Busto Arsizio, viene sottoposto a interrogatori costanti e ripetuti. Vincenzo Scarantino arriva al 24 giugno 1994 che è un uomo esasperatoâ. âMi hanno spogliato nudo e mi colpivano i genitali con la paletta, mi dicevano di guardare a terra e mi colpivano se guardavo a terra, mi buttavano lâacqua gelata mentre dormivo nella cella. Tutto questo dietro la promessa: ti facciamo uscire da qui e ti diamo 200 milioni di lire. Questo raccontava Vincenzo Scarantino alla moglie Rosalia Basile ed è un clichĂŠ che si ripete con Salvatore Candura, al quale vengono fatte le stesse promesse e le stesse pressioni psicologiche. Alla fine Scarantino sotto il peso delle pressioni cede e si accolla le accuse: cioè il furto della Fiat 126 utilizzata come autobomba per la strage. Scarantino ha poi detto: ho recitato un copione esattamente come mi era stato detto di fare da Arnaldo La Barbera e dal poliziotto Mario Boâ, ha detto il pm Luciani.  ANSADepistaggio Borsellino, lâappello del pubblico ministero ai poliziotti imputati: âDopo 30 anni, è lâora di parlareâ Lâaccusa dei pm: âSulla strage il depistaggio dei poliziottiâ. Â
- 26 aprile 2022Â Depistaggio Borsellino, lâatto dâaccusa dei pm: âAlcuni poliziotti hanno mentito in aula, SCARANTINO subĂŹ torture in carcereâ.Nellâaula bunker di Caltanissetta, lâinizio della requisitoria nel processo in cui sono imputati tre poliziotti. âIl piĂš grande depistaggio della storia dâItaliaâ
- 6 maggio 2022 Difesa BO: âScarantino calunniatoreâ, a luglio la sentenza Il falso pentito Vincenzo Scarantino è âun calunniatoreâ che ânon è mai stato indottrinatoâ nĂŠ âdai poliziotti nĂŠ dai magistratiâ. Eâ ancora lâex pentito, che aveva  SEGUE
- 10 maggio 2022  SCARANTINO ritrattò giĂ nel â95? La ritrattazione del falso pentito Vincenzo Scarantino al giornalista Angelo Mangano è al centro del penultimo giorno della requisitoria del pm al processo sul depistaggio. Il pubblico ministero Stefano Lucianiha ricordato quando Scarantino, che secondo la Procura sarebbe stato indotto dai poliziotti ad accusare della strage persone innocenti, si mise in contatto con Mangano per confessare che dietro alle sue dichiarazioni câerano le pressioni della polizia. âScarantino mi disseâ ha raccontato il giornalista ai magistrati in un verbale letto in aula â che era stato torturato, che gli avevano fatto urinare sangue mentre era detenuto a Pianosa, che lui dellâattentato non sapeva nulla e che aveva accusato innocentiâ. La ritrattazione avvenne nel 1995. Finita lâintervista con Mangano il cronista ricevette una chiamata dalla questura in cui gli si disse che lo cercava lâex capo della Mobile Arnaldo La Barbera, allâepoca a capo del pool investigativo che indagava sulle stragi. âCapii che Scarantino era intercettato, altrimenti come avrebbero fatto a sapere della mia intervista?â, ha raccontato Mangano ai magistrati.
2023
- 19 febbraio 2023 âMi ha umiliatoâ, SCARANTINO rivela il confronto col boss CANCEMI â VIDEO Siamo a gennaio del â95, SCARANTINO  viene messo a confronto con tre boss(Salvatore Cancemi, Gioacchino La Barbera e Santino Di Matteo) chiamati in causa dallo stesso pentito, secondo cui avrebbero partecipato a un summit per lâeliminazione di Paolo Borsellino. I tre lo smentiscono e sostengono che lo Scarantino sia personaggio ÂŤtotalmente estraneo a Cosa NostraÂť. Il verbale dâesordio dello Scarantino era stato firmato il 24 giugno del 1994, sei mesi prima, e risulta giĂ pieno di annotazioni a margine da parte del poliziotto incaricato della sua tutela, il quale dirĂ però di aver scritto sotto richiesta dello stesso pentito che aveva difficoltĂ a leggere i verbali
- 20 febbraio 2023 Â Avvocato Di Gregorio : âSmascherammo Scarantino, ma non ci credetteroâ SEGUE
- 6 agosto 2023 SCARANTINO: io falso pentito di Stato in miseriaSEGUE
2024
- 9 gennaio 2024 Al processo dâappello depistaggio la deposizione di FRANCESCO ONORATO: âLa Barbera era vicino a Cosa nostra, uccise un rapinatore e dovevamo farlo fuoriâ SEGUE
- 9 gennaio 2024 âLe stragi di mafia le ha volute solo Cosa nostra o altri apparati? âNon lo so. Non ricordo se ci sono stati altri discorsi. So che le stragi erano dovute alle conseguenze del maxiprocessoâ. A dirlo è il pentito FRANCESCO ONORATO al processo dâappello sul depistaggio sulla strage di via DâAmelio. AUDIO
- 16 gennaio 2024 VITO GALATOLO âLa Barbera si incontrava con mio zioâSEGUE
- 18 gennaio 2024 Lâex magistrato AUGUSTO LAMA audito dalla Commissione Parlamentare Antimafia  SEGUE
- 20 gennaio 2024 Le cave, la mafia e Borsellino. Lâinchiesta torna dâattualitĂ . Lâavvocato FABIO TRIZZINO ricostruisce lâindagine SEGUE
- 23 gennaio e 1 febbraio 2024 Lâex magistrato GIOACCHINO NATOLIaudito dalla Commissione Parlamentare Antimafia  SEGUEÂ
- 25 gennaio 2024 Cosa Nostra e le cave. AUGUSTO LAMA: âLâindagine meritava piĂš attenzione dai colleghi di Palermoâ SEGUE
- 2 febbraio 2024 Condannato a ventâanni GAETANO SCOTTO. Era stato arrestato e poi scagionato perchĂŠ ingiustamente coinvolto dal falso pentito VINCENZO SCARANTINO per la Strage di Via DâAmelio SEGUE
- 10 febbraio 2024 AUDIO e NEWS La deposizione di GIOACCHINO GENCHIal âprocesso depistaggioâ  âLa strategia di Arnaldo La Barbera era di âvestire il pupoâ perchĂŠ a Roma non volevano che si andasse in una certa direzione che non fosse Cosa nostra e questo me lo disse La Barberaâ, che âera portatore di direttive precise. Non faceva nulla, se non sotto il controllo del Capo della polizia Parisi e di Luigi Rossi. La Barbera ha eseguito direttive e non ha mai agito autonomamente, oggi è fin troppo facile processare i mortiâ. Sono le parole dellâex poiliziotto e oggi avvocato Gioacchino Genchi, che per ore, stamattina ha deposto a Caltanissetta nel processo dâappello legato al depistaggio nelle indagini sulla strage di via DâAmelio in cui sono imputati tre poliziotti del gruppo âFalcone e Borsellinoâ, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, che avrebbero istruito il falso pentito Vincenzo Scarantino a dire il falso sulle stragi. Genchi ha parlato anche dellâagenda rossa di Borsellino, che a suo avviso non poteva essere nella borsa del magistrato e che dunque non sarebbe andata a fuoco ma sarebbe stata sottratta: âIo ritengo che â ha precisato Genchi â con lâagenda rossa Arnaldo La Barbera non câentri nulla. Lui questa cosa la attribuiva ai carabinieriâ.
- 10 febbraio 2024 GIOACCHINO GENCHI: âLA BARBERA:âMi diceva âNoi dobbiamo vestire il pupo cosĂŹ come èâ SEGUE
- 10 febbraio 2024 GIOACCHINO GENCHI: âA Roma non volevano che si andasse in una certa direzione che non fosse Cosa nostra e questo me lo disse La Barberaâ SEGUE
- 20 febbraio 2024  Depistaggio su Borsellino, saranno sentiti altri 4 poliziotti La decisione della Corte dâAppello di Caltanissetta. La Corte dâAppello di Caltanissetta presieduta da Giovanbattista Tona, nel corso dellâudienza di questo pomeriggio del processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via DâAmelio, ha accolto la richiesta del procuratore generale Maurizio Bonaccorso di ascoltare i testi Nicola Aiuto, Maurizio Zerilli, Giovanni Franco, Francesco Vaiana, tutti poliziotti, sulla circostanza relativa al rinvenimento dellâannotazione di servizio di Maurizio Zerilli sui sopralluoghi effettuati nel giugno â94.SEGUE  DEPISTAGGIO: chiesto il processo per altri 4Udienza preliminare per 4 poliziotti. Fissata a Caltanissetta, dinanzi al Gup David Salvucci, lâudienza preliminare, per il processo a carico di quattro poliziotti accusati di depistaggio. Si tratta di Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi, Angelo Tedesco e Maurizio Zerilli, accusati di aver dichiarato il falso deponendo come testi nel corso del processo di primo grado sul depistaggio delle indagini sulla strage di via DâAmelio. SEGUE
- Febbraio 2024 La Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dallâonorevole CHIARA COLOSIMO declassifica 36 documenti relativi alle indagini su Via DâAmelio SEGUE  âCi sono voluti 32 anni per leggere cose, a mio giudizio, importantissime e di cui non vi è traccia nei processi sulla strage di Via DâAmelio. Ho fatto bene a lasciare, tempo fa, il rassicurante riparo del campo base. Non so se riuscirò a raggiungere lâEverest. Ma guai a rinunciare al faticoso cammino verso la veritĂ .â FABIO TRIZZINO
- 27 febbraio 2024 Processo Borsellino, il Pg: Sul conto di ARNALDO LA BARBERA  versati tantissimi soldi in contanti  SEGUE news e audioDepistaggio Borsellino, quei due assegni tra poliziotti:  LA BARBERA versò 22 milioni di lire a LUIGI DE SENA SEGUE
- 28 febbraio 2024 Proseguita in Commissione Parlamentare Antimafia lâaudizione di SALVATORE BORSELLINO e FABIO REPICI SEGUE
- 1 marzo 2024 âNdrangheta stragista, depositate le motivazioni della sentenza SEGUE  âNdrangheta stragista,âconvergenza interessi mafie-politica SEGUE
- 5 marzo 2024Â Appello âProcesso Depistaggioâ Â Il Presidente della Corte dâAppello di Caltanissetta Giovambattista Tona annuncia la chiusura dellâistruttorio dibattimentale del processo. Alla sbarra ci sono tre poliziotti: Mario Bo, Fabrizio Matteo e Michele Ribaudo, con lâaccusa di concorso in calunnia aggravata dallâavare agevolato Cosa nostra. Il tribunale di Caltanissetta aveva dichiarato prescritte le accuse contestate a Mario Bo e Fabrizio Mattei, due dei tre poliziotti accusati di avere depistato le indagini sulla strage di via DâAmelio costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta. Assolto il terzo imputato, Michele Ribaudo. Al termine dellâudienza il Presidente della Corte Giovambattsta Tona ha annunciato le prossime date del processo: 26 marzo, 5, 9, 16, 23, 30 aprile. AUDIO UDIENZA
- 5 marzo 2024 a Caro Marziano la testimonianza di ANTONIO VULLO, sopravvissuto alla strage di Via DâAmelio SEGUE
- 5 marzo 2024 Al âprocesso dâappello depistaggioâ i poliziotti si oppongono a produzione atti. La procura generale vuole sottoporre i documenti trovati in casa di ARNALDO LA BARBERAÂ SEGUE AUDIO e NEWS
- 7 marzo 2024 TERESA PRINCIPATO lâex pm antimafia: âFalcone e Borsellino?. Due amici lasciati soliâ SEGUE
- 26 marzo 2024 Requisitoria PM allâappello del âProcesso depistaggio: âRapporti inquietanti con il Sisdeâ SEGUE
- 5 aprile 2024 presso il Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, svolge lâaudizione dellâavvocato UGO COLONNA, legale dellâex pentito MAURIZIO AVOLAnellâambito del filone dâindagine sulla strage di Via DâAmelio. Lâaudizione avviene su richiesta dellâavvocato Colonna per contestare quanto affermato in tale sede da parte dellâavvocato REPICI, legale di Salvatore Borsellino. VIDEO
- 9 aprile 2024 Caltanisetta, nuova udienza Appello processo depistaggio.Â
- 9 aprile 2024 A LUCIA BORSELLINO e FABIO TRIZZINO assegnato il âPREMIO FERDINANDO IMPOSIMATOâ SEGUE
- 16 aprile 2024 DEPISTAGGIO INDAGINI VIA DâAMELIO: chiesta la condanna per tre poliziotti AUDIO e NEWS
- 23 aprile 2024 Al âProcesso Appello Depistaggioâ arringa Avvocato FABIO TRIZZINO: âdisegno criminale devastante, sconcertante superficialitĂ pmâ SEGUE
- 30 aprile 2024 La parola alla difesa. SEMINARA: âPoliziotti ultimi in scala gerarchicaâ. âAberrante ritenere Scarantino attendibileâ SEGUE
- 7 maggio 2024 Depistaggio Borsellino, PANEPINTO legale di MARIO BO: âIl mio assistito ha dedicato la sua vita allo Stato. Un grande errore giudiziarioâ SEGUE
- AUDIO UDIENZE PROCESSO APPELLO DEPISTAGGIO
- 14.5.2024 ARRINGA DIFESA Mario Bo AUDIO
- 7.5.2024 ARRINGA DIFESA Mario Bo AUDIO
- 30.4.2023 ARRINGA DIFESA Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo AUDIO
- 23.04.2024 PARTI CIVILI TRIZZINO,DI GREGORIO,ALTRIÂ AUDIO
- 16.04.2024 Â REQISITORIA PM e PARTE CIVILE DACQUĂÂ AUDIO
- 9.04.2024 RINVIATAÂ AUDIO
- 26.03.2024 REQUISITORIA PMÂ AUDIO
- 5.03.2024 TESTE Â VAIANAÂ AUDIO
- 27.02.2024 TESTI: ZERILLI,AIUTO,FRANCOÂ AUDIO
- 20.02.2024 LETTURA ORDINANZAÂ AUDIO
- 10.02.2024 TESTE GENCHIÂ AUDIO
- 9.01.2024 Â TESTE Â ONORATOÂ AUDIO
- 14 maggio 2024 VIA DâAMELIO â âIL SOFFIO SULLA CENERE â Anatomia di un depistaggioâSEGUE
- 14 maggio 2024 VIA DâAMELIO â FABIO TRIZZINO a âIL SOFFIO SULLA CENERE â Anatomia di un depistaggioâ Â Â SEGUE
- 14 maggio 2024Â Processo appello Depistaggio Borsellino, difesa: âDai pm grave colpa, non leggerezzaâ Â SEGUE
- 21 maggio 2024 Stragi del 1993, generale MARIO MORI  indagato a Firenze SEGUE
- 4 giugno 2024 Depistaggio Borsellino, prescrizione per i poliziotti. TRIZZINO:âQuesta sentenza amplia la responsabilitĂ di Mattei e di Ribaudo ma anche di Boâ. ââA nome della famiglia Borsellino, che io rappresento, considerata lâassoluta serietĂ del collegio e rinviando ogni valutazione piĂš approfondita alla lettura delle motivazioni, credo che oggi sia stato fatto un passo importante in relazione a quello che è stato opportunamente definito il piĂš grave depistaggio della storia giudiziaria italianaâ, ha detto lâavvocato Fabio Trizzino, legale della famiglia del giudice Paolo Borsellino. âEâ una sentenza importante perchĂŠ, benchĂŠ abbia escluso lâaggravante agevolativa, amplia lo spettro della responsabilitĂ sia di Mattei che di Ribaudo, e anche di Bo.  Probabilmente la Corte riuscirĂ a spiegare bene i motivi per cui nonostante le nostre prospettazioni lâaggravante sia stata ritenuta insussistenteâ.  âIo sono soddisfatto perchĂŠ viene sancito, con fermezza, che tre appartenenti alla polizia di stato hanno concorso a depistare le indagini sulla strage di via DâAmelio e io ritengo che questo sia un fatto estremamente grave.  Per certi versi dispiace che a pagare siano solo loro perchĂŠ questo processo presenta numerosi convitati di pietra che avrebbero dovuto essere sul banco degli imputati, ma purtroppo quando lo Stato esercita la propria potestĂ punitiva a 30 anni di distanza dagli eventi questo è il rischio che si correâ. SEGUE
- 4 giugno 2024 Dichiarazione avvocato FABIO TRIZZINO, legale famiglia Borseggiatore, al termine della lettura della Sentenza di appello del âProcesso depistaggioâ. AUDIO
- 3 luglio 2024 MAFIA e APPALTI: ex pm GIOACCHINO NATOLI indagato per favoreggiamento  SEGUE
- 5 luglio 2024  Lâex PM GIOACCHINO NATOLI  si avvale della facoltĂ di non rispondere SEGUE
- 11 luglio 2024 I figli di Borsellino citano la presidenza del Consiglio e il Viminale. Le precisazioni dellâavvocato Trizzino SEGUE
- 13 luglio 2024 LUCIA BORSELLINO: âMio padre è stato oltraggiato anche da mortoâ SEGUE
- 19 luglio 2024 Lâatto dâaccusa di MANFREDI BORSELLINO: âQuella strana telefonata di Giammancoâ. E nellâinchiesta mafia e appalti spunta un nuovo documento SEGUE
- 30 luglio 2024 Borsellino e âmafia e appaltiâ: ascoltati anche SCARPINATO e altri magistrati  SEGUE
- 31 luglio 2o24 MAFIA e APPALTI â Lâex procuratore GIUSEPPE PIGNATONE indagato per favoreggiamento alla mafia SEGUE
- 1 agosto 2024 Inchiesta MAFIA e APPALTI. I clamorosi sviluppi delle indagini condotte dalla Procura di Caltanissetta SEGUE
- 25 settembre 2024 Strage Borsellino, no allâincidente probatorio sullâesplosivo: il giudice rigetta la richiesta dellâavvocato dellâex pentito MAURIZIO AVOLA SEGUE
- 3 ottobre 2024 Strage Borsellino, il gip: âPalazzo Chigi e Viminale responsabili civili del depistaggioâ ammessi solo i figli di Borsellino come parti civiliSEGUE
- 11 ottobre 2024 Il quotidiano La VeritĂ svela i colloqui intercorsi fra gli ex pm SCARPINATO e NATOLI in vista dellâaudizione in Commissione Antimafia richiesta da NATOLI Â per controbattere allâaudizione di LUCIA BORSELLINO e FABIO TRIZZINO SEGUE
- 13 ottobre 2024 Il quotidiano La VeritĂ punta il dito sullâarchiviazione da parte di SCARPINATO, PIGNATONE e TERESI dellâindagine sul proprietario della  villa/covo di Salvatore Riina SEGUE
- 19 ottobre 2024 Nelle sale cinematografiche esce âPAOLO VIVEâ docufilm dedicato a Paolo Borsellino SEGUE
- 31 ottobre 2024 SALVATORE BORSELLINO ufficializza la rottura anche personale con i figli del fratello Paolo SEGUE
- 31 ottobre 2024 Durante la conferenza stampa in Senato (âVogliamo tutta la veritĂ sulle stragiâ) il Senatore Roberto Scarpinato ha affermato: âHo depositato una memoria di 57 pagine dove ho elencato analiticamente tutti i buchi neri delle stragi indicando tutti i testi che dovevano essere sentiti, tutti i documenti che dovevano essere acquisiti indicando anche piste che nessuno aveva mai coltivato. Non solo non è stato sentito un solo testimone, ma da quel momento in poi ho sentito un ostracismo crescente, ho sentito montare unâinsofferenza nei miei confrontiâ. LA MEMORIA
- 7 novembre 2024 VIA DâAMELIO, Â udienza preliminare e discussione al processo âDepistaggio Bisâ. Sul banco degli imputati 4 poliziotti SEGUE
- 15 novembre 2024 Depistaggio Borsellino: legale figli giudice, ârinvio a giudizio poliziotti? No commentâŚâSEGUE
- 16 novembre 2024 DEPISTAGGIO BIS â FIAMMETTA BORSELLINO: âIl poliziotto che depistò ĂŠ ancora al suo posto. Una vergogna. SEGUE
- 17 novembre 2024 Â A Caltanisetta prima udienza del processo âBorsellino Bisâ
- 7 dicembre 2024 Dopo 26 anni ritrovate le intercettazioni sugli interessi di cosa nostra al Nord SEGUE
- 18 dicembre 2024 Depistaggio Borsellino: slitta inizio processo, giudice si è astenuto per incompatibilità  SEGUE
2025
- 21 gennaio 2025 â Depistaggio Borsellino, accusa e difesa: âIl presidente della corte è incompatibile, era giudice a latere nel processo principaleâ SEGUE
- 29 gennaio 2025 STRAGE VIA DâAMELIO â CARMELO CANALE audito dalla COMMISSIONE ANTIMAFIA SEGUE
- 31 gennaio 2025 MAURIZIO AVOLA â Strage Via DâAmelio â PM chiedono archiviazione: âAvola menteâ Â SEGUE
- 3 febbraio 2025 Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone, accusati di aver insabbiato, nei primi anni â90, unâindagine sui legami tra imprenditori palermitani come Antonino Buscemi e la mafia. Â SEGUE
- 6 febbraio 2025 VIA DâAMELIO: crolla la pista nera  SEGUE
- 22 febbraio 2025 GIUSEPPE TRICOLI: la testimonianza di LUCIA BORSELLINO alla presentazione della biografia a trentâanni dalla morte  SEGUE
- 18 marzo 2025 SCARPINATO, NATOLI e le intercettazioni. . Non saraâ la Corte costituzionale a doversi occupare delle intercettazioni delle conversazioni del senatore M5s Roberto Scarpinato, giaâ procuratore Antimafia, con il pm Gioacchino Natoli, trasmesse dalla Procura di Caltanissetta alla commissione Antimafia.La Giunta per le immunitaâ e le autorizzazioni di Palazzo Madama ha infatti bocciato a maggioranza la proposta di sollevare conflitto diattribuzione sostenuta da tutta lâopposizione.La procedura parlamentare si conclude con il voto contrario dellâorganismo di Palazzo Madama e non dovraâ passare al vaglio dellâAssemblea. Â Scarpinato aveva sollevato la questione con la richiesta alla Giunta di valutare se la gestione delle intercettazioni fatta dalla Procura nissena fosse legittima o se fossero state violate, invece, le sue prerogative parlamentari, dal momento che i magistrati di Caltanissetta non hanno chiesto lâautorizzazione al Senato prima di trasmettere il contenuto degli ascolti allâAntimafia.Si tratta di 33 intercettazioni disposte dalla Procura di Caltanissetta nelle indagini che riguardano lâex pm palermitano Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento con lâaccusa di aver partecipato allâinsabbiamento di una vecchia indagine partita da Massa Carrara sui fratelli Buscemi.
- 25 marzo 2025 Depistaggio Borsellino, richieste costituzione di parte civile al processo a carico di quattro poliziotti  SEGUE
- 13 maggio 2025 Â VIA DâAMELIO â DE DONNO e MORI oggi di nuovo in COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA SEGUE
- 14 maggio 2025 Â 5Stelle attaccano CHIARA COLOSIMO per gestione lavori Commissione Antimafia SEGUE
- 15 maggio 2025 Stop ai conflitti di interesse in Commissione antimafia  SEGUE
- 22 maggio 2025 STRAGE di CAPACI: il giudice smentisce la pista nera SEGUE
- 23 maggio 2025 PALERMO Anniversario Strage di Capaci, FIAMMETTA BORSELLINO: troppa retorica non ho sentito la parola veritĂ SEGUE
- 10 giugno 2025 Il programma di RAI 2, LINEA DI CONFINE, dedica una puntata alle storie di Falcone e Borsellino e al dossier MAFIA E APPALTIquale possibile causa della strage di Via DâAmelio SEGUE
- 18.6.2025 PAOLO BORSELLINO alla maturitĂ . Il commosso ringraziamento di FIAMMETTA, LUCIA e MANFREDI Â SEGUE
- 24 giugno 2025 Depistaggio Borsellino: legale poliziotto chiede rinvio per difetto di notifica, sospesa udienza SEGUE
- 25 giugno 2024 Assegnata la scorta a FABIO TRIZZINO, legale dei figli di Paolo Borsellino  SEGUE
- 25 giugno 2025 A 33 anni di distanza dalle stragi di mafia, spunta un documento sullâeccidio di Capaci nel quale compare la firma del giudice Paolo Borsellino. Â SEGUE
- 26 giugno 2025 Perquisite le case dei figli dellâex Procuratore di Caltanisetta GIOVANNI TINEBRA, alla ricerca dellâagenda rossa di Borsellino. Conferma che faceva parte si una loggia massonica segreta. Â SEGUE
- 30 giugno 2025 Alla Camera cerimonia per Borsellino, la borsa del giudice esposta a Montecitorio SEGUE
- 1 luglio 2025  PerSALVATORE BORSELLINO i figli di suo fratello hanno condiviso  âuna squallida cerimoniaâ in memoria del loro padre.  SEGUE
- 2 luglio 2025 SolidarietĂ , vicinanza e affetto a FIAMMETTA, LUCIA e MANFREDI BORSELLINO e allâavvocato FABIO TRIZZINOÂ SEGUE
- 5 luglio 2025 Mafia e appalti, brogliacci delle intercettazioni ritrovati dopo 30 anni: GIOACCHINO NATOLI sentito per 12 ore SEGUE
- 8 luglio 2025,Via DâAmelio, lâex pm antimafia VITTORIO TERESI : âChi aveva interesse a occultare la veritĂ oggi ha nome e cognomeâ Â SEGUE
- 9 luglio 2025 Insabbiamento indagine su mafia e appalti, PIGNATONE interrogatoa Caltanissetta SEGUE
- 16 luglio 2025 Lâattacco di SALVATORE BORSELLINO: depistaggio istituzionale di Procura e Commissione Antimafia SEGUE
- 17 luglio 2025 MANFREDI BORSELLINO: mio padre è stato lasciato solo da troppe persone vicine a lui  SEGUE
- 19 luglio 2025 Caltanissetta. Il procuratore DE LUCA: lo Stato deve chiedere scusa alla FAMIGLIA BORSELLINO tante volte  SEGUE
- 3o luglio 2025 Lâattacco del dottor ANTONINO DI MATTEO alla COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA Â SEGUE
- 30 luglio 2025 Caltanissetta. Il procuratore DE LUCA: lo Stato deve chiedere scusa alla FAMIGLIA BORSELLINO tante volte SEGUE
- 31 luglio 2025 GIANCARLO CASELLI in Commissione Parlamentare Antimafia: ÂŤLe stragi di Capaci e di via dâAmelio sono una vendetta postuma di Cosa nostra contro Falcone e Borsellino  SEGUE
- 16 agosto 2025 Nuovo duro attacco di SALVATORE BORSELLINO alla Procura di Caltanisetta SEGUE
- 16 agosto 2025 SALVATORE BORSELLINO: âLe posizioni processuali mie e quelle dei figli di Paolo e del loro avvocato sono sicuramente nettamente distinte.â Â Â SEGUE
- 16 agosto 2025 PAOLO BORSELLINO: lâamicizia con GIOVANNI FALCONE nacque alla Kalsa ma secondo il fratello ĂŠ una favola  SEGUE
2026
- 30 maggio 2026 Via DâAmelio, dopo 24 anni revocata condanna per calunnia a Scarantin0 Difesa valuta la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. Revocata dalla Corte dâappello di Perugia la condanna a otto anni per calunnia aggravata inflitta nel 2002 a Vincenzo Scarantino, protagonista delle prime ricostruzioni giudiziarie sulla strage di via DâAmelio â in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta â poi rivelatesi frutto di un depistaggio.  I giudici hanno accolto lâistanza di revisione presentata dal difensore Vania Giamporcaro. Anche la Procura generale aveva chiesto lâassoluzione condividendo la richiesta della difesa.  La sentenza revocata era stata emessa il 27 dicembre 2002 dal gip di Roma, Renato Croce, e riguardava lâaccusa di avere calunniato magistrati, dirigenti e funzionari di polizia, agenti penitenziari e il collaboratore di giustizia Francesco Andriotta. La pena, giĂ interamente scontata, prevedeva anche una misura di sicurezza di tre anni.  Lâaccusa di calunnia nacque dopo la ritrattazione resa da Scarantino durante il processo dâappello âBorsellino unoâ, quando il 24 settembre 1998 negò il proprio coinvolgimento nella strage di via DâAmelio e denunciò pressioni e condizionamenti investigativi subiti dal gruppo investigativo âFalcone-Borsellinoâ, guidato dallâallora questore Arnaldo La Barbera. Negli anni successivi le sentenze sul depistaggio hanno accertato la falsitĂ delle accuse sostenute da Scarantino nelle prime fasi investigative.  Nel processo âBorsellino quaterâ, Francesco Andriotta è stato condannato per calunnia aggravata ai danni dello stesso Scarantino e di altri soggetti coinvolti nelle false ricostruzioni. La difesa di Scarantino, che lo ha definito âun calunniatore calunniato e vittima del sistemaâ, valuterĂ ora lâeventuale richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. (ANSA).
SCARANTINO NON ERA UN CALUNNIATORE ERA UN CONGEGNO
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